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Legislatura 16ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 321 del 14/09/2011


Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL) ritiene che debba essere preservata la competenza della Commissione affari costituzionali sulla riforma della composizione delle Camere. In ogni caso, il tema non dovrebbe essere trattato in un clima condizionato dalle pressioni irrazionali dell'opinione pubblica, alimentate e strumentalizzate da alcuni mezzi di informazione, come dimostra la recente proposta - venuta addirittura dal Governo - di penalizzare sotto il profilo economico i parlamentari che svolgono attività professionali. In realtà, l'impegno dei parlamentari è sostenuto, nella generalità dei casi, da motivazioni ideali e di passione politica: in tale prospettiva, ritiene che si dovrebbe eliminare la corresponsione di ogni emolumento per l'esercizio delle cariche pubbliche elettive.

Essendo fautore della centralità di un Parlamento rappresentativo e decidente, custode e attuatore della democrazia, ritiene che il ruolo del parlamentare debba essere riconosciuto. Il disegno di legge costituzionale n. 1633, di cui egli è proponente, rappresenta un accessorio del più complessivo progetto di revisione dell'assetto delle Camere. Un progetto che dovrebbe preservare l'esperienza del bicameralismo, con una Camera alta che rispecchi l'articolazione del pluralismo politico e abbia la potestà definitiva nei procedimenti parlamentari, l'altra di quello territoriale e delle categorie produttive.

            Ribadisce le ragioni sottese alla sua proposta: la riduzione del numero dei componenti favorirebbe una maggiore funzionalità del Parlamento e contribuirebbe alla necessaria riduzione dei costi dell'attività politica. Tuttavia, la riduzione dei parlamentari non dovrebbe essere troppo radicale, per non incidere sul livello di rappresentanza e per non pregiudicare le auspicabili, successive riforme costituzionali.