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Legislatura 16ª - 11ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 237 del 13/07/2011


 

LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE    (11ª)

 

MERCOLEDÌ 13 LUGLIO 2011

237ª Seduta (pomeridiana)

 

Presidenza del Presidente

GIULIANO 

 

            Interviene il ministro del lavoro e delle politiche sociali Sacconi.              

 

 

            La seduta inizia alle ore 15.

 

 

IN SEDE REFERENTE 

 

(173) CASSON ed altri.  -  Disposizioni a favore dei lavoratori e dei cittadini esposti ed ex esposti all'amianto e dei loro familiari, nonché delega al Governo per l'adozione del testo unico in materia di esposizione all'amianto  

(2141) CASSON ed altri.  -  Disposizioni per la tutela e il riconoscimento di benefici previdenziali in favore dei lavoratori esposti all'amianto  

(2210) CASSON ed altri.  -  Misure in favore dei lavoratori esposti all'amianto  

(2573) BUGNANO ed altri.  -  Disposizioni a favore dei lavoratori e dei cittadini esposti all'amianto e dei loro familiari  

(2753) BETTAMIO ed altri.  -  Delega al Governo per l'istituzione di un Fondo nazionale per le vittime dell'amianto, nonché disposizioni riguardanti le prestazioni sanitarie e la responsabilità penale e civile

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)  

 

            Prosegue l'esame congiunto dei disegni di legge  in titolo, sospeso nella seduta del 6 luglio scorso.

 

Il ministro SACCONI segnala che la disciplina di tutela contro il rischio derivante dall'esposizione all'amianto è stata oggetto di numerosi interventi legislativi che, a partire dalla legge n. 257 del 1992, hanno riconosciuto specifici benefici in favore dei lavoratori esposti, ovvero colpiti da malattie causate da tale sostanza, accompagnando l'uscita dal mondo del lavoro di quanti erano impegnati in un ciclo produttivo non più sostenibile. Allo scopo di consentire l'attuazione di questi interventi di riforma sono state progressivamente stanziate a carico del bilancio dello Stato risorse nuove rispetto a quelle originariamente previste. In questo quadro, in base a dati forniti dall'INPS, gli oneri per i prepensionamenti correlati all'esposizione all'amianto ammontano a 1.303 milioni di euro per il 2008, 1.458 per il 2009 e 1.475 per il 2010. La vigente disciplina prevede inoltre l'erogazione di una prestazione economica aggiuntiva alla rendita INAIL percepita dai lavoratori per patologia asbesto-correlata dovuta all'esposizione all'amianto. Le prestazioni sono a carico del Fondo per le vittime dell'amianto. Il 13 aprile scorso è entrato in vigore il decreto ministeriale n. 30, che regolamenta il Fondo e ne disciplina l'organizzazione, il finanziamento e le modalità di erogazione della prestazione aggiuntiva e di riscossione delle addizionali. Il Fondo è istituito presso l'INAIL, con contabilità autonoma e separata; i beneficiari sono i lavoratori titolari di rendita diretta, anche unificata, ai quali sia stata riconosciuta - dall'INAIL e dal soppresso IPSEMA - una patologia asbesto-correlata per esposizione all'amianto e alla fibra fiberfax, nonché i loro familiari titolari di rendita a superstiti. Il beneficio consiste in una prestazione economica aggiuntiva alla rendita percepita, erogata d'ufficio dall'INAIL con decorrenza dal 1° gennaio 2008. Per quanto concerne il finanziamento del Fondo, la legge finanziaria 2008, all'articolo 1, comma 244, prevedeva l'applicazione di una addizionale sui premi assicurativi relativi ai settori delle attività lavorative comportanti esposizione all'amianto. A fronte di ciò, il Regolamento ha individuato, secondo un principio di mutualità, le imprese tenute al pagamento dell'addizionale in quelle che attualmente svolgono le stesse attività lavorative che hanno comportato il riconoscimento dei benefici previdenziali per esposizione all'amianto, di cui alla citata legge n. 257, per un numero di lavoratori uguale o superiore a 2.000 soggetti.

Sono state sollevate criticità in ordine ai percorsi applicativi della normativa: valga per tutte la vicenda di Genova, dove è in corso una indagine della Procura su certificazioni di esposizione all'amianto presumibilmente non corrispondenti alla realtà. L'indagine propone il tema di possibili abusi in relazione a politiche di prepensionamento che possano essere state praticate in alcune circostanze utilizzando impropriamente i benefici correlati all'esposizione all'amianto.

I disegni di legge in esame hanno l'obiettivo di ridefinire la platea dei beneficiari e incidono sulla natura e l'entità delle prestazioni, introducendo modalità di calcolo più favorevoli ai fini dell'accesso alla pensione. A giudizio del Ministro, allo stato non sussistono le condizioni per un'estensione dei soggetti beneficiari, trattandosi di oneri assai consistenti. Il compito del Governo è innanzitutto quello di garantire alle vittime di malattie absesto-correlate la piena tutela, prima di procedere ad ulteriori interventi normativi.

 

      La senatrice BLAZINA (PD), ringraziato il Ministro per l'ampia messe di dati fornita, osserva che la presentazione delle iniziative legislative in esame testimonia di una esigenza di adeguamento avvertita nel Paese. I provvedimenti, peraltro, non si limitano ad un ampliamento della platea di beneficiari, ma affrontano una serie di problematiche tuttora attuali, come la presenza di amianto in moltissimi edifici pubblici e privati, che ha condotto ad individuare la presenza di malattie amianto-correlate in categorie diverse. Viene inoltre affrontato il tema del Fondo istituito nel 2009. Dopo aver ricordato che recentemente ha preso parte ad un incontro pubblico con i rappresentanti delle associazioni dei familiari delle vittime, nel corso del quale il sottosegretario Bellotti ha fatto una serie di aperture assai apprezzate, segnala che il Gruppo PD ritiene opportuno che la Commissione pervenga all'approvazione di un testo idoneo a dare risposta alle tantissime questioni ancora aperte, evitando che considerazioni inerenti alla copertura finanziaria impediscano l'approfondimento di questioni di tale delicatezza. Le aspettative da parte degli interessati sono tante e spesso il disallineamento della giurisprudenza in tema di risarcimenti provoca forte sconcerto.

 

            Il ministro SACCONI ribadisce l'opinione che in Italia si sono verificati consistenti abusi nella fruizione di benefici connessi all'esposizione all'amianto, insistendo sull'esigenza di applicare la normativa vigente, più che di estenderla. Proprio al fine di rendere più facilmente accessibili i benefici da parte degli aventi diritto, prospetta la possibilità di predisporre un testo unico ricognitivo della normativa in materia.

 

            Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

  (1009) Massimo GARAVAGLIA.  -  Norme in materia di bilancio dei sindacati e delle loro associazioni nonché in materia di trattenute sindacali  

(1060) GIULIANO ed altri.  -  Norme per la redazione e la pubblicazione del rendiconto annuale di esercizio dei sindacati e delle loro associazioni  

(1180) TREU ed altri.  -  Norme per la redazione e la pubblicazione del rendiconto annuale di esercizio dei sindacati e delle loro associazioni  

(1685) PORETTI ed altri.  -  Disposizioni per l'attuazione dell'articolo 39 della Costituzione in materia di democrazia interna dei sindacati e norme in materia di finanziamenti pubblici e privati destinati ai medesimi soggetti. Delega al Governo per l'emanazione di un testo unico delle leggi concernenti l'organizzazione e il finanziamento dei sindacati  

- e petizione n. 237 ad essi attinente

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)

 

Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 30 marzo scorso.

 

Il ministro SACCONI ricorda che il Governo si è sempre espresso con diffidenza nei confronti di una disciplina a carattere pubblicistico riguardante le associazioni sindacali. Egli non sarebbe invece contrario ad una legislazione "leggera", che si limitasse ad indicare alcuni obblighi, anche in considerazione del regime di pubblicità riguardante la contabilità di Patronati e CAAF. Visti gli emendamenti proposti, anticipa il proprio orientamento favorevole nei confronti di quelli sottoscritti, rispettivamente, dai senatori Adragna e Castro, che sembrano muovere nell'ottica di una disciplina che, se ha da essere, ancorché non sollecitata dal Governo, non dovrebbe in ogni caso risultare invasiva, né comunque contenere sanzioni, ma unicamente responsabilizzare i soggetti interessati. In una società aperta, che intenda valorizzare la sussidiarietà, non sembra opportuna l'introduzione di elementi di rigidità che peraltro contraddirebbero le caratteristiche della stessa storia d'Italia. Inoltre, l'assoggettamento ad obblighi di tal fatta nei confronti delle organizzazioni sindacali rischierebbe di assumere connotazioni di tipo corporativo, con tutte le conseguenze del caso. In ogni caso, un'eventuale pubblicazione dei rendiconti annuali d'esercizio delle organizzazioni sindacali, ove posta in essere, non potrebbe che partire dall'ultimo anno.

 

Il presidente GIULIANO, dopo aver ricordato le vicende che portarono la Camera dei deputati ad approvare nella XIII legislatura il disegno di legge n. 4504, non reputa satisfattoria una legislazione leggera, ritenendo incomprensibile accordare ai sindacati un regime di favore, attesa la loro natura giuridica. Pur se attualmente pubblicati, i bilanci risultano molte volte redatti ad pompam, e comunque non in base alle regole europee. Considerato che le associazioni sindacali dispongono di un consistente patrimonio immobiliare, riterrebbe auspicabile introdurre un obbligo giuridico di rendicontazione e di pubblicità della medesima,  che peraltro dovrebbe rappresentare un obiettivo auspicato dai sindacati medesimi. 

 

            Il senatore ROILO (PD) concorda con le considerazioni del Ministro, manifestando disponibilità a pervenire ad una legislazione soft, che soprattutto non contenga sanzioni, come peraltro prospettato nelle proposte di modifica presentate dal suo Gruppo al testo base.

 

            Il senatore NEROZZI (PD) rileva l'esistenza di un problema rimasto finora estraneo al dibattito parlamentare, segnalando che, mentre le associazioni confederali redigono regolarmente i rispettivi rendiconti, esistono moltissimi sindacati di comodo che non lo fanno, ciò che provoca situazioni di concorrenza sleale sul piano della bilateralità, come segnalato anche dal movimento cooperativo. Riterrebbe opportuno pertanto intervenire a disciplinare questi profili.

 

            Il senatore PASSONI (PD) ritiene che, sulla base di una scelta autonoma dei sindacati in favore della trasparenza, siano stati effettuati dei positivi passi in avanti. Non lo scandalizza dunque l'idea di una legislazione leggera finalizzata a consolidare tale situazione; ne auspica dunque una definizione, attraverso la previsione di bilanci redatti secondo i principi del codice civile e depositati al CNEL, evitando invece di imporre alle associazioni sindacali ulteriori e gravosi oneri.

           

            Il relatore sui disegni di legge, senatore ZANOLETTI (PdL), ritiene possibile giungere a formulazioni che contemperino le pur diverse esigenze espresse dal Ministro e dal presidente Giuliano. Avanza tuttavia qualche perplessità in ordine alla  possibilità di porre in essere una disciplina sprovvista di un apparato sanzionatorio, sia pure a carattere lieve.

 

            Il ministro SACCONI esprime preliminarmente apprezzamento per la particolare sensibilità che ispira il disegno di legge n. 1060, a firma del presidente Giuliano, in piena continuità con una impostazione intellettuale che egli ha sempre perseguito. Ritiene tuttavia che in generale debba essere favorita la vitalità sociale quando si realizza in forme non profittevoli e che restano affidate alla libera determinazione delle persone, senza avvalersi di risorse pubbliche. Peraltro, una legislazione leggera, mutuata dalla soft law anglosassone, può a suo giudizio anche ricomprendere alcune disposizioni non accompagnate da sanzioni, ovvero corredate da sanzioni assimilabili a moral suasion.

 

            Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

 

(1337) NEROZZI ed altri.  -  Norme sulle rappresentanze sindacali unitarie nei luoghi di lavoro, sulla rappresentatività sindacale e sull'efficacia dei contratti collettivi di lavoro   

(2435) CARLINO ed altri.  -  Norme in materia di rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro, rappresentatività delle organizzazioni sindacali ed efficacia dei contratti collettivi di lavoro

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)  

 

            Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 26 gennaio scorso.

 

            Il Ministro richiama le considerazioni già espresse con riferimento ai disegni di legge nn. 1060 e connessi, in materia di bilanci dei sindacati, formulando l'auspicio che il Parlamento ne rispetti l'autonomia, limitandosi semmai ad interventi di sostegno ad essa. In questo quadro, auspica che la Commissione accantoni l'esame dei disegni di legge, anche alla luce dell'accordo interconfederale stipulato il 28 giugno scorso tra le parti, che ritiene rappresenti un positivo balzo in avanti delle relazioni industriali, e che risulterebbe mortificato ove si pervenisse ad una disciplina legislativa. Ricorda che l'accordo introduce regole in materia di misurazione della rappresentatività, basandola sui dati forniti dall'INPS ed affidando al CNEL il compito di costruire gli indici di rappresentatività delle confederazioni e delle organizzazioni sindacali.

 

      Il senatore ROILO (PD), nel sottolineare la delicatezza estrema dell'argomento, ritiene opportuno ascoltare nuovamente i rappresentanti delle parti sociali, anche alla luce dell'accordo recentemente sottoscritto, atteso che, peraltro, tra essi erano già emerse opinioni non perfettamente collimanti. Visto il richiamo operato dal Ministro al rispetto dell'autonomia delle parti, evidenzia l'esistenza di una contraddizione con  il disegno di legge n. 1473, in tema di sciopero nei servizi pubblici essenziali, d'iniziativa del Governo ed attualmente all'esame delle Commissioni riunite 1a e 11a.

 

            Il senatore NEROZZI (PD) esprime forte dissenso rispetto alle considerazioni svolte dal Ministro, convenendo invece sull'opportunità di riascoltare le organizzazioni sindacali.

 

            Il senatore PASSONI (PD) ritiene che una legislazione di sostegno rappresenti una scelta corretta, evidenziando che il disegno di legge n. 1337 intende appunto sollecitare su questo profilo l'attenzione del Paese e delle forze sociali. Condivide la proposta di ascoltare nuovamente sul punto i rappresentanti delle parti. Coglie l'occasione per sollecitare il Ministro a porre una maggiore attenzione nei confronti del Parlamento, rispondendo più sollecitamente agli atti di sindacato ispettivo.

 

            Il senatore ICHINO (PD) ritiene evidente l'impatto dell'accordo interconfederale del 28 giugno sull'intera materia oggetto dei disegni di legge nn. 803, 964, 1307, 1531 e 2572 in materia di partecipazione dei lavoratori, all'esame delle Commissioni riunite 6a e 11a.

 

            Il ministro SACCONI assicura innanzitutto il proprio impegno ai fini di una accelerazione dei tempi di risposta agli atti di sindacato ispettivo, che peraltro si è già registrata con riferimento alle interrogazioni a risposta scritta. Quanto ai disegni di legge in esame, ribadisce l'opportunità di rispettare pienamente l'autonomia dei soggetti, evidenziando che tutti i Governi che si sono fin qui succeduti, indipendentemente dalla loro coloritura politica, hanno costantemente cercato di promuovere la vitalità sociale. Ogni legislazione in tema di rappresentanza non può a suo giudizio che recepire le intese tra le parti sociali, evitando pericolosi irrigidimenti. Segnala che la bilateralità è e deve restare libera, ricordando che negli ultimi giorni sono state introdotte misure finalizzate appunto a contrastare le cooperative spurie. Quanto al profilo sollevato dal senatore Roilo e relativo ad una presunta contraddittorietà con la filosofia che sembra invece aver ispirato il Governo con riferimento al disegno di legge n. 1473, fa osservare che la notazione è destituita di fondamento, atteso che tale iniziativa legislativa è finalizzata a contemperare i legittimi interessi dei lavoratori e degli utenti. In tale materia egli non è comunque contrario ad una legislazione direttamente approvata dal Parlamento, senza far ricorso a deleghe al Governo: si tratta comunque di un problema da affrontare, regolamentando la possibilità data ad una organizzazione sindacale anche minore di condizionare la vita di molte persone.

 

            Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.

 

 

(784) Vittoria FRANCO ed altri.  -  Misure urgenti a sostegno della partecipazione delle donne alla vita economica e sociale nonché deleghe al Governo in materia di tutela della maternità delle lavoratrici autonome e di rispetto della parità di genere  

(1405) BUGNANO ed altri.  -  Misure urgenti volte a favorire l'integrazione della donna nel mercato del lavoro, fatto proprio dal Gruppo parlamentare Italia dei Valori, ai sensi dell'articolo 79, comma 1, del Regolamento 

(1718) THALER AUSSERHOFER ed altri.  -  Modifiche all'articolo 1, comma 40, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in materia di interventi a favore della donna lavoratrice  

(1980) BIANCONI ed altri.  -  Disposizioni in materia di agevolazioni per la conciliazione dei tempi delle lavoratrici autonome appartenenti al settore dell'imprenditoria, del commercio, dell'artigianato e dell'agricoltura

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)  

 

            Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 15 marzo scorso.

 

            Il ministro SACCONI fa ampio rinvio alle considerazioni già svolte nel corso del question time svoltosi nell'Aula del Senato il 30 giugno 2011.  Pur condividendo gli obiettivi dei provvedimenti, ne sottolinea l'onerosità, ritenendo che molti degli aspetti cui le iniziative legislative hanno riguardo trovino collocazione e  risposta nel disegno di legge di delega sul riordino della disciplina fiscali e delle prestazioni assistenziali, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri e che ritiene la sede a ciò più idonea. Ulteriori misure nel campo sono peraltro contenute nel disegno di legge sulla stabilizzazione finanziaria (Atto Senato n. 2814), di cui auspica la tempestiva approvazione.

 

      La senatrice GHEDINI (PD), dopo aver richiamato le considerazioni già svolte nel corso della seduta dell'Assemblea del 30 giugno scorso, ritiene importante che sull'argomento si svolga un confronto secondo modalità assolutamente esplicite e non rituali, come richiesto dal momento. Dopo aver evidenziato la complessità delle disposizioni contenute nel disegno di legge n. 784, di iniziativa del suo Gruppo, ritiene importante, ai fini dello sviluppo di un confronto reale, chiarire che cosa si intenda realmente per redistribuzione ed individuare le modalità attraverso le quali si intenda conseguirla, sottolineando che il disegno di legge delega per la riforma fiscale ed assistenziale cui il Ministro ha fatto riferimento non è all'esame della Commissione lavoro. Ritiene comunque che misure di compensazione nei confronti delle donne dovranno essere rese evidenti, più di quanto avvenuto, e comunque superando la logica finora perseguita, in base alla quale, anzi, gli interventi in materia previdenziale si sono basati sulla ulteriore solidarietà delle donne rispetto al sistema complessivo ed al riequilibrio del bilancio dello Stato. Auspica dunque che politiche di redistribuzione possano davvero essere poste in essere attraverso il disegno di legge delega per la riforma fiscale; sottolinea peraltro che le disposizioni di sostegno alle misure di conciliazione, lungi dal rappresentare interventi afferenti alla politica delle pari opportunità, costituiscono altrettante misure indispensabili per sostenere lo sviluppo.

 

            Il ministro SACCONI ribadisce che il disegno di legge delega per la riforma fiscale e assistenziale rappresenta la sede più idonea per affrontare alcune tematiche di genere. Ricorda peraltro che anche nel cosiddetto decreto sviluppo (decreto-legge n. 70 del 2011, convertito, con modificazioni, nella legge 12 luglio 2011, n. 106) è presente una norma (articolo 8, comma 1) riguardante i contratti di inserimento a favore delle lavoratrici che non risultino occupate da oltre 6 mesi, coerentemente con la disciplina comunitaria.

 

 

La seduta termina alle ore 16,30.