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Legislatura 17ª - Commissioni 1° e 2° riunite - Resoconto sommario n. 33 del 09/03/2017


         Il senatore ARRIGONI (LN-Aut), soffermandosi sul significato del diritto di protezione internazionale, replica alla senatrice De Petris che lo stesso non può essere riconosciuto ai cosiddetti migranti economici. Quindi ritiene opportuno riportare alcuni dati ufficiali sul fenomeno dell'immigrazione al fine di poter fare alcune osservazioni di carattere generale. Ricorda che nel triennio 2014-2016 si è registrato l'ingresso in Italia di circa 500.000 migranti, dei quali solo 300.000 hanno fatto richiesta di asilo; di tali richieste solo  220.000 hanno avuto un esito mentre le restanti 80.000 risultano ancora pendenti. In realtà, il fenomeno dell'immigrazione è cresciuto a dismisura a partire dall'autunno del 2013, dopo che venne avviata dal Ministro dell'Interno l'operazione cosiddetta "Mare nostrum", la quale doveva costituire un deterrente per le operazioni degli scafisti  e contestualmente diminuire le morti in mare. Senonché l'effetto dell'operazione "Mare nostrum" è stato, in realtà, controproducente; infatti non solo non sono diminuiti gli sbarchi dei migranti, ma sono anche aumentate le morti in mare, secondo i dati ufficiali riportati dalle organizzazioni internazionali sull'immigrazione. Peraltro osserva che le nazionalità dei soggetti richiedenti asilo non corrispondono quasi mai  a quelle  delle persone che effettivamente hanno bisogno di asilo. La maggior parte delle persone richiedenti asilo sono irregolari o clandestini e a tale riguardo occorre  che l'Unione Europea riveda quanto prima le proprie politiche. Inoltre la vera emergenza a cui bisogna far fronte è quella del sistema di accoglienza che sta ormai implodendo. Le strutture temporanee di accoglienza spesso diventano permanenti con gravi oneri a carico degli enti locali.

Tuttavia, a nome del Gruppo della Lega, esprime un certo apprezzamento per il decreto-legge in esame che, sotto alcuni profili, costituisce un passo in avanti dal punto di vista delle politiche sull'immigrazione in Italia. In particolare, esprime favore per l'istituzione delle sezioni specializzate quantunque il relativo numero di 14 previsto dal decreto-legge sia esiguo rispetto all'effettivo bisogno; auspica pertanto che possano essere istituite sezioni specializzate per l' immigrazione presso ciascun distretto delle Corti d'appello. Valuta altresì positivamente il ripristino dei centri di trattenimento (Centri permanenti per rimpatri - CPR), anche se ravvisa la necessità dell'assunzione di un maggior numero di impiegati permanenti nei centri stessi. Osserva poi che è necessario applicare effettivamente il regolamento di Dublino III (Regolamento UE n. 604 del 2013) che stabilisce "i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide", così come avviene in altri Paesi. Infine osserva che deve essere messa a punto una politica di limitazione ai flussi migratori non solo attraverso gli sbarchi via mare ma anche per gli ingressi via terra. Senz'altro infine deve essere resa più efficace la politica dei rimpatri dei clandestini e degli irregolari.