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Legislatura 16ª - Commissioni 5° e 6° riunite - Resoconto sommario n. 34 del 21/03/2012


         Il senatore STRADIOTTO (PD) segnala anche il rischio che il gettito dell'IMU derivante dalla prima casa sia stato sovrastimato e che quindi esso risulterà inferiore al gettito dell'ICI sullo stesso cespite. Per contro, nella struttura del prelievo, è anche possibile che risulti maggiore il gettito derivante dall'imposizione su altre categorie di immobili. In generale, la disciplina sperimentale dell'IMU presenta uno squilibrio nella composizione e distribuzione del prelievo, considerando i dati sulle diverse categorie di immobili esistenti in Italia, che evidenziano la presenza di un elevato numero di abitazioni con rendita catastale non ancorata ai valori di mercato. In caso tali unità immobiliari fossero adibite ad abitazione principale, si rischierebbe una forte perdita di gettito su di esse, considerando la disciplina più favorevole prevista dal decreto-legge n. 201 del 2012. Ritiene dunque ragionevole assegnare ai Comuni la facoltà di manovrare le aliquote di tassazione anche dopo i versamenti della prima rate dell'imposta a giugno, per fronteggiare eventuali squilibri nella ripartizione del gettito. A sostegno di tale tesi sottolinea infatti che i dati di previsione delle associazioni di categoria, basati su una analisi comune per comune, potrebbero risultare più attendibili di quanto si pensa e confermare il quadro esposto. L'obiettivo è quindi quello di rimodulare la composizione del prelievo immobiliare per avere maggiore equità fiscale.

            Procede all'illustrazione del proprio emendamento 4.32, che prevede modifiche alla disciplina del patto di stabilità interno per il 2012. Ricorda che nel decreto legislativo concernente i premi e le sanzioni per gli enti locali sono state introdotte nuove forme di penalizzazione in caso di inosservanza dei risultati di bilancio previsti nel patto di stabilità interno. Come già segnalato durante la discussione del provvedimento, ritiene che non si sia trattato di una soluzione condivisibile, alla luce dell'obiettivo del risanamento finanziario delle autonomie locali. Nello specifico segnala che vi sono numerosi comuni che hanno ricevuto donazioni o altre elargizioni da privati e che sono stati costretti a congelare tali risorse per rispettare i vincoli di bilancio ad essi imposti. Con l'emendamento si propone quindi di escludere tali liberalità dal computo dei saldi ai fini del patto di stabilità, per gli enti locali virtuosi e limitatamente alle quote impiegate per finanziare investimenti.

            Fa quindi riferimento al tema dei ritardati pagamenti della Pubblica amministrazione, oggetto dell'emendamento 1.0.2 illustrato dal senatore Morando, segnalando che esso propone una soluzione tecnicamente soddisfacente per superare il blocco dei pagamenti alle imprese fornitrici ed evitare che la crisi di liquidità si propaghi all'intero sistema delle imprese. Ribadisce che se non si insiste su tale fronte anche l'obiettivo della crescita economica potrà risultare del tutto illusorio.

            Prosegue illustrando il proprio emendamento 4.65, concernente l'applicazione dell'aliquota IMU ridotta agli immobili locati a canone concordato, ricordando come il decreto legislativo n. 23 del 2011, sul federalismo fiscale municipale, contenga già una previsione dal tenore analogo, con l'applicazione dell'aliquota dello 0,38 per cento. Su tale tema interviene anche l'emendamento 4.74, il quale propone una ulteriore misura in favore dei comuni. Si prevede infatti di riservare ad essi una quota del gettito derivante dalla cedolare secca sui redditi da locazione immobiliare, per le abitazioni censite nei rispettivi territori. Sottolinea il carattere federalista della misura e il suo effetto di facilitare il coinvolgimento dei comuni nella lotta all'evasione.

            Illustra quindi il proprio emendamento 4.0.17, con il quale si intende stabilire un termine certo per le modifiche alla disciplina dell'IMU da parte dei comuni. In particolare, per il triennio 2012-2014, i comuni possono deliberare o modificare la normativa sperimentale dell'IMU e variare le aliquote entro il 31 ottobre di ciascun anno.

            Dichiara quindi di ritirare il proprio emendamento 4.67.