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Legislatura 16ª - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 350 del 01/02/2012


Il senatore PROCACCI (PD) si rallegra per le conclusioni cui è giunta la Commissione, nonostante che il Centro-destra fosse inizialmente favorevole all'abolizione del valore legale, e si augura che il Governo faccia tesoro delle risultanze della procedura nella fase applicativa della legge n. 240 del 2010, al fine di raddrizzarne alcuni aspetti a suo avviso assai discutibili. Si compiace altresì che l'Esecutivo abbia deciso di soprassedere alla ventilata ipotesi di inserire misure abrogative del valore legale nel decreto-legge sulle semplificazioni. Dissente infatti dalla mozione approvata alla Camera dei deputati su iniziativa della Lega Nord a favore dell'abolizione, stigmatizzandone in particolare il passaggio in cui si sostiene che alcuni atenei meridionali, trasformatisi in "laureifici", conducono una falsa concorrenza alle università del Nord. Al di là di qualsiasi rivendicazione territoriale, che egli ricusa svolgendo il proprio mandato in piena rappresentanza dell'intera Nazione, ritiene infatti che il problema sia malposto. A suo giudizio, occorre invece prioritariamente porre tutti gli atenei nelle stesse condizioni di partenza. Solo allora ne potrà essere compiuta una valutazione effettivamente omogenea. Purtroppo, allo stato attuale, le università non si trovano certamente in condizioni analoghe. Neanche l'ANVUR, al di là delle polemiche sulla composizione del suo consiglio di amministrazione, potrà dunque compiere una valutazione oggettiva.

            In quest'ottica, l'abolizione del valore legale non potrebbe che peggiorare le cose. I giovani meritevoli privi di mezzi avrebbero ancor meno la possibilità di avvalersi delle stesse opportunità dei loro coetanei benestanti, in totale spregio della Costituzione. Né va dimenticato che in Italia più dell'80 per cento dei laureati proviene da famiglie con genitori laureati. Oltre a promuovere l'efficienza, occorre quindi non dimenticare i valori di solidarietà e giustizia, creando le condizioni affinché tutti i meritevoli possano giungere ai massimi livelli della formazione.

            Invoca perciò un dibattito sostanziale sulle effettive misure che si vogliono adottare per promuovere l'eccellenza di tutta l'università italiana, anziché limitarsi a valorizzare realtà isolate.

            Nel frattempo, dichiara la sua profonda e convinta contrarietà all'abolizione del valore legale, che potrà essere presa in considerazione solo quando saranno state colmate le attuali, abissali differenze sociali e territoriali. Poiché qualsiasi scelta deve essere compiuta nell'ambito di un determinato contesto, osserva che nella realtà attuale l'abolizione del valore legale tradirebbe lo spirito della Costituzione e le ragioni fondanti della nostra democrazia.

            Manifesta pertanto assenso sulle considerazioni conclusive del documento illustrato dal Presidente relatore, che testimoniano come la Commissione, dopo essersi posta il problema ed averne studiato le ricadute, abbia ritenuto di discostarsi dall'ipotesi di partenza.