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Legislatura 16ª - 8ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 364 del 08/02/2012


PROCEDURE INFORMATIVE

 

Seguito dell'indagine conoscitiva sulla sicurezza della navigazione marittima, con particolare riferimento al tragico incidente che si è verificato al largo dell'isola del Giglio nella notte del 13 gennaio 2012: audizione del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare   

 

Riprende l'indagine conoscitiva sospesa nella seduta antimeridiana di ieri.

 

Il presidente GRILLO, nel dare il benvenuto al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ricorda le finalità dell'indagine conoscitiva e riepiloga le audizioni finora svolte dalla Commissione.

 

Il ministro CLINI ricorda che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è intervenuto immediatamente dopo l'incidente occorso alla Costa Concordia, inviando sul luogo imbarcazioni e apposite attrezzature antinquinamento.

Le attività del Ministero in relazione al naufragio della Costa Concordia si sono inserite nel quadro di interventi relativi ad un precedente evento verificatosi il 17 dicembre 2011, quando una nave della Grimaldi Lines, a causa delle condizioni del mare estremamente critiche, ha perso circa 200 fusti di sostanze classificate come pericolose.

Il Ministero si è subito attivato per verificare la natura delle sostanze contenute nei fusti e i possibili danni causati all'ambiente marino e alla catena alimentare.

Il 16 gennaio 2012, in una riunione già convocata presso la Prefettura di Livorno per il rilevamento dei rischi prodotti dal carico della Grimaldi, sono state avviate le operazioni che hanno portato alla definizione dello stato di emergenza relative al naufragio della Costa Concordia e alla richiesta inoltrata alla società armatrice di predisporre un piano di sicurezza, avente in particolare ad oggetto le attività di svuotamento dei serbatoi, che costituiscono il punto più critico dell'operazione. Da quel momento le attività sono passate sotto il controllo del Commissario delegato, prefetto Franco Gabrielli, con cui il Ministero collabora strettamente.

Il Dicastero monitora l'ambiente marino circostante la nave, al fine di verificare l'impatto non solo delle possibili perdite di carburante, ma anche di tutte le altre sostanze presenti su una nave che trasportava 4200 persone, quali derrate alimentari, detergenti, liquidi per riscaldamento e raffreddamento. Tale monitoraggio ha rivelato la presenza in mare di alcuni dei suddetti liquidi e residui solidi ed è stato conseguentemente attivato un gruppo di lavoro incaricato di valutare i danni ambientali. Per tale motivo il Ministero dell'ambiente, attraverso il Commissario delegato, ha chiesto che sia data attuazione al piano di rimozione dei rifiuti, al fine di eliminare ogni rischio di contaminazione.

Al momento, le criticità maggiori riguardano lo svuotamento dei serbatoi, che dipendono dalle condizioni meteorologiche e la rimozione dello scafo, attraverso la sezionatura ovvero la rimozione dell'intera nave, i cui tempi sono ancora incerti. Precauzionalmente è stato ipotizzato un termine di dieci mesi, nel qual caso si determinerebbe un impatto sulla prossima stagione turistica all'isola del Giglio.

Per quanto riguarda lo svuotamento dei serbatoi, le operazioni preliminari sono completate, ma non si sa ancora quando inizierà l'attività di estrazione vera e propria. Segnala che sul posto è presente una motonave dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima che, da sola, è in grado di stoccare tutto il carburante.

La vicenda della Concordia, e prima ancora quella della nave della Grimaldi, hanno posto l'accento sulla necessità di gestire in sicurezza le rotte. Per tale motivo il Ministero dell'ambiente e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, stanno predisponendo, ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 51 del 2001, un decreto interministeriale, recante disposizioni per garantire la navigazione in sicurezza in zone sensibili o vulnerabili dal punto di vista ambientale.

Con particolare riferimento alla laguna di Venezia, lo schema di decreto interministeriale recepisce misure predisposte congiuntamente dall'Autorità portuale di Venezia, del Magistrato delle acque e dalla Capitaneria di porto. Si prevede che, in una prima fase, il traffico in entrata in laguna non passi più attraverso il bacino di San Marco. Contestualmente verrà dato inizio alla realizzazione della nuova stazione marittima di Pellestrina, dove verranno sbarcati i passeggeri delle grandi navi, che pertanto non entreranno più nella laguna.

Nelle more dell'adozione del decreto, alcune misure di salvaguardia sono già state adottate dall'Autorità portuale di concerto con lo European Cruise Council e Confitarma.

Il decreto interministeriale conterrà anche disposizioni di salvaguardia per il santuario dei cetacei, posto tra Sardegna e Toscana, che costituisce zona internazionale protetta. Tali misure sono finalizzate a prevenire incidenti, ma non è prevista un'interdizione della navigazione, strategica per il turismo e per l'attuazione di modalità di trasporto alternative, quali ad esempio le autostrade del mare.

 

Il senatore RANUCCI (PD) chiede conferma della tempistica illustrata dal  Commissario delegato, secondo il quale entro il 31 marzo 2012 Costa Crociere sottoscriverà il contratto con il soggetto incaricato della rimozione della nave e, da quel momento, saranno necessari presumibilmente sette-dieci mesi per l'esecuzione del contratto.

Sollecita un approfondimento in merito alle attività di monitoraggio compiuta dal Ministero sull'impatto che la vicenda della Costa Concordia potrebbe avere sulla flora e sulla fauna marine.

Ricordato che in passato sono stati introdotti incentivi nel settore della nautica da diporto finalizzati all'utilizzo di motori meno inquinanti, chiede se misure di analogo contenuto siano ipotizzabili per altri settori della navigazione.

Domanda se sia intenzione del Governo individuare rotte prestabilite, con quali modalità sarà possibile effettuare controlli in materia e quali sanzioni saranno previste per i trasgressori.

 

Il senatore Marco FILIPPI (PD) chiede aggiornamenti sull'attività di ricerca dei circa 200 fusti perduti dalla nave della Grimaldi e sugli eventuali rischi per l'ambiente e per la catena alimentare.

Domanda inoltre quali siano i protocolli che consentono ad una nave con un carico così pericoloso di affrontare un mare forza 10, osservando che in tali condizioni meteorologiche sarebbe stato forse più opportuno che la nave non lasciasse il porto.

Chiede quali siano i tempi previsti per l'estensione del sistema VTS (Vessel traffic service) che al momento non copre le zone teatro dei recenti incidenti.

 

Il senatore MATTEOLI (PdL) ringrazia il Ministro per l'attenzione che rivolge sempre al Parlamento, ricordando che è stato il primo membro dell'attuale Governo a esporre le linee programmatiche del proprio Dicastero dinanzi a una Commissione parlamentare, e per la tempestività con cui si è recato al Giglio, contrariamente a quanto fatto da altri Ministri.

Sull'attività di svuotamento dei serbatoi del carburante rileva che l'inizio dei lavori sembra allontanarsi sempre di più. Chiede per quale motivo, pur essendo passate settimane dall'evento, l'estrazione del carburante non abbia ancora avuto inizio, nonostante le condizioni del mare siano state critiche solo per pochi giorni.

Sottolinea l'esigenza di rimuovere la nave il prima possibile, in quanto la sua presenza creerà ingenti danni al turismo sull'isola del Giglio. A tal proposito, il Governo dovrebbe valutare l'opportunità di concedere aiuti economici all'isola per il comportamento tenuto dalle autorità e dai cittadini in occasione del naufragio e come ristoro dei danni che tutta la comunità subirà.

 

Il senatore GALLO (PdL) concorda con la necessità di stabilire tempi certi per la rimozione del relitto.

Segnala l'esigenza di adottare le misure necessarie a livello internazionale al fine di evitare che in zone, quale ad esempio il mare Adriatico, su cui si affacciano più Stati, l'evento dannoso generato da uno di questi possa provocare danni a tutti gli altri. Ricorda inoltre che nell'ottica della creazione della macroregione Adriatico-Ionica, la tutela dell'ambiente svolge un ruolo centrale e costituisce un volano per tutta l'economia della zona.

 

Il senatore CAMBER (PdL), con riferimento al tema delle zone sensibili da un punto di vista ambientale, chiede se il Ministero intenda introdurre limiti per le attività di estrazione di idrocarburi che si svolgono al largo delle coste.

 

Il senatore LADU (PdL) afferma che dalle ultime audizioni emerge che la soluzione del problema sia più complessa di quello che era apparso all'inizio. Chiede se il contratto che verrà sottoscritto da Costa per la rimozione del relitto avrà ad oggetto anche l'attività di estrazione del carburante. Domanda, infine, una valutazione del Ministro sul livello di preparazione del Paese di fronte ad eventi straordinari quale quello verificatosi all'isola del Giglio.

 

Il ministro CLINI ricorda che l'area in cui si è verificato l'incidente non è coperta dal VTS, presidio fondamentale per la gestione della navigazione in sicurezza, che attualmente trova applicazione solo nello Stretto di Messina e nelle Bocche di Bonifacio. Per l'estensione ad altre zone, sarà necessario risolvere problemi di natura tecnica e finanziaria.

L'estensione del VTS deve comunque essere affiancata da misure di prevenzione. A tal proposito, in risposta al senatore Ranucci, afferma che non è intenzione del Governo individuare rotte prestabilite, bensì introdurre distanze di sicurezza, ad esempio in corrispondenza delle aree marine protette.

Ciò ovviamente nulla toglie alla responsabilità di armatori e comandanti prevista dalle norme vigenti e l'individuazione delle responsabilità dei vari soggetti coinvolti è una delle componenti dell'indagine svolta dal Ministero con riferimento alla nave della Grimaldi Lines.

In risposta al senatore Marco Filippi, ribadisce che il Ministero dell'ambiente, congiuntamente all'Istituto superiore di Sanità ed ISPRA, sta valutando i possibili effetti sulla catena alimentare, laddove si dovessero verificare fuoriuscite dai fusti perduti dalla nave della Grimaldi Lines. La questione è molto delicata e i danni potrebbero essere molto gravi. La compagnia, su richiesta del Ministero, ha presentato un piano per la ricognizione dei fusti tramite un mezzo navale speciale.

Sul tema del combustibile, ricorda che è in corso l'esame di una proposta di direttiva europea che ne regolamenta la qualità, per minimizzare l'inquinamento dell'aria e delle acque. Ovviamente tale proposta, una volta approvata, non vincolerà gli Stati che non sono membri dell'Unione europea e per tale motivo è stato instaurato un dialogo con l'IMO, finalizzato a introdurre una normativa internazionale di analogo tenore.

A livello nazionale, si potrebbe valutare la possibilità di destinare una parte della quota dei biocarburanti per la navigazione marittima. Si potrebbero inoltre adottare incentivi, ma più per il traffico sotto costa che per la navigazione in alto mare.

La questione della rimozione della Costa Concordia è molto problematica e il Sindaco dell'isola del Giglio ha giustamente sollecitato misure urgenti. In considerazione della complessità dell'operazione è attualmente difficile fare previsioni. Il Governo sta cercando di ottenere che le operazioni di rimozione non siano condizionate dai costi, anche perché i costi per la Compagnia non consistono solo in quelli relativi all'attività di rimozione, ma anche ai danni ambientali ed economici provocati dal naufragio. Più tempo si impegna a rimuovere il relitto e maggiori saranno i danni che dovranno essere risarciti. Sulla questione verrà aperto un negoziato con la Compagnia.

In risposta al senatore Ladu, afferma che l'attività di svuotamento non è collegata a quella di rimozione della nave.

Si associa alla preoccupazione manifestata per l'allungamento dei tempi delle procedure di svuotamento, nonché per i rinvii, che sono stati motivati con le difficoltà derivanti dalle condizioni meteorologiche. Il Ministero ha chiesto informazioni sulla fattibilità di procedure alternative che possano essere efficaci anche in condizioni meteorologiche avverse.

Con riferimento alla questione sollevata dal senatore Gallo, afferma che la gestione della sicurezza della navigazione nell'Adriatico riguarda tutti i Paesi rivieraschi e che sono in corso contatti con il Commissario sloveno all'ambiente Potočnik e con i rappresentanti di Slovenia e Croazia sui rigassificatori e su strutture analoghe presenti nei tre Paesi.

Le attività di estrazione al largo delle coste sono regolamentate da misure di salvaguardia molto rigorose. Sono pervenute sollecitazioni volte a ridurre il rigore di tali misure per consentire più estese ricerche di olio e di gas. Il problema delle trivellazioni deve essere affrontato senza preconcetti, ma valutando i costi e i benefici di tale attività rispetto a quelli connessi a forme di energia alternative, quali ad esempio l'eolico.

 

Il senatore Marco FILIPPI (PD) chiede un chiarimento sui poteri sostitutivi di cui il Governo potrebbe disporre qualora la Costa non dovesse adempiere ai propri obblighi.

 

Il senatore TOFANI (PdL) afferma che, in un quadro in cui sembra emergere l'impossibilità di determinare tempi certi, le sollecitazioni alla Compagnia dovrebbero essere affiancate da misure più incisive.

 

Il ministro CLINI sottolinea che le responsabilità gravano interamente sulla compagnia e che il Governo ha chiarito che essa non può limitare l'ampiezza degli interventi in relazione alla copertura assicurativa.

In un contesto in cui sono inimmaginabili investimenti pubblici, quello che il Governo può fare e sta facendo è spingere il privato a porre in essere tutte le attività previste dalla legge.

 

Il PRESIDENTE ringrazia il Ministro e i senatori intervenuti e dichiara conclusa l'audizione.

 

Il seguito dell'indagine conoscitiva viene quindi rinviato.

 

Resoconto stenografico