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Legislatura 16ª - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 364 del 14/03/2012


RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

SUGLI ATTI COMUNITARI NN. COM (2011) 809 definitivo, COM (2011) 810 definitivo, COM (2011), 811 definitivo

SOTTOPOSTI AL PARERE MOTIVATO SULLA SUSSIDIARIETA'

E SULL'ATTO COMUNITARIO N. 82

(DOC. XVIII, n. 147)

 

 

            La Commissione,

 

            esaminati, ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento, i seguenti atti riguardanti il programma quadro di ricerca e innovazione relativo al settennio 2014-2020 "Orizzonte 2020":

 

·       la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni - Programma quadro di ricerca e innovazione "Orizzonte 2020" (COM (2011) 808 definitivo) (n. 82),

 

la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020 (n. COM (2011) 809 definitivo),

·       la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole di partecipazione e di diffusione nell'ambito del programma quadro di ricerca e di innovazione "Orizzonte 2020" (2014-2020) (n. COM (2011) 810 definitivo),

 

·       la proposta di decisione del Consiglio che stabilisce il programma specifico recante attuazione del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020 (n. COM (2011) 811 definitivo),

 

esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:

 

1.     Con riferimento ai profili di sussidiarietà:

1.1.  si riconosce che la grande maggioranza delle azioni proposte rispetta il principio di sussidiarietà perché riveste un interesse generale per gli Stati membri ovvero si concentra su obiettivi e attività non efficacemente realizzabili dagli Stati membri su base solo nazionale per l'alto costo, la lunga durata, l'elevato rischio di insuccesso o la carenza di capacità di valorizzazione industriale; 

1.2.  si dà atto che l'intervento a livello dell'Unione, promuovendo la concorrenza in ambito continentale, diffonde buone prassi, stabilisce benchmark di confronto e tende perciò ad innalzare i livelli di eccellenza in tutti gli Stati membri;

1.3.  si apprezza che il programma, attraverso diversi strumenti, assicura un lodevole sostegno alla mobilità transnazionale, migliorando la formazione dei ricercatori;

1.4.  sarebbe tuttavia opportuno che, date le cospicue diversità esistenti tra gli Stati membri in termini di geografia, clima, storia, cultura, demografia, agricoltura, sistema industriale, nelle premesse al documento n. 809 si riconoscesse la valenza delle ricerche svolte a livello nazionale. Ciò appare tanto più necessario allorquando si consideri la presenza di settori di eccellenza quali ad esempio, in Italia, le ricerche sismica e vulcanica, sulla conservazione e valorizzazione dello straordinario patrimonio culturale, nonché di carattere storico, umanistico, letterario o filosofico. La mancanza di tale esplicito riconoscimento rischia infatti di esprimere implicitamente una valutazione negativa;

1.5.  si manifesta inoltre perplessità, per non dire contrarietà, sul "Considerando"  n. 25 del documento n. 809 laddove afferma che "è opportuno non  finanziare in uno Stato membro attività in esso proibite" nonché "attività che risultino vietate in tutti gli Stati membri". L'esclusione del finanziamento in uno Stato membro di una azione che sia proibita da quello Stato o addirittura da tutti gli Stati membri non è infatti una mera questione di "opportunità", tanto più che la materia è disciplinata con precisione dal Trattato di Lisbona.

 

2.     In merito all'impostazione generale di "Orizzonte 2020": 

2.1    si esprime apprezzamento per l'unificazione del finanziamento della ricerca e dell'innovazione in un unico quadro strategico comune, integrando sia i settori interessati dal 7° Programma quadro di ricerca, sia le sezioni che riguardano l'innovazione nel Programma quadro "Competitività e Innovazione", sia le attività dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia e del Centro comune di ricerca;

2.2    si valuta positivamente la rilevante semplificazione delle procedure di finanziamento della ricerca e dell'innovazione mediante:

2.2.1       l'adozione di un unico insieme di regole per l'intero ciclo di ricerca e innovazione, riguardante tutti i programmi di ricerca e tutti gli organismi di finanziamento;

2.2.2       l'adozione di tre criteri trasparenti e condivisibili di valutazione delle proposte di ricerca e innovazione (eccellenza, impatto, qualità ed efficienza dell'attuazione);

2.2.3       una sistematica riduzione degli obblighi burocratici: meno documentazione richiesta per la preparazione delle proposte, meno controlli e verifiche, sportello unico per i partecipanti, semplificazione della rendicontazione dei costi con due soli tassi di finanziamento (nel 7° Programma quadro venivano applicati diversi tassi di finanziamento a seconda dei beneficiari), calcolo dei costi indiretti con un singolo tasso forfetario (20 per cento dei costi diretti) al posto dei precedenti quattro diversi tassi;

2.2.4       il contenimento dei tempi necessari per l'istruttoria di finanziamento di una proposta di sovvenzione a 100 giorni al massimo (nel 7° Programma quadro erano 350);

2.3            si apprezza il cospicuo aumento della dotazione finanziaria complessiva, come risulta dall'articolo 6 del documento n. 809;

2.4            si condividono gli obiettivi generali del programma, indicati nel comma 1 dell'articolo 5 del documento n. 809, nonché la scelta delle tre priorità d'intervento (Eccellenza scientifica, Leadership industriale, Sfide per la società);

2.5            per quanto riguarda i principi etici, enunciati in particolare nell'articolo 16 del documento n. 809, premesso un apprezzamento generale, si esprime particolare condivisione per il comma 3. Si paventa tuttavia il rischio che il consenso esplicitamente espresso dal comma 4 per "qualsiasi" ricerca relativa alle cellule staminali embrionali umane in qualche modo possa confliggere con la proibizione esplicita recata dal summenzionato comma 3 relativamente alla creazione di embrioni umani a scopo di ricerca;

2.6            si condivide l'attenzione riservata alle PMI e in particolare l'attribuzione ad esse del 15 per cento degli stanziamenti complessivi di tutti gli obiettivi specifici nell'ambito della priorità "Sfide per la società", nonché di quelli dell'obiettivo specifico "Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali fondamentali" nell'ambito della priorità "Leadership industriale";

2.7            si manifesta infine apprezzamento per la piena apertura del programma a partenariati pubblico-privato, a partenariati pubblico-pubblico e alla cooperazione internazionale con i Paesi terzi e le organizzazioni internazionali.

 

3. In merito alle singole azioni di "Orizzonte 2020":

3.1         per quanto riguarda la priorità "Eccellenza scientifica", si esprime pieno apprezzamento sia per l'entità delle risorse allocate (27.818 milioni di euro, che risultano ben superiori a quanto allocato nel 7° Programma quadro per i progetti Ideas, People e Capacities, pari a 16.357 milioni di euro), sia per la scelta dei quattro obiettivi specifici e per la distribuzione tra essi delle risorse disponibili;

3.2        per quanto riguarda la priorità "Leadership industriale":

3.2.1           si esprime pieno apprezzamento per la dotazione dell'obiettivo specifico "Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali" e per la scelta delle tecnologie abilitanti fondamentali; si ritiene tuttavia che la parte riguardante le attività spaziali sia troppo generica e debba perciò essere precisata, tanto più che in questo settore i programmi sono sempre a lungo termine;

3.2.2           circa l'obiettivo specifico "Accesso al capitale di rischio", pur condividendo l'opportunità di facilitazioni a imprenditori innovativi per l'accesso al credito e al capitale di rischio, si manifesta perplessità sulla scelta di considerare la relativa dotazione finanziaria (4.000 milioni di euro) come una spesa e non come un fondo di rotazione. E' da prevedere infatti che i crediti erogati attraverso la Debt Facility debbano essere restituiti e che similmente il capitale di rischio erogato dalla Equity Facility non sia a fondo perduto;

3.2.3           si esprime infine pieno apprezzamento per il terzo obiettivo specifico, relativo a "L'innovazione  nelle PMI";

3.3         per quanto riguarda la terza priorità "Sfide per la società", si condivide in linea di massima la scelta dei sei obiettivi specifici con le relative dotazioni finanziarie. Si formulano tuttavia i seguenti rilievi:

3.3.1 circa l'obiettivo specifico "Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia", si osserva che il programma non menziona in nessun modo ricerche nel campo degli organismi geneticamente modificati (OGM), nonostante esse siano in grande sviluppo nel resto del mondo e non implichino affatto l'utilizzazione dei risultati;

3.3.2       circa l'obiettivo specifico "Energia sicura, pulita ed efficiente", si apprezzano le azioni volte alla promozione del risparmio energetico e alla utilizzazione, dove non eccessivamente costoso, delle fonti energetiche rinnovabili. In particolare circa gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 da combustione dei combustibili fossili, si ritiene tuttavia che l'Unione dovrebbe darsi per il 2050 traguardi ragionevolmente perseguibili. Non va infatti dimenticato che in 30 anni (dal 1990 al 2020) sarà stata a fatica conseguita una riduzione delle predette emissioni del 20 per cento rispetto al 1990. Appare pertanto un compito estremamente difficile, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, conseguire nel 2050 una riduzione delle emissioni di CO2 pari ad almeno l'80 per cento rispetto al 1990, dato che ciò comporterebbe di ridurle in altri 30 anni (dal 2020 al 2050) di un ulteriore 60 per cento.

3.3.3       circa l'obiettivo specifico "Trasporti intelligenti, verdi e integrati", si osserva che vi è una eccessiva discrepanza tra gli ambiziosissimi obiettivi (tra cui la riduzione del 60 per cento delle emissioni di CO2 dovute ai trasporti entro il 2050 e la diminuzione del traffico nelle città) e le effettive possibilità tecnologiche (veicoli elettrici, biocarburanti, migliori trasporti pubblici nelle città);

3.3.4       circa l'obiettivo specifico "Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime", si esprime apprezzamento per la volontà di migliorare con le ricerche la comprensione dei cambiamenti climatici e l'affidabilità delle elaborazioni di previsione, a tutt'oggi decisamente non soddisfacente; si ritiene tuttavia che, a fianco delle politiche di mitigazione, vadano sviluppate le conoscenze necessarie per la individuazione di adeguate politiche di adattamento, in genere molto meno costose delle politiche di mitigazione; si reputa infine che l'Unione europea dovrebbe abbandonare l'obiettivo di contenere a 2°C l'aumento massimo della temperatura media dell'atmosfera terrestre al suolo, poiché l'influenza su tale temperatura media delle scelte adottate in sede europea è poco rilevante e il parametro della temperatura media non è comunque così significativo in quanto le modifiche di temperatura associate ai cambiamenti climatici variano cospicuamente con la latitudine; più in generale, si osserva che non risulta sostenibile l'affermazione secondo cui la spesa afferente al clima supera il 35 per cento del bilancio del programma, di cui al "Considerando" n. 10 del documento n. 809;

3.3.5       circa l'obiettivo specifico "Società inclusive, innovative e sicure", si ritiene che il programma delle azioni relative agli ambiti "Società inclusive" e "Società innovative" sia troppo generico.