(Seguito dell'esame congiunto, ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, e rinvio)
Riprende l'esame congiunto degli atti comunitari in titolo, sospeso nella seduta del 5 ottobre 2011.
Il senatore DI GIOVAN PAOLO (PD), relatore, svolge alcune brevi considerazioni integrative della ampia esposizione introduttiva precedentemente resa dal collega relatore, senatore Fleres.
In primo luogo, a suo avviso, occorrerebbe auspicare che l'Italia arrivi ad assumere una posizione unitaria, nel corso del negoziato che è stato da poco avviato in merito alle nuove prospettive finanziarie dell'Unione, con specifico riferimento alla questione preliminare concernente l'aumento o la decurtazione dello stesso bilancio UE.
In seguito, si sofferma su alcuni profili critici contenuti nel "pacchetto" in questione, evidenziando, in particolare, la questione cruciale della riforma della politica agricola comune, la quale potrà avere diversi effetti sull'Italia a seconda se sarà imperniata sulla estensività dei terreni o, invece, sulle singole coltivazioni.
Rileva, inoltre, come rimangano, purtroppo, invariati gli stanziamenti che saranno destinati alle politiche connesse all'immigrazione, alla sicurezza sociale e, in particolar modo, alla protezione civile, per la quale si prevede di allocare risorse piuttosto esigue.
Sarebbe anche necessario, prosegue l'oratore, prevedere espressamente una regola scritta che prescriva la destinazione di fondi strutturali vocati al finanziamento delle politiche climatiche e dell'ambiente.
Parimenti rilevante sarebbe l'aumento della dotazione per incrementare le reti telematiche tra i Paesi dell'Unione, anche allo scopo di ridurre il gap attualmente esistente con gli Stati Uniti.
Circa la nuova modulazione delle risorse proprie, che dovrebbe condurre, tra l'altro, ad una IVA completamente europea, egli richiama l'attenzione sui profili squisitamente politici, oltre che economici, di tale scelta.
Conclude esprimendo un giudizio negativo sulle eventuali decisioni di compensazione di bilancio (che un tempo interessavano, ad esempio, la Gran Bretagna), dal momento che il nuovo quadro finanziario prevedrà un forte ridimensionamento della politica agricola, ed invitando ad una riflessione comune sull'opportunità di prefigurare, pro futuro, ossìa, in sostanza, a partire dall'anno 2020, una programmazione cadenzata non più nel termine di sette anni, bensì di cinque.
La PRESIDENTE, dichiara, quindi, aperta la discussione generale.
Segue un breve intervento del senatore SANTINI (PdL), il quale, riservandosi di formulare, successivamente e in maniera più ampia, il proprio punto di vista, esorta i Commissari, anche sulla scorta della sua pregressa esperienza di europarlamentare, a non sottovalutare, in tema di riforma della PAC, i non secondari problemi connessi con le dichiarazioni spontanee, da parte degli agricoltori, delle rispettivi superfici coltivate.
Il seguito dell'esame viene, quindi, rinviato.