AFFARI COSTITUZIONALI (1ª)
MERCOLEDÌ 14 SETTEMBRE 2011
321ª Seduta
Presidenza del Presidente
Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Belsito.
La seduta inizia alle ore 14.
IN SEDE REFERENTE
(1178) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - ZANDA ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari
(1633) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di numero dei deputati e dei senatori
(2821) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori
(2848) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BODEGA e MAZZATORTA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
(2891) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BELISARIO ed altri. - Modifica agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori
(2893) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - LAURO. - Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari
(Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 1178, 1633, 2821, 2848, 2891, congiunzione con l'esame del disegno di legge n. 2893 e sospensione. Esame del disegno di legge n. 2893, congiunzione con il seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge nn. 1178, 1633, 2821, 2848, 2891 e sospensione)
Prosegue l'esame congiunto dei disegni di legge nn. 1178, 1633, 2821, 2848 e 2891, sospeso nella seconda seduta antimeridiana del 7 settembre.
Il relatore BOSCETTO (PdL) dà conto del disegno di legge costituzionale n. 2893, d'iniziativa del senatore Lauro, assegnato da ultimo: esso propone che il Senato sia composto da membri eletti in numero di cinque per ciascuna Regione, con le eccezioni del Molise (3) e della Valle d'Aosta (2), per un totale di 95 senatori; i componenti della Camera dei deputati, eletti in numero triplo rispetto ai senatori, sarebbero 285. Inoltre, il disegno di legge propone l'eliminazione della circoscrizione Estero e l'abrogazione dell'articolo 59 della Costituzione, che prevede i senatori a vita.
Intervenendo sull'ordine dei lavori, il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL) auspica che al dibattito sia data la massima diffusione pubblica, anche attraverso il circuito audiovisivo.
Il PRESIDENTE sottolinea che i lavori della Commissione sono resi pubblici attraverso il resoconto delle sedute che viene tempestivamente pubblicato anche sul sito istituzionale del Senato e ricorda che, a norma di Regolamento, non è possibile, invece, la trasmissione audiovisiva delle sedute in sede referente.
Si apre la discussione.
Il senatore SANNA (PD) condivide l'esigenza, rappresentata dal senatore Benedetti Valentini, di assicurare la massima diffusione pubblica del dibattito, anche attraverso il circuito audiovisivo, e ritiene che la Commissione dovrebbe sollecitare una revisione del Regolamento che renda possibile ulteriori forme di pubblicità oltre al resoconto.
Auspica che la Commissione condivida una proposta comune sulla base delle iniziative di revisione costituzionale in titolo. La riduzione del numero dei parlamentari, fra l'altro, sarebbe coerente alle disposizioni inserite nella recente manovra economica che, sia pure indirettamente, impongono una riduzione del numero dei consiglieri regionali.
Nota che il rapporto del numero dei parlamentari rispetto alla popolazione è molto elevato se comparato con altre democrazie parlamentari omogenee. Inoltre, ritiene che la funzionalità del Parlamento potrebbe migliorare se si riducesse in misura sostanziale il numero dei componenti: un motivo, questo, per cui si potrebbero mantenere inalterate, almeno per il momento, le funzioni delle Camere e l'assetto bicamerale.
Il senatore BATTAGLIA (PdL) contesta l'opportunità di ridurre il numero dei parlamentari sotto la spinta emotiva dell'opinione pubblica, che spesso trascende in atteggiamenti antipolitici, e stigmatizza il comportamento dei partiti che si preoccupano di recepire quella protesta con motivazioni effimere e demagogiche.
Sebbene sia condivisibile l'esigenza di una revisione dell'assetto del Parlamento, questa non può essere ispirata da pressioni irrazionali e da un pregiudizio antiparlamentare. Una riforma complessiva del funzionamento delle Camere dovrebbe accompagnarsi a una riforma della legge elettorale e a un generale riassetto delle istituzioni della Repubblica. In tale prospettiva, sarebbe incongruo che il Governo avanzi una sua autonoma proposta: è preferibile che la materia sia trattata e approfondita in ambito parlamentare. A suo avviso, solo nell'ambito di una riforma generale dell'assetto istituzionale definito dalla Costituzione si potrà procedere a una riconsiderazione del numero dei componenti delle Camere.
Il PRESIDENTE informa la Commissione che da parte del Gruppo del Partito Democratico è stata presentata una proposta di mozione per istituire, ai sensi dell'articolo 24 del Regolamento, una Commissione speciale con il compito di elaborare testi di riforma costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari, la riformulazione dell'articolo 81 della Costituzione ai fini del perseguimento del pareggio di bilancio e la revisione degli articoli 114, 132 e 133 della Costituzione, relativi ai Comuni e alle Province. Osserva che ove venisse approvata tale mozione, l'esame dei disegni di legge costituzionale in titolo dovrebbe interrompersi poiché la materia rientrerebbe nella competenza della Commissione speciale.
Il senatore CECCANTI (PD) osserva che un intervento che si limitasse alla riduzione del numero dei parlamentari dovrebbe fare in modo di non accentuare lo squilibrio delle rappresentanze nelle due Camere, che potrebbe determinarsi nel caso in cui si indicasse un numero minimo di senatori da eleggere nelle Regioni più piccole.
Replicando alle argomentazioni svolte dal senatore Battaglia, sottolinea che il ruolo del Parlamento si è modificato nel tempo anche a causa del rafforzamento delle istituzioni europee e del processo di integrazione che si sviluppa principalmente attraverso negoziati intergovernativi. Nello stesso senso opera il riconoscimento delle autonomie territoriali e delle loro funzioni, che ha profondamente inciso sulla evoluzione del sistema costituzionale.
Il senatore SALTAMARTINI (PdL) ritiene che in luogo di una demagogica riduzione del numero dei parlamentari si dovrebbe operare al fine di attuare l'articolo 49 della Costituzione, che prevede la regolamentazione dei partiti politici. A suo avviso, la scarsa efficienza del sistema istituzionale è causata soprattutto dalla complessità delle procedure che prevedono - specie per le decisioni che riguardano la realizzazione di grandi opere - l'interlocuzione di molti soggetti non solo istituzionali. A tal proposito, auspica che nella generale revisione della Seconda Parte della Costituzione si possa introdurre formalmente il principio della salvaguardia dell'interesse nazionale, riconosciuto dalla giurisprudenza costituzionale. Inoltre, è necessario correggere l'articolo 81 della Costituzione, prevedendo l'obbligo del pareggio di bilancio, e assicurare l'effettiva attuazione dell'articolo 53 della Costituzione, in base al quale la contribuzione fiscale deve essere commisurata alla capacità contributiva.
A suo avviso, le proposte di ridurre il numero dei parlamentari hanno un significato populista e demagogico: semmai, si dovrebbe promuovere un rinnovamento della classe dirigente, composta da persone che detengono il potere politico ormai da troppi anni. Inoltre, si dovrebbero sopprimere i privilegi anacronistici del ceto politico, in particolare quello di un vitalizio non commisurato ai contributi effettivamente versati dai parlamentari. Su tale materia, preannuncia la presentazione di un disegno di legge.
Il senatore ZANDA (PD) illustra i motivi che hanno indotto il Gruppo del Partito Democratico a presentare una mozione, in occasione dell'esame della manovra economica, per chiedere la costituzione di una Commissione speciale con il compito di esaminare alcune proposte di riforma della Costituzione su cui vi è il consenso delle forze politiche. È necessario corrispondere alle richieste delle autorità europee, che hanno auspicato non solo urgenti interventi in campo economico e finanziario, ma anche riforme strutturali.
La proposta di mozione è diretta soprattutto a promuovere un dibattito che chiarisca definitivamente la posizione dei Gruppi di maggioranza: infatti alcuni esponenti di quella parte politica hanno contestato apertamente l'opportunità di un intervento urgente per ridurre il numero dei parlamentari, anche a prescindere da una più ampia riforma del Parlamento.
Ritiene che le osservazioni del senatore Battaglia, secondo il quale le iniziative in titolo corrispondono a una opinione di moda, siano offensive e false. Infatti, il disegno di legge costituzionale n. 1178, di cui egli è primo firmatario, è stato avanzato all'inizio della legislatura e riprende il progetto definito dalla Commissione parlamentare per le riforme costituzionali del 1996 con il concorso di tutte le forze politiche.
Osserva che l'onore e il decoro del Parlamento non dovrebbero essere invocati solo quando si tratta degli emolumenti e del numero dei parlamentari. Infatti, il ruolo del legislatore risulta offeso soprattutto dalla prassi che lo ha trasformato in un organo di ratifica degli atti del Governo.
Infine, ritiene che non si debba sottovalutare la questione dei costi della politica: infatti, nel tempo, le Camere hanno ampliato in modo eccessivo le spese, senza un corrispondente, maggiore rendimento. A suo avviso, si deve contrastare l'antipolitica con comportamenti virtuosi, non opponendosi a una razionale riconsiderazione del numero dei parlamentari.
Il PRESIDENTE ricorda che dopo la sollecitazione del Presidente del Senato a tenere conto del disegno di legge costituzionale n. 1178, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori ad inizio di legislatura, la Commissione aveva convenuto all'unanimità di esaminare la proposta di riduzione del numero dei parlamentari insieme a quelle che riguardavano più complessivamente l'assetto delle Camere. Successivamente, dopo la mancata intesa in Ufficio di Presidenza sulla proposta del senatore Bianco, la Commissione si è espressa, ancora all'unanimità, nel senso di concentrare l'esame sui disegni di legge costituzionale che riguardano la composizione numerica delle Camere.
Ritiene che la mozione presentata dal Gruppo del Partito Democratico offra l'opportunità di fare chiarezza sulla posizione delle forze politiche, che potranno pronunciarsi assumendo le rispettive responsabilità, evitando il rischio che un eventuale insuccesso sia addebitato alle opinioni che alcuni singoli parlamentari possono legittimamente assumere in Commissione.
Il senatore SARO (PdL) osserva che l'equilibrio nei rapporti tra Parlamento e Governo si è venuto alterando nel tempo rispetto a quello definito dalla Costituzione: in particolare, il ruolo del Parlamento si è indebolito sia sotto il profilo dell'attività legislativa sia sotto quello del controllo e del rapporto con i territori.
Il dibattito intorno alle proposte di ridurre il numero dei parlamentari rischia di rimanere nell'ambito accademico a causa della prevedibile fine anticipata della legislatura, che alcune forze politiche potrebbero preferire all'ipotesi di ridurre i componenti delle Camere, e di fronte all'incombere del referendum abrogativo dell'attuale legge elettorale, sulla cui revisione non sembrano esservi possibilità di accordo. A suo avviso, l'approvazione delle proposte in titolo sarebbe possibile solo in un contesto di concordia politica. In ogni caso, se la Commissione saprà svolgere il proprio compito, a suo avviso non vi sarà bisogno di costituire una Commissione speciale per l'esame di questioni proprie delle competenze della Commissione affari costituzionali.
Giudica non condivisibile, comunque, una riduzione drastica del numero dei parlamentari, senza prevedere nel contempo una differenza di funzioni e di ruoli tra le Camere; inoltre auspica l'abolizione delle Province e la revisione dell'articolo 81 della Costituzione. In ogni caso, non è opportuno procedere a una riforma della composizione delle Camere sotto la spinta di slogan demagogici e della pressione dei mezzi di informazione, perché vi è un effettivo rischio di riduzione dei presìdi della democrazia.
Il seguito dell'esame è momentaneamente sospeso.
La seduta, sospesa alle ore 15,20, riprende alle ore 15,40.
SULL'ESAME DEI DISEGNI DI LEGGE NN. 2243-BIS E 2243-TER
Il senatore PASTORE (PdL), intervenendo sull'ordine dei lavori, sollecita la ripresa dell'esame dei disegni di legge nn. 2243-bise 2243-ter, di cui è relatore alla Commissione, che ritiene di grande utilità per il Paese.
Il PRESIDENTE ritiene che l'esame possa proseguire senz'altro a partire dalle sedute della prossima settimana.
IN SEDE REFERENTE
(1178) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - ZANDA ed altri. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari
(1633) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BENEDETTI VALENTINI. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di numero dei deputati e dei senatori
(2821) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - PETERLINI. - Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori
(2848) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BODEGA e MAZZATORTA. - Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di composizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
(2891) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - BELISARIO ed altri. - Modifica agli articoli 56 e 57 della Costituzione, in materia di riduzione del numero dei deputati e dei senatori
(2893) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - LAURO. - Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari
(Ripresa dell'esame congiunto e rinvio)
Prosegue l'esame congiunto, dapprima sospeso.
Continua la discussione generale.
Il senatore BELISARIO (IdV) osserva che la diffidenza dell'opinione pubblica verso il Parlamento sia motivata anche dal ritardo con cui vengono affrontate alcune questioni. Rileva la scarsa attività legislativa, la mancata incisività in tema di riforme e l'indebolimento complessivo dell'attività parlamentare, con l'effetto indiretto, da alcuni deliberatamente perseguito, di condizionare il Parlamento e di sottrargli il compito precipuo di regolazione dei rapporti sociali.
A suo avviso, sono fondati i motivi che hanno indotto il Gruppo del Partito Democratico a presentare la mozione per l'istituzione di una Commissione speciale: infatti, nel dibattito sono stati già introdotti molti argomenti che ostacolano la risoluzione di una questione di per sé assai semplice, cioè la riduzione del numero dei parlamentari. Ritiene che un numero eccessivo di componenti incida negativamente sull'efficienza delle Camere e sulla loro immagine nei confronti dell'opinione pubblica, le cui pressioni possono anche essere contenute e corrette, ma solo con decisioni che contrastino la tendenza a degradare la dignità e la funzione del Parlamento. La riduzione del numero dei parlamentari è pertanto, a suo giudizio, una condizione anche per contrastare le degenerazioni antipolitiche.
Il senatore BENEDETTI VALENTINI (PdL) ritiene che debba essere preservata la competenza della Commissione affari costituzionali sulla riforma della composizione delle Camere. In ogni caso, il tema non dovrebbe essere trattato in un clima condizionato dalle pressioni irrazionali dell'opinione pubblica, alimentate e strumentalizzate da alcuni mezzi di informazione, come dimostra la recente proposta - venuta addirittura dal Governo - di penalizzare sotto il profilo economico i parlamentari che svolgono attività professionali. In realtà, l'impegno dei parlamentari è sostenuto, nella generalità dei casi, da motivazioni ideali e di passione politica: in tale prospettiva, ritiene che si dovrebbe eliminare la corresponsione di ogni emolumento per l'esercizio delle cariche pubbliche elettive.
Essendo fautore della centralità di un Parlamento rappresentativo e decidente, custode e attuatore della democrazia, ritiene che il ruolo del parlamentare debba essere riconosciuto. Il disegno di legge costituzionale n. 1633, di cui egli è proponente, rappresenta un accessorio del più complessivo progetto di revisione dell'assetto delle Camere. Un progetto che dovrebbe preservare l'esperienza del bicameralismo, con una Camera alta che rispecchi l'articolazione del pluralismo politico e abbia la potestà definitiva nei procedimenti parlamentari, l'altra di quello territoriale e delle categorie produttive.
Ribadisce le ragioni sottese alla sua proposta: la riduzione del numero dei componenti favorirebbe una maggiore funzionalità del Parlamento e contribuirebbe alla necessaria riduzione dei costi dell'attività politica. Tuttavia, la riduzione dei parlamentari non dovrebbe essere troppo radicale, per non incidere sul livello di rappresentanza e per non pregiudicare le auspicabili, successive riforme costituzionali.
Il senatore PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI) ritiene che una decisione concreta della Commissione nel senso di una riduzione del numero dei parlamentari sarebbe un progresso importante nella direzione di una più organica riforma del Parlamento. Attualmente, il potere del legislatore è sacrificato soprattutto a causa dell'attività legislativa del Governo, ma anche per il numero eccessivo di parlamentari. Inoltre, è necessario ripristinare al più presto una adeguata credibilità della classe politica presso l'opinione pubblica, che esprime malessere e talvolta veri e propri attacchi alle istituzioni.
Manifesta le sue riserve sull'opportunità della proposta di mozione avanzata dal Gruppo del Partito Democratico, ritenendo che la Commissione affari costituzionali possa esercitare pienamente le sue competenze e responsabilità.
Auspica che dopo la determinazione di un più ridotto numero di parlamentari si proceda tempestivamente alla riforma della legge elettorale, assicurando che gli eletti corrispondano alle istanze degli elettori e non a quelle dei partiti. Successivamente si potrà provvedere anche a una riforma più complessiva dell'assetto istituzionale della Repubblica, che valorizzi le rappresentanze locali per compensare la tendenza al trasferimento di sovranità degli Stati in enti sovranazionali. Conclude, confermando le motivazioni del disegno di legge costituzionale n. 2821, di cui è proponente, e sollecitando l'attenzione della Commissione sulla salvaguardia della rappresentanza delle popolazioni delle Regioni più piccole, in particolare quella del Trentino-Alto Adige/Südtirol.
Il senatore Mauro Maria MARINO (PD), intervenendo sull'ordine dei lavori, esprime preoccupazione per l'episodio, riferito nella seduta antimeridiana dell'Assemblea dal senatore Malan, riguardante l'esponente di un sindacato di polizia il quale avrebbe affermato l'opportunità di attaccare il Senato con proiettili lacrimogeni. Si tratta di una dichiarazione di estrema gravità, che dovrebbe essere censurata dai Ministri competenti e dagli stessi Presidenti delle Camere.
Il relatore BIANCO (PD) sollecita una rapida conclusione della discussione generale e la fissazione di un termine breve per la presentazione di emendamenti.
Il PRESIDENTE ritiene che, con il consenso di tutti i Gruppi parlamentari, si potrebbe assumere quale testo base il contenuto del disegno di legge n. 1178 convenzionalmente nella forma di una proposta di testo unificato, per il seguito dell'esame, considerato che si tratta della proposta che reca una riduzione intermedia rispetto a tutte le altre. In tal modo, si potrebbe fissare fin da ora un termine per la presentazione di emendamenti, che indica nella data del 26 settembre.
Il relatore BOSCETTO (PdL), invece, si dichiara contrario a tale soluzione: è preferibile concludere prima la discussione generale; successivamente i relatori potranno presentare una proposta di testo unificato a cui riferire gli emendamenti.
Il PRESIDENTE, prendendo atto di tale obiezione, assicura che la discussione generale potrà concludersi nelle sedute che avranno luogo la prossima settimana. Conseguentemente sarà fissato un termine per la presentazione di emendamenti.
La Commissione prende atto.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,30.