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Legislatura 17ª - 8ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 289 del 14/02/2017


Il senatore FILIPPI (PD) rileva che il provvedimento in esame contiene alcune questioni di particolare importanza per le competenze della Commissione e auspica che le stesse siano segnalate con il dovuto rilievo nel parere per la Commissione di merito.

In primo luogo, si sofferma sull'articolo 4. Condivide l'esigenza di adottare misure di sostegno a favore dei lavoratori portuali, ma segnala che il problema è molto più ampio e non riguarda solo la manodopera dei porti di transhipment richiamati dalla disposizione (vale a dire quelli di Gioia Tauro e Taranto) investendo in realtà la totalità dei porti italiani.

La misura adottata quindi, ancorché condivisibile, è insufficiente, sia perché è temporanea, sia perché rischia di innescare richieste di intervento analogo in altri porti senza risolvere il problema vero, che è quello di garantire lo sviluppo dei traffici in tutti gli scali e una gestione competitiva e moderna da parte dei terminalisti e delle stesse società che forniscono la manodopera, ciò che è spesso mancato in questi anni. Inoltre, evidenzia che la norma pone altri problemi, derogando ad una serie di scelte fatte con la recente riforma delle Autorità di sistema portuale, laddove si consente loro di costituire una società che entra direttamente nel mercato della manodopera portuale.

Per quanto riguarda l'articolo 4-bis, in risposta anche al senatore Cioffi, conferma che vi è stato un grave ritardo nel completamento delle infrastrutture logistiche del Mezzogiorno, progetto che ha una assoluta rilevanza strategica per garantire l'efficienza della rete dei trasporti. Le risorse aggiuntive stanziate dalla norma sono quindi giustificate e l'auspicio è che il sistema entri presto a regime, favorendo lo sviluppo del trasporto intermodale.

Infine, condivide pienamente le critiche avanzate dal senatore Stefano Esposito in merito all'articolo 7. Pur comprendendo le motivazioni che hanno ispirato la norma, riesce infatti difficile accettare questa deroga alle ordinarie procedure previste dal codice degli appalti, che contraddice lo spirito della recente riforma che aveva espressamente inteso superare proprio la logica delle procedure di urgenza per i grandi eventi. Chiede quindi alla relatrice di segnalare con la dovuta incisività tali perplessità nel parere per la Commissione di merito.