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Legislatura 17ª - Commissioni 1° e 2° riunite - Resoconto sommario n. 34 del 15/03/2017


Il senatore CRIMI (M5S) illustra, innanzitutto, l'emendamento 6.126, con il quale si precisa che la proposizione del ricorso in Cassazione sospende l'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato, salvo che in alcuni casi specifici casi.

Si sofferma, quindi, sulle proposte di modifica riferite all'articolo 19, volte a garantire che nei centri per il rimpatrio sia effettivamente rispettata la dignità umana, al contrario di quanto accade attualmente nei CIE. In particolare, l'emendamento 19.32 prevede che tali strutture possano essere ispezionate, senza autorizzazione, anche da parlamentari e consiglieri regionali, per i territori di competenza.

Con l'emendamento 19.33 si garantisce la vigilanza dell'ANAC sulle procedure di gara per gli appalti dei lavori di ristrutturazione dei nuovi centri.

L'emendamento 19.36 stabilisce la chiusura dei CIE, nel momento in cui saranno avviati i centri per il rimpatrio, mentre l'emendamento 19.37 esclude che questi ultimi siano gestiti da cooperative private. In ogni caso, ritiene opportuno precisare che soggetti, enti e associazioni che gestiscono i centri di accoglienza non possono occuparsi anche dei centri per il rimpatrio, come proposto con l'emendamento 19.42.

Con l'emendamento 19.50, si intende garantire anche ai rifugiati le stesse garanzie che sono riconosciute ai detenuti, come il rispetto della dignità personale, la libertà di corrispondenza e la tutela della salute psicofisica.

Infine, l'emendamento 19.52 prevede che gli stranieri siano destinati non al centro di permanenza più vicino, ma a quello più idoneo. Si dovrebbe tenere conto, per esempio, delle specifiche caratteristiche personali delle persone ospitate, come il sesso e la religione professata, al fine di garantire la loro sicurezza e l'ordine pubblico. Inoltre, bisognerebbe individuare la struttura più adeguata anche alla migliore gestione delle procedure per l'espulsione.