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Legislatura 16ª - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 254 del 28/09/2011


PROCEDURE INFORMATIVE 

Seguito dell'indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette "sette": audizione di esperti in materia   

 

 

            Riprende l'indagine conoscitiva sospesa nella seduta del 21 settembre scorso.

 

     Il presidente CENTARO, dopo aver brevemente ricordato l'oggetto dell'indagine conoscitiva in titolo, introduce le audizioni odierne dando la parola dapprima al professor Bruno.

 

Il professor BRUNO osserva preliminarmente come la declaratoria di incostituzionalità del reato di plagio non abbia di per sé implicato la negazione di fenomeni manipolativi. Dà quindi conto dei primi studi, effettuati da parte dei servizi segreti americani all'indomani della guerra di Corea, sulle tecniche di manipolazione volte a condizionare i comportamenti umani. La questione è stata poi oggetto di studi nei decenni successivi da parte della comunità medico-scientifica anche civile che, in particolare con lavori risalenti agli anni '80, ha ritenuto insussistenti tali fenomeni manipolativi. Successivamente, anche alla luce di ulteriori studi compiuti nel settore militare, la comunità scientifica è giunta ad ammettere la possibilità di tecniche di condizionamento e suggestione, volte al controllo del comportamento umano. Con riguardo al disegno di legge, ritiene che si debba più correttamente fare riferimento al condizionamento di comportamenti e non già al condizionamento della mente. Tecniche manipolative del comportamento possono essere esercitate sia nei confronti di singoli individui che con riguardo a gruppi anche numerosi. Tali fenomeni possono inoltre riguardare individui dotati di un normale quoziente intellettivo, ma che si trovano a soffrire il più delle volte di problemi affettivi quali la solitudine e l'angoscia. Proprio su tali bisogni fanno leva i manipolatori, i quali condizionano il comportamento della vittima per finalità proprie quali il lucro o benefici sessuali. Per poter sanzionare tali fenomeni è necessario procedere preventivamente alla individuazione delle tecniche manipolatorie quali ad esempio l'ipnosi. Quest'ultima tecnica, di per sé neutra, può essere utilizzata per fini criminogeni quali ad esempio le rapine. E' importante inoltre ai fini dell'accertamento di una situazione di manipolazione mentale che specialisti qualificati procedano alla perizia non solo della vittima, come avviene ad esempio nel caso di reato di circonvenzione di incapace, ma anche del manipolatore. Conclude, dando conto di un recente caso del quale, come esperto criminologo, si è interessato.

 

La professoressa GIANNINI concorda con il professor Bruno nella parte in cui appare importante focalizzarsi sul condizionamento dei comportamenti umani. Sono indubbie le difficoltà nell'individuazione delle ragioni e delle tecniche con le quali è possibile incidere sulla volontà individuale. Coloro che vengono manipolati il più delle volte si trovano in uno stato di bisogno o di isolamento. Non è invece rilevante l'estrazione culturale o le doti intellettive della potenziale vittima. Per ottenere il condizionamento dei comportamenti della vittima il manipolatore ricorre a tecniche disparate quali la suggestione profonda, l'isolamento, il bombardamento acustico, tutte volte ad indurre uno stato di alterazione di coscienza. Le difficoltà di individuazione del fenomeno possono essere superate attraverso un rafforzamento del ruolo di consulenze tecniche di specialisti in psicologia e psichiatria. Tali perizie sono in grado di consentire alle autorità inquirenti di distinguere fra forme di manipolazione mentale e mere suggestioni. L'esigenza di un intervento legislativo appare quanto mai urgente, soprattutto se si considera che la manipolazione mentale non solo danneggia il manipolato ma anche i familiari della vittima.

Fra gli indici, facilmente riscontrabili in una perizia psichiatrica, di un fenomeno manipolativo, è da segnalarsi lo stato di prostrazione del manipolato (il più delle volte negato dalla vittima stessa), nonché il perseguimento di interessi favorevoli unicamente al manipolatore. Altrettanto importante è poi la consultazione dei familiari e di coloro che sono vicini alla vittima: il repentino cambiamento di comportamento è infatti uno dei segnali di un fenomeno manipolativo in atto.

 

Il signor ALESSANDRINI riferisce alla Commissione sulla propria drammatica esperienza familiare collegata ad un fenomeno di manipolazione perpetrata da un sedicente gruppo di preghiera ai danni del proprio figlio ventiquattrenne. Confermando quando testé illustrato dalla professoressa Giannini, sottolinea come all'indomani dell'incontro con tale setta il proprio figlio avesse mutato radicalmente il proprio comportamento. Fa presente peraltro come tale avvicinamento al gruppo di preghiera si sia verificato proprio in conseguenza della separazione del proprio congiunto dalla fidanzata. Dà conto quindi delle tecniche manipolative - deprivazione dal sonno e dal cibo - utilizzate per condizionare i comportamenti del proprio figlio.

Nel sollecitare un intervento legislativo su tale fenomeno, il quale ogni anno miete numerose vittime (in oltre undici anni di attività la FAVIS ha prestato assistenza a circa 1.200 casi), critica la diffidenza e il dileggio con il quale gran parte della comunità scientifica affronta la manipolazione mentale. Quanto affermato dal professor Calzolari nel corso dell'audizione del 21 settembre appare infondato: gran parte delle vittime non vuole vendetta ma unicamente giustizia.

Analogamente infondate sono le critiche basate sulla presunta non attendibilità delle vittime. A ben vedere, infatti, in ogni reato si potrebbe in teoria dubitare della vittima.

Conclude, insistendo affinché si cerchi per via legislativa di impedire il perpetrarsi di tali condotte indubbiamente criminose, le quali come mostra l'esperienza di alcuni Paesi stranieri, possono concretizzarsi addirittura in suicidi di massa.

 

Don Aldo BUONAIUTO fa presente in primo luogo di essere responsabile del servizio denominato "antisette" dell'Associazione Papa Giovanni XXIII, fondata come è noto da Don Oreste Benzi nell'intento di offrire accoglienza e aiuto ai soggetti più deboli, poveri ed emarginati della nostra società.

Tale servizio, istituito nel 2002, si propone, anche attraverso un apposito numero verde, di restituire serenità alle vittime delle realtà settarie e alle loro famiglie.

Sotto il termine onnicomprensivo di "sette" l'Associazione definisce una serie di realtà estremamente complesse quali le cosiddette psico-sette, e cioè i gruppi che reclutano adepti attraverso specifiche tecniche di manipolazione mentale, i gruppi legati a manifestazioni diaboliche quali satanismo, spiritismo, sette magico-esoteriche, stregoneria, e i gruppi pseudo-religiosi.

Nel loro complesso, queste realtà si possono definire come gruppi che operano all'interno di situazioni di disagio sociale per finalità di interesse individuale, e che nell'attuale fase storica trovano alimento e consonanza nel carattere superficiale ed effimero delle scelte di senso che prevalgono nella società.

Si tratta di gruppi che tentano di avvalersi del principio della libertà religiosa, tutelato dalle costituzioni democratiche e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, che deve invece essere intesa applicabile solo ai culti civilmente riconosciuti.

Il fenomeno settario assume svariate identità: vi sono infatti gruppi, spesso definiti chiese, che fanno riferimento alle Sacre Scritture, secondo letture fondamentaliste e alternative alle chiese riconosciute e alle comunità cristiane tradizionali, ovvero gruppi derivanti dalle tradizioni religiose orientali, alcuni dei quali, praticando un ingannevole sincretismo culturale, pretendono di essere compatibili con la fede cattolica.

Don Aldo Buonaiuto ritiene dunque opportuno un intervento legislativo che riempia il vuoto normativo creatosi nel 1981 con la declaratoria di incostituzionalità dell'articolo 603 del codice penale, attraverso una norma che superi quel carattere di estrema indeterminatezza sia della condotta che dell'evento che aveva determinato da una parte la scarsissima applicazione dell'istituto e dall'altra la decisione del giudice delle leggi.

Il bene giuridico oggetto della tutela prestata dalla nuova legge - che dovrà certamente preservare la libera espressione della libertà personale e la libertà di associazione e di libera professione religiosa - deve essere individuato nella salvaguardia dell'autorealizzazione della persona e della propria autodeterminazione, cioè nella capacità piena, consapevole e cosciente dell'individuo di esprimersi liberamente nel rispetto delle regole e norme civili, laddove le condotte e le finalità di questi gruppi si caratterizzano per la violazione di un ampio ventaglio di norme civili e penali.

La nuova legge deve accertare le condotte fraudolente, vessatorie e continue, dolosamente indirizzate a determinare la soggezione della vittima.

A tale scopo, occorrerà consentire al giudice di valutare con rigore scientifico tanto la relazione instaurata tra soggetto condizionato e soggetto condizionante, quanto i mezzi utilizzati per realizzare la manipolazione mentali, quali la violenza, le minacce, gli strumenti chimici, gli interventi chirurgici e le pratiche di condizionamento della personalità di tipo psicologico coercitivo.

 

Dopo aver ringraziato gli oratori intervenuti, la senatrice ALLEGRINI (PdL) rivolge una serie di domande in merito alle tecniche abitualmente utilizzate, alla sussistenza, accanto al fenomeno settario, anche di casi di manipolazione mentale individuale, ad esempio in rapporti di coppia, e sulla diffusione del fenomeno settario nelle diverse aree del Paese.

 

Il presidente CENTARO, nell'osservare come effettivamente l'antica formulazione dell'articolo 603 del codice penale avesse un tale carattere di indeterminatezza da giustificare ampiamente la declaratoria di incostituzionalità, chiede agli oratori intervenuti quali siano a loro parere gli strumenti più opportuni per costruire una norma che definisca in maniera sufficientemente tipica sia la condotta che l'evento, ma che al tempo stesso consenta di tenere conto anche degli eventuali progressi nelle tecniche di manipolazione mentale.

 

Il professor BRUNO osserva in primo luogo che la descrizione della fattispecie incriminatrice dovrebbe puntare più sulla condotta che sull'evento.

Infatti, fino a che non si manifestano comportamenti che integrano altri reati - dalla truffa fino alla riduzione in schiavitù o all'istigazione al suicidio - appare ben difficile dimostrare l'esistenza di una manipolazione mentale, specialmente per l'indisponibilità di chi ne è oggetto ad ammetterla.

Focalizzando invece l'attenzione sulla condotta, si potrebbero evidenziare una serie di tecniche, a cominciare dalle più semplici come l'ipnosi, la cui pratica dovrebbe essere vietata al di fuori di determinati ambiti.

Quanto all'individuazione di queste tecniche, e al problema sollevato dal Presidente di prevenire gli eventuali "progressi" che vengono fatti in questo campo, egli ritiene che si potrebbe ipotizzare una disciplina analoga a quella prevista per gli stupefacenti, nel senso di prevedere che il Governo, con norme di secondo grado, possa all'occorrenza integrare l'elenco delle tecniche vietate.

Rispondendo poi alla questione dell'esistenza di forme di manipolazione mentale al di fuori del fenomeno delle sette, il professor Bruno segnala il fenomeno estremamente diffuso della creazione di forme di dipendenza psicologica all'interno della coppia: è infatti tipico il caso di soggetti, soprattutto donne, che, in particolare all'indomani di un evento luttuoso o doloroso come ad esempio la perdita di un genitore, si innamorino di persone apparentemente normali, ma in realtà affette da sindromi paranoidi e al tempo stesso dotate di un'estrema capacità di suggestione e condizionamento le quali, magari dopo il matrimonio, le allontanano progressivamente dalla famiglia di origine, dagli amici, dalla loro città, imponendo spesso stili di vita estremi, caratterizzati da completa separazione dall'ambiente circostante e da comportamenti devianti come l'anoressia.

Anche nel campo della pubblicità commerciale si assiste a comportamenti che, formalmente rispettosi delle norme vigenti, finiscono in realtà per aggirarle; si pensi al divieto introdotto alcuni anni fa di pubblicità subliminale, cioè al divieto dell'inserimento in una trasmissione televisiva o uno spettacolo cinematografico, di fotogrammi percepiti al di sotto del livello della piena coscienza e contenenti messaggi pubblicitari. Ebbene, in tempi recenti sono stati installati in tutte le stazioni ferroviarie numerosi megaschermi, collocati anche accanto ai binari, che trasmettono a ciclo continuo una breve serie di messaggi pubblicitari, la cui percezione pressoché inconscia da parte di chi si muove magari di fretta all'interno della stazione per prendere il treno determina, senza violare formalmente il divieto, un meccanismo psicologico analogo a quello del messaggio subliminale vietato.

Quanto alla questione della diffusione territoriale del fenomeno delle sette, il professor Bruno osserva che quelle a caratterizzazione più specificamente pseudo-religiosa o filosofica sono tipiche specialmente di ambienti urbani del Centro-Nord, e magari a volte si presentano con una veste molto moderna e accattivante, mentre quelle a carattere magico-tradizionale sono più diffuse in ambienti rurali e meridionali.

 

La professoressa GIANNINI, nel concordare con la necessità che la nuova legge dia una definizione delle tecniche di manipolazione mentale vietate per quanto possibile puntuale e rigorosa dal punto di vista scientifico, osserva che il carattere specifico che connota la tecnica di manipolazione mentale - distinguendola ad esempio dalla persuasione pubblicitaria che è diretta puramente e semplicemente ad indurre il soggetto ad acquistare un determinato prodotto - deve essere rinvenuto nella finalità di restringere l'autonomia della vittima.

 

Don Aldo BUONAIUTO, nel concordare con le osservazioni del professor Bruno, ritiene come sia anche importante apprestare strumenti idonei al controllo e alla repressione di attività di millantato credito, che oggi hanno uno sviluppo sempre maggiore soprattutto grazie a internet, da parte di sedicenti scuole, cliniche mediche, o istituzioni universitarie, che vantano fraudolentemente inesistenti accrediti ministeriali, e che nascondono attività dirette al plagio e alla manipolazione mentale.

 

Dopo un breve intervento del signor ALESSANDRINI, che concorda con le analisi degli oratori che l'hanno preceduto, e in particolare con le considerazioni del professor Bruno sulla diffusione geografica del fenomeno, il presidente CENTARO ringrazia gli auditi per la completezza e il livello di approfondimento degli interventi e rinvia il seguito dell'indagine conoscitiva ad altra seduta, comunicando altresì che tutti i contributi scritti forniti dagli auditi saranno disponibili per la pubblica consultazione.

"Resoconto stenografico"

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/275216.pdf

            La seduta termina alle ore 16,20.