Sottolinea che le parti politiche e il Governo dovrebbero invece collaborare per giungere a una celere approvazione del provvedimento, salvaguardando il senso originario della proposta legislativa. In tale ottica evidenzia che nell'odierna seduta la Commissione avrebbe dovuto prendere in esame gli eventuali emendamenti della relatrice, elaborati come soluzione di mediazione tra le varie sensibilità emerse. Al contrario la presentazione degli emendamenti da parte del Governo deve essere considerata come un vero e proprio atto d'arroganza politica nei confronti della Commissione.
Dopo aver giudicato ampiamente condivisibili i rilievi che la senatrice Leddi ha formulato riguardo al contenuto del parere della 2ª Commissione permanente, sottolinea che il Governo con la propria condotta sembra aver prestato acquiescenza agli interessi delle associazioni di settore, che avevano sollecitato puntuali modifiche al provvedimento. Si interroga quindi sull'effettiva sussistenza della volontà da parte del Governo di collaborare con la Commissione per la celere approvazione del disegno di legge, che rappresenterebbe un fondamentale risultato in termini politici, considerato il dibattito che si sta attualmente svolgendo in molti paesi europei sul tema dell'equilibrio di genere. In tal senso è certamente utile vagliare le soluzioni adottate in altri Stati, come la Francia, prendendo in esame la documentazione depositata dal senatore Pastore, ma deve essere chiara a tutte le parti politiche l'importanza di varare un provvedimento in grado di incidere sugli assetti di governo delle società quotate e di contribuire al rilancio della competitività, della mobilità sociale e dell'innovazione del Paese.
Successivamente rammenta come la decisione del Partito democratico di non presentare emendamenti al disegno di legge risponda a una precisa scelta politica, nel presupposto che sul testo licenziato dalla Camera dei deputati vi fosse la convergenza del Governo e di tutte le forze parlamentari: tale scelta non è pertanto assolutamente interpretabile come la volontà di sottrarsi al dibattito. Rimarca, viceversa, che le corpose proposte di modifica avanzate dal Governo prospettano il rischio di stravolgere il senso del disegno di legge: tale pericolo può essere a suo parere scongiurato soltanto se si preserva alla Commissione la competenza a elaborare eventuali interventi sul testo.