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Legislatura 17ª - Commissioni 1° e 2° riunite - Resoconto sommario n. 34 del 15/03/2017


La senatrice DE PETRIS (Misto-SI-SEL) precisa che le proposte di modifica a sua firma sono volte, da un lato, a sopprimere le norme che arrecano pregiudizio alle garanzie processuali per i richiedenti protezione internazionale e, dall'altro, a introdurre correttivi per attenuare gli effetti negativi derivanti - a suo avviso - dall'introduzione di una procedura speciale per le controversie in materia di protezione internazionale.

Si sofferma, quindi, sull'emendamento 01.1, con il quale si intende segnalare l'esigenza di una revisione complessiva del testo unico in materia di immigrazione, disciplinando in particolare i flussi migratori regolari. Si potrebbe adottare, per esempio, la soluzione dei canali umanitari per l'ingresso controllato di persone vulnerabili, un progetto attualmente sperimentato - a titolo volontario - dalla Comunità di Sant’Egidio con la Federazione delle chiese evangeliche in Italia e la Tavola valdese.

A suo avviso, l'obiettivo del decreto-legge in esame non è tanto abbreviare i tempi per il riconoscimento della protezione internazionale, quanto ridurre drasticamente il numero degli aventi diritto e avviare gli altri - in particolare i migranti per motivi economici e ambientali - alla procedura di espulsione. Ritiene, infatti, che il provvedimento in esame, così come quello sulla sicurezza all'esame della Camera dei deputati, rispondano a mere finalità elettorali, in vista delle prossime consultazioni amministrative e politiche.

Con l'emendamento 01.2, si propone di sopprimere il Capo I, relativo all'istituzione di 14 sezioni specializzate in materia di immigrazione, il cui numero - a suo avviso - dovrebbe essere ampliato a 26, in modo da istituirne una presso ogni corte d'appello, come proposto con l'emendamento 1.17.

Con l'emendamento 3.1, invece, si estende la competenza di tali sezioni, al momento limitata solo alla questione della richiesta di protezione internazionale, a tutte le controversie connesse ai temi dell'immigrazione. Si potrebbero ravvisare, infatti, profili di incostituzionalità, qualora tali sezioni risultassero destinate a una specifica categoria di persone qualificate in base alla nazionalità.

L'emendamento 2.2 interviene sulla questione della formazione dei magistrati assegnati alle sezioni specializzate, prevedendo che i corsi siano organizzati anche in collaborazione con l'Agenzia europea dei diritti fondamentali, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni e il Garante dei detenuti. Inoltre, con gli emendamenti 2.18 e 2.19, si segnala l'opportunità della conoscenza della lingua francese da parte dei magistrati, dal momento che la maggior parte dei migranti proviene da Paesi francofoni.

Segnala, poi, l'emendamento 3.26, che propone di sopprimere la norma con cui si introduce una deroga all'articolo 50-bis, primo comma, numero 3), del codice di procedura civile, prevedendo che, nelle cause devolute alle sezioni specializzate, il tribunale giudica in composizione monocratica.

Con gli emendamenti 6.10 e 6.11, si intende evitare che agli operatori sociali responsabili di centri per migranti siano assegnati compiti estranei alle loro competenze. Si stabilisce, quindi, che - in caso di irreperibilità del richiedente - la notificazione degli atti e dei provvedimenti del procedimento per il riconoscimento della protezione internazionale avvenga presso l'ufficio di polizia di frontiera o la questura territorialmente competente.

Gli emendamenti 6.23 e 6.32, invece, sono volti a garantire al migrante un adeguato servizio informativo sugli adempimenti necessari per la richiesta di protezione internazionale, mentre gli emendamenti 6.45 e 6.46 intendono rafforzare le tutele del richiedente riguardo all'uso della videoregistrazione.

Ritiene particolarmente importante l'emendamento 6.69, con il quale si propone di sopprimere la lettera g) del comma 1 dell'articolo 6, che prevede l'applicazione del rito camerale, con comparizione eventuale della parte davanti al giudice, per le controversie in materia di riconoscimento della protezione internazionale di cui all'articolo 35 del decreto legislativo n. 25 del 2008. Anche gli emendamenti 6.90, 6.91 e 6.94 intervengono sulla procedura per l'esame delle predette controversie, al fine di ripristinare l'udienza di comparizione della parte, o quanto meno ampliare i casi in cui sia previsto il suo svolgimento.

 

La seduta, sospesa alle ore 15,25, riprende alle ore 20,35.