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Legislatura 17ª - Commissioni 1° e 2° riunite - Resoconto sommario n. 34 del 15/03/2017


Il senatore MALAN (FI-PdL XVII) illustra l'ordine del giorno G/2705/14/2, con cui si impegna il Governo ad adottare misure finalizzate al contrasto dei trafficanti di esseri umani, i quali ormai, appena fuori dalle acque territoriali libiche, costringono i migranti ad abbandonare gli scafi. In questo modo, essi limitano persino il consumo di carburante, approfittando delle operazioni di soccorso, spesso effettuate da organizzazioni che poi si limitano a trasportare i naufraghi sul territorio italiano. Conseguentemente, l'ordine del giorno G/2705/15/2 impegna il Governo a rispettare l'area di intervento prevista dall'operazione Triton, salvo in caso di segnalazione di persone in pericolo.

Con l'ordine del giorno G/2705/16/2 si intende promuovere la modifica delle norme internazionali, per fare in modo che le persone soccorse nel mar Mediterraneo siano portate nel porto sicuro più vicino e non necessariamente in Italia. Infine, l'ordine del giorno G/2705/17/2 impegna il Governo a programmare misure stabili di sostegno a favore delle famiglie italiane, in proporzione alle risorse stanziate per i migranti, anche per contrastare il calo della natalità.

Passa, poi, a illustrare le proposte di modifica a propria firma. Con l'emendamento 8.42, si prevede che nelle attività di utilità sociale siano impiegati solo i titolari di protezione internazionale, e non anche i richiedenti, per evitare effetti depressivi sul mercato del lavoro, soprattutto a danno dei cittadini italiani. Con la medesima finalità, ritiene opportuno precisare che tali attività non possano sostituire rapporti di lavoro o forniture già esistenti, anche se temporanei, come proposto dall'emendamento 8.50.

Con l'emendamento 8.56 si intende evitare che i progetti presentati dai Comuni che prestano i servizi di accoglienza siano esaminati con priorità ai fini dell'assegnazione delle risorse europee.

Infine, l'emendamento 17.19 è finalizzato ad accelerare le procedure burocratiche per l'identificazione, stabilendo che il rischio di fuga si configura nel caso che lo straniero rifiuti di sottoporsi ai rilievi, senza che questo comportamento debba essere reiterato.