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Legislatura 17ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 475 del 11/04/2017


La senatrice LO MORO (Art.1-MDP), nel comprendere le sollecitazioni avanzate dalla senatrice De Petris, ritiene che sia necessario assumere un indirizzo coerente sul tema della identificazione degli appartenenti alle forze dell'ordine in occasione di attività di ordine pubblico. Si associa quindi alla richiesta, indirizzata al Governo, di fornire chiarimenti su quali possano essere gli strumenti normativi, da apprestare in tempi congrui, per poter risolvere una questione tanto sensibile.

Allo stesso tempo, ritiene che debba essere compiuto ogni sforzo per poter concludere l'iter parlamentare del disegno di legge volto ad introdurre nell'ordinamento il reato di tortura. Anche in questo caso, si tratta, a suo avviso, di un profilo che attiene alla civiltà giuridica del Paese e che merita, pertanto, la massima attenzione.

 

Il vice ministro BUBBICO rassicura circa la volontà del Governo di giungere ad una soluzione quanto più possibile rapida affinché, anche nell'ordinamento italiano, sia previsto un sistema di identificazione degli appartenenti delle forze dell'ordine nello svolgimento di attività di ordine pubblico.

Ricorda che, in sede di esame presso l'altro ramo del Parlamento, il Governo ha presentato un emendamento in materia, che però ha ritirato per ragioni tecniche, con l'intento di ripresentarlo nel corso dell'esame in seconda lettura in Senato. Purtroppo, l'approssimarsi della scadenza per la conversione in legge del decreto non consente di apportare modifiche che, se accolte, determinerebbero la necessità di un terzo passaggio parlamentare.

Ribadisce, però, l'immutato intendimento del Governo per una definizione legislativa della questione. Manifesta pertanto un orientamento favorevole affinché l'iter di esame del disegno di legge di iniziativa parlamentare, già avviato in Commissione, possa concludersi in tempi congrui.

Per quanto attiene all'ulteriore questione sollevata dalla senatrice Lo Moro, assicura che rappresenterà tale sollecitazione nelle sedi competenti, esprimendo, a titolo personale, la propria condivisione sulla necessità di provvedere, anche in questo caso in tempi certi, ad una definizione normativa del reato di tortura.