- (Tabb. 1 e 1-bis)Stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 (limitatamente alle parti di competenza)
- (Tabb. 2 e 2-bis)Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 (limitatamente alle parti di competenza)
(2464) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2011), approvato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta pomeridiana di ieri.
Il presidente AZZOLLINI, dopo aver ricordato che ieri erano stati esaminati e respinti tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 1, commi da 1 a 34, del disegno di legge di stabilità, avverte che si passa all'espressione dei pareri del relatore e del Governo sugli emendamenti riferiti ai commi 35 e seguenti del medesimo articolo.
Il relatore TANCREDI (PdL) esprime parere contrario su tutte le proposte emendative. Si sofferma tuttavia su talune tematiche emerse nel corso della discussione generale e dell'illustrazione degli emendamenti. Sulla materia della destinazione degli introiti del 5 per mille, si dichiara disponibile a valutare l'accoglimento di un ordine del giorno condiviso. Quanto alle proposte provenienti da parte dell'opposizione in tema di liberalizzazione dei settori del gas, dell'energia e farmaceutico, ne condivide il rilievo ritenendo tuttavia la congiuntura economica attuale inidonea ad affrontare il problema. Rispetto alle agevolazioni fiscali per il miglioramento energetico degli edifici, ritiene che il testo del disegno di legge così come approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati costituisca una misura sufficiente. Le medesime considerazioni ritiene valgano in materia di rivalutazione dei terreni agricoli e in tema di revisione del patto di stabilità interno, che risultano in linea con gli interventi già posti in essere con il decreto-legge n. 78 del 2010.
Il sottosegretario CASERO esprime parere conforme a quello del relatore. Ritiene peraltro che talune tematiche affrontate dagli emendamenti potrebbero essere opportunamente trasfuse in ordini del giorno, rispetto ai quali il Governo potrebbe esprimere una valutazione positiva. Si riserva di fornire i ragguagli richiesti, nella seduta di ieri dal senatore Morando, sul testo del disegno di legge di stabilità nel corso del prosieguo dei lavori. Per quanto concerne le principali problematiche affrontate nel corso del dibattito, si sofferma anzitutto sull'utilizzo delle risorse rinvenienti dal 5 per mille. In proposito, ricorda la genesi dell'istituto quale strumento aggiuntivo e per finanziare la sussidiarietà nell'offerta di servizi collettivi da parte del terzo settore, onde apprestare un sostegno ulteriore ai canali associativo e del volontariato. Al dissenso espresso dal senatore LUSI (PD), replica che la finalità originaria di tale strumento è certamente quella di associarsi alla presenza pubblica, al di là delle connotazioni ulteriori che possono essersi aggiunte nel tempo. Manifesta infine la disponibilità del Governo ad una verifica sulle tematiche richiamate dal senatore Morando che attengono alla ridefinizione degli uffici pubblici decentrati, anche dal punto di vista delle dotazioni organiche, nonché all'intervento straordinario di riduzione del debito attraverso una società veicolo, a condizione che l'operazione non determini un effetto negativo sul deficit che si determinerebbe se la società veicolo venisse inclusa nel settore della pubblica amministrazione. In tema di rendite finanziarie, fa presente che un eventuale aumento della tassazione onde consentire una corrispondente diminuzione dell'imposizione sul lavoro, dovrebbe essere inserito in un omogeneo contesto da definirsi nelle sedi europee. Al rilievo del senatore MORANDO (PD) per cui numerosi altri paesi comunitari presentano una tassazione diversa, ribadisce l'esigenza di una legislazione uniforme a livello di Unione europea. Rispetto alle ipotesi delineate di introduzione del quoziente familiare e di no tax area, ritiene che esse potrebbero trovare spazio solo nell'ambito di una ristrutturazione complessiva del sistema fiscale, accompagnata da una forte azione di recupero dell'evasione fiscale.
Il PRESIDENTE, richiamata l'inammissibilità degli emendamenti 1,147, 1.148 e 1.149, avverte che si passa alla votazione degli emendamenti a partire dalla proposta 1.150, (pubblicato in allegato al resoconto di lunedì scorso).
Con separate votazioni sono respinti gli emendamenti da 1.150 a 1.152.
Interviene quindi il senatore LEGNINI (PD) per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.154. La proposta tende al rifinanziamento del Fondo per le non autosufficienze, al fine di rinvenire risorse per la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni e delle funzioni fondamentali degli enti locali. Si tratta di un tema fondamentale soprattutto alla luce della prospettata attuazione del federalismo fiscale.
Le senatrici CARLONI e GHEDINI aggiungono la propria firma all'emendamento 1.154.
Previa verifica del numero legale per deliberare, su richiesta del senatore LEGNINI (PD), posto ai voti, l'emendamento 1.154 viene respinto.
Ha quindi la parola il senatore MORANDO (PD), per richiamare le considerazioni svolte dal rappresentante del Governo in sede di espressione del parere sul tema affrontato dal comma 39 dell'articolo 1. Esprime perplessità sui profili di copertura finanziaria della disposizione, per quanto attiene alla destinazione delle risorse assegnate ai patronati, che ritiene siano state già utilizzate dal decreto-legge n. 78 del 2010. In ogni caso, ove permanesse l'eliminazione della contribuzione aggiuntiva, si porrebbero problemi di copertura a partire dall'anno 2014.
Il senatore DE ANGELIS (FLI) condivide la rilevanza del tema testé affrontato dal senatore Morando sul finanziamento al terzo settore e auspica che il Governo tratti la tematica nel preannunciato provvedimento d'urgenza da adottare entro fine anno.
Il sottosegretario VIALE fa presente che la problematica è stata oggetto di un ordine del giorno adottato nel corso della prima lettura e che un'analoga iniziativa potrebbe essere assunta anche presso il Senato.
Il senatore DE ANGELIS (FLI) condivide l'ipotesi di un indirizzo al Governo contenuto in un ordine del giorno e il PRESIDENTE ricorda che nella seduta pomeridiana verranno esaminati congiuntamente tutti gli ordini del giorno già presentati.
Posto ai voti, l'emendamento 1.155 viene respinto.
Il senatore MORANDO (PD) interviene incidentalmente sulla disposizione di cui al comma 40 dell'articolo 1, recante il rifinanziamento del Fondo per le spese indifferibili e urgenti. Fa presente che detto Fondo viene in realtà utilizzato per le finalità più eterogenee e che i relativi effetti sui saldi finanziari dovrebbero essere valutati con attenzione. Ribadisce l'esigenza di acquisire, prima della fine dei lavori della Commissione, i chiarimenti dal Governo richiesti nella scorsa seduta.
Con separate votazioni vengono quindi respinti gli emendamenti da 1.156 a 1.162.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) interviene per sollecitare l'approvazione dell'emendamento 1.163, in materia di recupero della quota del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, auspicando altresì l'eventuale approvazione di un ordine del giorno che dia concreta attuazione a detta sollecitazione.
Con separate votazioni sono respinti gli emendamenti 1.163 e 1.164.
Il senatore LATRONICO (PdL), preso atto dei chiarimenti forniti dal rappresentante del Governo in sede di espressione dei pareri, nonché in vista dell'esame di un ordine del giorno in materia, ritira l'emendamento 1.165.
Con separate votazioni sono respinti gli emendamenti da 1.166 a 1.171.
Il senatore MORANDO (PD) interviene incidentalmente sulla materia affrontata dal comma 42 dell'articolo 1. Evidenzia il pericolo che tale norma sia viziata da illegittimità e nel merito ritiene che la materia del riconoscimento di un credito di imposta per favorire le aggregazioni tra liberi professionisti dovrebbe essere oggetto di un'attenta valutazione onde favorire la modernizzazione di detti settori. Anche in questo caso, ricorda che occorre acquisire le risposte del Governo alla richiesta di chiarimenti avanzata nell'ultima seduta.
Il PRESIDENTE ricorda l'inammissibilità dell'emendamento 1.172.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) interviene poi per sollecitare l'approvazione dell'emendamento 1.173, di cui è prima firmataria. La proposta affronta il tema dei contributi previdenziali agricoli, che rappresenta un problema di fondamentale importanza per il Mezzogiorno d'Italia e rischia di creare gravi problemi di sicurezza e ordine pubblico.
Con separate votazioni vengono quindi respinti gli emendamenti da 1.173 a 1.182.
Il senatore MORANDO (PD) interviene incidentalmente in relazione al comma 47 dell'articolo 1. La disposizione tratta il tema della detassazione dei premi di produttività. Chiede che il Governo fornisca chiarimenti in merito all'efficacia della misura volta a favorire la contrattazione di secondo livello, stante l'onerosità per il bilancio pubblico. Reputa pertanto indispensabile una sollecita precisazione sulla prospettiva di una riforma contrattuale finalizzata ad aumentare la produttività del lavoro e sull'estensione o meno della misura in discorso al personale della pubblica amministrazione che opera nel comparto della pubblica sicurezza.
Posto ai voti, viene quindi respinto l'emendamento 1.183.
Il senatore MORANDO (PD) interviene poi per sollecitare l'approvazione dell'emendamento 1.184. L'emendamento si inquadra nell'ambito della tendenza ormai inevitabile in sede di Unione europea alla fissazione di parametri di stabilità rigorosi sulla finanza pubblica. Ciò sollecita ciascun partner comunitario ad un incremento della capacità competitiva da perseguire tramite la liberalizzazione del mercato interno e comune. La proposta interviene, tra l'altro, pertanto sul settore del gas in Italia e sulla relativa rete di distribuzione. Ricorda, infatti, che la prospettata separazione proprietaria della rete di distribuzione non è mai stata in concreto attuata, mantenendo una situazione di sostanziale monopolio che beneficia solo apparentemente di conti pubblici e che non si traduce in un vantaggio competitivo per le imprese e per i cittadini.
Previa verifica del numero legale su richiesta del senatore MORANDO(PD), posto ai voti, l'emendamento 1.184 viene respinto.
Interviene quindi per sollecitare l'approvazione dell'emendamento 1.185 a propria firma il senatore MERCATALI (PD). Fa presente che l'attuale tenore del comma 48 dell'articolo 1, in materia di sostegno all'approvvigionamento energetico degli edifici, possa tornare a favorire la mancata denuncia delle operazioni di ristrutturazione. Al contrario, il ricorso al sistema del credito d'imposta in 5 anni consentirebbe il mantenimento di un circolo virtuoso tra piccole imprese di ristrutturazione e cittadini.
Previa verifica del numero legale su richiesta del senatore MERCATALI (PD), posto ai voti, l'emendamento 1.185 viene respinto.
Con successive votazioni sono altresì respinti gli emendamenti da 1.186 a 1.187.
Interviene quindi il senatore MORANDO (PD) per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.189. Fa presente che il comma 49 dell'articolo 1 reca il rifinanziamento per cinque mesi dell'abolizione dei ticket sanitari sulla diagnostica e la specialistica. Reputa indispensabile che il Governo chiarisca se allo scadere di detto periodo vi sia l'intenzione o meno di reintrodurre detta tassa. Ove la risposta fosse negativa, occorrerebbe individuare la copertura finanziaria dell'ulteriore proroga.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) sollecita a sua volta l'approvazione dell'emendamento 1.189 e chiede la verifica del numero legale sulla votazione.
Presente il prescritto numero di senatori, l'emendamento 1.189 viene respinto.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) interviene poi per dichiarazione di voto favorevole sulle proposte emendative da 1.190 a 1.205 a propria firma. Tali emendamenti affrontano con differenti sfumature la tematica degli interventi a sostegno della famiglia.
Posto ai voti l'emendamento 1.190 viene respinto.
Il senatore MORANDO (PD) interviene incidentalmente sulla disposizione di cui al comma 53 dell'articolo 1, recante l'azzeramento del Fondo strategico per il paese a sostegno dell'economia reale, mutandone la destinazione, pari a 242 milioni di euro per l'anno 2011. Esprime perplessità sulla correttezza di un'operazione contabile che destina dette risorse alle spese di parte corrente e auspica pertanto un chiarimento del Governo sul punto.
Con successive votazioni sono quindi respinti gli emendamenti 1.193, 1.194 e 1.195.
Il senatore LEGNINI (PD) dichiara il proprio voto favorevole agli emendamenti 1.196 e 1.198, i quali, analogamente alle precedenti proposte 1.193, 1.194 e 1.195, si prefiggono l'obiettivo di alleggerire il carico fiscale delle famiglie numerose e di promuovere al contempo condizioni di maggiore fruizione dei servizi fondamentali, come gli asilo nido, attraverso lo strumento della detrazione fiscale.
Posti separatamente in votazione, sono respinti gli emendamenti dall'1.196 all'1.208.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) raccomanda l'accoglimento dell'emendamento 1.209, recante l'aumento della dotazione di bilancio dell'apposito fondo da istituire per accelerare la corresponsione degli interessi passivi maturati a carico dei comuni per il ritardato pagamento nei confronti dei loro fornitori. Sottolinea infatti l'importanza della questione affrontata - e segnalata in più occasione dall'ANCI - in considerazione delle sue ricadute sui livelli di patrimonializzazione e sul merito di credito delle imprese fornitrici.
Il PRESIDENTE rammenta al riguardo come nella legge di assestamento sia stata inserita una specifica dotazione finanziaria per accelerare i pagamenti degli enti locali nei confronti dei fornitori. Nel concordare con le osservazioni espresse circa la rilevanza del tema, ritiene utile che la Commissione dedichi uno specifico approfondimento ai risultati conseguiti nella gestione delle risorse disponibili, già a partire dal prossimo mese di gennaio.
Il senatore FLERES (PdL) interviene quindi per segnalare che il tema era stato già affrontato in sede di conversione del decreto-legge n. 112 del 2008, anche con particolare riferimento al problema delle imprese fornitrici dei comuni che presentavano una situazione debitoria nei confronti degli istituti di previdenza e assistenza. Tale ulteriore profilo dimostra a suo parere come la materia in questione sia molto più ampia e complessa rispetto all'adozione di misure di accelerazione del pagamento degli interessi passivi.
Il senatore MORANDO (PD) intervenendo in relazione al tema dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione, ricorda come fosse stata avanzata, nell'ambito di approfondite analisi di carattere tecnico, la proposta di coinvolgere la Cassa depositi e prestiti, in ragione del suo ruolo di soggetto autorizzato a erogare finanziamenti agli enti locali. Pertanto, avvalendosi di tale specifica funzione attribuita all'organismo, sarebbe a suo parere da approfondire l'ipotesi dell'anticipazione da parte della Cassa depositi e prestiti agli enti locali delle somme dovute alle imprese fornitrici, anche nell'ambito di un prestito o finanziamento in favore dell'ente interessato. Le risorse necessarie potrebbero essere ottenute utilizzando le dotazioni di bilancio già previste dal disegno di legge di stabilità per l'anno 2011 al comma 59 dell'articolo 1: sarebbe ovviamente necessario rendere stabile tale meccanismo stanziando le relative risorse su base annua e consentendone l'utilizzo da parte della Cassa depositi e prestiti. Ribadisce infatti l'importanza di individuare un meccanismo di accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione anche in considerazione di quanto prevede la normativa comunitaria - destinata a essere recepita nell'ordinamento interno - in base alla quale il termine per l'effettuazione dei pagamenti è di 60 giorni. Evidenzia infine che i mancati pagamenti della pubblica amministrazione, creando problemi di liquidità alle imprese, finiscono anche per determinare condizioni ideali per la penetrazione della malavita organizzata nei settori nevralgici del tessuto economico.
Il senatore Massimo GARAVAGLIA (LNP) fa presente che l'importo della dotazione finanziaria prevista per il 2011 corrisponde a quello stanziato dalla regione Lombardia nel proprio bilancio di previsione per lo stesso scopo. Segnala l'opportunità di non prevedere meccanismi automatici dello sconto del credito su presentazione della fattura, dal momento che sarebbe preferibile differenziare tra le varie cause del mancato pagamento da parte del comune, a seconda che si tratti di mancanza di liquidità ovvero della necessità di rispettare i parametri del patto di stabilità interno.
Interviene quindi il senatore DE ANGELIS (FLI), a giudizio del quale l'ipotesi dell'anticipazione del pagamento da parte della Cassa depositi e prestiti, in quanto configurerebbe un meccanismo di automatica erogazione delle somme dovute, andrebbe vagliata con grande attenzione, considerato che il problema dei ritardati pagamenti da parte degli enti locali deriva anche dalla perdurante presenza di una situazione di deficit, soprattutto in alcuni settori come quello sanitario. D'altronde sarebbe anche estremamente complesso pretendere che la Cassa depositi e prestiti, nell'esaminare l'opportunità di anticipare il pagamento, procedesse a una valutazione del singolo caso ad essa sottoposto. Condivide comunque l'urgenza di risolvere il problema per evitare ulteriori danni al tessuto economico.
Il PRESIDENTE sottolinea che comunque le banche sono già in possesso degli strumenti per valutare l'opportunità, nel singolo caso, di scontare il credito presentato da parte delle imprese. Tuttavia, se non si ricorre a tale soluzione, ciò dipende soltanto dalla considerazione che l'effettivo incasso della somma dovuta potrebbe risultare piuttosto lontano nel tempo.
Il senatore LEGNINI (PD), in relazione alla proposta di compiere un'analisi approfondita sul tema, reputa opportuno valutare anche la praticabilità dell'intervento della Cassa depositi e prestiti dal punto di vista tecnico-contabile. Infatti, pur nella consapevolezza che tale organismo ha a sua disposizione una consistente liquidità economica, che potrebbe essere utilizzata in favore degli enti locali, occorre tenere presente che le somme connesse alla raccolta del risparmio postale affluiscono all'entrata della Tesoreria dello Stato. Pertanto la loro eventuale utilizzazione per anticipare i pagamenti degli enti locali comporterebbe effetti finanziari in termini di cassa, con la necessità di coprire i relativi oneri. In secondo luogo, l'oratore avanza alcune perplessità circa la possibilità di utilizzare una massa monetaria connessa con il risparmio postale per finalità diverse dalla sua eventuale restituzione ai correntisti e ai depositanti.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) segnala anche l'opportunità di verificare se e in quale misura l'eventuale anticipazione dei pagamenti potrebbe comportare effetti negativi sui livelli di indebitamento del singolo ente locale.
Il PRESIDENTE assicura che la Commissione approfondirà anche i profili testé evidenziati.
La Commissione respinge quindi, in esito a distinte e separate votazioni, gli emendamenti dall'1.209 all'1.222.
Il senatore MORANDO (PD) interviene incidentalmente per rivolgere quindi al rappresentante del Governo una richiesta di chiarimento in relazione alla stima di previsione delle entrate derivanti dall'irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie in materia di giochi, di cui ai commi 65 e seguenti dell'articolo 1.
Posto in votazione, risulta respinto l'emendamento 1.225.
Il senatore MERCATALI (PD) raccomanda l'accoglimento dell'emendamento 1.226, che risponde all'esigenza di predisporre un piano di riforma strutturale degli interventi per la prevenzione del dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza dei territori maggiormente a rischio. Sarebbe a suo parere fondamentale prevedere un meccanismo di finanziamento su base annua di tali interventi, anche in considerazione delle gravi ricadute che i recenti episodi di dissesto idrogeologico hanno provocato a danno delle popolazioni residenti e dei settori produttivi.
Posti separatamente in votazione, risultano respinti gli emendamenti dall'1.226 all'1.229.
Il senatore ESPOSITO (PdL) fa proprio e ritira l'emendamento 1.230, preannunciando la presentazione di un ordine del giorno vertente sulla stessa materia.
La Commissione respinge successivamente gli emendamenti 1.231 e 1.232.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 1.233, diretto ad ampliare il termine per l'esecutività dell'avviso di accertamento inviato dall'Agenzia delle entrate. Reputa infatti eccessivamente ristretto il termine di 60 giorni attualmente previsto, che non consente il tempestivo accesso alla tutela cautelare da parte del contribuente, considerato il carico di lavoro gravante sugli organi della giustizia tributaria. Pertanto il contribuente interessato è posto nella condizione di dover comunque adempiere all'obbligazione tributaria, anche se eventualmente non fondata, per poi impugnare solo successivamente l'atto di accertamento inviato dall'Agenzia delle entrate.
Posti separatamente ai voti, risultano quindi respinti gli emendamenti dall'1.233 all'1.251.
Il senatore LEGNINI (PD) dichiara il voto favorevole all'emendamento 1.252, che interviene per allentare i vincoli del patto di stabilità in favore degli enti locali, che si trovano in una situazione di crescente difficoltà dal punto di vista finanziario. Sottolinea che la proposta non comporta uno stravolgimento dell'impianto previsto e che essa risponde alle sollecitazioni provenienti dal mondo delle autonomie territoriali. L'emendamento contiene inoltre una serie di misure finalizzate a delineare con maggiore precisione la cornice normativa nell'ambito della quale il patto di stabilità può essere rielaborato o modificato. Ritiene infatti urgente procedere all'individuazione di un regime normativo stabile in grado di garantire maggiore solidità alla finanza locale, prima di procedere alla definitiva attuazione del federalismo fiscale, che ne ridisegnerà i contorni e le caratteristiche. In caso di mancato accoglimento dell'emendamento in questione, preannuncia la presentazione di un ordine del giorno per la discussione in Assemblea.
Il senatore MORANDO (PD), dopo aver dichiarato il proprio voto favorevole all'emendamento 1.252, rivolge al rappresentante del Governo una richiesta di chiarimento per quanto riguarda le modalità di previsione e contabilizzazione degli avanzi di gestione nei bilanci comunali, anche tenuto conto degli elementi di valutazione contenuti nella relazione tecnica sugli effetti finanziari delle disposizioni contenute nei commi da 87 a 124 dell'articolo 1. Nella quantificazione di tali poste contabili si prospetta a suo parere il rischio di una violazione delle regole di contabilità pubblica.
La Commissione respinge poi l'emendamento 1.252.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) raccomanda l'accoglimento degli emendamenti 1.254, 1.258, 1.259, 1.260 e 1.261, che intervengono per razionalizzare il complesso delle deroghe che il disegno di legge di stabilità dispone con riferimento alla disciplina del patto di stabilità, in favore di singoli enti locali e sulla base di motivazioni dal differente tenore. Al contrario il complesso degli emendamenti richiamati intende escludere dal campo di applicazione del patto alcuni interventi di grande importanza, come le spese connesse con l'adempimento di impegni internazionali, con la realizzazione di opere di carattere strategico o il completamento di opere pubbliche cofinanziate dal CIPE. Si propone inoltre di non considerare ai fini del rispetto dei vincoli del bilancio previsti anche le spese per opere e interventi nell'edilizia scolastica e nel settore della messa in sicurezza del territorio, oltre a autorizzare anche i pagamenti in conto capitale in favore degli enti locali virtuosi e sulla base dei limiti e dei criteri stabiliti dal Consiglio delle autonomie locali.
Posti distintamente in votazione, risultano respinti gli emendamenti dall'1.254 all'1.261.
Il senatore VACCARI (LNP) dichiara di ritirare gli emendamenti 1.263, 1.264, 1.269 e 1.299.
La Commissione respinge successivamente gli emendamenti dall'1.265 all'1.273.
Il senatore MASCITELLI (IdV) raccomanda l'accoglimento degli emendamenti 1.274 e 1.275 che intervengono sulla disciplina del patto di stabilità interno per introdurre una serie di deroghe di grande rilevanza sociale. In primo luogo si propone di escludere dal computo delle spese soggette ai vincoli di bilancio quelle sostenute per interventi relativi all'edilizia scolastica e al risparmio ed efficientamento energetico. A suo parere riveste particolare importanza il consolidamento dell'edilizia scolastica considerato che gli specifici studi compiuti presentano una situazione di elevato rischio in alcuni territori già colpiti da eventi sismici di particolare gravità. Ciò riguarda in particolare il territorio della provincia dell'Aquila in ordine al quale occorre un serio impegno volto a garantire la sicurezza degli edifici scolastici per prevenire situazioni di pericolo che potrebbero avere esiti particolarmente drammatici. L'emendamento 1.274 delinea altresì un nuovo assetto per le deroghe già previste in favore del comune dell'Aquila e di quelli compresi nell'area del cratere, nel presupposto che le misure contenute nel disegno di legge di stabilità risultano totalmente inefficaci soprattutto perché non consentono l'effettivo completamento delle opere già autorizzate. Sottolinea poi che fine precipuo dell'emendamento 1.275 è l'eliminazione delle sanzioni previste dal decreto-legge n. 78 del 2010 in caso di mancata osservanza del patto di stabilità, considerato che esse risultano particolarmente penalizzanti. La proposta amplia inoltre anche la facoltà di utilizzo in deroga delle entrate derivanti dal rilascio delle concessioni edilizie. Ribadisce conclusivamente la rilevanza di procedere a una profonda revisione del patto di stabilità interno, come auspicato dall'ANCI, al fine di fornire al mondo delle autonomie locali un quadro normativo certo e dotato di stabilità, in modo da consentire una corretta programmazione economico-finanziaria. Tale preoccupazione è stata avvertita anche dal relatore di maggioranza che ha assicurato la proprio disponibilità a presentare un ordine del giorno per la discussione in Assemblea, contenente l'impegno per il Governo a procedere in tal senso.
Il senatore MORANDO (PD), dopo aver preannunciato il proprio voto favorevole agli emendamenti 1.274 e 1.275, sottolinea che con l'elaborazione della manovra finanziaria il governo ha perso un'importante occasione per procedere a una riforma organica del patto di stabilità sulla base di una maggiore flessibilità dei vincoli previsti in relazione alle spese in conto capitale. Giudica senz'altro con favore la disponibilità del relatore di maggioranza a presentare un ordine del giorno largamente condiviso dalle forze politiche, ma ribadisce che sarebbe stato preferibile utilizzare uno strumento normativo.
Evidenzia che un possibile meccanismo di regolamentazione flessibile delle spese in conto capitale dei comuni potrebbe consistere nel riconoscere a tali enti la facoltà o il diritto di scambiarsi il rispettivo indebitamento, entro i limiti complessivi stabiliti dal patto di stabilità per la regione di appartenenza e nell'ambito di un piano finanziario stabilito dalla regione stessa. Tale sistema potrebbe eliminare le rigidità attualmente presenti e consentire ai comuni di programmare con cadenza annuale le proprie spese per investimenti. Non disconosce che si tratta di un meccanismo di particolare complessità e che ha per di più incontrato anche la contrarietà di alcuni settori del mondo delle autonomie, ma esso rappresenta comunque la base da cui partire per affrontare la riforma del patto di stabilità.
In relazione alla prevenzione del rischio idrogeologico, oggetto di diversi emendamenti, occorre a suo parere individuare uno strumento in grado di alleggerire gli oneri a carico dello Stato, considerato il vincolo dei saldi di bilancio. La possibile soluzione potrebbe consistere nell'introduzione di una copertura assicurativa di carattere obbligatorio, con riferimento a una quota del rischio di danno a cose e persone.
In esito a distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti dall'1.274 all'1.284; l'emendamento 1.277 è stato ritirato dal proponente e le proposte 1.278 e 1.279 non sono poste in votazione in quanto dichiarate inammissibili.
Il senatore CABRAS (PD) raccomanda l'accoglimento dell'emendamento 1.285 (testo 2) (pubblicato in allegato al resoconto della seduta pomeridiana di ieri) finalizzato a incrementare le dotazioni di bilancio del programma di spesa relativo alla cooperazione allo sviluppo, con particolare riferimento agli stanziamenti aggiuntivi per l'aiuto pubblico a favore dei paesi in via di sviluppo. Lamenta infatti l'esiguità delle risorse messe in campo dall'esecutivo a tal fine, che risultano di gran lunga inferiori all'importo che avrebbe dovuto essere stanziato in base all'impegno che l'Italia ha assunto in diversi consessi internazionali. Giudica quindi fondamentale incrementare l'impegno finanziario dell'Italia su tale fronte anche alla luce della circostanza che l'intero sistema produttivo nazionale potrebbe trarre benefici dal rafforzamento del settore degli investimenti a favore dei paesi in via di sviluppo.
Con separate e distinte votazioni la Commissione respinge gli emendamenti dall'1.285 (testo 2) all'1-Tab.E.1.
Il PRESIDENTE, dal momento che è stato terminato l'esame degli emendamenti al disegno di legge di stabilità e alle annesse tabelle, preannuncia che l'odierna seduta pomeridiana sarà dedicata all'esame degli ordini del giorno già presentati.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.