Legislatura 17ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 15 del 24/07/2013


PROCEDURE INFORMATIVE 

 

Interrogazione   

 

            Il sottosegretario ALFANO risponde all'interrogazione n. 3-00195, a firma del senatore Battista e di altri e relativa ai mezzi "Lince" in dotazione all'Esercito italiano in Afghanistan, rilevando innanzitutto che l'argomento affrontato con l'atto in discussione era stato già oggetto di analoga interrogazione a risposta immediata svolta presso l'omologa Commissione difesa della Camera lo scorso 13 giugno.

            Ribadisce quindi che per l'amministrazione della Difesa è una priorità la prosecuzione della propria azione, in linea di continuità con i precedenti Governi, finalizzata al tempestivo aggiornamento dei mezzi e degli equipaggiamenti impiegati, mediante lo studio e la realizzazione delle soluzioni più avanzate per tutelare al meglio la sicurezza del personale, contribuendo alla prevenzione e al contrasto delle minacce attualmente esistenti e di quelle ragionevolmente prevedibili. In tale ottica, il mezzo "Lince", peraltro utilizzato anche da altre nazioni, attualmente, nell'ambito delle capacità produttive industriali a livello mondiale, non ha un'alternativa più valida in grado di garantire almeno lo stesso livello di protezione.

            Per quanto riguarda, più in particolare, le specifiche della torretta del mezzo blindato, rileva che i requisiti dell'apparato sono stati rielaborati sulla base delle indicazioni emergenti dal teatro operativo, al fine di renderli maggiormente adatti alle caratteristiche del teatro afghano (che si contraddistingue per spazi ampi e terreno desertico e fortemente accidentato), nonché in grado di non impegnare lo spazio utile all'interno del veicolo. In particolare, tali manufatti consentono l'impiego dell'arma dall'interno del veicolo attraverso un pannello di controllo e joystick, limitando comunque la visuale del mitragliere a quella acquisibile attraverso le ottiche del sistema d'arma.

            Alla base, poi, della scelta di dotare di torrette solo una parte di mezzi nell'ambito di un dispositivo tattico sussiste evidentemente una precisa ratio di natura operativa. Tale ratio,ritenuta ancora valida dai competenti organi tecnico operativi dell'Esercito, è quella di consentire una più elevata discriminazione degli obiettivi a lunga distanza, laddove invece gli altri veicoli (due su tre), dovrebbero restare con le ralle operate dal personale, al fine di avere una corretta percezione della situazione esterna ed una migliore capacità di reagire in termini di intero dispositivo.

            In tale quadro, il rappresentante del Governo osserva che il citato sistema di controllo remoto (prodotto dalla società Telemetrik), diverge dal requisito militare (caratteristiche richieste dalla Forza armata inserite nel bando di gara), per una serie di ragioni rilevanti: é "intrusivo" rispetto al mezzo, non è giro stabilizzato e non consente lo sparo dell'arma con il mezzo in movimento su bersaglio in movimento. Ragion per cui si è optato per l'acquisizione delle torrette denominate "Hitrole-L".

            L'oratore rammenta, inoltre, che l'invio è strettamente commisurato con le consegne da parte dell'industria, tenuto conto della necessità di addestrare il personale di previsto impiego al fine di minimizzare gli effetti collaterali.

            Conclude osservando che appare ragionevole considerare che alla base di tale esigenza, a fattor comune per i Paesi NATO, vi siano esclusivamente fattori di carattere prettamente operativo e non già di carattere economico o industriale.

 

     Replica il senatore BATTISTA (M5S), osservando che i chiarimenti forniti potrebbero essere integrati con ulteriori approfondimenti di natura economica e dichiarandosi, pertanto, solo parzialmente soddisfatto.