Legislatura 17ª - Commissioni 1° e 5° riunite - Resoconto sommario n. 10 del 05/08/2013


(974) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia, approvato dalla Camera dei deputati

(Seguito e conclusione dell'esame )

 

            Riprende l'esame, sospeso nella seduta notturna del 2 agosto.

 

Il presidente AZZOLLINI, in considerazione del fatto che sono ancora in corso riunioni informali tra i Relatori e i rappresentanti del Governo, sospende la seduta, avvertendo che i lavori riprenderanno non prima delle ore 11.

 

Le Commissioni riunite prendono atto.

 

La seduta, sospesa alle ore 10,35, riprende alle ore 11,20.

 

Il senatore D'ALI' (PdL), intervenendo sull'ordine dei lavori, invita la Presidenza a richiedere al Presidente del Senato che il termine per la presentazione dei emendamenti per l'esame in Assemblea sia posticipato, in considerazione del fatto che le Commissioni riunite ancora non hanno terminato i propri lavori.

 

            Il presidente AZZOLINI assicura che la Presidenza si farà portavoce di tale istanza. Tuttavia, le Commissioni riunite dovrebbero accelerare l'iter di esame, al fine di rispettare i termini già posti per la discussione in Assemblea.

            Informa, quindi, che il Governo ha presentato i nuovi emendamenti 7.1000, 24.1000, 46-bis.0.1000, 54-ter.0.1000, 56-bis.1000 e 56-ter.0.1000, pubblicati in allegato, la cui formulazione appare molto complessa e suscettibile di subemendamenti. In particolare, l'emendamento 54-ter.0.1000 riguarda l'intera disciplina della armonizzazione dei sistemi contabili delle Regioni e degli enti locali. Considerata la difficoltà di approfondire l'argomento nella sede attuale, invita il Governo a considerare l'opportunità di rinunciare alle proposte non strettamente indispensabili per la conversione in legge del decreto-legge.

            Infine, dà conto dell'emendamento 59.500, pubblicato in allegato, presentato dal relatore Guerrieri e finalizzato a promuovere l'eccellenza nel sistema universitario. Propone quindi di fissare il termine per la presentazione dei subemendamenti ai nuovi emendamenti del Governo e del Relatore per le ore 13.

 

            Le Commissioni riunite convengono.

 

         Il senatore D'ALI' (PdL) ritiene che l'emendamento 7.1000, presentato dal Governo, dovrebbe essere opportunamente disarticolato, in modo che ciascuna disposizione faccia riferimento a un articolo specifico del decreto-legge.

 

         Le senatrici COMAROLI (LN-Aut) e BULGARELLI (M5S) osservano che la seduta dovrebbe essere sospesa per dare modo ai Gruppi parlamentari di predisporre i subemendamenti agli emendamenti presentati dal Governo e dal relatore.

 

            Il PRESIDENTE, nell'assicurare che sarà comunque garantita la possibilità di presentare subemendamenti alle proposte del Governo e dei Relatori, fa presente la necessità di riprendere l'esame            degli emendamenti precedentemente accantonati, a partire dall'articolo 30.

 

         Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) si pronuncia favorevolmente sull'emendamento 30.11.

 

            Il sottosegretario DE VINCENTI esprime il parere contrario del Governo sulla prima parte dell'emendamento 30.11 (lettera a)), che potrebbe essere considerata solo se riformulata.

 

            Il PRESIDENTE avverte che l'emendamento 30.11, così come i successivi 30.12 e 30.13, sono preclusi a seguito dell'approvazione dell'emendamento 30.6 che ha soppresso le lettere a) ed e) del comma 1. A seguito di un eventuale accordo tra i Gruppi parlamentari, la proposta in esame potrà essere ripresentata per la discussione in Assemblea. Analoga considerazione riguarda gli emendamenti 30.25 e 30.27.

           

         Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) e il sottosegretario DE VINCENTI si pronunciano in senso contrario sull'emendamento 30.29, che viene posto in votazione ed è respinto. Si pronunciano favorevolmente, invece, sull'emendamento 30.35, che viene accolto.

 

            Il sottosegretario DE VINCENTI prospetta una riformulazione degli emendamenti 30.36 e 30.37, identici, nel senso che la proroga sia di tre anni anziché di cinque.

 

         Il senatore D'ALI' (PdL), recependo l'invito del Governo, riformula la  proposta  30.36 in un testo 2, pubblicato in allegato, che, con il parere favorevole dei RELATORI e del GOVERNO, previa dichiarazione di voto contrario, a nome del suo Gruppo, del senatore MARTELLI (M5S), è posto in votazione e approvato. Gli emendamenti 30.37, 30.38, 30.39 e 30.41, identici, risultano assorbiti.

 

         Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) esprime un parere favorevole sull'emendamento 30.46, diretto a consentire l'accesso alle garanzie per i pagamenti anche a favore delle imprese che non provvedono alla posa in opera.

 

            Il sottosegretario DE VINCENTI si pronuncia in modo conforme.

 

            L'emendamento 30.46, posto in votazione, è approvato. Con il parere favorevole dei RELATORI e del GOVERNO, è approvato anche l'emendamento 30.0.3.

 

         La senatrice COMAROLI (LN-Aut) insiste affinché sia accolto l'emendamento 26-bis.0.1.

 

         Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) conferma le perplessità per una disposizione che appare in contrasto col principio di concorrenza.

 

            Il sottosegretario DE VINCENTI, a nome del Governo, conferma il parere contrario, sottolineando l'incompatibilità della disposizione con le norme dell'Unione europea in materia di tutela della concorrenza. Invita quindi i proponenti a ritirare la proposta.

 

         La senatrice COMAROLI (LN-Aut), accogliendo l'invito del Governo, ritira l'emendamento 26-bis.0.1.

 

         Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) ritiene che l'emendamento 31.1 dovrebbe essere riformulato, in modo da limitare la discrezionalità insita nella norma. In particolare, si dovrebbe indicare una soglia limite entro la quale è esclusa la produzione del DURC.

 

            Il sottosegretario DE VINCENTI propone di riformulare l'emendamento, precisando che l'esenzione riguarda solo i lavori realizzati direttamente dal proprietario, senza ricorso a imprese terze.

 

         La senatrice NUGNES (M5S) manifesta le sue riserve sulla proposta in esame e ricorda che l'obbligo di produrre il DURC ha consentito di far emergere il fenomeno di elusione della contribuzione previdenziale.

 

         La senatrice BISINELLA (LN-Aut), accogliendo l'invito del Governo, riformula l'emendamento 31.1 in testo 2, pubblicato in allegato, che con il parere favorevole dei relatori e del Governo è posto in votazione ed è accolto. Successivamente, con il parere contrario dei relatori e del Governo, è posto in votazione e respinto l'emendamento 31.11.

 

         Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) e il sottosegretario DE VINCENTI esprimono  un parere favorevole sull'emendamento 32.19, che viene posto in votazione ed è accolto, mentre è respinto l'emendamento 32.24 (testo 2), sul quale sia il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) sia il sottosegretario DE VINCENTI si erano espressi in senso contrario.

 

         Sull'emendamento 32.30, il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) si rimette al Governo.

 

            Il sottosegretario BARETTA prospetta l'opportunità di una riformulazione dell'emendamento.

 

         Il senatore SANTINI (PD), accogliendo l'invito del rappresentante del Governo, riformula l'emendamento in un nuovo testo (32.30 (testo 2 corretto)), pubblicato in allegato che, con il parere favorevole dei relatori e del Governo, è posto in votazione ed è accolto.

 

            I RELATORI e il rappresentante del GOVERNO esprimono un parere contrario sugli emendamenti 32.37 e 32.38 che, posti separatamente in votazione, sono respinti.

 

         Dopo il parere contrario espresso dai relatori e dal rappresentate del Governo sull'emendamento 32.39, in considerazione delle minori entrate che esso comporterebbe, il senatore Luigi MARINO (SCpI) pur non condividendo tale opinione, ritira la proposta.

 

La senatrice BONFRISCO (PdL) ritira, quindi, l'identico 32.42.

 

            Sull'emendamento 32.41 i RELATORI si esprimono in senso favorevole, mentre il GOVERNO si rimette alle Commissioni. L'emendamento è quindi posto in votazione ed è accolto. Successivamente, contrari i relatori e il Governo, è respinto l'emendamento 32.0.2.

 

            Sull'emendamento 33.4, dei relatori, il sottosegretario DE VINCENTI si pronuncia favorevolmente. L'emendamento, posto in votazione, è accolto.

 

         Sugli emendamenti 35.1 e 35.2, soppressivi dell'articolo, si esprimono in senso contrario il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) e il sottosegretario DE VINCENTI. Le proposte, messe congiuntamente in votazione, sono respinte.

 

            Il sottosegretario BARETTA invita i proponenti a riformulare l'emendamento 35.8 in un nuovo testo.

 

         La senatrice COMAROLI (LN-Aut) propone una nuova formulazione (35.8 (testo 2)), pubblicata in allegato, che viene messa in votazione con il parere favorevole dei relatori e del Governo, ed è approvata.

 

         Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) invita i proponenti a ritirare l'emendamento 38.2, di cui condivide il contenuto, e a trasformarlo in un ordine del giorno, di tenore analogo.

 

         Il senatore PALERMO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) ritira, quindi, l'emendamento 38.2 e lo trasforma nell'ordine del giorno G/974/68/ 1 e 5 che, con il parere favorevole dei relatori, è accolto dal Governo.

           

         Successivamente il sottosegretario DE VINCENTI, su sollecitazione della senatrice ALBERTI CASELLATI (PdL), accoglie l'ordine del giorno G/974/58/1 e 5 derivante dalla trasformazione dell'emendamento 39.0.1.

 

            Il presidente AZZOLLINI propone di mantenere accantonato l'emendamento 40.3, sul quale si erano pronunciati in senso contrario i relatori, mentre il rappresentante del Governo aveva espresso un parere favorevole.

 

            Le Commissioni riunite convengono sull'opportunità dell'accantonamento.

 

            Il sottosegretario DE VINCENTI prospetta un riformulazione dell'emendamento 41.1, diretta a rimuoverne la seconda parte.

 

         Tale invito è accolto dal senatore SANTINI (PD), che riformula l'emendamento 41.1 in un nuovo testo (41.1 (testo 2)): con il parere favorevole dei relatori e del rappresentate del Governo l'emendamento è messo in votazione ed è accolto.

 

         Il senatore D'ALI' (PdL), in considerazione delle perplessità manifestate dal sottosegretario DE VINCENTI a nome del Governo, ritira l'emendamento 41.10.

 

Il senatore CERONI (PdL) ritira l'identico 41.11.

 

Successivamente, i senatori D'ALI' (PdL)  e CERONI (PdL) ritirano rispettivamente gli identici 41.12 e 41.13.

 

Anche l'emendamento 41.23 è ritirato dal senatore SCAVONE (GAL), su invito dei RELATORI e del rappresentante del GOVERNO.

 

         La relatrice BERNINI (PdL) e il sottosegretario DE VINCENTI si pronunciano favorevolmente sull'emendamento 41.25, che viene posto in votazione ed è approvato.

 

         Il senatore URAS (Misto-SEL), su invito dei RELATORI e del GOVERNO, ritira l'emendamento 41.27. I proponenti dell'emendamento 41.31, accogliendo l'invito dei relatori e del Governo, ritirano la proposta. Anche l'emendamento 41.0.1 è ritirato dal proponente.

 

         La relatrice BERNINI (PdL) e il sottosegretario DE VINCENTI si pronunciano in senso contrario sugli emendamenti identici 41-bis.1e 41-bis.2, che, posti congiuntamente in votazione, sono respinti.

 

Previa dichiarazione di voto contrario a nome del suo Gruppo del senatore MARTELLI (M5S), è approvato l'emendamento 41-bis.5, sul quale il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) aveva espresso parere favorevole, mentre il sottosegretario DE VINCENTI si era rimesso alle Commissioni. In proposito, il senatore D'ALI' (PdL) auspica che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare tenga conto dell'orientamento del legislatore, recepito in disposizioni normative vigenti.

 

Il senatore SCAVONE (GAL) presenta una nuova formulazione dell'emendamento 41-ter.0.2 (41-ter.0.2 testo 2), pubblicato in allegato, sul quale il sottosegretario BARETTA, a nome del Governo, si riserva di esprimere un parere, previa verifica della compatibilità della proposta con la qualificazione di " sottoprodotto" adottata dalla normativa europea.

 

Il senatore D'ALI' (PdL)  ricorda che la nozione di sottoprodotto è stata recentemente oggetto di una direttiva, recepita dall'Italia, che ne ha ampliato il significato.

 

Con il parere contrario dei RELATORI e del rappresentanti del GOVERNO, l'emendamento 41-ter.0.4 è posto in votazione e respinto, mentre è accolto il 42.2 (testo 2), previ pareri favorevoli della relatrice BERNINI (PdL) e del sottosegretario DE VINCENTI e dichiarazione di voto contrario del senatore MARTELLI (M5S), a nome del suo Gruppo.

 

L'emendamento 42.0.1, posto in votazione con il parere favorevole del relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) e del rappresentante del Governo, è accolto, mentre, con distinte votazioni, sono respinti il 43.2 e il 43.4, su cui la relatrice BERNINI (PdL) e il rappresentante del Governo si erano pronunciati in senso contrario.

 

La relatrice BERNINI (PdL) invita i proponenti a ritirare l'emendamento 43.0.1 (testo 3) e a trasformarlo in un ordine del giorno. Si associa il ministro Beatrice LORENZIN.

 

La senatrice BONFRISCO (PdL) ricorda che il tema è di grande attualità: condividendo l'opportunità di un approfondimento specifico in altra sede, anche sotto il profilo costituzionale, ritira l'emendamento 43.0.1 (testo 3), trasformandolo nell'ordine del giorno G/974/69/1 e 5. La proposta tende a garantire l'accesso alle cure basate sul metodo delle staminali, parallelamente alla sperimentazione in corso, nella misura in cui non siano di nocumento alla salute dei pazienti,.

 

La senatrice BISINELLA (LN-Aut) manifesta il sostegno del suo Gruppo all'ordine del giorno che recepisce il contenuto dell'emendamento 43.0.1 (testo 3).

 

Il senatore MINEO (PD) chiede al Governo di esprimere la propria valutazione sulla proposta.

 

Il presidente AZZOLLINI ritiene che i pareri espressi dalla relatrice e dal Ministro siano idonei a rappresentare il loro orientamento.

 

L'ordine del giorno G/974/69/1 e 5, con il parere favorevole dei RELATORI, è quindi accolto dal Governo, dopo che il senatore MARTELLI (M5S), a nome del suo Gruppo, aveva espresso un orientamento contrario.

 

         La relatrice BERNINI (PdL) propone poi la riformulazione in un testo 3 dell'emendamento 44.9 (testo 2).

 

         Il senatore MANDELLI (PdL) accoglie la proposta e riformula l'emendamento (44.9 testo 3), che con il parere favorevole della relatrice BERNINI (PdL) e del ministro Beatrice LORENZIN, l'emendamento 44.9 (testo 3) è posto in votazione e accolto.

 

         Il senatore D'ALI' (PdL)presenta l'ordine del giorno G/974/72/1 e 5 che, con il parere favorevole dei RELATORI, è accolto dal Governo.

 

         L'emendamento 44.12, sul quale la relatrice BERNINI (PdL) si era rimessa al Governo, è posto in votazione e respinto, con il parere contrario del sottosegretario DE VINCENTI a nome del Governo.

           

            Il PRESIDENTE sospende poi la seduta, per consentire in particolare ai Gruppi di opposizione, di predisporre i subemendamenti alle proposte presentate in mattinata dal Governo e dai Relatori.

 

            La seduta, sospesa alle ore 12,55, riprende alle ore 13,40.

 

            Il sottosegretario DE VINCENTI ritira gli emendamenti 32.1000, 32.2000, 24.1000 e 54-ter.1000.

            Conseguentemente, vengono meno anche i relativi subemendamenti.

 

            Si passa quindi all'esame dell'emendamento 12-bis.1000.

 

         Il senatore SANTINI (PD) propone alcune integrazioni all'emendamento. In particolare, al comma 1, lettera e), capoverso 5-quater, ritiene opportuno che il regime di esclusione sia esteso, oltre che alle società che emettono strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati, anche a quelle da esse controllate. Al capoverso 5-quinquies, ultimo periodo, suggerisce la sostituzione delle parole "titoli azionari" con le parole "strumenti finanziari".

 

         Il senatore BRUNO (PdL) propone, a sua volta, un'ulteriore integrazione, al comma 1, lettera e), capoversi 5-quater, 5-quinquies e 5-septies, al fine di estendere il regime di esclusione anche alle società che svolgono servizi di interesse generale nazionale, comprese quelle di rilevanza economica.

 

         Il senatore MARTELLI (M5S), in riferimento alla proposta di integrazione formulata dal senatore Bruno, osserva che l'espressione "interesse generale nazionale" debba essere precisata, dal momento che essa è suscettibile di estendere in modo indiscriminato la platea delle società beneficiarie della esclusione.

 

         Il senatore Luigi MARINO (SCpI) ribadisce il proprio orientamento contrario all'articolo 12-bis, in riferimento al quale ricorda di aver presentato un emendamento soppressivo. Manifesta, al riguardo, il proprio dissenso da ogni soluzione volta a ridurre la platea delle società alle quali non si applica il limite ai compensi per i propri amministratori e dipendenti. Mostra una possibile apertura su soluzioni che limitino l'esclusione alle società che abbiano emesso titoli obbligazionari quotati nei mercati secondari.

 

         La senatrice LO MORO (PD) condivide i contenuti del subemendamento 12-bis.1000/4, presentato dal senatore Mucchetti, volto, tra l'altro, a porre in correlazione la variazione in aumento dei compensi massimi a quello dell'intero monte salari aziendale.

 

            Il sottosegretario DE VINCENTI accoglie le proposte di integrazione avanzate dal senatore Santini, mentre si riserva di compiere una valutazione più approfondita sull'integrazione proposta dal senatore Bruno.

 

            Il PRESIDENTE ritiene necessario accantonare l'emendamento 12-bis.1000 e i relativi subemendamenti.

 

            Non essendovi obiezioni, così rimane stabilito.

 

            Posti ai voti con il parere contrario dei RELATORI e del GOVERNO, non sono accolti gli identici emendamenti 45.5 e 45.6.

 

Sull'emendamento 45.0.1 i relatori si rimettono al Governo, che esprime parere contrario, evidenziandone i possibili effetti negativi sul piano finanziario.

 

Il senatore D'ALI' (PdL)trasforma l'emendamento in un ordine del giorno (G/974/70/1 e 5, pubblicato in allegato), che impegna il Governo, nella prossima legge di stabilità, a considerare la necessità di una riapertura dei termini per le operazioni di rivalutazione delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati, limitatamente a quelle possedute alla data del 1° gennaio 2013. L'ordine del giorno G/974/70/1 e 5, con il parere favorevole dei relatori, è accolto dal Governo.

 

L'emendamento 46.3 è ritirato.

 

Sull'emendamento 49.7 si esprimono in senso favorevole i RELATORI e i rappresentanti del GOVERNO.

 

Il senatore MARTELLI (M5S) annuncia, a nome del suo Gruppo, un voto contrario.

 

L'emendamento 49.7, posto ai voti, è accolto.

 

Sugli identici emendamenti 49.10 e 49.11 i relatori si rimettono al Governo, che si pronuncia in senso contrario.

 

Posti ai voti, gli identici emendamenti 49.10 e 49.11 non sono approvati.

 

Posto ai voti con il parere favorevole dei relatori e del GOVERNO, è accolto l'emendamento 49-bis.2.

 

Sull'emendamento 49-bis.4, i RELATORI esprimono parere favorevole, mentre il sottosegretario GIORGETTI esprime parere contrario.

 

Conseguentemente il senatore Luigi MARINO (SCpI) ritira l'emendamento 49-bis.4.

 

In riferimento agli identici emendamenti 49-quater.0.1 e 49-quater.0.4, il PRESIDENTE invita i proponenti al ritiro, dal momento che - tra l'altro - le disposizioni, incidendo direttamente su un decreto del Presidente della Giunta regionale, appaiono lesive di un'autonomia costituzionalmente riconosciuta agli enti locali.

Gli identici emendamenti 49-quater.0.1 e 49-quater.0.4 sono ritirati.

 

L'emendamento 49-quater.0.6 è accantonato.

 

Gli identici emendamenti 50.7, 50.8 e 50.9, posti ai voti con il parere favorevole dei RELATORI e del GOVERNO, sono accolti.

Risultano conseguentemente preclusi l'emendamento 50.4 (testo 2), gli identici emendamenti 50.12, 50.13, 50.14, 50.15, 50.16, 50.17, 50.18, 50.19, 50.20 e 50.21, nonché gli emendamenti 50.23 e 50.25.

 

Sull'emendamento 51-bis.0.1, i RELATORI esprimono un parere favorevole, mentre il sottosegretario GIORGETTI esprime un parere contrario, segnalando il rischio che la normativa sia inapplicabile.

 

Il senatore D'ALI' (PdL) propone che l'emendamento sia trasformato in un ordine del giorno, che impegni il Governo ad armonizzare la nuova normativa in materia di accertamento con adesione con la normativa già esistente.

 

I proponenti l'emendamento, quindi, presentano l'ordine del giorno G/974/71/1 e 5 che, con il parere favorevole dei RELATORI, è accolto dal Governo.

 

Il PRESIDENTE propone, poi, di posticipare alle ore 15 di oggi il termine, precedentemente fissato alle ore 13, per la presentazione dei subemendamenti riferiti agli emendamenti presentati dal Governo e dal Relatore nel corso della mattinata.

 

Le Commissioni riunite convengono.

 

La seduta, sospesa alle ore 14,20, riprende alle ore 15,25.

 

            Il PRESIDENTE avverte che si riprenderà ad esaminare gli emendamenti ancora accantonati, a partire da quelli riferiti all'articolo 52.

           

            Con il parere favorevole dei RELATORI e del GOVERNO, le Commissioni riunite approvano l'emendamento 52.2.

 

         Successivamente, la relatrice BERNINI (PdL) e il sottosegretario GIORGETTI formulano un avviso contrario sull'emendamento 52.5.

 

         La senatrice LEZZI (M5S) chiede un chiarimento sulle ragioni della contrarietà testé espressa.

 

Il sottosegretario GIORGETTI rileva come tale emendamento determini l'abolizione dell'aggio per la riscossione in favore di Equitalia.

 

La senatrice LEZZI (M5S) ritira quindi l'emendamento 52.5, riservandosi di presentare un apposito ordine del giorno.

 

La relatrice BERNINI (PdL) invita poi i presentatori a ritirare l'emendamento 52.6.

 

La senatrice COMAROLI (LN-Aut) ritira l'emendamento 52.6, riservandosi di presentare un apposito ordine del giorno.

 

Successivamente, la relatrice BERNINI (PdL) invita i presentatori a ritirare l'emendamento 53.1, su cui il GOVERNO formula un parere contrario.

 

Il senatore VACCIANO (M5S) annuncia il voto favorevole del proprio Gruppo sull'emendamento 53.1, che viene poi respinto dalle Commissioni riunite.

 

Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) e il sottosegretario GIORGETTI , quindi, invitano i proponenti a ritirare l'emendamento 55.1.

 

Il senatore SANTINI (PD) accoglie l'invito e ritira l'emendamento.

 

Sull'emendamento 55.0.1 la relatrice BERNINI (PdL) si rimette alla valutazione del Governo.

 

Il sottosegretario GIORGETTI  formula un avviso contrario, motivando la valutazione negativa per la presenza di problemi di copertura finanziaria.

 

L'emendamento 55.0.1 viene quindi ritirato dal senatore SANTINI (PD).

 

Il senatore SANGALLI (PD) interviene per precisare la portata normativa dell'emendamento 55.0.6, riguardante alcuni profili di esenzione dall'IVA per i soggetti della filiera esportatrice.

 

Il senatore SANTINI (PD) sottolinea come tale emendamento rivesta un carattere spiccatamente emergenziale.

 

Il senatore MARTELLI (M5S), considerato il carattere emergenziale della norma, reputa opportuno apporvi un termine di finale di efficacia.

 

Il sottosegretario GIORGETTI fa presente come l'argomento trattato dall'emendamento costituirà oggetto di esame in sede di disegno di legge delega di riforma del sistema fiscale attualmente all'esame della Camera dei deputati.

 

Il PRESIDENTE, considerate le esigenze di un ulteriore approfondimento, dispone l'accantonamento ulteriore dell'emendamento 55.0.6, unitamente all'identico emendamento 55.0.3.

 

Successivamente, viene ritirato l'emendamento 55.0.5.

 

Con il parere contrario del relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) e del GOVERNO, viene poi respinto l'emendamento 56.3.

 

Dopo che il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) e il sottosegretario DE VINCENTI hanno formulato un avviso negativo sull'emendamento 56.0.2, il senatore Luigi MARINO (SCpI) lo ritira.

 

Il senatore D'ALI' (PdL)  ritira quindi l'emendamento 56-bis.1.

 

Con il parere contrario dei RELATORI e del GOVERNO, viene successivamente messo ai voti e respinto l'emendamento 56-bis.2.

Sull'emendamento 56-ter.0.1 la relatrice BERNINI (PdL) si rimette alla valutazione del Governo.

 

Il sottosegretario GIORGETTI esprime un avviso contrario.

 

L'emendamento 56-ter.0.1 viene quindi messo ai voti e respinto.

 

Dopo che il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) ha formulato un avviso contrario sull'emendamento 56-ter.0.2, il presidente Azzollini ne dispone l'accantonamento ulteriore per permettere un supplemento di esame.

 

Sull'emendamento 57-bis.2 il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) si rimette alla valutazione del Governo.

 

Il sottosegretario DE VINCENTI  formula un avviso contrario.

 

Alla richiesta di chiarimenti avanzata dalla senatrice BONFRISCO (PdL) fornisce risposta il sottosegretario GALLETTI.

 

La senatrice PUGLISI (PD) condivide la contrarietà espressa dal Governo, ritenendo deleterio per il sistema scolastico proseguire nella politica delle graduatorie aperte.

 

La senatrice BONFRISCO (PdL) ritira, quindi, l'emendamento 57-bis.2.

 

Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) e il sottosegretario GALLETTI formulano, quindi, un parere favorevole sull'emendamento 58.9, identico al successivo 58.10.

 

L'emendamento 58.9 viene quindi messo ai voti, contestualmente all'identico emendamento 58.10 e approvato.

 

Sull'emendamento 58.11 il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) formula un avviso favorevole.

 

Il PRESIDENTE evidenzia come tale emendamento, oltre a presentare problemi di copertura finanziaria, sia palesemente privo della quantificazione del relativo onere.

 

Le Commissioni riunite respingono l'emendamento 58.11.

 

Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) e il sottosegretario DE VINCENTI formulano quindi un avviso contrario sull'emendamento 58.14 che, posto ai voti, risulta respinto.

 

Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) e il sottosegretario DE VINCENTI formulano successivamente un avviso contrario sugli emendamenti 58.15 e 58.16 che, con distinte votazioni, risultano respinti.

 

Sull'emendamento 58.18, il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) si rimette alla valutazione del Governo.

 

Il sottosegretario DE VINCENTI invita i presentatori a ritirare tale emendamento.

 

In assenza dei presentatori, il senatore D'ALI' (PdL) fa proprio l'emendamento 58.18 e lo ritira per trasformarlo nell'ordine del giorno G/974/73/1 e 5, che viene accolto dal Governo.

 

Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) e il sottosegretario GALLETTI esprimono quindi un avviso negativo sull'emendamento 58.0.3.

 

Il senatore MARTELLI (M5S) annuncia il voto contrario del proprio Gruppo, denunciando altresì l'onerosità della proposta.

 

Il senatore BRUNO (PdL) ritira quindi l'emendamento 58.0.3.

 

Il PRESIDENTE rammenta poi che erano rimasti accantonati tutti gli emendamenti riferiti agli articoli 59 e 59-bis.

 

Con il parere contrario dei RELATORI e del GOVERNO, con separate votazioni, le Commissioni riunite respingono quindi gli emendamenti 59.1, 59.2, 59.3, 59.500/1 e 59.500/2.

 

Sull'emendamento 59.500 del relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD), intervengono i senatori MARTELLI (M5S) e URAS (Misto-SEL) per annunciare il voto contrario dei rispettivi Gruppi.

 

Con il parere favorevole del GOVERNO l'emendamento 59.500 è approvato dalle Commissioni riunite.

 

Conseguentemente risulta assorbito l'emendamento 59.4, mentre restano  preclusi tutti gli altri emendamenti riferiti all'articolo 59-bis.

 

Successivamente, con distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 59.5, 59.6, 59.7, 59.8, 59.9, 59.10, 59.11, 59.12, 59.13, 59.14, 59.15, 59.16, 59.17 e 59-bis.0.1.

 

Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) e il sottosegretario DE VINCENTI formulano un avviso favorevole sull'emendamento 60.2, che viene messo in votazione e approvato.

 

Con il parere contrario del relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) e del sottosegretario DE VINCENTI e previa dichiarazione di voto favorevole del senatore BOCCHINO (M5S), le Commissioni riunite respingono l'emendamento 60.4.

 

Sull'emendamento 60.5 il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD) si esprime in senso favorevole, mentre il sottosegretario DE VINCENTI ne chiede l'accantonamento ulteriore per un supplemento di esame.

 

Il PRESIDENTE dispone quindi che resti accantonato l'emendamento 60.5.

Quindi, nel rammentare che sono rimasti accantonati gli emendamenti riferiti all'articolo 12-bis riguardante il trattamento economico dei vertici dirigenziali delle società a partecipazione pubblica,  invita il Governo a valutare il ritiro dell'emendamento 12-bis.1000, considerato che l'articolo 12-bis è incluso nel testo approvato dalla Camera dei deputati a seguito della apposizione della questione di fiducia e che quindi sarebbe opportuno, da parte dell'Esecutivo, individuare una diversa soluzione per affrontare la tematica sottesa all'emendamento 12-bis.1000, evitando alle Commissioni riunite l'imbarazzo di dover smentire, se proposta dal Governo,  una decisione assunta dall'altro ramo del Parlamento.

 

La senatrice LO MORO (PD) rileva come le Commissioni riunite e, più in generale, il Senato abbiano il diritto-dovere di poter intervenire, modificando il provvedimento approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati, senza che il voto di fiducia tenutosi presso l'altro ramo del Parlamento possa condizionare le deliberazioni del Senato.

 

La senatrice LANZILLOTTA (SCpI) denuncia la degenerazione insita in una prassi perversa, in base alla quale il Governo pone la questione di fiducia sul testo risultante dall'esame presso la Commissione referente, senza che l'Assemblea possa apportarvi alcuna modifica.

 

Il senatore D'ALI' (PdL), nell'associarsi alle considerazioni svolte dal presidente Azzollini, preannuncia il voto contrario del proprio Gruppo alle proposte emendative riferite agli articoli 11-bis, 12-bis e 29-bis.

 

La presidente FINOCCHIARO (PD) ricorda come la prassi secondo cui il Governo pone la questione di fiducia sul testo del provvedimento, nella versione approvata dalla Commissione in sede referente, rappresenti la risposta all'abuso della decretazione d'urgenza che, negli anni, ha svilito la centralità legislativa del Parlamento.

Inoltre, fa presente che le Commissioni riunite hanno, in questi giorni, più volte modificato il provvedimento in esame, anche nelle parti precedentemente modificate dalla Camera dei deputati.

 

Il sottosegretario BARETTA rammenta che già nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati il Governo aveva manifestato la propria perplessità sull'articolo 12-bis, il che rappresenta il principale motivo della presentazione dell'emendamento 12-bis.1000.

 

Il senatore SPOSETTI (PD) invita il Governo a ritirare il proprio emendamento, per evitare una divisione nella maggioranza che potrebbe portare alla reiezione della proposta.

 

Il senatore BRUNO (PdL) si associa.

 

Il senatore SANTINI (PD) ribadisce la validità delle proprie proposte correttive all'emendamento 12-bis.1000 e fa presente che, se il Governo dovesse accedere agli inviti al ritiro, il Senato dovrà comunque farsi carico  di esaminare la tematica sottesa all'articolo 12-bis.

 

Il senatore Luigi MARINO (SCpI) evidenzia come il tema sotteso all'articolo 12-bis rappresenti una questione politica, che prescinde da questioni di carattere istituzionale nei rapporti con l'altro ramo del Parlamento ovvero con il Governo.

 

La senatrice LANZILLOTTA (SCpI) ricorda che il proprio Gruppo ha presentato un emendamento soppressivo dell'intero articolo 12-bis.

 

Il PRESIDENTE osserva incidentalmente come, ove si proceda alla votazione, tale emendamento debba essere votato per primo.

 

Il sottosegretario BARETTA ritiene di non dover ritirare l'emendamento 12-bis.1000 in quanto ciò determinerebbe la permanenza della norma approvata dalla Camera dei deputati, su cui l'Esecutivo è contrario.

 

Il PRESIDENTE mette quindi ai voti l'emendamento 12-bis.1 soppressivo dell'articolo 12-bis, che risulta approvato.

 

Conseguentemente, risultano preclusi tutti i restanti emendamenti riferiti all'articolo 12-bis, compreso l'emendamento 12-bis.1000 del Governo e relativi subemendamenti.

 

Il PRESIDENTE, considerato l'imminente avvio dei lavori d'Assemblea, sospende la seduta, per poter riferire al Senato sullo stato dei lavori delle Commissioni riunite.

 

La seduta, sospesa alle ore 16.55, riprende alle ore 17,10.

 

Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 29-bis.

 

         La presidente della Commissione affari costituzionali FINOCCHIARO (PD) ricorda che il decreto-legge n. 138 del 2011 aveva introdotto una causa di incompatibilità tra la carica di sindaco dei comuni con popolazione superiore a 5000 abitanti e la carica di membro del Parlamento nazionale o del Parlamento europeo, stabilendo che l'applicazione avrebbe avuto corso dalla data di convocazione delle elezioni politiche successive. Nota che l'articolo 29-bis introdotto dalla Camera dei deputati dispone che quella causa di incompatibilità non si applichi per le cariche monocratiche negli enti pubblici territoriali con popolazione compresa tra i 5000 abitanti e i 15000 abitanti, anche qualora le elezioni si siano svolte successivamente alle elezioni per la formazione del Senato della Repubblica e per la Camera dei deputati. Si tratta di una norma di sanatoria che non condivide e pertanto auspica che siano approvati gli emendamenti, presentati da diversi Gruppi parlamentari, soppressivi dell'articolo 29-bis, tenendo conto che altrimenti sarebbero penalizzati proprio coloro che, nel rispetto della disposizione introdotta dal decreto-legge n. 138, si sono dimessi dalla carica di sindaco per partecipare alle elezioni politiche.

 

         Il senatore CALDEROLI (LN-Aut) condivide la proposta della presidente Finocchiaro: l'articolo 29-bis introduce una ingiusta sanatoria che premia proprio coloro che non hanno rispettato il vincolo introdotto dalla legge.

 

         Il senatore D'ALI' (PdL) ricorda che si tratta di misure dirette a favorire il contenimento della spesa: infatti, il doppio incarico consente allo Stato di corrispondere un'unica indennità, considerato il divieto di cumulo. Per tali ragioni, ritiene che l'articolo 29-bis introdotto dalla Camera dei deputati debba essere mantenuto.

 

         Il senatore Luigi MARINO (SCpI) sostiene la proposta di soppressione dell'articolo 29-bis, per i motivi illustrati dalla presidente Finocchiaro. Inoltre, il divieto di mantenere entrambe le cariche è funzionale ad evitare che vi sia una sovrapposizione nello svolgimento di funzioni particolarmente rilevanti.

 

         La senatrice LO MORO (PD) nota che l'articolo 29-bis è qualificato come interpretazione autentica. In realtà, si tratta di una modifica radicale che, tra l'altro, diverrebbe strutturale.

 

         Il senatore SPOSETTI (PD) sottolinea l'opportunità di mantenere coesa la maggioranza. Le argomentazioni svolte dalla presidente Finocchiaro e dal senatore Calderoli nel merito della questione sono condivisibili. Invita quindi il senatore D'Alì a riconsiderare la propria opinione facendo convergere i voti del suo Gruppo sulla proposta di soppressione dell'articolo 29-bis.

 

         Il senatore MARTELLI (M5S) rileva che la proposta di cui all'articolo 29-bis è stata prima approvata dalla Camera e ora sembra non avere paternità da parte dei Gruppi di maggioranza. Nel preannunciare il voto favorevole del suo Gruppo alla soppressione, auspica che in futuro il divieto di cumulare le due cariche sia considerato causa di ineleggibilità e non solo di incompatibilità.

 

         Il senatore URAS (Misto-SEL) preannuncia un voto favorevole alla soppressione dell'articolo 29-bis: a suo avviso, la rinuncia al doppio incarico rappresenta un atto di rispetto nei confronti dei cittadini.

 

         Su proposta del senatore D'ALI' (PdL), le Commissioni riunite convengono di mantenere accantonati gli emendamenti riferiti all'articolo 29-bis.

 

            Si procede, quindi, all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 11-bis, che erano stati precedentemente accantonati.

 

            Il sottosegretario DE VINCENTI sottolinea l'opportunità di riformulare l'articolo 11-bis, sopprimendo le parole: "in quanto erogati in relazione a uno specifico investimento". A tal fine, a nome del Governo, presenta l'emendamento 11-bis.1000, pubblicato in allegato.

 

         Il senatore SANGALLI (PD) ritiene che la proposta del Governo possa essere accolta nella misura in cui, oltre a non comportare oneri, non abbia ricadute di incertezza sui bilanci delle imprese.

 

            Il PRESIDENTE, per consentire ai Relatori un approfondimento sui temi in esame, sospende la seduta.

 

            La seduta, sospesa alle ore 18,10, riprende alle ore 18,55.

 

            Con il parere favorevole dei relatori l'emendamento 11-bis.1000 è posto in votazione ed è accolto.

 

            Il sottosegretario GIORGETTI, a nome del Governo, esprime un parere contrario, in ragione dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 11-bis.5, 11-bis.6 e 11-bis.7, non essendo possibile giudicare i criteri di valutazione degli oneri.

 

         Il senatore BRUNO (PdL) chiede al Governo di indicare quali scelte intende adottare per fronteggiare la grave crisi delle imprese radiotelevisive locali.

 

            Il sottosegretario DE VINCENTI sottolinea che il parere favorevole espresso dal Governo alla Camera dei deputati sulla proposta di introdurre l'articolo 11-bis aveva il significato di un segnale di apertura, in considerazione della crisi che colpisce il settore.

 

         Il senatore URAS (Misto-SEL), presentatore dell'emendamento 11-bis.2, ritiene che la crisi delle imprese radiotelevisive locali abbia natura strutturale, dal momento che dipende anche dal passaggio alla tecnologia digitale. Vi è il rischio di notevoli dismissioni di personale e di una perdita delle migliori professionalità. È auspicabile, allora, che il contenuto degli emendamenti presentati dai diversi Gruppi parlamentari sia ricondotto a un ordine del giorno accolto dal Governo.

 

         Il senatore SANGALLI (PD) condivide le argomentazioni svolte dai senatori Bruno e Uras. Le imprese devono fronteggiare anche la decurtazione delle risorse tradizionalmente destinate all'emittenza locale. L'emendamento 11-bis.7, ad esempio, ripristina quel contributo, che molte aziende hanno già iscritto nei loro bilanci, anche al fine di tutelare il pluralismo culturale e territoriale.

 

I proponenti degli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 11-bis ritirano le rispettive proposte, trasformandole nell'ordine del giorno G/974/77/1e5 che con il parere favorevole dei relatori, e la dichiarazione di voto contrario della senatrice LEZZI (M5S), è accolto dal Governo.

 

 

            Si riprende quindi l'esame degli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 29-bis.

 

         La presidente FINOCCHIARO (PD) prospetta una ipotesi emendativa di mediazione, in base alla quale la causa di incompatibilità per i sindaci dei Comuni superiori ai 5000 abitanti sarebbe disapplicata qualora l'elezione alla carica dell'ente locale abbia preceduto la data di entrata in vigore del decreto-legge che nel 2011 ha introdotto la causa di incompatibilità. In tal modo, si eviterebbe di introdurre una deroga a regime, sarebbero uniformi i parametri di popolazione cui si riferiscono le cause di incompatibilità e sarebbe scongiurata la fine anticipata dei mandati di sindaco.

 

         Il senatore D'ALI' (PdL) condivide la proposta avanzata dalla presidente Finocchiaro, che rispetta il principio della irretroattività delle misure più sfavorevoli,  su cui la sua parte politica intende impegnarsi in ogni ambito giuridico.

 

         Il senatore VACCIANO (M5S) nota che tale principio non è stato rispettato nei riguardi dei lavoratori, in sede di introduzione della riforma del sistema previdenziale proposta a suo tempo dal ministro Fornero. Ritiene che i sindaci che siano stati eletti parlamentari possano agevolmente rinunciare a una delle due cariche.

 

         Il senatore CALDEROLI (LN-Aut) osserva che i sindaci al momento dela convocazione dei comizi elettorali per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato erano ben consapevoli che avrebbero dovuto optare per una delle due cariche. La proposta della presidente Finocchiaro dunque non è condivisibile poiché non modifica nella sostanza l'effetto di sanatoria dell'articolo 29-bis. Pertanto, mantiene la proposta di sopprimere quell'articolo.

 

         La presidente FINOCCHIARO (PD) precisa che l'ipotesi emendativa illustrata, che potrebbe avere il consenso della maggioranza dei senatori nelle Commissioni riunite, sarebbe comunque meno invasiva della disposizione introdotta dalla Camera dei deputati.

 

         La senatrice DE MONTE (PD) invita ad apprezzare il valore dell'esperienza di amministratore locale, anche in vista di un futuro impegno parlamentare. A suo avviso, è opportuno limitare al massimo le compressioni dell'elettorato passivo e tenere conto dell'effetto di riduzione della spesa che deriverebbe dal mantenimento del doppio incarico.

 

Il senatore MOLINARI (M5S) ritiene che la soluzione di compromesso illustrata dalla presidente Finocchiaro non risolve il problema determinato dall'introduzione dell'articolo 29-bis.

 

Il senatore SANGALLI (PD) condivide la proposta della senatrice Finocchiaro, che ha il pregio di rispondere a criteri di buon senso ed è il risultato di una mediazione politica. Si tratta di individuare una data convenzionale che può essere proprio quella di entrata in vigore del decreto-legge del 2011.

           

Posti ai voti, con il parere contrario dei RELATORI e del GOVERNO, sono respinti gli identici emendamenti 29-bis.1, 29-bis.2, 29-bis.3, 29-bis.4 e 29-bis.5.

 

I RELATORI presentano una nuova proposta emendativa, interamente sostitutiva dell'articolo 29-bis (emendamento 29-bis.2000, pubblicato in allegato), conforme alle indicazioni formulate dalla senatrice Finocchiaro.

 

La senatrice FINOCCHIARO (PD) ritiene che la soluzione proposta dai Relatori rappresenti un punto di equilibrio condivisibile, anche alla luce del dibattito svolto. Infatti, la norma prevede la non applicazione delle disposizioni in materia di incompatibilità, contenute all'articolo 13 del decreto-legge n. 138 del 2011, alle cariche elettive di natura monocratica, limitatamente ad enti pubblici territoriali tra 5 mila e 20 mila abitanti, purché le elezioni siano state svolte prima della data di entrata in vigore dello stesso decreto-legge del 2011. Non si tratta pertanto, a suo avviso, di una forma di sanatoria ex post di incompatibilità già previste, ma dell'introduzione di un regime transitorio dagli effetti circoscritti.

 

La senatrice LANZILLOTTA (SCpI), nell'annunciare a nome del suo Gruppo un voto di astensione, ritiene che la proposta emendativa dei Relatori non risolva  completamente le perplessità manifestate sull'articolo 29-bis, in riferimento al quale il suo Gruppo aveva presentato un emendamento soppressivo.

 

Il senatore CALDEROLI (LN-Aut), nel dichiarare il voto contrario del suo Gruppo, ritiene che l'emendamento formulato dai Relatori estende la platea dei sindaci che possono essere sottratti all'applicazione del regime di incompatibilità.

 

L'emendamento 29-bis.2000, posto ai voti con il parere favorevole del GOVERNO, è accolto.

 

La senatrice LO MORO (PD), nell'annunciare il voto favorevole del suo Gruppo relativamente alla proposta 29-bis.0.500, osserva che la disposizione è diretta a risolvere una questione posta a seguito dell'entrata in vigore del decreto legislativo n. 39 del 2013, che ha introdotto un regime di incompatibilità molto articolato. La legge delega conteneva, tra i principi e criteri direttivi, una norma con la quale si indicava al legislatore delegato il compito di introdurre disposizioni transitorie che definissero la posizione di quanti, legittimamente eletti in base alla precedente normativa, sarebbero incorsi in una causa di incompatibilità sopravvenuta. Il decreto legislativo n. 39, però, non ha recepito questa indicazione. Appare, pertanto, necessaria una disposizione che sani, almeno in parte, il vuoto normativo e, limitatamente alla materia delle incompatibilità, stabilisca che gli incarichi conferiti e i contratti stipulati prima della data di entrata in vigore del citato decreto legislativo non abbiano effetto, come causa di incompatibilità, fino alla scadenza degli incarichi e dei contratti. L'emendamento, a suo avviso opportunamente, non interviene, invece, sul nuovo regime delle inconferibilità.

 

Il senatore MARTELLI (M5S) preannuncia il voto contrario del suo Gruppo.

 

Posto ai voti, con il parere favorevole del GOVERNO, l'emendamento 29-bis.0.500 è accolto.

 

Si passa, quindi, all'esame degli emendamenti 54-bis.500 e 54-ter.500.

 

La senatrice FINOCCHIARO (PD) esprime il proprio orientamento favorevole su entrambi gli emendamenti, in quanto opportunamente intervengono per rafforzare le competenze della CIVIT p.a., in particolare in riferimento all'attività consultiva svolta da tale organismo. Con l'emendamento 54-bis.500, si stabilisce che la CIVIT p.a. esprima un parere obbligatorio sugli atti di indirizzo e di direttiva, nonché sulle circolari del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione in materia di conformità di atti e comportamenti dei funzionari pubblici. Con l'emendamento 54-ter.500, la CIVIT p.a., nella sua qualità di Autorità nazionale anticorruzione, esprime pareri obbligatori su direttive e circolari ministeriali riguardanti l'interpretazione del decreto n. 39 del 2013, in materia di inconferibilità di incarichi e di incompatibilità.

 

Il presidente AZZOLLINI, con particolare riferimento all'emendamento 54-bis.500, esprime le proprie perplessità, ritenendo che la previsione di pareri obbligatori espressi dalla CIVIT p.a. costituisca un aggravio procedimentale.

 

La senatrice LO MORO (PD), nell'annunciare il voto favorevole del suo Gruppo sia sull'emendamento 54-bis.500 sia sull'emendamento 54-ter.500, osserva che le proposte si rendono necessarie in quanto la Camera dei deputati, in sede di conversione del decreto-legge ha introdotto due nuove disposizioni relative alle competenze della CIVIT p.a che non sembrano del tutto calzanti alla missione propria dell'organismo. Proprio ai fini di una maggiore funzionalità dell'attività dell'Autorità, appare di assoluta evidenza la necessità di configurare la sua attività consultiva nei termini indicati dall'emendamento, prevedendo, in particolare, il carattere obbligatorio dei suoi pareri.

 

Il senatore D'ALI' (PdL) ritiene opportuno specificare che i pareri espressi, pur obbligatori, siano non vincolanti.

 

Il senatore BRUNO (PdL) osserva che, in base ad un univoco orientamento della dottrina e tenendo conto dell'uniforme e costante prassi legislativa, nel silenzio della norma, i pareri obbligatori non sono mai vincolanti. Appare, pertanto, ultroneo introdurre espressamente un'indicazione sul carattere non vincolante dei pareri.

 

Il senatore URAS (Misto-SEL), nel condividere il rilievo del senatore Bruno, ritiene che l'espressa previsione del carattere non vincolante dei pareri, oltre ad essere ultronea, può rappresentare una forma di sfiducia nei confronti dell'Autorità chiamate ad esprimere il parere.

 

Il senatore CIOFFI (M5S) esprime il voto contrario del suo Gruppo su entrambi gli emendamenti, ritenendo che il parere, contrariamente a quanto emerso nel dibattito, dovrebbe essere previsto come vincolante.

 

Il senatore CALDEROLI (LN-Aut) annuncia il voto contrario del suo Gruppo su entrambi gli emendamenti.

 

Posti separatamente ai voti, con il parere favorevole dei RELATORI e del GOVERNO, risultano accolti gli emendamenti 54-bis.500 e 54-ter.500.

 

Il PRESIDENTE avverte, poi, che si passerà ad esaminare l'emendamento del Governo 7.1000 e i relativi subemendamenti. Al riguardo, fa presente come l'alinea riguardante l'articolo 41-bis, comma 2, primo periodo, risulta inconferente con il resto dell'emendamento.

 

Il sottosegretario BARETTA dichiara la propria disponibilità ad espungere tale alinea.

 

La senatrice LO MORO (PD) esprime il proprio disappunto sulla parte dell'emendamento che sostituisce il comma 11-sexies dell'articolo 25, in quanto vengono depotenziate le misure per il rilancio infrastrutturale nella regione Calabria.

 

Il sottosegretario BARETTA fornisce alcune spiegazioni sui motivi della sostituzione del comma 11-sexies dell'articolo 25, rappresentando il fatto che l'erogazione di ulteriori risorse è condizionata alla rimodulazione dei piani d'intervento.

 

La senatrice LO MORO (PD), preso atto dei chiarimenti del Governo, ritira l'emendamento 7.1000/4, trasformandolo nell'ordine del giorno G/974/74/1 e 5, il quale, sottoscritto anche dai senatori Molinari, Morra e Caridi, con il parere favorevole dei RELATORI, è accolto dal Governo.

 

Il senatore D'ALI' (PdL) stigmatizza la parte dell'emendamento 7.1000 che sostituisce l'articolo 56-ter sui piani di azionariato.

 

Il sottosegretario BARETTA ricorda che la necessità di modificare tale articolo deriva da problemi di carenza nella copertura finanziaria.

 

La senatrice NUGNES (M5S) lamenta la soppressione del comma 9-bis dell'articolo 18.

 

Il senatore SANTINI (PD) si sofferma sulla questione dei piani di azionariato, già sollevata dal senatore D'Alì, invitando il Governo a trovare un punto di sintesi.

 

La senatrice COMAROLI (LN-Aut) rileva criticamente come l'intervento sull'articolo 46, comma 1-quinquies,comporti il fatto che le spese per l'Expo 2015 risultano computate ai fini del rispetto del Patto di stabilità interno.

 

Il sottosegretario BARETTA osserva che la soppressione del comma 9-bis dell'articolo 18 trova fondamento in carenze di copertura finanziaria, mentre la norma sull'Expo deriva dalla difficoltà di quantificare le risorse necessarie.

Per quanto concerne l'articolo 56-ter  sui piani di azionariato, ne propone una riformulazione che renda cogente l'individuazione delle misure normative e di incentivazione fiscale volte a favorire la diffusione delle esperienze di azionariato diffuso, a partire dai piani di azionariato.

 

I senatori D'ALI' (PdL) e SANTINI (PD) accolgono positivamente la proposta del rappresentante del Governo.

 

La senatrice LEZZI (M5S) si esprime in senso favorevole su tale proposta di riformulazione.

 

Il PRESIDENTE osserva che si potrebbe impegnare il Governo ad inserire tali misure già con la prossima legge di stabilità.

 

Il sottosegretario BARETTA rileva come il rinvio alla prossima legge di stabilità appaia troppo ravvicinato.

 

Si procede, quindi, alla votazione per parti separate dell'emendamento 7.1000, riformulato in un testo 2, pubblicato in allegato, a seguito delle modifiche apportate, su cui i RELATORI e il GOVERNO esprimono parere favorevole.

 

A seguito della riformulazione, decadono i subemendamenti 7.1000/2 e 7.1000/3.

 

Con distinte votazioni, sono approvate le modifiche all'articolo 7 e all'articolo 12-ter.

 

Viene poi posto in votazione e respinto il subemendamento 7.1000/1.

 

Viene quindi messa in votazione e approvata la parte dell'emendamento 7.1000 soppressiva del comma 9-bis dell'articolo 18, previa dichiarazione di voto contrario della senatrice COMAROLI (LN-Aut) e della senatrice BULGARELLI (M5S).

 

Si approva, poi, la modifica all'articolo 25, comma 11-sexies, e successivamente la modifica all'articolo 46, comma 1-bis.

 

Previa dichiarazione di voto contraria della senatrice BULGARELLI (M5S), è approvata la modifica all'articolo 46, comma 1-quinquies.

 

Sono poi distintamente approvate le modifiche agli articoli 56-bis, 56-ter e 57-bis.

 

Il PRESIDENTE avverte, quindi, che verranno esaminati alcuni emendamenti a suo tempo accantonati, a partire dalla proposta 3.3.

 

Il sottosegretario DE VINCENTI propone di riformulare l'emendamento 3.3, mantenendo soltanto la lettera a) del primo comma.

 

Il senatore FLORIS (PdL), presentatore dell'emendamento, ritiene tale proposta eccessivamente restrittiva.

 

Il sottosegretario DE VINCENTI rileva che può essere mantenuta anche la lettera a) del comma 2, essendo prioritario evitare la dispersione dei fondi connessi ai contratti di sviluppo.

 

Il senatore FLORIS (PdL) accoglie quest'ultima proposta di riformulazione e presenta un nuovo testo (3.3 testo 2), pubblicato in allegato.

 

Con il parere favorevole dei RELATORI, viene quindi accolto l'emendamento 3.3 (testo 2).

 

Successivamente, il sottosegretario DE VINCENTI presenta e illustra l'emendamento governativo 5.5000, che modifica l'articolo 5, comma 5, in materia di termovalorizzatori.

 

Con il parere favorevole dei RELATORI, l'emendamento 5.5000, posto ai voti, è accolto.

 

Con il parere favorevole del sottosegretario GIORGETTI e dei RELATORI, viene quindi accolto l'emendamento 40.3.

 

L'emendamento 41-ter.0.2 viene riformulato in un testo 2, pubblicato in allegato, su cui i RELATORI  e il GOVERNO si rimettono alla Commissione.

 

L'emendamento 41-ter.0.2 (testo 2), posto ai voti, risulta accolto.

 

Successivamente, con il parere favorevole dei RELATORI e del GOVERNO, è accolto anche l'emendamento 49-quater.0.6.

 

In seguito, il sottosegretario GIORGETTI invita i presentatori a ritirare gli identici emendamenti 55.0.3 e 55.0.6 per presentare un apposito ordine del giorno.

 

I senatori Luigi MARINO (SCpI) e SANGALLI (PD) ritirano i predetti emendamenti e li trasformano nell'ordine del giorno G/974/75/ 1 e 5, in cui si impegna il Governo a dare attuazione, auspicabilmente con la legge di stabilità, al contenuto di tale proposta emendativa.

 

L'ordine del giorno G/974/75/ 1 e 5 viene posto ai voti e approvato dalle Commissioni riunite.

 

Il sottosegretario GIORGETTI propone, poi, la riformulazione in un testo 2 dell'emendamento 56-ter.0.2.

 

Il senatore Luigi MARINO (SCpI) accoglie la proposta. Previa dichiarazione di voto contrario della senatrice BULGARELLI (M5S), le Commissioni riunite approvano la proposta 56-ter.0.2 (testo 2), pubblicata in allegato.

 

I RELATORI si rimettono al Governo sull'emendamento 60.5.

 

Il sottosegretario GIORGETTI formula un parere contrario su tale proposta

 

Il senatore D'ALI' (PdL) chiede che l'emendamento resti accantonato per un ulteriore approfondimento.

 

Il PRESIDENTE dispone l'ulteriore l'accantonamento della proposta 60.5. Segnala, quindi, che gli emendamenti 2.4 e 42.2 (testo 2), già accolti, devono intendersi approvati in un testo corretto per ragioni di coordinamento formale.

 

Le Commissioni riunite prendono atto.

 

Il PRESIDENTE avverte, poi, che è stato presentato l'emendamento Coord 1, recante una modifica redazionale all'articolo 18, comma 8-ter.

 

Con il parere favorevole dei RELATORI e del rappresentante del GOVERNO, l'emendamento è messo in votazione e accolto.

 

Il PRESIDENTE avverte che il Governo ha ritirato l'emendamento 24.1000.

 

Si procede quindi alla votazione dell'emendamento 46-bis.0.1000 e dei relativi subemendamenti.

 

Dopo che i relatori si sono rimessi al Governo, il sottosegretario DE VINCENTI si pronuncia favorevolmente sui subemendamenti 46-bis.0.1000/1 e 46- bis.0.1000/3, mentre esprime un parere contrario sul 46-bis.0.1000/2.

 

Con distinte votazioni sono quindi approvati gli emendamenti 46-bis.0.1000/1 e 46-bis.0.1000/3, mentre il 46-bis.0.1000/2 non è accolto.

 

Il senatore CIOFFI (M5S) invita le Commissioni a riflettere sulla gravità della deroga che viene consentita con l'emendamento 46-bis.0.1000.

 

Il senatore CRIMI (M5S) nota che mentre il Governo non è riuscito a individuare le risorse finanziarie per scongiurare l'aumento dell'IVA, che graverà su tutti i cittadini, si prevede un'aliquota agevolata per gli ingressi all'EXPO 2015.

 

La senatrice RICCHIUTI (PD) ritiene che l'emendamento 46-bis.0.1000 non sia chiaro. In particolare, non si comprende se le assunzioni saranno compiute tramite concorso pubblico.

 

Il sottosegretario DE VINCENTI precisa che la deroga stabilita nell'emendamento 46-bis.0.1000 prevede solo che alle società in house sia consentito, in deroga al blocco previsto dal Patto di stabilità interno, di assumere personale a tempo determinato per la realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie per EXPO 2015: nulla innova, invece, in materia di disciplina delle procedure di assunzione.

 

L'emendamento 46-bis.0.1000, come modificato, è posto in votazione e approvato, previa dichiarazione di voto contrario del senatore MARTELLI (M5S) a nome del suo Gruppo.

 

Il sottosegretario GIORGETTI si sofferma sull'emendamento 56-bis.1000.

 

Il sottosegretario BARETTA osserva che la proposta è diretta a limitare al 10 per cento il contributo al risanamento del debito pubblico da parte degli enti territoriali che alienano immobili da loro detenuti.

 

La senatrice LEZZI (M5S) sottolinea l'assenza di controlli sulle operazioni di vendita da parte degli enti territoriali. La materia dovrebbe essere disciplinata in modo organico.

Per tali motivi, preannuncia il voto contrario del suo Gruppo.

 

Il senatore URAS (Misto-SEL) preannuncia il voto contrario: si tratta di beni che, anche in virtù di norme costituzionali, appartengono ad altri enti, come le Regioni speciali.

 

La senatrice FINOCCHIARO (PD) ricorda che la materia è regolata da uno specifico decreto ministeriale che regola la dismissione dei beni pubblici.

 

La senatrice LANZILLOTTA (SCpI) sottolinea che nell'apposito regolamento sono indicati anche i diversi gradi di applicabilità delle norme relative al contributo al risanamento del debito pubblico, che è particolarmente modesto per le Regioni a Statuto speciale.

 

I RELATORI e il rappresentante del GOVERNO si pronunciano in senso contrario sui subemendamenti 56-bis.1000/1 e 56-bis.1000/2, che vengono posti separatamente in votazione e sono respinti. Successivamente è accolto l'emendamento 56-bis.1000 precedentemente riformulato in un testo 2, pubblicato in allegato.

 

Viene quindi posto in votazione, con il parere favorevole dei relatori, l'emendamento 56-ter.0.1000, che è accolto.

 

Il sottosegretario DE VINCENTI  propone una riformulazione dell'emendamento 1.2.

 

La senatrice LEZZI (M5S), accogliendo l'invito del rappresentante del Governo, riformula l'emendamento in un nuovo testo (1.2 testo 2), pubblicato in allegato, che con il parere favorevole dei relatori e del Governo, è messo in votazione ed è accolto.

 

Il sottosegretario GIORGETTI invita i proponenti a riformulare l'emendamento 60.5.

 

La senatrice LO MORO (PD) preannuncia il voto contrario del suo Gruppo, ritenendo che i criteri indicati nella proposta non siano idonei ad assicurare la dovuta trasparenza.

 

Il senatore MARTELLI (M5S) preannuncia il voto contrario del suo Gruppo e chiede quali siano gli specifici beneficiari della proposta in esame.

 

Il senatore SANTINI (PD) ritiene che le finalità della proposta siano condivisibili, mentre esprime dubbi sulla procedura individuata dall'emendamento 60.5.

 

Considerate le obiezioni, il senatore D'ALI' (PdL)  ritira l'emendamento 60.5.

 

La senatrice FINOCCHIARO (PD) illustra l'ordine del giorno G/974/76/ 1 e 5, che impegna il Governo, nei limiti già prescritti dalle disposizioni costituzionali e dalla legge n. 400 del 1988 in materia di decretazione d'urgenza, a ricorrere ai decreti-legge osservando anche un criterio di effettiva necessità nelle singole disposizioni e di loro proporzione ai risultati perseguiti. Inoltre, l'ordine del giorno impegna il Governo a riferire al Parlamento sugli indirizzi che intende seguire in futuro in tema di decretazione d'urgenza; in quella sede la Commissione affari costituzionali avanzerà una proposta di risoluzione, sulla base di un documento predisposto dal senatore Palermo, per richiamare l'attenzione sulla qualità della legislazione, con particolare riguardo all'omogeneità per materia, segnatamente in occasione della conversione in legge di decreti-legge.

 

La senatrice LANZILLOTTA (SCpI), condividendo lo spirito dell'ordine del giorno, osserva che dovrebbe essere inteso come un monito anche per il Parlamento, oltre che per il Governo: infatti, in sede parlamentare potrebbe essere pronunciato un diniego di sussistenza dei presupposti costituzionali e dei requisiti di legge previsti per la decretazione d'urgenza.

 

Il senatore CRIMI (M5S), pur condividendo il contenuto dell'ordine del giorno, ritiene che esso rappresenti un'implicita carenza di legittimità dei decreti-legge adottati finora. Inoltre, l'invito a osservare con maggiore rigore i limiti posti dall'ordinamento alla decretazione d'urgenza dovrebbe essere rivolto anche al Parlamento.

 

Il sottosegretario BARETTA, intervenendo a nome del Governo, ritiene che l'ordine del giorno rappresenti un contributo importante. Anche una tempestiva riforma dei Regolamenti parlamentari, con particolare riguardo all'ammissibilità degli emendamenti potrebbe aiutare a migliorare la qualità della legislazione.

 

L'ordine del giorno G/974/76/1e 5 è quindi posto in votazione e approvato.

 

Il presidente AZZOLLINI ricorda che, a seguito della soppressione dell'articolo 12-bis,egli aveva dichiarato precluse le altre proposte emendative che incidono su quelle disposizioni. Osserva, peraltro, che l'emendamento soppressivo non esclude la proposizione di una nuova proposta di regolazione diversa per collocazione e per contenuto.

 

Il senatore SPOSETTI (PD) ricorda che è stato appena approvato dalle Commissioni riunite un ordine del giorno che richiama l'attenzione sulla qualità della legislazione. A suo avviso, è singolare che la Presidenza prospetti la possibilità di  ulteriori emendamenti avanzati o suggeriti dal Governo.

Inoltre, il Senato, in particolare la Presidenza delle Commissioni riunite o il Presidente, dovrebbe adoperarsi per difendere la dignità dei parlamentari, messa in discussione dalle accuse diramate dai mezzi di informazione a seguito della decisione di sopprimere l'articolo 12-bis.

 

La seduta, sospesa alle ore 22,35, riprende alle ore 23,10.

 

Il PRESIDENTE informa che alcuni Presidenti di Gruppo hanno sottoscritto un emendamento (84-bis.0.1000), pubblicato in allegato, in materia di riduzione dei compensi corrisposti a manager di società pubbliche. Dal momento che in questa fase dell'esame solo il Governo e i relatori potrebbero avanzare nuove proposte emendative, rivolge ai Gruppi i cui rappresentanti non hanno ancora sottoscritto l'emendamento 84-bis.0.1000 la richiesta del loro eventuale consenso alla ammissione della proposta nell'esame.

 

Il senatore CALDEROLI (LN-Aut) chiede di conoscere le motivazioni per cui né il Governo né i relatori hanno ritenuto di avanzare la proposta di modifica.

 

Il sottosegretario BARETTA ricorda che il Governo aveva presentato una sua proposta e resta in attesa delle decisioni del Parlamento, che potrebbe prospettare una formulazione diversa.

 

Il senatore D'ALI' (PdL)  sottolinea che alcuni Gruppi parlamentari hanno ritenuto opportuno presentare l'emendamento, al fine di ristabilire la verità su quanto è accaduto, cioè che la soppressione dell'articolo 12-bis era propedeutica a una nuova regolazione della materia. L'emendamento 84-bis.0.1000 modifica in senso più severo la norma introdotta dalla Camera dei deputati.

 

Il relatore GUERRIERI PALEOTTI (PD), rispondendo al senatore Calderoli, precisa che i relatori hanno preso atto della volontà dei Gruppi parlamentari di maggioranza di presentare una loro autonoma proposta.

 

I senatori CALDEROLI (LN-Aut) e FRAVEZZI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) chiedono che la seduta sia sospesa brevemente affinché i rispettivi Gruppi possano determinarsi in ordine alla richiesta del Presidente.

 

Poiché non si fanno osservazioni, così resta stabilito.

 

La seduta, sospesa alle ore 23,30, riprende alle ore 23,35.

 

La senatrice BERTOROTTA (M5S) manifesta la volontà del Gruppo Movimento 5 Stelle di condividere la proposizione dell'emendamento 84-bis.0.1000 e rende nota la presentazione di alcuni subemendamenti, pubblicati in allegato.

 

Il senatore CALDEROLI (LN-Aut), a sua volta, dichiara a nome del Gruppo di condividere la proposizione l'emendamento 84-bis.0.1000 e presenta un subemendamento, pubblicato in allegato.

 

Poiché neanche da altri Gruppi sono avanzate obiezioni, l'emendamento è ammesso nell'esame.

 

I RELATORI e il rappresentante del GOVERNO si pronunciano in senso contrario su tutti i subemendamenti riferiti all'emendamento 84-bis.0.1000.

 

Con distinte votazioni, i subemendamenti 84-bis.0.1000/1, 84-bis.0.1000/3, 84-bis.0.1000/4 e 84-bis.0.1000/2 sono respinti, mentre è accolto l'emendamento 84-bis.0.1000.

 

Su proposta del presidente AZZOLLINI, le Commissioni riunite convengono di considerare ritirati tutti gli ordini del giorno non ancora esaminati, con l'invito agli autori perché siano riproposti in Assemblea.

 

Prima di procedere alla votazione del mandato ai relatori, il presidente AZZOLLINI ringrazia la presidente Finocchiaro per la collaborazione nell'organizzazione e nella gestione di un iter assai complesso. Rivolge un ringraziamento anche a tutti i membri delle Commissioni riunite e ai rappresentanti del Governo che hanno cooperato nei lavori d'esame. Inoltre, porge un ringraziamento agli uffici del Senato per la fattiva collaborazione.

 

Il sottosegretario DE VINCENTI, a nome del Governo, ringrazia i relatori e le Commissioni riunite, sia nella componente di maggioranza sia in quella di opposizione, per il lavoro svolto, che è stato importante e non facile. Le modifiche accolte, a suo avviso, migliorano il testo del Governo, come modificato dalla Camera dei deputati.

 

La senatrice BISINELLA (LN-Aut) preannuncia l'intenzione di presentare all'Assemblea una relazione di minoranza, chiedendo l'autorizzazione a svolgerla oralmente.

 

Le Commissioni riunite conferiscono quindi ai relatori Bernini e Paleotti Guerrieri il mandato a riferire favorevolmente in Assemblea per l'approvazione del disegno di legge in titolo, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati e con le modifiche accolte nel corso dell'esame, chiedendo l'autorizzazione alla relazione orale.

 

La seduta termina alle ore 00,00.