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Legislatura 17ª - Commissioni 1° e 2° riunite - Resoconto sommario n. 34 del 15/03/2017


La senatrice DE PETRIS (Misto-SI-SEL) riprende l'illustrazione delle proposte di modifica a propria firma al testo del decreto-legge, soffermandosi sull'emendamento 6.114, che propone di introdurre un secondo grado di giudizio,con reclamo dinanzi al tribunale in composizione collegiale, per le controversie di cui al già citato articolo 35 del decreto legislativo n. 25 del 2008.

L'emendamento 6.131, nel sopprimere il comma 14 del nuovo articolo 35-bis del richiamato decreto legislativo n. 25 del 2008, ripristina la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale anche per i procedimenti relativi alle controversie in materia di riconoscimento della protezione internazionale.

Con l'emendamento 6.138 si intende quindi garantire la disponibilità, presso i valichi di frontiera, di adeguati servizi di accoglienza per gli stranieri, nonché esaustive informazioni sulle procedure per l'accesso all'asilo, anche alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Passa, quindi, all'emendamento 7.12, volto a rafforzare le tutele giurisdizionali nel procedimento per il riconoscimento dello status di apolide, secondo gli standard internazionali e le linee Guida dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Gli emendamenti 8.6, 8.12, 8.19, 8.20 e 8.27 introducono modifiche al fine di limitare i casi in cui può essere disposto il trattenimento dei richiedenti protezione internazionale nei centri per il rimpatrio. In particolare, con l'emendamento 8.27 si dispone che tale misura non sia applicabile alle persone vulnerabili.

Segnala, quindi, l'emendamento 8.40, con il quale si propone che i richiedenti protezione internazionale possano partecipare su base volontaria ad attività sociali, culturali, di formazione, al fine di facilitarne l'integrazione. In tal modo, si evita il rischio che l'impiego in attività di utilità sociale si configuri come prestazione d'opera a titolo gratuito. In ogni caso, l’adesione a tali attività non dovrebbe costituire condizione per l’accoglienza, come precisato con l'emendamento 8.60.

Gli emendamenti 12.1 e 12.5 riguardano la composizione delle commissioni territoriali. In particolare, con l'emendamento 12.1 si aumenta a 5 il numero dei componenti, in modo da evitare la prevalenza del voto del presidente in caso di parità. Con l'emendamento 12.5, invece, si richiede che il personale da destinare agli uffici delle commissioni territoriali abbia esperienza in materia di diritto di asilo, di diritti umani e di diritti degli stranieri, nonché conoscenza delle lingue straniere.

Con gli emendamenti 17.1 e 17.2 si propone, rispettivamente, di sopprimere e sostituire l'articolo 17, che introduce nuove disposizioni in materia di identificazione degli stranieri irregolari e di quelli salvati in mare. Ritiene criticabili, in particolare, la mancanza di un limite di tempo massimo di trattenimento degli stranieri nei cosiddetti punti di crisi, nonché l'assimilazione del rifiuto reiterato di sottoporsi alle procedure di identificazione al rischio di fuga, in quanto sembra configurarsi in tal modo una nuova fattispecie di reato. In alternativa, con gli emendamenti 17.18, 17.23 e 17.25 si apportano modifiche puntuali al testo dell'articolo 17.

L'emendamento 18.7 è volto a consentire la partecipazione degli ufficiali della Guardia costiera alle attività di accertamento dei reati connessi con l’immigrazione e, dunque, al contrasto dell’immigrazione illegale e del traffico di esseri umani.

Segnala, quindi, l'emendamento 19.1, soppressivo dell'articolo 19, con cui si istituiscono i centri per i rimpatri. A suo avviso, infatti, tali strutture ripropongono le medesime modalità repressive e detentive degli attuali centri per l'identificazione ed espulsione, che sono risultate inutili sia a fini di deterrenza, sia per l'esecuzione dei provvedimenti di espulsione.

Con gli emendamenti 19.17 e 19.18 si propone di sopprimere le norme volte alla realizzazione di nuovi centri di permanenza per i rimpatri, utilizzando le risorse stanziate a tale scopo per la gestione dei centri per l'accoglienza o dei progetti SPRAR.

Sottolinea poi l'esigenza di prevedere - come proposto con l'emendamento 19.0.7 - che le disposizioni del provvedimento in esame non si applichino ai minori non accompagnati, per i quali è stata di recente approvata dal Senato, in prima lettura, una normativa specifica.

Modifica infine l'emendamento 01.1, riformulandolo nell'emendamento 01.1 (testo 2), l'emendamento 1.17 riformulandolo nell'emendamento 1.17 (testo 2), nonché l'emendamento 8.19 riformulandolo nell'emendamento 8.19 (testo 2).