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Legislatura 17ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 465 del 21/02/2017


Il relatore MARAN (PD) illustra il decreto-legge n. 13 del 17 febbraio 2017, recante disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale.

Il provvedimento si compone di 23 articoli, suddivisi in quattro Capi.

Il Capo I, che comprende gli articoli da 1 a 5, reca le norme per l'istituzione di 14 sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea. Come stabilito all'articolo 1, tali sezioni sono individuate presso i tribunali di Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro, Firenze, Lecce, Milano, Palermo, Roma, Napoli, Torino e Venezia.

L'articolo 2 prevede che i giudici che compongono le sezioni specializzate siano dotati di specifiche competenze e partecipino ai corsi organizzati dalla Scuola superiore della magistratura, in collaborazione con l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo e con l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, al fine di acquisire una specializzazione in materia.

All'articolo 3 sono elencate le materie di competenza delle sezioni specializzate, nelle quali il tribunale giudica in composizione monocratica, in deroga a quanto previsto dal codice di procedura civile. A tali sezioni sono assegnate le controversie in materia di mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore di cittadini dell'Unione europea, in materia di allontanamento di cittadini comunitari per motivi di pubblica sicurezza, in materia di riconoscimento della protezione internazionale o umanitaria, nonché in materia di diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari.

L'articolo 4 individua i criteri per definire la competenza territoriale delle sezioni specializzate, su base regionale, mentre l'articolo 5 prevede che, nelle materie devolute alle sezioni specializzate, le competenze che la legge riserva al presidente del tribunale spettano al presidente delle rispettive sezioni specializzate.

Il Capo II, che comprende gli articoli da 6 a 14, reca disposizioni volte ad accelerare i tempi per la definizione delle procedure amministrative e giurisdizionali per il riconoscimento della protezione internazionale, nonché interventi in materia di esecuzione penale esterna e messa alla prova.

L'articolo 6 apporta alcune modifiche al decreto legislativo n. 25 del 2008, che disciplina le procedure per il riconoscimento e la revoca dello status di rifugiato. In particolare, si individuano modalità di notifica più celeri per gli atti e i provvedimenti delle commissioni territoriali di riconoscimento della protezione internazionale; inoltre, si stabilisce con certezza il momento in cui si perfeziona la notifica nei casi in cui il richiedente si renda irreperibile. Infine, si prevede che le controversie in materia di riconoscimento della protezione internazionale - diversamente da quanto stabilito con decreto legislativo n. 150 del 2011 - siano regolate dal rito camerale, per esigenze di speditezza e semplificazione.

L'articolo 7 apporta le modifiche necessarie per il coordinamento del decreto legislativo n. 150 del 2011, recante disposizioni in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, con la nuova disciplina processuale delle controversie in materia di protezione internazionale.

L'articolo 8 modifica il decreto legislativo n. 142 del 2015, recante norme in materia di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. In particolare, si stabilisce che anche il richiedente protezione internazionale in attesa dell'esecuzione di un provvedimento di respingimento sia trattenuto nel centro, quando vi sono fondati motivi per ritenere che la domanda è stata presentata con intento dilatorio, analogamente a quanto già previsto per il richiedente destinatario di un provvedimento di espulsione. Inoltre, si prevede che la partecipazione del richiedente asilo ai procedimenti di convalida dei provvedimenti di trattenimento nei centri di permanenza per i rimpatri abbia luogo mediante collegamento audiovisivo.

L'articolo 9 modifica il testo unico in materia di immigrazione, di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, con disposizioni riguardanti il regime di annotazione dello status di protezione internazionale sui permessi di soggiorno dell'Unione europea per soggiornanti di lungo periodo e il regime di allontanamento dei lungo soggiornanti e dei loro familiari, quando costoro abbiano ottenuto la protezione internazionale in uno Stato membro diverso dall'Italia. La norma appare necessaria per la chiusura della procedura di infrazione con in cui la Commissione europea ha contestato il mancato recepimento della direttiva dell'Unione europea n. 51 del 2011.

L'articolo 10 reca disposizioni di coordinamento della disciplina in materia di libera circolazione dei cittadini comunitari, di cui al decreto legislativo n. 30 del 2007, con la disciplina delle nuove sezioni specializzate.

L'articolo 11 prevede un piano straordinario di applicazioni extradistrettuali di magistrati negli uffici sedi di sezioni specializzate di nuova istituzione, fino a un massimo di 20 unità, per affrontare l'incremento del numero di procedimenti connessi con le richieste di accesso al regime di protezione internazionale e umanitaria da parte di migranti presenti sul territorio nazionale, nonché gli ulteriori procedimenti giudiziari connessi al fenomeno dell'immigrazione.

L'articolo 12 reca disposizioni volte a potenziare la funzionalità degli organismi amministrativi deputati all'esame delle domande di protezione internazionale, attraverso l'assunzione di personale altamente qualificato, da impiegare a titolo continuativo ed esclusivo presso le commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e la commissione nazionale per il diritto di asilo.

L'articolo 13 prevede l'assunzione di funzionari della professionalità giuridico-pedagogica, di servizio sociale e di mediatore culturale per sostenere interventi educativi nonché programmi di inserimento lavorativo e al fine di consentire il pieno espletamento delle nuove funzioni assegnate al Dipartimento per la giustizia minorile in materia di esecuzione penale esterna e di messa alla prova.

Con l'articolo 14, si incrementa di 10 unità il contingente di personale locale delle sedi diplomatiche e consolari nel continente africano, per potenziare la rete diplomatica e consolare in relazione alle accresciute esigenze derivanti dall'emergenza in materia di immigrazione.

Il Capo III, che comprende gli articoli da 15 a 19, reca disposizioni volte a garantire le operazioni di identificazione dei cittadini stranieri, con particolare riguardo al rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico, nonché l'effettività dei provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale dei cittadini stranieri che non hanno diritto a soggiornarvi.

In particolare, l'articolo 15 modifica il testo unico in materia di immigrazione, individuando nel direttore della Direzione centrale della Polizia di prevenzione del Ministero dell'interno l'autorità amministrativa competente ad adottare la decisione di inserire nel sistema di informazione Schengen di seconda generazione una segnalazione effettuata al fine di rifiutare l'ingresso nel territorio nazionale di un cittadino straniero, nei confronti del quale esistano fondati sospetti che abbia commesso un reato grave o indizi che abbia intenzione di commetterlo nel territorio di uno Stato membro.

L'articolo 16 novella il codice del processo amministrativo, di cui al decreto legislativo n. 104 del 2010, al fine di assicurare una celere definizione dei ricorsi avverso i procedimenti di espulsione, per motivi di ordine pubblico e di sicurezza nazionale, e di quelli per motivi di prevenzione del terrorismo.

L'articolo 17 reca disposizioni per l'identificazione dei cittadini stranieri irregolari rintracciati sul territorio nazionale o soccorsi nel corso di operazioni di salvataggio in mare.

Con l'articolo 18, si modifica il testo in materia di immigrazione al fine di regolamentare il sistema informativo automatizzato, gestito dal Dipartimento della pubblica sicurezza, nell'ambito delle attività di contrasto dell'immigrazione irregolare, e di assicurare la gestione e il monitoraggio con modalità informatiche dei procedimenti amministrativi riguardanti le posizioni di ingresso e soggiorno irregolare.

L'articolo 19 contiene alcune disposizioni finalizzate a garantire l'effettività dei provvedimenti di espulsione. In particolare, è previsto che il termine massimo di permanenza nei centri - che assumono la nuova denominazione di "centri di permanenza per il rimpatrio" - nei confronti dello straniero già detenuto per almeno 90 giorni presso strutture carcerarie, che è attualmente di 30 giorni, può essere prorogato di ulteriori 15 giorni. Inoltre, quando non è possibile effettuare il rimpatrio, l'autorità giudiziaria può ripristinare lo stato di detenzione, per il tempo strettamente necessario all'esecuzione del provvedimento di espulsione.

Il Capo IV comprende gli articoli da 20 a 23. In particolare, l'articolo 20 prevede che il Governo riferisca al Parlamento per i primi tre anni dopo l'entrata in vigore del decreto sullo stato di attuazione delle nuove norme; l'articolo 21 reca disposizioni transitorie, mentre l'articolo 22 prevede la copertura finanziaria. Infine, l'articolo 23 dispone in ordine all'entrata in vigore del provvedimento.

Conclude, proponendo alla Commissione un parere che riconosca la sussistenza dei presupposti di cui all'articolo 77 della Costituzione.

 

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.