Legislatura 17ª - Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani - Resoconto sommario n. 37 del 05/03/2014


 

RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 243

(Doc. XXIV-ter, n. 7)

 

 

       La Commissione,

 

       premesso che:

 

       in data 18 dicembre 2013 è stato ascoltato in audizione l'avvocato canadese David Matas, candidato al premio Nobel per la pace nel 2010 e da anni impegnato per la tutela dei diritti umani, il quale ha riferito in merito fenomeno degli espianti coercitivi di organi ai danni dei detenuti giustiziati nella Repubblica popolare cinese e ai danni dei praticanti del Falun Gong;

 

       in data 12 dicembre 2013 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che condanna il sistematico espianto di organi da prigionieri di coscienza non consenzienti;

      

       rilevato che:

 

       nella Repubblica popolare cinese si praticano oltre 10mila trapianti di organi all'anno e che i 165 centri cinesi per il trapianto di organi pubblicizzano la loro capacità di individuare organi compatibili in un periodo compreso tra due e quattro settimane, sebbene allo stato attuale la Cina non disponga di un sistema pubblico organizzato ed efficace per il dono o la distribuzione di organi e non vengono rispettati i requisiti di trasparenza e tracciabilità previsti dall'Organizzazione mondiale della sanità;

 

       dal 1984 in Cina è in vigore una normativa che autorizza l'espianto coatto di organi dai detenuti giustiziati e dai dati emersi nella Conferenza di Madrid sul dono di organi e sui trapianti nel 2010  risulta che in Cina, oltre il 90% degli organi da trapianto espiantati da donatori deceduti proviene proprio da detenuti; tra di essi, secondo quanto appreso dall'avvocato Matas molti sono praticanti del movimento spirituale del Falun Gong, perseguitati dal Governo Cinese dal 1999;

 

       la Repubblica popolare cinese ha annunciato che solo a partire dal 2015 inizierà una graduale messa al bando dell'espianto coatto di organi dai detenuti;

 

la commissione delle Nazioni Unite contro la tortura ha espresso preoccupazione per le accuse di espianto coatto di organi dai detenuti e ha invitato il governo della Repubblica popolare cinese ad aumentare il livello di rendicontabilità e trasparenza del sistema di trapianto di organi, nonché a punire i responsabili degli abusi;

 

       impegna il Governo:

 

       a chiedere al Governo della Repubblica Popolare Cinese l'immediato rilascio di tutti i prigionieri di coscienza in Cina, ivi compresi i praticanti del movimento Falun Gong;

 

       a riconsiderare i programmi di formazione per i medici cinesi sulle tecniche di trapianto d'organi negli ospedali italiani, e i programmi di ricerca, in associazione con la Cina, in materia di trapianti;

 

       a raccogliere tramite le nostre rappresentanze diplomatiche dati e informazioni per delineare in modo completo e trasparente la situazione in merito alle pratiche di trapianto di organi sul territorio cinese;

 

       a perseguire il traffico di organi secondo le convenzioni internazionali alle quali l'Italia ha aderito e ai sensi di legge, promuovendo un inasprimento delle sanzioni  per gli intermediari coinvolti.