Prosegue l'indagine conoscitiva in titolo, sospesa nella seduta dell'8 giugno scorso.
In apertura di seduta il presidente MARCENARO, dopo aver ringraziato le personalità presenti, rappresentanti di organizzazioni non governative e della società civile impegnati nel campo della promozione e protezione dei diritti umani, ricorda che in questi giorni ricorrono due eventi di grande importanza: l'inizio del nuovo mandato per l'Italia come membro del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e la discussione in sede parlamentare del disegno di legge che istituisce la Commissione nazionale per la promozione e protezione dei diritti umani. Si tratta dunque di due eventi che offrono un'importante occasione per discutere e riflettere sullo stato della situazione dei diritti umani in Italia ad un anno di distanza dalla Universal Periodic Review del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.
Il professor Antonio PAPISCA, docente di Tutela internazionale dei diritti umani e di Organizzazione internazionale dei diritti umani e della pace nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Padova, evidenzia come la tematica della protezione dei diritti umani si stia ormai sviluppando in modo organico e costituisca un tema di grande rilievo. È però altresì importante adottare un approccio "glocale", vale a dire globale e locale al contempo, in quanto la materia dei diritti umani coinvolge tanto le istituzioni e organizzazioni sovranazionali che quelle sub-nazionali.
Va sottolineata anche la dimensione "culturale" dei diritti umani. Vanno quindi ricordate le iniziative italiane in questa direzione. È questo il caso del Seminario internazionale sulla libertà di religione, organizzato a Fiesole presso l'Istituto Universitario Europeo. L'evento, nato da un'iniziativa congiunta dei ministri degli esteri di Italia e Spagna, ha affrontato tematiche legate alla libertà di religione, alla lotta contro ogni forma di discriminazione ed intolleranza religiosa e alla promozione del dialogo e della riconciliazione tra le diverse comunità.
Il problema è piuttosto quello di inserire queste differenti iniziative all'interno di una cornice unica, coordinata ed organica che favorisca altresì la traduzione in fatti di quanto viene elaborato in queste sedi. Per quanto riguarda la futura Commissione nazionale per la promozione e protezione dei diritti umani, uno dei suoi compiti principali dovrebbe essere rappresentato dalla necessità di promuovere la cultura dei diritti umani con programmi appositi che possano essere di sostegno alle università ed al mondo scolastico.
La dottoressa Carola CARAZZONE, portavoce del Comitato promozione e protezione dei diritti umani, una rete di 83 associazioni e ONG italiane che lavorano nel campo dei diritti umani, sottolinea in primo luogo l'importanza del lavoro svolto dalla Commissione straordinaria per i diritti umani del Senato, che costituisce un punto di riferimento essenziale per tutte le ONG ed associazioni che operano in questo ambito, specialmente in considerazione dell'assenza in Italia di una Commissione indipendente sui diritti umani, la cui istituzione ci si augura possa avvenire in tempi brevi.
L'elezione dell'Italia a membro del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite costituisce un impegno importante per il nostro paese. Sono tre le direttrici su cui si dovrebbe muovere l'Italia nel corso del suo mandato: la protezione e promozione dei diritti umani nel mondo; la protezione e promozione dei diritti umani a livello regionale europeo; e la protezione e promozione dei diritti umani a livello nazionale.
Nella Nota Verbale presentata dall'Italia per l'elezione al Consiglio Diritti Umani, sono stati sottoscritti importanti impegni, con grande attenzione alla tutela dei diritti umani a livello mondiale. Ciò che bisogna evitare è che si trascurino gli aspetti nazionali legati alla promozione e protezione dei diritti umani, cosa che determinerebbe una situazione di double standard che minerebbe, la credibilità dell'Italia come membro del Consiglio Diritti Umani così come l'attività del Consiglio stesso.
Con riferimento al processo di Revisione Periodica Universale, va ricordato come questo costituisca un’occasione unica di riflessione e condivisione e contribuisca a instaurare un dialogo costruttivo con le istituzioni nel campo della promozione e protezione dei diritti umani in Italia.
In tal senso si ritiene che la traduzione in lingua italiana dei documenti fondamentali della UPR costituirebbe un contributo importante al processo di Revisione Periodica Universale.
La traduzione in lingua italiana è d'altra parte una condizione essenziale per la diffusione e divulgazione dei contenuti della Revisione Periodica Universale presso l’opinione pubblica italiana al fine di innescare un processo partecipativo ed inclusivo di monitoraggio e attuazione delle raccomandazioni del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Il dottor Riccardo NOURY, portavoce della sezione italiana di Amnesty International, esprime soddisfazione per l'elezione italiana al Consiglio dei Diritti Umani di Ginevra ma rileva altresì che l'Italia riuscirà ad adempiere bene a questo ruolo solo recependo tutte le raccomandazioni che le sono state rivolte nel rapporto conclusivo UPR. Quindi dovrà non solo dare attuazione interna alle norme del Trattato sulla Corte penale internazionale, ma anche provvedere alla ratifica degli strumenti in materia di protezione dei diritti umani, già esistenti nell'ordinamento internazionale, quali, ad esempio, la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate, il Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, che consentirebbe a singole persone di rivolgersi al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti economici, sociali e culturali in caso di violazione dei propri diritti, il Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura ed ogni altro trattamento o punizioni crudeli, inumani e degradanti.
Quanto al tema della tortura, un altro grave vulnus del sistema italiano è l'assenza di una norma nel codice penale che definisca reato la tortura. Si tratta di un elemento assai pericoloso in quanto rischia di togliere gravità alla tortura. Sarebbe auspicabile riaprire una discussione in sede legislativa su questo tema in occasione del decimo anniversario dei fatti di Genova del 2001.
Inoltre dovrebbe essere garantita l'assistenza del nostro paese alle procedure speciali di monitoraggio attivate dalle Nazioni Unite. Dal 2009 dovrebbe avere luogo una missione in tema di libertà di opinione e di espressione che stenta però a prendere corpo.
Infine non si può che esprimere apprezzamento per la prossima istituzione di una Commissione nazionale indipendente per i diritti umani, ma, al contempo, deve essere sottolineata l'importanza di andare oltre la mera istituzione di questo nuovo organismo, continuando a portare avanti iniziative che implementino la tutela dei diritti umani in Italia e nel mondo.
Prendono quindi la parola i senatori DELLA SETA (PD), FLERES (PdL) e DI GIOVAN PAOLO (PD) per rivolgere domande e fare osservazioni.
A tutti rispondono la dottoressa CARAZZONE e il dottor NOURY.
Il presidente MARCENARO ringrazia le personalità audite e i senatori presenti al dibattito.
Il seguito dell'indagine conoscitiva è pertanto rinviato.
La seduta termina alle ore 15,05.