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Legislatura 17ª - Commissioni 1° e 2° riunite - Resoconto sommario n. 34 del 15/03/2017


Il senatore MAZZONI (ALA-SCCLP) precisa, preliminarmente, che alcune delle proposte di modifica intendono superare i profili di incostituzionalità del provvedimento, segnalati anche da esperti di diritto costituzionale nel corso delle audizioni informali.

Passa, quindi, a illustrare gli emendamenti a propria firma. In particolare, gli emendamenti 1.11, 1.12 e 1.20 sono volti ad ampliare da 14 a 26 il numero delle sezioni specializzate, al fine di garantire il diritto alla prossimità del giudice e agevolare l'attività dei difensori provenienti da sedi diverse. Ritiene, inoltre, che l'accentramento dei procedimenti in pochi tribunali rischia di accentuare le attuali difficoltà degli uffici giudiziari coinvolti, il cui carico di lavoro è destinato ad aumentare in quanto non si provvede ad incrementare le piante organiche degli uffici in cui è istituita la sezione specializzata.

Quanto alla composizione delle sezioni specializzate, di cui all'articolo 2 del decreto-legge in esame, ritiene opportuno che quindi la conoscenza della lingua francese sia inserita tra i titoli preferenziali per l'assegnazione dei magistrati, come proposto con l'emendamento 2.11.

Gli emendamenti 3.2, 3.6, 3.11, 3.13, 3.15 e 3.20 sono volti a trasferire alle nuove sezioni specializzate tutte le funzioni giudiziarie in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché in materia di cittadinanza italiana, trattandosi di questioni tra loro strettamente connesse ma attualmente ripartite fra il giudice di pace, il giudice amministrativo e il giudice ordinario.

Con gli emendamenti 6.12, 6.17 e 6.22 si modifica la nuova disciplina delle notificazioni delle decisioni delle commissioni territoriali, in quanto vi è il rischio che si verifichino disfunzioni e abusi nelle situazioni di irreperibilità, con pregiudizio al diritto alla difesa, dal momento che dalla notificazione della decisione della commissione decorrono i termini per l'impugnazione. 

Quanto alla videoregistrazione del colloquio con la commissione territoriale, gli emendamenti 6.30, 6.34, 6.50 e 6.57 sono volti a consentire che essa sia immediatamente disponibile per lo straniero e il suo difensore. L'emendamento 6.65, invece, prevede la facoltà di rifiutare la videoregistrazione per gravi ragioni di salute o religiose, oppure per timori di persecuzione.

Si sofferma, quindi, sull'emendamento 6.100, che rafforza la garanzia del contraddittorio, stabilendo che l'udienza sia convocata dal giudice anche su richiesta delle parti, salvo che lo stesso ritenga di avere già elementi sufficienti per il riconoscimento dello status di rifugiato.

Segnala, in particolare, l'emendamento 6.118, con il quale si intende ripristinare la garanzia del doppio grado di merito, peraltro prevista nell'ordinamento italiano anche per controversie civili di minor valore. Sarebbe incomprensibile, a suo avviso, l'eliminazione dell'appello proprio nell'accertamento della sussistenza in capo allo straniero di un rischio di persecuzione o esposizione a torture e maltrattamenti.

Si sofferma, infine, sull' emendamento 12.10, che mira a integrare gli uffici delle commissioni territoriali con personale altamente specializzato, e sull'emendamento 18.16, volto ad abrogare i reati di ingresso e soggiorno illegali. In questi anni, infatti, sono aumentati i procedimenti penali per tali reati, che però non hanno frenato i flussi migratori..