Essendo fautore della centralità di un Parlamento rappresentativo e decidente, custode e attuatore della democrazia, ritiene che il ruolo del parlamentare debba essere riconosciuto. Il disegno di legge costituzionale n. 1633, di cui egli è proponente, rappresenta un accessorio del più complessivo progetto di revisione dell'assetto delle Camere. Un progetto che dovrebbe preservare l'esperienza del bicameralismo, con una Camera alta che rispecchi l'articolazione del pluralismo politico e abbia la potestà definitiva nei procedimenti parlamentari, l'altra di quello territoriale e delle categorie produttive.
Ribadisce le ragioni sottese alla sua proposta: la riduzione del numero dei componenti favorirebbe una maggiore funzionalità del Parlamento e contribuirebbe alla necessaria riduzione dei costi dell'attività politica. Tuttavia, la riduzione dei parlamentari non dovrebbe essere troppo radicale, per non incidere sul livello di rappresentanza e per non pregiudicare le auspicabili, successive riforme costituzionali.