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Legislatura 16ª - 8ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 381 del 21/03/2012


IN SEDE CONSULTIVA 

 

(3194) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo, approvato dalla Camera dei deputati

(Parere alla 1a Commissione. Esame e rinvio)  

 

Il relatore GALLO (PdL) ricorda che l'Esecutivo ha ottenuto la fiducia del Parlamento su un programma incentrato su rigore, equità e crescita. A quest'ultimo pilastro dell'azione di governo sono riconducibili il recente provvedimento in materia di liberalizzazioni e il decreto-legge sulle semplificazioni ora all'esame della Commissione in sede consultiva. Manifesta apprezzamento per l'impegno profuso dal Governo nel realizzare riforme finalizzate a generare sviluppo. Ricorda, infatti, che negli ultimi mesi lo spread è diminuito sensibilmente e che la reazione dei mercati all'iniziativa del Governo italiano è stata positiva. Tuttavia, ancora molto deve essere fatto.

Dopo aver rivendicato un maggiore coinvolgimento dell'8a Commissione nell'esame delle misure aventi ad oggetto materie di sua competenza, procede ad illustrare il contenuto del provvedimento in esame, approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati il 13 marzo 2012.

L'articolo 4, recante semplificazioni in materia di documentazione per le persone con disabilità e patologie croniche, interviene sulle modalità per il riconoscimento della validità, su tutto il territorio nazionale, del contrassegno invalidi richiesto ai fini della circolazione e sosta dei veicoli a servizio delle persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta.

L'articolo 11 reca semplificazioni in materia di circolazione stradale, abilitazioni alla guida, affidamento del servizio informazioni sul traffico, "bollino blu" e apparecchi di controllo della velocità. Con riferimento alle numerose modifiche che esso apporta al Codice della strada, ricorda che la Commissione ha già più volte affermato che è preferibile un ripensamento complessivo del Codice della Strada, piuttosto che singoli interventi estemporanei e scollegati tra loro.

L'articolo 11-bis è diretto a consentire ai minori autorizzati alla guida accompagnata e ai titolari di "foglio rosa" di esercitarsi alla guida in autostrada o su strade extraurbane principali, ovvero in condizione di visione notturna.

L'articolo 20 contiene una serie di novelle al Codice dei contratti pubblici e al relativo Regolamento di attuazione. Richiamata anche in questo caso la necessità di un ripensamento complessivo della materia, si sofferma, in particolare, sul comma 3, lettera b), che intende semplificare gli adempimenti amministrativi relativi alla presentazione della certificazione di esecuzione dei lavori da parte delle imprese con sede legale in Italia per i lavori eseguiti all'estero, sottolineando la necessità di chiarirne il contenuto.

L'articolo 21 modifica la disciplina sulla responsabilità solidale del committente imprenditore fornitore di lavoro, in caso di appalto di opere o di servizi, per il pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali dovuto dall'appaltatore o dagli eventuali subappaltatori.

L'articolo 22 modifica la normativa per l'adozione delle delibere CIPE e reca norme di salvaguardia delle procedure in corso per la stipula dei contratti di programma con le società di gestione aeroportuali. Manifestato apprezzamento per le modifiche introdotte dal Governo in questo ed in precedenti provvedimenti volti a velocizzare l'adozione delle delibere CIPE, sottolinea l'esigenza di assicurare altresì la conseguente rapida realizzazione delle opere.

Illustra il contenuto dell'articolo 47, recante disposizioni in materia di agenda digitale italiana, nonché quello dell'articolo 56, comma 3, in materia di risorse utilizzabili per l'Expo Milano 2015.

 

Il presidente RANUCCI, ricordato che la risoluzione dei problemi del Paese è un processo complesso che richiede tempo, dichiara aperta la discussione generale.

 

Il senatore CASTELLI (LNP) ritiene che nel provvedimento in esame si sarebbe dovuta semplificare anche la procedura per il rilascio della patente nautica, i cui requisiti sono, allo stato, eccessivamente rigorosi.

Osserva che, passati ormai mesi dal suo insediamento, l'attuale Governo non ha fatto registrare sostanziali cambiamenti per quanto riguarda il settore delle infrastrutture. Il CIPE si è riunito di rado e ha sbloccato una quantità non significativa di risorse. Il problema è quello di sempre e cioè la scarsità di fondi per le infrastrutture, nonché la mancanza di volontà di investire in questo campo i pochi mezzi disponibili. Tutto ciò sarà ulteriormente aggravato dall'effetto recessivo dei provvedimenti adottati finora dall'Esecutivo.

Ricorda di avere sollecitato più volte il Governo a dare attuazione a provvedimenti legislativi già approvati dal Parlamento che consentirebbero l'individuazione di nuove risorse, ad esempio adottando il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di pedaggiamento di alcuni tratti stradali, ovvero dando attuazione alle disposizioni che consentono la revoca e il reimpiego di stanziamenti per opere che non sono state realizzate. A tali solleciti non è stato finora dato seguito.

Il Governo dovrebbe inoltre agire con maggiore vigore sul fronte del contenimento delle spese, invece che aumentare il carico fiscale sulle imprese che versano in condizioni drammatiche.

 

Il senatore STIFFONI (LNP), con riferimento all'articolo 11, commi da 1 a 4, - che prevedono che i titolari di certificato di idoneità alla guida del ciclomotore ovvero di patente di guida, al compimento dell'ottantesimo anno di età, rinnovino la validità dei titoli abilitativi ogni due anni, senza dover conseguire l'attestato di idoneità dalle commissioni mediche locali - ritiene che per i soggetti ultraottantenni dovrebbe essere previsto il rinnovo annuale.

Ricorda che l'articolo 47, comma 2-quater, in materia di offerta disaggregata dei servizi di accesso all'ingrosso di rete fissa da parte dell'incumbent agli operatori concorrenti, è stato inserito alla Camera dei deputati in seguito all'approvazione unanime di un emendamento in Commissione, che ha poi ricevuto il parere favorevole del Governo anche in Aula. Alla luce delle affermazioni e delle voci circolate negli ultimi giorni, si augura che il Governo non voglia presentare in Senato una proposta emendativa che stravolga le disposizioni in questione, in quanto ciò rappresenterebbe uno sgarbo al Parlamento e uno sconfessamento della volontà liberalizzatrice dichiarata dallo stesso Esecutivo.

 

Il presidente RANUCCI (PD) osserva che il senatore Stiffoni ha sollevato una questione molto importante e delicata e che la Commissione dovrà ragionare sul giusto contemperamento tra le esigenze di liberalizzazione del mercato e la difficoltà di intervenire su una rete che è proprietà di un soggetto privato.

 

Il senatore Marco FILIPPI (PD), con riferimento alle questioni evocate dal senatore Castelli, ricorda che l'8a Commissione ha debitamente approfondito la questione dei pedaggiamenti, giungendo alla conclusione condivisa che essi debbano essere sensati e soprattutto finalizzati ad investimenti infrastrutturali.

Nessuno poteva immaginarsi che il nuovo Governo avrebbe fatto miracoli in materia di infrastrutture, in quanto le risorse sono oggettivamente scarse ed è per questo motivo che l'8a Commissione ha sempre lavorato per potenziare il coinvolgimento di capitali privati nella realizzazione delle opere pubbliche.

Premesso che le cose fatte non si misurano sul numero delle riunioni del CIPE, afferma che, rispetto al passato, si sono verificati sensibili miglioramenti, in quanto le risorse oggetto delle delibere del Comitato vengono effettivamente assegnate e tutta la procedura è divenuta molto più trasparente.

Lamenta la persistente marginalità del Parlamento nella adozione di importanti provvedimenti e la mortificazione del suo ruolo e si augura che ciò non si ripeta in futuro, nell'ambito della discussione di rilevanti riforme in materia elettorale e istituzionale.

Passando all'esame del provvedimento, dichiara che molte delle disposizioni in esso contenute sembrano essere norme manifesto e alcune suscitano qualche perplessità nel merito. L'azione di semplificazione non è neutra e l'eliminazione delle autorizzazioni ex ante deve essere compensata dall'aumento dei controlli ex post.

Per quanto concerne le modifiche del Codice della strada, ribadisce la propria contrarietà a interventi privi di una visione complessiva. Inoltre critica l'eccessiva semplificazione dell'accesso alla professione di autotrasportatore prevista dall'articolo 11.

Con riferimento all'articolo 47, comma 2-quater, riconosce la delicatezza della questione e ritiene che il provvedimento in esame agisca sugli effetti invece che sulle cause reali del problema, rappresentate dal fatto che un medesimo soggetto assommi in sé il ruolo di gestore della rete e di gestore del servizio. Sostiene che, alla luce della recente giurisprudenza della Corte costituzionale, l'ammissibilità dell'emendamento che ha portato all'inserimento del comma in questione era dubbia. Esso inoltre, così formulato, potrebbe presentare profili di incostituzionalità, in quanto incide su un bene di proprietà di un privato. Ritiene comunque che, analogamente a quanto ha fatto con riferimento ad altri settori, la Commissione dovrebbe inserire nel parere un'osservazione volta a sollecitare la separazione tra proprietà della rete e gestione dei servizi.

 

Il presidente RANUCCI (PD), con riferimento all'articolo 21, afferma che le modifiche apportate dalla Camera dei deputati creano notevoli disagi ai soggetti creditori, e in particolare ai lavoratori che necessitano, invece, di provvedimenti che rendano rapidi i tempi per il recupero delle somme dovute, e auspica che il Senato possa riportare l'articolo in esame alla sua formulazione originaria.

 

Il senatore MORRI (PD) lamenta l'assenza di un canale di informazione preferenziale tra Governo e Parlamento e che quest'ultimo debba venire a conoscenza delle intenzioni del Governo non da dichiarazioni ufficiali di rappresentanti di quest'ultimo, bensì da soggetti terzi, pubblici o privati. Invita dunque la Presidenza della Commissione a sollecitare maggiori informazioni da parte del Governo.

 

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.