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Legislatura 17ª - Commissioni 1° e 2° riunite - Resoconto sommario n. 33 del 09/03/2017


La senatrice LO MORO (Art.1-MDP) apprezza l'intento del Governo di dare un segnale di discontinuità, rispetto al passato, nella gestione dell'emergenza migratoria, confermando al contempo che l'Italia è all'avanguardia nell'affrontare questi temi.

Tuttavia, il testo presenta alcuni aspetti critici, evidenziati anche dagli esperti auditi, sui quali sarà opportuno intervenire nella fase emendativa, attraverso un'interlocuzione costruttiva con il Governo.

Segnala, in primo luogo, che non si è provveduto ad abolire il reato di clandestinità, né è stata introdotta una disciplina dei flussi migratori regolari. Inoltre, nel condividere l'istituzione di un più ampio numero di centri per l'identificazione, rileva che sarebbe stata opportuna una rielaborazione complessiva della normativa a tale riguardo, essendo insufficiente il riferimento al decreto-legge n. 541 del 1995. Su questo tema, preannuncia la presentazione di un ordine del giorno per impegnare il Governo a garantire che, in queste strutture, sia assicurato il rispetto di condizioni di vita dignitose.

Ritiene condivisibile la scelta di istituire sezioni specializzate, purché sia garantito concretamente l'esercizio del diritto di difesa, soprattutto tenendo presente che la maggior parte dei ricorrenti accede al gratuito patrocinio.

Sottolinea, in proposito, la necessità di distinguere in modo chiaro il procedimento amministrativo che si svolge davanti alla commissione territoriale da quello giurisdizionale. A tale proposito, ritiene che il comma 8 del nuovo articolo 35-bis del decreto legislativo n. 25 del 2008, introdotto dall'articolo 6, comma 1, lettera g) del decreto all'esame, dovrebbe trovare una collocazione più pertinente.

Ritiene che sia possibile accedere alla proposta di eliminare il grado dell'appello, purché siano rafforzate le garanzie processuali nel primo grado, ribadendo che la deliberazione delle commissioni territoriali non può essere considerata alla stregua di una pronuncia giurisdizionale. In particolare, ritiene preferibile prevedere la composizione collegiale del tribunale e la possibilità per il ricorrente di essere ascoltato direttamente dal giudice. Infatti la videoregistrazione del colloquio non sembra sufficiente a garantire il principio del contraddittorio.

Ancora con riferimento al nuovo articolo 35-bis del decreto legislativo n. 25 del 2008, formula osservazioni critiche in merito ai commi 14 e 15. Infatti, ritiene incomprensibile la deroga alla norma sulla sospensione dei termini processuali nel periodo feriale, mentre la definizione dell'urgenza per l'esame della controversia - a suo avviso - dovrebbe essere rimessa all'autonoma valutazione del giudice.

Infine, esprime apprezzamento per le norme di cui agli articoli 8 e 9, rispettivamente volte a consentire l'impiego dei richiedenti protezione internazionale per attività di utilità sociale e ad apportare al testo unico dell'immigrazione le modifiche necessarie, per rispondere alle critiche, sollevate in sede europea, per il mancato recepimento della direttiva 2011/51/UE.