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Legislatura 16ª - 8ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 364 del 08/02/2012


Il senatore LADU (PdL) afferma che dalle ultime audizioni emerge che la soluzione del problema sia più complessa di quello che era apparso all'inizio. Chiede se il contratto che verrà sottoscritto da Costa per la rimozione del relitto avrà ad oggetto anche l'attività di estrazione del carburante. Domanda, infine, una valutazione del Ministro sul livello di preparazione del Paese di fronte ad eventi straordinari quale quello verificatosi all'isola del Giglio.

 

Il ministro CLINI ricorda che l'area in cui si è verificato l'incidente non è coperta dal VTS, presidio fondamentale per la gestione della navigazione in sicurezza, che attualmente trova applicazione solo nello Stretto di Messina e nelle Bocche di Bonifacio. Per l'estensione ad altre zone, sarà necessario risolvere problemi di natura tecnica e finanziaria.

L'estensione del VTS deve comunque essere affiancata da misure di prevenzione. A tal proposito, in risposta al senatore Ranucci, afferma che non è intenzione del Governo individuare rotte prestabilite, bensì introdurre distanze di sicurezza, ad esempio in corrispondenza delle aree marine protette.

Ciò ovviamente nulla toglie alla responsabilità di armatori e comandanti prevista dalle norme vigenti e l'individuazione delle responsabilità dei vari soggetti coinvolti è una delle componenti dell'indagine svolta dal Ministero con riferimento alla nave della Grimaldi Lines.

In risposta al senatore Marco Filippi, ribadisce che il Ministero dell'ambiente, congiuntamente all'Istituto superiore di Sanità ed ISPRA, sta valutando i possibili effetti sulla catena alimentare, laddove si dovessero verificare fuoriuscite dai fusti perduti dalla nave della Grimaldi Lines. La questione è molto delicata e i danni potrebbero essere molto gravi. La compagnia, su richiesta del Ministero, ha presentato un piano per la ricognizione dei fusti tramite un mezzo navale speciale.

Sul tema del combustibile, ricorda che è in corso l'esame di una proposta di direttiva europea che ne regolamenta la qualità, per minimizzare l'inquinamento dell'aria e delle acque. Ovviamente tale proposta, una volta approvata, non vincolerà gli Stati che non sono membri dell'Unione europea e per tale motivo è stato instaurato un dialogo con l'IMO, finalizzato a introdurre una normativa internazionale di analogo tenore.

A livello nazionale, si potrebbe valutare la possibilità di destinare una parte della quota dei biocarburanti per la navigazione marittima. Si potrebbero inoltre adottare incentivi, ma più per il traffico sotto costa che per la navigazione in alto mare.

La questione della rimozione della Costa Concordia è molto problematica e il Sindaco dell'isola del Giglio ha giustamente sollecitato misure urgenti. In considerazione della complessità dell'operazione è attualmente difficile fare previsioni. Il Governo sta cercando di ottenere che le operazioni di rimozione non siano condizionate dai costi, anche perché i costi per la Compagnia non consistono solo in quelli relativi all'attività di rimozione, ma anche ai danni ambientali ed economici provocati dal naufragio. Più tempo si impegna a rimuovere il relitto e maggiori saranno i danni che dovranno essere risarciti. Sulla questione verrà aperto un negoziato con la Compagnia.

In risposta al senatore Ladu, afferma che l'attività di svuotamento non è collegata a quella di rimozione della nave.

Si associa alla preoccupazione manifestata per l'allungamento dei tempi delle procedure di svuotamento, nonché per i rinvii, che sono stati motivati con le difficoltà derivanti dalle condizioni meteorologiche. Il Ministero ha chiesto informazioni sulla fattibilità di procedure alternative che possano essere efficaci anche in condizioni meteorologiche avverse.

Con riferimento alla questione sollevata dal senatore Gallo, afferma che la gestione della sicurezza della navigazione nell'Adriatico riguarda tutti i Paesi rivieraschi e che sono in corso contatti con il Commissario sloveno all'ambiente Potočnik e con i rappresentanti di Slovenia e Croazia sui rigassificatori e su strutture analoghe presenti nei tre Paesi.

Le attività di estrazione al largo delle coste sono regolamentate da misure di salvaguardia molto rigorose. Sono pervenute sollecitazioni volte a ridurre il rigore di tali misure per consentire più estese ricerche di olio e di gas. Il problema delle trivellazioni deve essere affrontato senza preconcetti, ma valutando i costi e i benefici di tale attività rispetto a quelli connessi a forme di energia alternative, quali ad esempio l'eolico.