Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub

Versione HTML base



Legislatura 17ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 474 del 06/04/2017


     Il senatore CANDIANI (LN-Aut) dichiara di condividere alcune delle finalità del provvedimento, il quale - a suo avviso - propone soluzioni da tempo individuate dalla Lega come idonee a promuovere la sicurezza urbana, soprattutto nei contesti più critici.

In particolare, valuta positivamente le norme contenute all'articolo 5, con specifico riferimento ai patti per l'attuazione della sicurezza urbana. Osserva, al riguardo, che il coinvolgimento dei cittadini nella tutela e nella salvaguardia del proprio ambiente di vita costituisce uno strumento essenziale per garantire la sicurezza nelle città. Peraltro, testimonia come in molti territori i cittadini si siano spontaneamente organizzati per il controllo dei propri quartieri, attraverso strumenti, definiti "patti di vicinanza", volti a favorire anche una maggiore socializzazione e a promuovere dinamiche solidali, come pure allo scopo di accrescere il senso di responsabilità verso il proprio ambiente e la comunità di appartenenza.

            Si sofferma, quindi, sulle disposizioni contenute all'articolo 10, che detta le modalità esecutive delle misure di allontanamento, prevedendo, in caso di recidiva nelle condotte illecite, la possibilità, per il Questore, di vietare l'accesso ad una determinata area, in analogia con la disciplina del Daspo nelle manifestazioni sportive. Al riguardo, anticipa la presentazione di un ordine del giorno, con il quale chiedere l'applicazione delle leggi esistenti, le quali già contengono norme volte a prevenire, soprattutto in occasione di manifestazioni pubbliche, possibili disordini e incidenti, attraverso misure di interdizione personale.

            Con riferimento ai poteri del Sindaco in qualità di ufficiale di Governo, ritiene che il decreto-legge presenti alcune carenze, in quanto non idoneo a valorizzare adeguatamente la funzione del Sindaco, che invece riveste un ruolo centrale nel controllo della sicurezza della sua città, soprattutto perché ne conosce il territorio e le relative dinamiche sociali. In proposito, esprime le proprie riserve circa la scelta, compiuta dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 115 del 2011, attraverso la quale si è ritenuto illegittimo il potere di ordinanza dei sindaci, ove non limitato ai casi contingibili o urgenti.