(216) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - COSSIGA. - Revisione della Costituzione
(894) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - D'ALIA. - Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
(1086) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo e alla forma di governo
(1114) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PASTORE ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione e all'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, in materia di composizione e funzioni della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica, formazione e poteri del Governo, età e attribuzioni del Presidente della Repubblica, nomina dei giudici costituzionali
(1218) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MALAN. - Revisione dell'ordinamento della Repubblica sulla base del principio della divisione dei poteri
(1548) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche all'articolo 49, nonché ai titoli I, II, III e IV della Parte seconda della Costituzione, in materia di partiti politici, di Parlamento, di formazione delle leggi, di Presidente della Repubblica, di Governo, di pubblica amministrazione, di organi ausiliari, di garanzie costituzionali e di Corte costituzionale
(1589) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Anna FINOCCHIARO ed altri. - Modifica di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti la forma del Governo, la composizione e le funzioni del Parlamento nonché i limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
(1590) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CABRAS ed altri. - Modifiche alla Parte II della Costituzione, concernenti il Parlamento, l'elezione del Presidente della Repubblica e il Governo
(1761) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MUSSO ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di elezioni alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica
(2784) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Adriana POLI BORTONE ed altri. - Modifiche alla Costituzione in materia di istituzione del Senato delle autonomie, riduzione del numero dei parlamentari, soppressione delle province, delle città metropolitane e dei comuni sotto i 5000 abitanti, nonché perfezionamento della riforma sul federalismo fiscale
(2875) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - OLIVA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione dei parlamentari, di eliminazione della disposizione che prevede l'elezione dei senatori nella circoscrizione Estero e di riduzione del limite di età per l'elettorato passivo per la Camera dei deputati
(2941) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo
(3183) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - FISTAROL. - Modifiche al titolo V della Parte II della Costituzione in materia di istituzione del Senato federale della Repubblica, composizione della Camera dei deputati, del Senato federale della Repubblica, del Governo e dei Consigli regionali, nonché in materia di accorpamento delle regioni, di popolazione dei comuni e di soppressione delle province
(3204) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CALDEROLI ed altri. - Disposizioni concernenti la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale della Repubblica e la forma di Governo
(3252) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - CECCANTI ed altri. - Modifiche alla Costituzione relative al bicameralismo, alla forma di governo e alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e regioni
- e petizioni nn. 9, 216, 259, 322, 651, 1208, 1369 e 1400 ad essi attinenti
(Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 24, 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875, 2941, 3183 e 3204, congiunzione con l'esame del disegno di legge n. 3252 e rinvio; esame del disegno di legge n. 3252, congiunzione con il seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 24, 216, 894, 1086, 1114, 1218, 1548, 1589, 1590, 1761, 2784, 2875, 2941, 3183 e 3204 e rinvio)
Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta dell'11 aprile.
La Commissione conviene di esaminare il disegno di legge n. 3252, assegnato da ultimo, insieme alle altre iniziative in titolo.
Il presidente VIZZINI(UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, illustra il nuovo disegno di legge in esame: esso comprende una serie di modifiche costituzionali che vanno dalla forma di governo, ai rapporti Governo-Parlamento, alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni, alla riforma del bicameralismo e alla riduzione del numero dei parlamentari. Il potere di dare e revocare la fiducia spetta alla sola Camera dei deputati; dopo le elezioni, il candidato alla Presidenza del Consiglio, individuato dal Presidente della Repubblica sulla base dei risultati elettorali, si presenti alla sola Camera dei deputati, per ottenerne la fiducia. Il Presidente del Consiglio, che abbia avuto la fiducia, può proporre al Capo dello Stato anche la revoca dei ministri e può essere sfiduciato dalla Camera, a seguito di una mozione di sfiducia costruttiva, comprendente l’indicazione del nuovo Presidente del Consiglio. Il Presidente del Consiglio in carica ha inoltre il potere di richiedere al Presidente della Repubblica lo scioglimento anticipato della Camera dei deputati. Se al Governo dispone di una corsia preferenziale per l’approvazione dei provvedimenti giudicati essenziali per l’attuazione del suo programma.
Si prevede di inserire nell’articolo 117 della Costituzione la "clausola di supremazia" prevedendo che in ogni caso "il legislatore statale, nel rispetto dei princìpi di leale collaborazione e di sussidiarietà, può adottare i provvedimenti necessari ad assicurare la garanzia dei diritti costituzionali e la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica" Il Senato federale è la Camera di rappresentanza delle autonomie territoriali. Salvo eccezioni, le leggi saranno discusse e approvate dalla Camera. Il Senato potrà decidere di esaminare le leggi approvate dalla Camera e proporre a questa emendamenti. Spetterà alla Camera valutare gli emendamenti proposti dal Senato, approvarli o respingerli. Il bicameralismo resterà invece paritario solo per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali; le leggi elettorali; le leggi in materia di organi di governo e funzioni fondamentali dei comuni, delle province e delle città metropolitane. La riduzione prevede un numero di parlamentari pari a 450 deputati e a 225 senatori.
Come annunciato nella precedente seduta dedicata al tema in esame, il Relatore comunica di avere svolto un confronto informale con i Gruppi parlamentari, che gli ha consentito di predisporre una proposta di testo unificato: esso tiene conto sia della cospicua e prolungata elaborazione compiuta nelle legislature precedenti, sia delle proposte avanzate in questa legislatura in forma di disegni di legge, compresa quella da ultimo illustrata, che i proponenti avevano usato la cortesia di sottoporgli preventivamente, sia, infine, del dibattito più recente fra le diverse formazioni politiche. All'argomento sono stati dedicati, nel tempo, tutti gli approfondimenti possibili, anche mediante le consultazioni in audizione condotte, nella legislatura in corso, insieme alla Commissione omologa della Camera dei deputati. Il tempo, ormai limitato, che rimane sino al termine della legislatura e la maturazione delle diverse opzioni formulate in materia di riforme istituzionali, inducono a ritenere che vi sia, con un'azione tempestiva, la possibilità concreta - a certe condizioni, soprattutto di metodo - di compiere un tentativo proficuo per approvare un testo di revisione costituzionale: a questo scopo egli ha predisposto una proposta che riassume e definisce gli elementi nei quali si manifesta un sostanziale, largo consenso.
Tali elementi di revisione costituzionale riguardano la riforma del Parlamento e la forma di governo, con interventi diretti a razionalizzare il sistema secondo linee d'indirizzo largamente condivise: ridurre il numero dei parlamentari; risolvere la questione del bicameralismo nella scelta di un procedimento legislativo che preveda la necessità di una doppia deliberazione conforme solo per casi limitati; valorizzare gli interessi delle Regioni nel processo di formazione della legislazione nazionale; definire e integrare i poteri del governo in Parlamento e accentuare il primato del Presidente del Consiglio dei ministri nella compagine di governo; dare certezza alle deliberazioni parlamentari tempestive sulla legislazione proposta dal governo; garantire stabilità di governo, anche con il ricorso alla cosiddetta sfiducia costruttiva.
Questi gli aspetti essenziali della proposta, pubblicata in allegato, che il Relatore si accinge a rimettere all'esame della Commissione: poiché si tratta - come già sottolineato - del risultato di un dibattito già ampiamente svolto in varie occasioni e in ogni possibile sede, a partire da quella parlamentare, egli ritiene di poter subito sottoporre alla Commissione un programma di lavoro, con il relativo calendario: adottare oggi la proposta appena formulata come testo base per il seguito dell'esame; fissare per domani, giovedì 19 alle ore 18, il termine per iscriversi a intervenire nella discussione sul nuovo testo; delimitare la proponibilità di emendamenti all'oggetto proprio del testo unificato, con la possibilità di introdurre argomenti ulteriori solo in quanto siano in correlazione diretta con quelli trattati nel testo; fissare il termine per la presentazione degli emendamenti alle ore 18 di martedì 8 maggio; svolgere nel frattempo alcune sedute da dedicare alla discussione del testo unificato, che potrebbero tenersi martedì 24 aprile (dalle ore 13,30 alle ore 15), giovedì 26 aprile (dalle ore 10 alle ore 12) e mercoledì 2 maggio (dalle ore 10 alle ore 14, con eventuale prosecuzione e conclusione martedì 8 maggio dalle ore 10); svolgere la trattazione degli emendamenti, con illustrazione e conseguenti votazioni, a partire dalla seduta pomeridiana di mercoledì 9 maggio e fino al termine di quella settimana, anche in seduta notturna.
Sulla proposta del Presidente relatore si pare un dibattito.
Il senatore CALDEROLI (LNP) ritiene che la proposta di testo unificato possa costituire una buona base di discussione e, a nome del suo Gruppo, dichiara di condividere l'ipotesi di calendario avanzata dal Presidente relatore. In proposito, sottolinea l'opportunità di prevedere anche la possibilità, ove necessario, di termini più ampi per la conclusione dell'esame che dovrà essere particolarmente approfondito in entrambi i rami del Parlamento, anche al fine di assicurare un ampio consenso e una maggioranza di almeno due terzi nella seconda deliberazione, in modo da rendere non necessario il ricorso al referendum.
Il senatore PARDI (IdV) ritiene che il richiamo al dibattito che si è svolto in Parlamento in passato, sia in questa che nelle precedenti legislature, non debba precludere la possibilità di una discussione approfondita sul testo unificato proposto dal relatore. A tal fine, chiede che si svolga un ciclo di audizioni per acquisire elementi informativi e valutazioni, in particolare di esperti esterni al Parlamento, con specifico riguardo ai modelli costituzionali, anche stranieri, cui si ispirano le proposte in esame. Inoltre, chiede che il termine per la presentazione di emendamenti sia differito di una settimana, fissandolo alle ore 18 di martedì 15 maggio.
Il senatore BOSCETTO (PdL) ritiene che l'analisi dello stato di maturazione degli argomenti in esame e l'ipotesi di calendario prospettata dal Presidente relatore siano adeguati e consentano di giungere tempestivamente a una approvazione della riforma. Non condivide la richiesta del senatore Pardi di procedere a una serie di audizioni, in quanto la materia è stata già ampiamente approfondita. Tuttavia, nel corso dell'esame sarà comunque possibile concentrare l'attenzione su nodi giuridici di particolare rilevanza e complessità, eventualmente acquisendo il parere di esperti.
La senatrice INCOSTANTE (PD) sottolinea che la proposta del Presidente relatore deve essere contestualizzata nello scenario politico attuale: si tratta di rispondere in modo non demagogico alla forte istanza di rinnovamento che proviene dall'opinione pubblica, a partire dal quadro costituzionale e dalla legge elettorale. In tale prospettiva, è necessario concludere l'esame in tempi ravvicinati se si intende approvare la riforma entro la fine della legislatura.
Condivide quindi l'ipotesi di calendario, che potrà essere seguito con la dovuta flessibilità nello spirito indicato dal senatore Calderoli, la cui convergenza di metodo sul testo unificato giudica asssai apprezzabile. Al contrario, ritiene che sia da respingere la proposta di svolgere ulteriori audizioni, il cui effetto sarebbe quello di impedire l'effettiva approvazione della riforma in tempo utile. Resta salva la possibilità di acquisire i pareri degli esperti su singoli aspetti normativi, durante il corso dell'esame.
Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL), nel ringraziare il Presidente relatore per aver formulato un testo unificato che costituisce un'utile base di lavoro, esprime tuttavia riserve sull'effettiva capacità delle disposizioni in esso contenute a risolvere la questione del rapporto tra istituzioni e opinione pubblica; infatti, da un lato si mette in discussione il principio del bicameralismo paritario, che a suo avviso rappresenta un valore della tradizione costituzionale italiana, mentre dall'altro le innovazioni nella forma di governo e nel procedimento legislativo appaiono non idonee a realizzare il necessario rinnovamento.
Per quanto riguarda il calendario, esso deve considerarsi politicamente impegnativo, ma non può penalizzare il contributo e il potere emendativo dei singoli parlamentari. Da questo punto di vista, giudica inopportuna la limitazione della proponibilità degli emendamenti a quelli che abbiano correlazione diretta con gli oggetti trattati nel testo unificato.
Il presidente VIZZINI(UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, precisa che la "correlazione diretta", un parametro desunto direttamente dal Regolamento del Senato per la valutazione della proponibilità degli emendamenti in alcune particolari ipotesi , si riferisce in questo caso non alle singole disposizioni del testo base, bensì alle materie che ne formano l'oggetto. D'altra parte, osserva che - a questo punto della legislatura - un'eventuale estensione dell'esame ad argomenti ulteriori avrebbe il solo effetto di vanificare il tentativo di approvare la riforma in discussione.
Il senatore D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI) condivide la proposta di calendario avanzata dal Presidente relatore, che tiene conto di un lavoro compiuto dalla Commissione in questa e nelle precedenti legislature, nonché del lungo dibattito che si è svolto tra le forze politiche e nell'opinione pubblica. Il testo unificato recepisce i temi su cui si è verificato il consenso delle forze politiche e su cui più forte è la sensibilità dell'opinione pubblica, per cui egli ritiene che si potrà procedere alla prima deliberazione da parte dell'Assemblea del Senato entro la fine di maggio.
La senatrice ADAMO (PD) ricorda che la possibilità di pervenire a una riforma della legge elettorale condivisa dalle forze politiche è stata correttamente collegata a una preventiva revisione della struttura e delle funzioni del Parlamento e della forma di governo. Un calendario che preveda termini certi e ravvicinati per la conclusione dell'esame è dunque funzionale alla possibilità di realizzare anche la riforma elettorale.
Non condividendo la richiesta del senatore Pardi di svolgere un ciclo di audizioni, ritiene che si potrà procedere di volta in volta agli eventuali necessari approfondimenti dei profili problematici, semmai riducendo lo spazio, in verità assai ampio, che il calendario proposto riserva alla discussione generale.
Il senatore PARDI (IdV) giudica improprio il richiamo fatto in alcuni interventi al dibattito che si svolge nell'opinione pubblica: infatti, a suo avviso, i cittadini non sono affatto interessati e non sono convinti che la riforma costituzionale di cui si tratta possa risolvere i loro problemi. Al contrario, il Parlamento attualmente in carica è sottoposto a una severa critica sociale sotto il profilo della sua rappresentatività, e dunque non appare il consesso più adatto per realizzare un disegno riformatore tanto significativo, che a suo avviso dovrebbe pertanto essere preceduto dalla riforma della legge elettorale.
In conclusione, ribadisce la richiesta di svolgere un ciclo di audizioni.
Il presidente VIZZINI(UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), relatore, ricorda che la discussione sulle materie oggetto del testo unificato è stata svolta in Commissione in numerose sedute, e che è disponibile una documentazione esaustiva, inclusi i resoconti delle audizioni sull'ordinamento della Repubblica svolte dalle Commissioni affari costituzionali riunite della Camera dei deputati e del Senato.
Quanto al calendario proposto e alle osservazioni svolte nel dibattito, precisa che si tratta di date e orari, fissati con l'obiettivo di assicurare una conclusione dell'esame in tempi utili e tali, fra l'altro, da consentire anche la trattazione tempestiva delle proposte di riforma della legge elettorale. In proposito, sottolinea anche l'opportunità di mantenere un collegamento proficuo con l'altro ramo del Parlamento, nell'intento di assicurare un iter quanto più possibile veloce della riforma costituzionale.
Posta ai voti, non è approvata la proposta del senatore Pardi di svolgere un ciclo di audizioni e di fissare il termine per la presentazione di emendamenti alle ore 18 di martedì 15 maggio.
Successivamente, previa dichiarazione di voto contrario del senatore PARDI (IdV), la Commissione conviene di adottare il testo unificato proposto dallo stesso relatore come base per il seguito dell'esame, e dunque come testo al quale riferire gli emendamenti, e approva infine la proposta di calendario avanzata dal Presidente relatore .
La seduta, sospesa alle ore 14,50, riprende alle ore 15,05.