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Legislatura 17ª - Commissioni 12° e 13° riunite - Resoconto sommario n. 5 del 24/04/2014


 

SCHEMA DI RISOLUZIONE

PROPOSTO DAI RELATORI

SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 281

 

Le Commissioni 12a e 13a riunite,

premesso che:

il Mobile user objective system (MUOS) è un sistema militare di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza e a banda stretta, composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è in fase di realizzazione in Sicilia, a Niscemi (Caltanissetta), all'interno della riserva naturale Sughereta, sito di interesse comunitario (SIC);

l'impianto di Niscemi è composto da tre antenne paraboliche basculanti - di diametro pari a 18,4 metri e ad altissima frequenza – e da due antenne elicoidali UHF, alte 149 metri;

nella base militare americana di Niscemi è già allocata la Naval Radio Trasmitter Facility (NRTF-8), un'importante centrale di telecomunicazioni composta da quarantaquattro antenne, di cui ventuno operanti (venti in alta frequenza per comunicazioni di superficie ed una in bassa frequenza per comunicazioni  sotto la superficie del mare);

il programma MUOS è gestito dalla Marina militare degli Stati Uniti d'America ed è destinato a integrare forze navali, aeree e terrestri, in movimento in qualsiasi parte del mondo e a coordinare  tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel Globo;

il provvedimento di autorizzazione all'installazione, frutto della stipula di un accordo bilaterale Usa-Italia del 2001, ratificato nel 2006, fu rilasciato dall'Assessorato territorio e ambiente della Regione Siciliana, a seguito di apposita Conferenza di servizi svoltasi il 9 settembre 2008;

i lavori vennero approvati dal Ministero della difesa con nota del 31 ottobre 2006, nella quale si precisava che i progetti "dovranno essere conformi alla normativa tecnica italiana e che prima della messa in funzione del sistema deve essere garantito e certificato che le emissioni elettromagnetiche rientrino nei parametri stabiliti dalle vigenti leggi italiane";

il 1° giugno 2011 è stato firmato un protocollo d'intesa tra il Ministero della difesa e la Regione Siciliana, con il quale le parti "ognuna per quanto di propria competenza, definiscono termini, modalità ed impegni volti a garantire che l'installazione del sistema MUOS avvenga nel rispetto irrinunciabile della salvaguardia della salute della popolazione, della sicurezza dell'area, della tutela dell'ambiente, della conservazione della biocenosi e della fruizione e della valorizzazione della Riserva naturale orientata «Sughereta di Niscemi»;

la costruzione del MUOS, inizialmente prevista a Sigonella - nel territorio di Lentini, in provincia di  Siracusa - è stata spostata a Niscemi in seguito agli esiti dello studio di valutazione di impatto elettromagnetico «Sicily radhaz radio and radar radiation hazard model», realizzato per conto delle forze armate statunitensi da AGI e Maxym System;

l'ARPA della Regione Siciliana ha effettuato una serie di rilevamenti sulle emissioni di onde elettromagnetiche generate dalla stazione e tali misurazioni hanno evidenziato il raggiungimento della soglia di attenzione indicata dalla legislazione italiana (legge n. 36 del 2001 e decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2003) nel valore di 6 V/m (anche se tali misure sembrano essere falsate da "malfunzionamento dei dispositivi di monitoraggio" come affermato dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) nella relazione del 24 marzo 2014, consegnata in occasione dell'audizione innanzi alle Commissioni 12a e 13a  riunite in Senato;

i predetti valori, pur essendo fissati per legge, sono solo convenzionali e non escludono di per sé la possibilità di un danno alla salute delle popolazioni;

l'azione investigativa dell'ARPA risulta, comunque, non esaustiva a causa della mancanza di dati certi, in quanto le informazioni tecniche sugli impianti e sullo stesso sistema MUOS sono in parte coperti da segreto militare;

il principio di precauzione impone di valutare le possibili alternative, una volta che si sia deciso che l'attività debba necessariamente essere messa in atto, allorquando vi sia anche solo un rischio teorico o un allarme sociale;

considerato che:

si trascinano intanto le azioni amministrative e giudiziarie iniziate con il sequestro della stazione radio del MUOS di Niscemi disposto dalla Procura di Caltagirone il 6 ottobre 2012, per le supposte violazioni alle prescrizioni fissate dal decreto istitutivo dell'area protetta, sequestro annullato il 28 ottobre 2012 dal tribunale della libertà di Catania, che ha dato il via libera alla ripresa dei lavori;

a seguito di una riunione in data 11 marzo 2013, presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore, è stata assunta la decisione di affidare all'Istituto Superiore di Sanità (ISS) un ulteriore studio delle problematicità relative all'installazione dell'impianto MUOS e di introdurre strumenti di monitoraggio, sospendendo l'installazione delle parabole in attesa degli esiti dello studio stesso:

l'ISS ha costi­tuito un apposito gruppo di lavoro, con la partecipazione di rappresentanti della Regione, per la verifica della compatibilità elettromagnetica del si­stema sulla salute della popolazione locale;

il Governo della Regione Siciliana ha revocato in data 29 marzo 2013  l'autorizzazione per la realizzazione del MUOS di Niscemi, ma il 20 aprile 2013, il Ministero della difesa ha chiesto con ricorso al Tar siciliano l'annullamento della revoca a costruire e la relativa condanna per la Regione Siciliana al risarcimento dei danni;

il 9 luglio 2013 il Tar siciliano ha bocciato, con ordinanza n. 469 del 2013, il ricorso del Ministero della difesa ritenendo che la priorità assoluta sia la salute dei cittadini, poiché secondo i giudici il sistema radar statunitense non desta preoccupazione solo per le emissioni ma anche per le interferenze con gli aeroporti. Infatti "sussistono seri dubbi anche in ordine all'incidenza e alla pericolosità del sistema in questione sul traffico aereo della parte orientale dell'Isola (aeroporti di Comiso, Sigonella e Catania)";

il Tar ha stabilito che resta in vigore la decisione di bloccare i lavori di realizzazione del MUOS, contestati duramente dalla popolazione locale per le conseguenze sulla salute delle emissioni dei radar,esottolinea la necessaria «sottoposizione dell'amministrazione militare statunitense alla legislazione nazionale e al rispetto della complessiva disciplina vigente in Italia»;

nonostante il ricorso del Ministero della difesa sia stato respinto dal Tar Sicilia, a causa della mancanza di un referto che indichi la sicurezza del MUOS per la salute dei cittadini, il 24 luglio 2013 il presidente della Regione Siciliana ha annullato la revoca precedentemente disposta, dell'autorizzazione, sulla base dello studio dell'ISS, che ha stabilito che la realizzazione dell'impianto non crea alcun danno alla salute dei cittadini, adducendo anche il motivo di non incorrere in una penale di 25.000 euro circa al giorno chiesta dagli Stati Uniti d'America;

in data 5 settembre 2013 è stato presentato dall'ISS lo studio sul MUOS, realizzato in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l'ISPRA, richiesto dal Ministero della salute. Le conclusioni di tale studio invitano ad una "particolare attenzione e cautela" e alla realizzazione di un "sistema di sorveglianza epidemiologica dello stato di salute delle persone residenti a Niscemi", al fine di "poter rilevare eventuali variazioni di frequenza di patologie e di fornire dati tempestivi alla popolazione residente";

lo studio sulla valutazione delle esposizioni della popolazione ai campi elettromagnetici collegati all'installazione delle nuove antenne individua i bambini come categoria più a rischio specificando che  la "presenza nella popolazione di Niscemi di una componente giovanile più accentuata che nell'intera regione richiede una particolare attenzione e cautela":

l'ISS precisa che, secondo l'OMS, "c'è un'evidenza diretta che i bambini sono più suscettibili degli adulti ad almeno alcuni cancerogeni, incluse alcune sostanze chimiche e varie forme di radiazioni";

il documento dell'ISS si limita a constatare che "in merito all'esposizione ai campi elettromagnetici e al profilo di salute, nella letteratura internazionale non esistono studi che abbiano fornito evidenze sufficienti per pronunciarsi in modo positivo o negativo sugli effetti sulla salute";

il gruppo di lavoro dell' ISS si è confrontato durante il corso dei lavori con esperti nominati dalla Regione, tecnici del Ministero della salute, dell'ISPRA, ed esperti dell'OMS, i quali hanno avuto modo di visionare quanto redatto, fare domande e presentare documenti aggiuntivi;

alcune considerazioni critiche espresse dai tre esperti nominati dalla Regione Siciliana, dell'ARPA Sicilia, dell'Assessorato regionale alla sanità e del Politecnico di Torino, sono state recepite dal gruppo di lavoro dell'ISS, mentre nel documento sono presenti osservazioni discordanti con la relazione finale, soprattutto per quanto riguarda l'impatto elettromagnetico del MUOS;

la relazione degli esperti della Regione Siciliana, dottor Mario Palermo e professor Massimo Zucchetti,  che hanno espresso un loro parere sulle conclusioni della relazione del gruppo di lavoro dell'ISS per quanto riguarda l'impatto elettromagnetico, sottolinea infatti che "stante i risultati delle indagini e valutazioni dell'ISS, dell'ISPRA e dell'ARPAS, (...) per quanto riguarda (...) le altre fonti inquinanti, e stante i risultati sull'inquinamento chimico e sul profilo di salute dei Niscemesi - che mettono in evidenza correttamente molte criticità - gli scriventi ritengono che la costruzione del MUOS ricada in un contesto di grave inquinamento ambientale in fase di bonifica, che non può e non deve ulteriormente essere inquinato con altre installazioni. Per quanto riguarda il profilo di salute della popolazione di Niscemi, considerando la situazione sanitaria complessivamente non positiva che emerge, con un numero elevato di fattori oncogeni e patogeni simultaneamente presenti, sarebbe necessaria un'azione di attento monitoraggio e di ulteriore indagine";

l'installazione di una rete di rilevazione è già prevista dal protocollo d'intesa tra il Ministero della difesa e la Regione Siciliana del giugno 2011 e, dopo la rimozione delle revoche disposte dalla stessa Regione Siciliana, le attività per l'installazione della rete di monitoraggio sono state riavviate con il coinvolgimento diretto dell'ARPA Sicilia, la quale ha indicato i luoghi dove posizionare le centraline di rile­vamento;

 

nell'ambito delle attività di controllo e di tutela ambientale nell'area di Niscemi potrebbe essere proficuamente impiegato il locale distaccamento dei volontari dei Vigili del fuoco, anche in considerazione della sua conoscenza dei luoghi e delle specificità del territorio, ai fini della realizzazione di un servizio che assicuri una copertura dell'intero arco della giornata;

 

il MUOS suscita preoccupazione nella popolazione sici­liana, come dimostrano i comitati che sul tema si sono costituiti;

 

le Autorità statunitensi concordano con le premesse precauzionali avanzate dalle Autorità italiane e, in particolare, alla fine di gennaio 2014, in occasione degli interventi di completamento dell'impianto di Niscemi, le Autorità statunitensi hanno evidenziato che l'impianto non sarà pienamente operativo fino al completamento di tutti i test di sicurezza e fino a che non verrà installato un adeguato sistema di monitoraggio;

rilevato che:

sulla base del principio di precauzione, assunto quale principio fondamentale dalla normativa nazionale, occorre pertanto considerare anche la relazione prodotta dagli esperti nominati dalla Regione Siciliana nell'ambito del predetto gruppo di lavoro, che sottolinea che «una delle conse­guenze dell'adozione del principio di precauzione è la fissazione di limiti più restrittivi di quelli internazionali per l'esposizione a lungo termine della popolazione. Tali limiti sono stati fissati in base ad un compromesso tra esigenze tecniche e risultanze scientifiche e il loro rispetto non garan­tisce in assoluto l'assenza di rischio»;

 

la costruzione del MUOS ricadrebbe in una zona a rischio ambientale in fase di bonifica, perché è limitrofa al territorio di Gela già gravato dalle raffinerie e, in generale, da un grave inquinamento, contraddistinto peraltro da un alto rischio sismico;

 

in quell'area della Sicilia si registra una maggiore presenza di bambini, i quali - scien­tificamente provato - sono più esposti alle ripercussioni negative delle onde elettromagnetiche;

 

la relazione dell'ISS conclude rilevando «la necessità di un'attenta e costante sorveglianza sanitaria della popolazione delle aree interessate, oltre che dell'attivazione di un monitoraggio dei li­velli di campo elettromagnetico successivamente alla messa in funzione delle antenne del MUOS. La relazione prosegue evidenziando che «è stata inoltre rilevata l'op­portunità di valutare nel tempo anche l'impatto della variabile ambientale dovuta all'industrializzazione delle aree limitrofe»;

 

in assenza di prove scientifiche del nesso causale tra patologie e l'esposizione ambientale a campi elettromagnetici prodotti da radiofrequenze e microonde, come risulta da diversi studi che non attestano certezze, non sono possibili deduzioni né in un senso né in quello opposto;

 

ritenuto che il ricorso ad una nuova indagine epidemiologica sulla popolazione residente, pur auspicabile, non sia risolutivo per la serenità della popolazione stessa, in quanto la bassa incidenza in popolazione di patologie non consente di accertare l'eventuale nesso di causalità,

 

impegna il Governo

 

a rispondere con sistematicità, trasparenza ed accuratezza alle gravi perplessità insorte nel corso della costruzione del MUOS e manifestate dai cittadini, veicolando una corretta  e completa informazione;

            ad accelerare le misure per l’adozione di un sistema di monitoraggio continuo del rispetto dei limiti delle emissioni previsti dalla legge, anche con riferimento anche al parere espresso dagli esperti della Regione e alla valutazione dell'impatto sull'ambiente e sulla salute delle popolazioni interessate dalle emissioni elettromagnetiche, coinvolgendo opportunamente il settore pubblico;

a promuovere, in particolare, un piano sistematico di lungo periodo comprendente il monitoraggio e la caratterizzazione delle emissioni dell’impianto MUOS e le campagne di misurazione dei campi elettromagnetici da radiofrequenze nell’area, orientate a  produrre stime affidabili dei valori puntuali dei livelli di esposizione della popolazione nel tempo e nello spazio, anche applicando adeguati metodi di modellizzazione, utili in futuro per produrre conoscenze sugli effetti sulla salute;

 

ad affidare il predetto programma ad una agenzia autonoma ed indipendente, che garantisca standard scientifici elevati dei metodi di misura con oneri a carico del titolare dell'impianto;

 

a  far rispettare il protocollo d'intesa tra il Ministero della difesa e la Regione Siciliana del 1° giugno 2011 che prevedeva, tra gli altri, i seguenti  impegni da parte dello stesso Ministero:

·         la riduzione delle emissioni a radiofrequenza grazie all'installazione di un sistema di trasmissione interrato a fibre ottiche, per mitigare l'esposizione ai campi elettromagnetici generati dagli apparati di trasmissione già esistenti;

·         l'installazione di un sistema di monitoraggio continuo dei campi elettromegnetici, fornendo la strumentazione necessaria, da  integrare nella rete regionale di monitoraggio dell'ARPA Sicilia, per curare la gestione e l'elaborazione dei dati, da rendere sempre disponibili all'Amministrazione comunale di Niscemi e ai fini della più ampia e completa informazione delle popolazioni interessate;

·         la rimozione delle antenne in disuso privilegiando tecnologie di trasmissione alternative ed innovative che consentano di ridurre i consumi energetici e le emissioni;

 

a prevedere adeguate misure di compensazione volte a ridurre il danno materiale e immateriale già prodotto alla popolazione locale e il danno di immagine causato ai suoi prodotti agricoli;

 

a prevedere l'immediata interruzione del sistema laddove dal monitoraggio emergessero risultati nocivi per la popolazione, come previsto dall'accordo del 2011;

 

a prevedere che le attività di controllo e di tutela ambientale nell'area di Niscemi vengano svolte anche mediante l'impiego del locale distaccamento dei volontari dei Vigili del fuoco, con una copertura dei relativi servizi sulle ventiquattro ore, e che i costi per la realizzazione di tali servizi siano posti, nell'ambito di un apposito atto convenzionale, a carico del soggetto responsabile della gestione amministrativa della centrale di radiotrasmissione in cui è ubicato il MUOS;

 

a presentare semestralmente al Parlamento una relazione delle azioni realizzate e del percorso compiuto in adempimento di quanto previsto dalla presente risoluzione.