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Legislatura 16ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 477 del 21/12/2012


     Il presidente VIZZINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, illustra il contenuto normativo del decreto-legge. Si sofferma sull'articolo 1 che, limitatamente alle prossime elezioni politiche del 2013, dispone la riduzione del numero delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste e dei candidati. In proposito, ricorda che, nell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, la disposizione adottata dal Governo è stata modificata utilizzando un meccanismo elaborato in Senato in occasione della discussione dei disegni di legge in materia elettorale: esso prevede una misura identica per tutte le formazioni politiche ed esclude la deroga ipotizzata per i gruppi costituiti in questi ultimi giorni, anche in considerazione del fatto che essa faceva riferimento al concetto di componenti politiche dei Gruppi parlamentari che, come è noto, può essere applicata solo presso la Camera dei deputati, mentre in Senato anche le componenti del Gruppo misto non assumono la natura di componenti politiche.

Inoltre, si stabilisce che le cause di ineleggibilità di cui all'articolo 7 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati non hanno effetto se le funzioni esercitate siano cessate entro i sette giorni successivi alla data del decreto di scioglimento.

Riferisce, quindi, sull'articolo 2, che disciplina l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani temporaneamente all'estero per motivi di servizio o per missioni internazionali. Per tali elettori è prevista la possibilità di votare per corrispondenza, all'estero, per le circoscrizioni del territorio nazionale in cui è compreso il comune di Roma Capitale. In particolare, il comma 1 individua i soggetti ai quali è destinato l'intervento normativo: il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia impegnato temporaneamente all'estero in missioni internazionali, i dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome che per ragioni di servizio si trovino all'estero in via transitoria e dei loro familiari conviventi, qualora non iscritti all'AIRE, i professori e ricercatori universitari in servizio presso istituti universitari e di ricerca all'estero per almeno sei mesi e per non più di dodici, purché, alla data di indizione delle elezioni, si trovino all'estero da almeno tre mesi, nonché i familiari conviventi, purché non iscritti all'AIRE.

            Illustra anche l'articolo 3, che modifica l'articolo 6, comma 4, della legge n. 470 del 1988, inserendovi la previsione che la dichiarazione presentata dai cittadini italiani all'estero agli uffici consolari (ai fini dell'iscrizione all'AIRE) sia corredata da una documentazione probatoria dell'effettiva residenza all'estero dei richiedenti. La relazione governativa sottolinea che la disposizione intende impedire – per quanto possibile – casi di stabilimento di residenza fittizia all'estero, anche per ragioni elettorali.

            Infine, illustra l'articolo 4, che ammette la presenza presso gli uffici elettorali di sezione di osservatori elettorali internazionali in conformità agli impegni internazionali assunti dall'Italia nell'ambito dell'OSCE; l'articolo 5, che reca le disposizioni relative alla copertura finanziaria; l'articolo 6, che prevede l'entrata in vigore del decreto-legge lo stesso giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

            Si apre il dibattito.