POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª)
MERCOLEDÌ 8 FEBBRAIO 2012
197ª Seduta
Presidenza della Presidente
La seduta inizia alle ore 13,05.
IN SEDE CONSULTIVA
(3110) Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività
(Parere alla 10ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni)
Riprende la discussione generale sul disegno di legge in titolo, sospesa nella seduta di ieri.
Il senatore DIVINA (LNP) valuta in senso ampiamente critico il provvedimento in questione, il quale, peraltro, a suo avviso, contiene non poche norme palesemente anticostituzionali.
Ad esempio, la volontà di intervenire nel settore dell’energia e del gas può essere reputata condivisibile, anche se, in concreto, si risolve in una mera dichiarazione di intenti, senza apportare benefici reali agli utenti.
Anche nella nuova regolamentazione delle farmacie e dei distributori di benzina, prosegue l’oratore, si intravedono pochi vantaggi per i cittadini, mentre nel settore delle libere professioni si rischia addirittura un vero e proprio assoggettamento delle stesse al giudizio della magistratura, chiamata ad intervenire nella determinazione delle tariffe.
A seguito di tali considerazioni annuncia, pertanto, il voto contrario della propria parte politica.
Secondo il senatore Mauro Maria MARINO (PD) , il decreto-legge in esame presenta alcuni elementi di squilibrio nella disciplina riguardante settori a spiccata caratterizzazione oligopolistica, come quelli delle assicurazioni e delle banche.
Da questo punto di vista, compito del Parlamento è di attenuare tali squilibri e di considerare questo intervento come un segnale ed un primo passo - e non la fine di un percorso - nella direzione di una effettiva liberalizzazione del sistema economico.
Il senatore D'AMBROSIO LETTIERI (PdL) , riservandosi di esprimere un giudizio favorevole sull’atto in titolo, esprime, comunque, l’auspicio che le Assemblee legislative possano perfezionare alcune sue disposizioni non del tutto congrue.
Premettendo che, a suo modo di vedere, sarebbe stato probabilmente opportuno conferire al provvedimento la veste di disegno di legge ordinario, piuttosto che di decreto emergenziale, consentendo, di tal guisa, alle Camere di esaminarlo con maggiore ponderazione, l’oratore tiene a mettere in risalto che gli interventi di liberalizzazione devono essere concepiti come un fine, e non come un mezzo: loro scopo precipuo, infatti, dovrebbe essere quello di raggiungere l’obiettivo di rendere possibili servizi migliori, con maggiore occupazione e competizione, destinati a produrre un beneficio economico per il cittadino, senza sminuirne la qualità.
Diversamente, con il decreto-legge in oggetto, non appare peregrina l’ipotesi di un intervento che, lungi dal conseguire gli scopi auspicati, rischia di arrecare, invece, nocumento a quel popolo delle partite Iva che, notoriamente, rappresenta la solida base economica che ha permesso all’Italia di svilupparsi negli ultimi decenni.
Occorre, al riguardo, interrogarsi senza pregiudizi visto che, ad esempio, non si è ritenuto di agire con altrettanta incisività in settori quali l’energia, i trasporti e i servizi pubblici locali.
La senatrice MARINARO (PD) , nel manifestare il voto convintamente favorevole del proprio Gruppo in merito al suddetto decreto-legge, fa notare che il Governo, superando le timidezze del passato, sta semplicemente dando attuazione ad impegni presi con le Istituzioni dell’Unione europea, dopo aver messo in sicurezza i conti pubblici nazionali.
Si tratta, pertanto, di liberare le risorse economiche in grado di favorire la crescita e l’occupazione, procedendo, al contempo, ad una sorta di "salto culturale" volto ad eliminare le corporazioni ed i privilegi che si sono stratificati nel tempo.
Il senatore BORNACIN (PdL) dichiara il proprio personale voto di astensione su tale provvedimento, che si riserva di modificare, eventualmente, in occasione del voto in Aula, qualora ravvisasse il sopraggiungere di sostanziali modifiche.
In effetti, constata come non poche norme del decreto siano ispirate da un intento di liberalizzazione che pare accanirsi solo nei confronti di soggetti economici "deboli" o "poveri", quali, ad esempio, i tassisti.
Rispetto ad altri operatori, invece, come i farmacisti, è indotto, purtroppo, a ritenere la loro nuova regolamentazione come improntata ad un criterio di stampo statalistico, piuttosto che di liberazione delle energie imprenditoriali.
Al termine della discussione generale, il senatore FLERES (CN:GS-SI-PID-IB), relatore, dà lettura di uno schema di parere da lui preparato per la Commissione di merito.
La senatrice MARINARO (PD) trova apprezzabile l’impianto di tale bozza di parere e suggerisce una integrazione.
Segue la replica del relatore, senatore FLERES (CN:GS-SI-PID-IB) , il quale tiene a precisare che l’orientamento della 14a Commissione deve riguardare i profili di compatibilità comunitaria del decreto governativo, e non propriamente il suo merito, oggetto di disamina da parte di altre Commissioni permanenti.
Fa presente, inoltre, ai colleghi intervenuti che, nella stesura della proposta di parere, egli non ha omesso di menzionare le criticità presenti nel provvedimento, mettendo anche in risalto, come segnalato dal senatore Bornacin, il problema della tutela patrimoniale degli esercenti e dei piccoli imprenditori, suscettibile di essere messa a repentaglio quando si procede ad operazioni di liberalizzazione.
Conclude accogliendo l’integrazione formulata dalla senatrice Marinaro.
La PRESIDENTE , quindi, dopo aver verificato la presenza del numero legale, pone in votazione la bozza di parere del relatore, come integrata.
La Commissione approva con il voto contrario del Gruppo Lega Nord Padania ed il voto di astensione del senatore Bornacin e della Presidente.
La seduta termina alle ore 13,50.
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 3110
La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo,
considerato che il decreto-legge in conversione, recante misure finalizzate alla crescita, attraverso il rafforzamento della concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e della competitività, rappresenta un’accelerazione importante – dopo il decreto "salva Italia" del dicembre 2011 – nell’attuazione delle riforme strutturali in grado di modernizzare il Paese e di rimettere in moto il sistema economico nazionale;
rilevato, tuttavia, come esso presenti talune criticità, già all'attenzione del Governo e del Parlamento, concernenti il quadro socio-economico costituzionale del nostro Paese;
rilevato inoltre come esso si inserisca a pieno titolo nel contesto europeo, ponendosi, per molti aspetti, all’avanguardia di un’azione comunitaria in favore della crescita;
ricordato, a tale riguardo, che i membri Consiglio europeo hanno firmato, a margine del vertice informale del 30 gennaio 2012, una Dichiarazione dal titolo "verso un risanamento favorevole alla crescita e una crescita favorevole alla creazione di posti di lavoro", in cui hanno convenuto sulla necessità di agire al più presto in particolare in tre direzioni: 1) dare impulso all’occupazione, soprattutto quella giovanile; 2) completare il mercato unico; e 3) potenziare il finanziamento dell’economia, soprattutto per le piccole e medie imprese;
ricordato inoltre che entro il 31 marzo 2012 sarà presentato, da parte del presidente Van Rompuy, del presidente Barroso e del presidente dell’Eurogruppo Juncker, un rapporto sui modi in cui approfondire l’integrazione fiscale nell’Unione, nel quale dovrebbe essere affrontato anche il tema degli eurobond;
apprezzate le misure del decreto-legge, dirette alla riduzione di posizioni di rendita e di profitto in diversi settori, per liberare risorse, aumentare la concorrenza e la produttività e tutelare i consumatori, e in particolare le misure in favore dell’occupazione giovanile e dell’incentivazione alla realizzazione di opere infrastrutturali;
apprezzate in particolare le disposizioni di armonizzazione dell’ordinamento interno a quello europeo, incluse le norme dirette a risolvere numerose procedure di infrazione e a dare seguito a sentenze della Corte di giustizia, tra cui la sentenza del 17 novembre 2011 (causa C-496/09), che per la prima volta ha imposto all’Italia sanzioni pecuniarie, nella forma di una somma forfettaria di 30 milioni di euro, per il mancato recupero degli sgravi contributivi illegittimi relativi al previgente istituto dei contratti di formazione e lavoro, e della penalità di mora (di importo corrispondente alla moltiplicazione dell’importo di 30 milioni di euro per la percentuale degli aiuti illegali incompatibili il cui recupero non risulti ancora effettuato alla data della sentenza) per ogni semestre di ulteriore ritardo nel recupero,
esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni:
in relazione al tema della liberalizzazione dei settori economici, si rileva l’esigenza che il processo di apertura dei mercati sia accompagnato con adeguate misure di regolamentazione a tutela dei cittadini, consumatori e utenti – nell’ambito di provvedimenti settoriali e organici – al fine di evitare che le dinamiche del libero mercato possano precludere una parte dei cittadini dai benefici derivanti dalla concorrenza, nonché di tutela patrimoniale degli esercenti;
con riferimento al capo II del decreto-legge, recante disposizioni di diretta attuazione della direttiva 2009/12/CE che stabilisce principi comuni per la riscossione dei diritti aeroportuali, si ribadisce l’opportunità di riaffermare, nell’ambito dell’esame dei disegni di legge di riforma della legge n. 11 del 2005, il ruolo centrale del Parlamento in relazione al recepimento del diritto europeo nell’ordinamento interno.