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Legislatura 17ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 474 del 06/04/2017


         La senatrice BERNINI (FI-PdL XVII), nel richiamare alcune osservazioni formulate in sede di esame dei presupposti di necessità ed urgenza, evidenzia criticamente le possibili sovrapposizioni tra la normativa introdotta con il decreto-legge e quella vigente.

In primo luogo, ritiene improprio il ricorso allo strumento della decretazione d'urgenza, anche perché sono integralmente riprodotte formule desunte dalla normativa introdotta dai governi di centro-destra all'inizio della XVI legislatura, seppur con alcune eccezioni. Tra queste ultime segnala, manifestando le proprie riserve, le disposizioni che consentono di derogare a determinate condizioni agli obblighi di sgombero delle abitazioni occupate abusivamente e agli obblighi di distacco delle utenze abusive.

Rileva, inoltre, che alcune misure, fortemente enfatizzate dal Governo, con particolare riguardo ai patti per l'attuazione della sicurezza urbana, appaiono ormai strumenti non più innovativi, anche perché conosciuti e sperimentati ormai da molti anni. Inoltre, alcune disposizioni presentano un carattere meramente programmatico, pure dichiarazioni di intenti che, seppur condivisibili, non hanno alcuna capacità di incidere sull'ordinamento, in quanto risultano prive di precettività e cogenza, oltre che non adeguatamente accompagnate da idonee coperture finanziarie.

            La stessa attribuzione di molteplici poteri ai sindaci in materia di sicurezza urbana presenta profili di rilevante criticità, anche in questo caso perché non sono contestualmente assegnate adeguate risorse finanziarie e strumentali agli amministratori locali, che pure operano in contesti difficili, soprattutto con riferimento ai territori gravati dal fenomeno dell'immigrazione.

            Ritiene che sarebbe stato necessario piuttosto intervenire con misure a sostegno delle forze di polizia, tenendo conto dell'impegno ad esse richiesto non solo per garantire la sicurezza del territorio, ma anche nell'ambito dei procedimenti di identificazione degli immigrati.

            Con particolare riguardo all'articolo 15, segnala che nel codice antimafia è stato inserito, all'articolo 6, il comma 3-bis, il quale consente l'applicazione ai sorvegliati speciali dei cosiddetti "braccialetti elettronici". Anche in questo caso, a suo avviso, il provvedimento mostra evidenti limiti quanto alla sua concreta attuazione, considerando che il costo di un braccialetto elettronico è talmente elevato da rendere impossibile una sua diffusa utilizzazione.