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Legislatura 16ª - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 229 del 22/02/2011


IN SEDE REFERENTE 

 

(2482) Modifiche al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, concernenti la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall'unificazione dei disegni di legge d'iniziativa dei deputati Golfo ed altri; Mosca ed altri 

(1719) GERMONTANI ed altri.  -  Modifica all'articolo 147-ter testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in materia di parità di accesso agli organi di amministrazione delle società quotate nei mercati regolamentati  

(1819) BONFRISCO.  -  Modifica all'articolo 147-ter del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in materia di parità di accesso agli organi di amministrazione delle società quotate in mercati regolamentati  

(2194) CARLINO e BUGNANO.  -  Modifica all'articolo 147-ter del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in materia di parità di accesso agli organi di amministrazione delle società quotate nei mercati regolamentati  

(2328) THALER AUSSERHOFER ed altri.  -  Modifiche al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, relative alla parità di accesso agli organi delle società quotate in mercati regolamentati

(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)  

 

Si riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta del 17 febbraio scorso.

 

Il presidente  FERRARA  ricorda che nella precedente seduta ha avuto inizio l'illustrazione degli emendamenti al disegno di legge n. 2482, fino a quelli riferiti all'articolo 1. Nella successiva discussione su tali proposte sono emerse in Commissione posizioni diversificate in merito agli aspetti più qualificanti del disegno di legge, come l'eventuale introduzione di un meccanismo di gradualità nell'applicazione del criterio di riparto degli amministratori e l'individuazione del tipo di sanzione più adeguato e idoneo a garantire il raggiungimento del riequilibrio di genere previsto.

Dà quindi notizia del parere contrario espresso dalla 2ª Commissione permanente e informa altresì che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, modificando il calendario dei lavori dell'Assemblea della corrente settimana, ha rinviato la discussione dei disegni di legge alla prossima settimana. Osserva quindi che si potrà disporre del tempo necessario per acquisire anche il parere della 1ª Commissione permanente sul disegno di legge e sugli emendamenti.

Informa successivamente dell'avvenuta presentazione di alcuni emendamenti da parte del Governo, il cui testo è pubblicato in allegato al resoconto dell'odierna seduta, e propone alla Commissione di fissare alle ore 19 di domani, mercoledì 23 febbraio, il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti. Avverte quindi che si procederà all'illustrazione degli emendamenti presentati dal Governo.

 

La Commissione concorda.

 

Il senatore  PASTORE (PdL) deposita agli atti della Commissione il testo della legge recentemente approvata in Francia sulla rappresentanza equilibrata tra donne e uomini all'interno dei consigli di amministrazione e di sorveglianza e sulla parità professionale, ritenendo auspicabile che se ne possa tener conto per il prosieguo dei lavori, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di valutare soluzioni normative alternative rispetto a quelle contenute nel disegno di legge n. 2482 in relazione, in particolar modo, al tema delle sanzioni a tutela della parità di genere.

 

Il sottosegretario VIALE rammenta come in sede di illustrazione e discussione degli emendamenti al disegno di legge fosse emersa, nella precedente seduta, la disponibilità di tutte le parti politiche a valutare il merito di eventuali proposte migliorative rispetto al testo licenziato dalla Camera dei deputati. Il Governo, anche sulla scorta degli emendamenti presentati da esponenti della maggioranza, ritiene che  all'interno del provvedimento vi siano alcuni profili che richiedono un intervento correttivo, al fine di elaborare una soluzione legislativa organica e coerente.

Dà quindi conto dell'emendamento 1.1000 che introduce una nuova procedura sanzionatoria per l'ipotesi di mancato raggiungimento del risultato previsto in termini di riparto dei componenti degli organi di amministrazione e controllo, con l'intervento della Consob a cui viene affidato il compito di assegnare alla società interessata un termine per adeguarsi alle nuove prescrizioni statutarie. In caso contrario è prevista l'applicazione di una sanzione amministrativa di carattere pecuniario.

L'emendamento 2.1000 prevede la graduale entrata in vigore del criterio di riparto con percentuali diversificate e crescenti nel tempo,  a decorrere dal primo rinnovo degli organi di amministrazione e di controllo successivo a un anno dalla data di entrata in vigore della legge.

Conclude la propria illustrazione osservando che l'emendamento 3.1000 intende specificare ulteriormente l'ambito di applicazione del vincolo di riparto per quanto riguarda le società controllate da pubbliche amministrazioni.

 

Si apre quindi il dibattito sugli emendamenti presentati dal Governo.

 

Il senatore  BARBOLINI (PD) esprime forte senso di contrarietà a nome della propria parte politica, evidenziando che gli emendamenti illustrati dal Sottosegretario sono in stridente contrasto con il proposito, a suo parere attribuibile con certezza all'Esecutivo, di dare il più ampio sostegno al disegno di legge n. 2482 nel testo approvato dalla Camera dei deputati. In riferimento alle censure di costituzionalità - a suo giudizio eccessive - contenute nel parere contrario della 2ª Commissione permanente, osserva che se esse fossero giustificate, significherebbe che presso l'altro ramo del Parlamento non è stato svolto alcun preventivo sindacato di costituzionalità sul testo che ci si accingeva ad approvare.

Ribadisce che la presentazione degli emendamenti da parte del Governo giustifica la sensazione che in seno all'Esecutivo si stia affermando un orientamento di segno marcatamente contrario rispetto a quello che era emerso all'inizio dei lavori della Commissione. Conferma che la propria parte politica ritiene fondamentale preservare l'impianto del disegno di legge, così come è stato elaborato dalla Camera dei deputati, anche se vi è la massima disponibilità a discutere le varie proposte tendenti a migliorarne il testo, con riferimento alla graduale applicazione del vincolo di riparto e del relativo regime sanzionatorio.

Tuttavia rimarca criticamente come gli emendamenti del Governo intendano a suo avviso stravolgere completamente il significato del disegno di legge e certamente non si tratta di contributi a una discussione costruttiva e condivisa. Ciò è testimoniato in particolare dal tenore dell'emendamento 2.1000 che, rinviando di molto negli anni l'effettiva applicazione di una significativa  quota riservata al genere femminile, snatura completamente la portata innovativa del provvedimento. Obiezioni analoghe investono anche l'emendamento 1.1000 che intende introdurre un sistema sanzionatorio assolutamente inefficace, eliminando l'ipotesi della decadenza dell'organo sociale interessato.

L'oratore lamenta l'emergere di una volontà politica tesa a rallentare se non addirittura a ostacolare l'approvazione del disegno di legge, ribadendo al riguardo  il giudizio critico della propria parte politica su tale atteggiamento, e preannuncia la presentazione di subemendamenti agli emendamenti del Governo.  Richiama quindi la necessità di assumere nuovamente un atteggiamento collaborativo e di rispetto del lavoro del Parlamento, per individuare un percorso di rapida approvazione del provvedimento. A tal fine reputa fondamentale il lavoro che la relatrice sarà chiamata a svolgere, per elaborare una soluzione di mediazione tra le varie posizioni emerse che sia in grado di preservare il senso complessivo della proposta di legge.

 

La senatrice BONFRISCO (PdL), dopo aver dichiarato di condividere le osservazioni svolte dal senatore Barbolini, rileva come  il lavoro finora compiuto  dal Senato, in sede di esame del disegno di legge, stia cercando di tener conto dell'ampio dibattito sul suo contenuto, tanto interno quando esterno al Parlamento. Tuttavia anche le legittime e prevedibili richieste di approfondimento non possono far trascurare il fatto che l'altro ramo del Parlamento ha già avuto a disposizione il tempo necessario per analizzare compiutamente tutte le tematiche oggetto del provvedimento. Pertanto, ella prosegue, il Senato ha il compito di migliorare  il testo al suo esame modificando i profili concordemente ritenuti meritevoli di un correttivo: ma non possono certo aprirsi spazi per una vera e propria riscrittura del disegno di legge che ne alteri profondamente il risultato.

Osserva che gli emendamenti del Governo, pur  nella prospettiva di dar corso alle richieste di modifica avanzate dalle associazioni interessate, rischiano tuttavia di andare oltre tale obiettivo, proponendo una soluzione radicalmente alternativa alle questioni emerse nel dibattito, per quanto riguarda in particolare l'individuazione del percorso di graduale entrata in vigore del nuovo regime. E' forte quindi il timore che si possa giungere all'approvazione di una legge sostanzialmente priva di effetti pratici. Al contrario il testo messo a punto dalla Camera dei deputati è un buon risultato legislativo, anche se permane l'esigenza di alcune modifiche correttive, considerato che esso rappresenta il primo serio tentativo di intervenire sul tema della parità di genere, anticipando il tenore e il senso delle disposizioni che l'Unione europea si appresta ad approvare, in ossequio agli obiettivi della strategia di Lisbona 2020,  e la cui osservanza sarà ovviamente richiesta a tutti gli Stati membri. Nello scenario delineato  è quindi di vitale importanza che l'Italia possa dare attuazione al contenuto del disegno di legge con un largo anticipo rispetto alla realizzazione delle politiche comunitarie.

Il profilo della gradualità - opportunamente calibrata - rappresenta pertanto il punto fondamentale della disciplina proposta, nella consapevolezza che la ricerca di un maggiore equilibrio tra i generi potrà essere  d'ausilio al rilancio della competitività del sistema economico italiano in Europa. Le società che si adegueranno alla nuova normativa, inoltre, potranno beneficiare di un meccanismo di graduale entrata in vigore del sistema delle quote, senza incorrere nella sanzione della decadenza, con l'obiettivo di riconoscere e promuovere il merito e le capacità professionali delle donne.

Non esclude di presentare proposte di modifica agli emendamenti del Governo, ma reputa fondamentale il lavoro di sintesi tra le varie posizioni emerse che la relatrice sarà chiamata a svolgere e a formalizzare in appositi emendamenti.

 

La senatrice  LEDDI (PD) rimarca in primo luogo criticamente come il parere della 2ª Commissione permanente contenga in via prevalente, se non esclusiva, considerazioni attinenti ai profili di costituzionalità del disegno di legge, investendo ambiti che dovrebbero essere riservati alla competenza per materia di altre Commissioni.

Aggiunge che gli emendamenti del Governo, ove accolti dalla Commissione, finirebbero per cristallizzare e perpetuare per i prossimi quattro o cinque anni l'attuale composizione degli organi amministrativi delle società quotate, bloccando di fatto ogni spinta al rinnovamento.

Nonostante si sia registrata una marcata divergenza di opinioni in rapporto al tema della gradualità, sottolinea tuttavia che il Governo, con le proprie proposte, sembra voler perseguire un vero e proprio svuotamento del contenuto innovativo del disegno di legge. Si tratta al contrario di una proposta di origine parlamentare, il cui impianto merita di essere pienamente  preservato, mantenendo allo stesso Parlamento la competenza a valutare eventuali modifiche migliorative. Pertanto l'intervento emendativo del Governo si dimostra inopportuno e non rispettoso del complessivo dibattito svolto dal Parlamento, a partire dalla prima lettura presso la Camera dei deputati. Ribadisce quindi che il compito del Senato, nell'attuale fase d'esame risiede soltanto nell'individuazione di soluzioni condivise, volte a migliorare il testo del disegno di legge, e non in un intervento completamente palingenetico sui suoi contenuti.

In tale ottica assume quindi particolare valore poter comprendere se gli emendamenti del Governo rappresentano una base di partenza per proseguire ulteriormente la discussione oppure si tratta di proposte non modificabili. Pertanto, nel caso in cui l'Esecutivo assuma un atteggiamento di chiusura, preannuncia l'intento della propria parte politica di presentare specifici subemendamenti.

 

La senatrice  FONTANA (PD) manifesta le proprie perplessità in ordine alla portata degli emendamenti governativi, che segnano una preoccupante battuta d'arresto rispetto al clima di dialogo che era venuto emergendo, sia pure faticosamente, nel corso della precedente seduta, in sede di illustrazione degli emendamenti all'articolo 1.

Sottolinea che le parti politiche e il Governo dovrebbero invece collaborare per giungere a una celere approvazione del provvedimento, salvaguardando il senso originario della proposta legislativa. In tale ottica evidenzia che nell'odierna seduta la Commissione avrebbe dovuto prendere in esame gli eventuali emendamenti della relatrice, elaborati come soluzione di mediazione tra le varie sensibilità emerse. Al contrario la presentazione degli emendamenti da parte del Governo deve essere considerata come un vero e proprio atto d'arroganza politica nei confronti della Commissione.

Dopo aver giudicato ampiamente condivisibili i rilievi che la senatrice Leddi ha formulato riguardo al contenuto del parere della 2ª Commissione permanente, sottolinea che il Governo con la propria condotta sembra aver prestato acquiescenza agli interessi delle associazioni di settore, che avevano sollecitato puntuali modifiche al provvedimento. Si interroga quindi sull'effettiva sussistenza della volontà da parte del Governo di collaborare con la Commissione per la celere approvazione del disegno di legge, che rappresenterebbe un fondamentale risultato in termini politici, considerato il dibattito che si sta attualmente svolgendo in molti paesi europei sul tema dell'equilibrio di genere. In tal senso è certamente utile vagliare le soluzioni adottate in altri Stati, come la Francia, prendendo in esame la documentazione depositata dal senatore Pastore, ma deve essere chiara a tutte le parti politiche l'importanza di varare un provvedimento in grado di incidere sugli assetti di governo delle società quotate e di contribuire al rilancio della competitività, della mobilità sociale e dell'innovazione del Paese.

Successivamente rammenta come la decisione del Partito democratico di non presentare emendamenti al disegno di legge risponda a una precisa scelta politica, nel presupposto che sul testo licenziato dalla Camera dei deputati vi fosse la convergenza del Governo e di tutte le forze parlamentari: tale scelta non è pertanto assolutamente interpretabile come la volontà di sottrarsi al dibattito. Rimarca, viceversa, che le corpose proposte di modifica avanzate dal Governo prospettano il rischio di stravolgere il senso del disegno di legge: tale pericolo può essere a suo parere scongiurato soltanto se si preserva alla Commissione la competenza a elaborare eventuali interventi sul testo.

 

La relatrice GERMONTANI (FLI), alla luce degli emendamenti presentati dal Governo e del susseguente dibattito, assicura il proprio impegno a ricercare e a individuare, attraverso appositi emendamenti, una soluzione di mediazione in grado di conciliare l'esigenza di preservare il significato e le finalità originari del provvedimento con quella di intervenire per correggerne i profili ritenuti più qualificanti, nell'auspicio che si pervenga in tal modo a un testo ampiamente condiviso. Ribadisce quindi che il metodo di lavoro sul quale dovrebbero convergere tutti, Parlamento e Governo, è quello di collaborare per una rapida approvazione del disegno di legge, anche con modifiche, a patto che non siano stravolgenti, provvedendo al contempo a definire un percorso certo di approvazione anche presso la Camera dei deputati.

 

Il presidente  FERRARA  ricorda in generale che il lavoro svolto dal relatore in fase di predisposizione degli emendamenti per la ricerca e l'individuazione di soluzioni ampiamente condivise, deve tuttavia tener conto dell'orientamento assunto dalla maggioranza politica della Commissione, precisando che la Presidenza deve essere considerata interprete e garante di tale orientamento, anche in sede di attribuzione ed eventuale revoca dell'incarico di relatore.

 

Il senatore  CONTI (PdL) osserva, a nome della propria parte politica, che il tenore del dibattito svolto nell'odierna seduta non deve assolutamente accreditare l'idea di una forte contrapposizione interna alla Commissione per quanto riguarda il sostegno al disegno di legge e, più in generale, a una politica a favore del riequilibrio di genere. Si tratta infatti di un impegno che non può essere rivendicato unicamente  dai Gruppi dell'opposizione, ma che caratterizza anche l'operato del Governo e della propria parte politica.

Prosegue pertanto osservando che, a suo parere, non vi sono ostacoli a che si giunga all'elaborazione di una soluzione ampiamente condivisa, considerando che ormai sembrano maturate le condizioni politiche e sociali per una vera parità di genere. Inoltre non si può assolutamente sostenere che il Governo e la maggioranza intendano cedere alle pressioni e alle sollecitazioni provenienti da gruppi di potere. Al contrario è comune ed evidente l'impegno ad accelerare l'approvazione del disegno di legge, non ignorando però l'esigenza che il suo contenuto sia ulteriormente perfezionato nell'interesse generale del Paese. In tal senso il testo licenziato dalla Camera dei deputati non deve essere considerato come un dato immodificabile.

Occorre pertanto che anche i Gruppi dell'opposizione diano pienamente prova della loro disponibilità a collaborare con la maggioranza per elaborare un testo condiviso, trattandosi di un obiettivo a cui la propria parte politica non intende certo rinunciare.

 

Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.