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Legislatura 17ª - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 377 del 04/04/2017


Il senatore CUCCA (PD) illustra il decreto-legge in titolo ricordando innanzitutto che lo stesso - già esaminato in sede di conversione dall'altro ramo del Parlamento - si articola in due Capi dedicati, rispettivamente, alla collaborazione interistituzionale per la promozione della sicurezza integrata e della sicurezza urbana (Capo I) ed alle disposizioni a tutela della sicurezza delle città e del decoro urbano (Capo II).

Sul provvedimento in oggetto la Commissione è chiamata a rendere parere alla Commissione affari costituzionali. Appare quindi opportuno, pur dando conto del contenuto dell'intero provvedimento, soffermarsi sulle disposizioni di diretta competenza della Commissione giustizia (e quindi in particolare sugli articoli di cui al Capo II).

Passando al merito nell'ambito del Capo I, la Sezione I - composta dagli articoli da 1 a 3 - reca disposizioni in materia di sicurezza integrata. Più nel dettaglio l'articolo 1 individua quale ambito di applicazione della sezione la disciplina delle modalità e degli strumenti di coordinamento tra Stato, Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano ed enti locali in materia di politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata; l'articolo 2 individua, quale primo livello di programmazione e determinazione delle competenze, le linee generali delle politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata, finalizzate, prioritariamente, a coordinare l'esercizio delle competenze dei soggetti istituzionali coinvolti; l'articolo 3 prevede che lo Stato, le Regioni e le Province autonome possano concludere specifici accordi per la promozione della sicurezza integrata. La Sezione II del Capo I, agli articoli da 4 a 8, interviene, poi, in materia di sicurezza urbana. Nello specifico, l'articolo 4 provvede a individuare alcune aree di intervento per la promozione della sicurezza urbana; l'articolo 5 indica i patti per l’attuazione della sicurezza urbana tra i principali strumenti per la promozione della sicurezza nelle città; l'articolo 6 istituisce il comitato metropolitano per l'analisi, la valutazione e il confronto sulla sicurezza nelle città metropolitane; l'articolo 7 prevede che, nell’ambito delle linee guida sulle politiche di sicurezza e dei patti locali per la sicurezza urbana, possano essere individuati obiettivi specifici per incrementare i servizi di controllo e di valorizzazione del territorio; l'articolo 8, da ultimo, reca alcune modifiche al testo unico degli enti locali.

Di interesse della Commissione giustizia sono, come segnalato, soprattutto le disposizioni di cui al Capo II del decreto-legge,  in materia di sicurezza e decoro delle città.

L'articolo 9 prevede la contestuale irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria e di un ordine di allontanamento nei confronti di chi, in violazione dei divieti di stazionamento e di occupazione di spazi, impedisca la libera accessibilità e fruizione di infrastrutture, fisse e mobili, ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico locale, urbano o extraurbano e delle relative pertinenze. La competenza all’adozione dei provvedimenti è del sindaco del Comune interessato e i proventi delle sanzioni sono destinati a interventi di recupero del degrado urbano. È prevista la misura dell’allontanamento anche per chi, nei medesimi spazi, viene trovato in stato di ubriachezza, compie atti contrari alla pubblica decenza o esercita il commercio abusivo. La misura dell'allontanamento, in seguito ad una modifica introdotta dalla Camera dei deputati è stata prevista anche per chi, in quelle aree, esercita l'attività di parcheggiatore o guardiamacchine abusivo.

L'articolo 10 disciplina le modalità esecutive di tale misura di allontanamento. In primo luogo, la recidiva nelle condotte illecite comporta la possibile adozione da parte del questore di un divieto di accesso a una o più delle aree espressamente indicate per un massimo di sei mesi, soggetto a convalida in analogia alla disciplina del DASPO nelle manifestazioni sportive, prevista dalla legge n. 401 del 1989. La Camera dei deputati ha poi ripristinato - fino al 30 giugno 2020 - l’efficacia della disciplina sull’arresto in flagranza differita e sull’applicazione delle misure coercitive nei confronti degli imputati di reati commessi in occasione di manifestazioni sportive, la cui vigenza è scaduta il 30 giugno 2016. Si prevede, inoltre, che nel caso di reati commessi con violenza alle persone o alle cose per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza, quando non è possibile procedere immediatamente all'arresto per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica, si considera comunque in stato di flagranza chi ne risulti autore, sulla base di documentazione video fotografica, sempre che l'arresto sia compiuto non oltre il tempo necessario alla sua identificazione e, comunque, entro le 48 ore dal fatto. Tali disposizioni hanno anch'esse efficacia fino al 30 giugno 2020.

L'articolo 11 interviene in materia di occupazioni arbitrarie di immobili. In particolare, la disposizione definisce i percorsi attraverso i quali l’autorità di pubblica sicurezza, sentito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, può mettere a disposizione la forza pubblica per procedere allo sgombero in esecuzione di provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Nell'indicare le priorità di cui si deve tener conto nell'impiego della forza pubblica, una modifica introdotta dalla Camera ha fatto salva la tutela dei nuclei familiari in situazioni di disagio economico e sociale.

L'articolo 12 attribuisce poi al questore, in caso di reiterata inosservanza delle ordinanze in materia di orari di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche, il potere di sospendere l'attività per un massimo di 15 giorni. Inoltre, è estesa la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dalla legge n. 125 del 2001 in caso di vendita di bevande alcoliche ai minori di anni 18, anche alle ipotesi di loro somministrazione. Se il fatto è commesso più di una volta, è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria insieme alla sospensione dell'attività da 15 giorni a tre mesi.

L’articolo 12-bis, inserito nel corso dell'esame alla Camera, estende il potere del questore di sospensione della licenza per motivi di ordine pubblico, attualmente rivolto ai pubblici esercizi, anche agli esercizi di vicinato, attraverso una modifica dell'articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto n. 773 del 1931.

L'articolo 13 prevede ulteriori misure inibitorie temporanee, finalizzate alla prevenzione dello spaccio di stupefacenti in locali pubblici o aperti al pubblico, adottabili anche nei confronti di minori di 14 anni. Il questore potrà disporre, nei confronti di soggetti condannati nell’ultimo triennio per reati di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, il divieto di accesso nei locali pubblici o nei pubblici esercizi in cui sono stati commessi gli illeciti. In base a una modifica introdotta dalla Camera, il divieto è disposto individuando modalità applicative compatibili con le esigenze di mobilità, salute, lavoro e studio del destinatario dell'atto. La violazione delle misure adottate dal questore è punita con una sanzione pecuniaria amministrativa e con la sospensione della patente.

L'articolo 14 detta alcune disposizioni per favorire l'attivazione del numero unico europeo 112 nelle Regioni.

L'articolo 15 modifica la disciplina sulle misure di prevenzione personali contenuta nel decreto legislativo n. 159 del 2011 (cosiddetto "Codice antimafia"), coordinandola con quanto previsto dal decreto legge. La prima modifica riguarda l’articolo 1, lettera c), relativo ai destinatari delle misure di prevenzione personali adottate dal questore. Alla lettera c) sono aggiunti agli elementi di fatto sulla cui base sono adottate le misure, le reiterate violazioni del foglio di via obbligatorio e dei divieti di frequentazione di determinati luoghi previsti dalla normativa vigente (comprese, quindi, le ipotesi introdotte dal decreto-legge in esame). Una seconda modifica riguarda l’articolo 6 del Codice antimafia relativo alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, una delle misure di prevenzione personali adottate dall’autorità giudiziaria (tribunale). E’ aggiunto all’articolo 6 un comma 3-bis che prevede che, per la tutela della sicurezza pubblica, ai sorvegliati speciali, con il loro consenso e accertata la disponibilità dei dispositivi, possano essere applicati i cosiddetti braccialetti elettronici (o altri strumenti tecnici).

L'articolo 16 integra la formulazione dell'articolo 639 del codice penale in materia di deturpamento e imbrattamento di cose altrui. Più nel dettaglio, è stabilito che, se il reato è commesso su beni immobili, su mezzi di trasporto pubblici o privati o su cose di interesse storico o artistico, il giudice può subordinare l’applicazione della sospensione condizionale della pena all’obbligo di ripristino e ripulitura dei luoghi oggetto dell’illecito oppure, ove ciò non sia possibile, alla corresponsione delle spese di ripristino e ripulitura ovvero alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività.

Infine, l'articolo 16-bis, introdotto durante l'esame presso l'altro ramo del Parlamento, inasprisce le sanzioni previste dall'articolo 7 del codice della strada, per coloro che esercitano abusivamente l'attività di parcheggiatore o guardiamacchine. Più in particolare la disposizione non interviene sulla fattispecie dell'illecito, ma si limita ad elevare la sanzione amministrativa - già contemplata dall'articolo - sia nel minimo che nel massimo, portandola dagli attuali "da euro 772 a euro 3.104" a "da euro 1.000 ad euro 3.500".