Al contrario sarebbe stata necessaria l'adozione di una politica di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale nazionale, tra i più importanti al mondo, e di incentivazione economica del turismo, che rappresenta un settore in costante espansione. E' quindi di segno radicalmente opposto l'orientamento adottato dal Governo che, con il depauperamento del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), ostacola e danneggia la programmazione ordinaria delle attività culturali dei teatri e degli enti lirici, dando inevitabilmente luogo alle vibranti forme di protesta dei rappresentanti del settore.
Con l'emendamento 1.76 si prevede, invece, in primo luogo la proroga fino al 2013 degli incentivi fiscali per il cinema e si introducono misure di sostegno in favore degli istituti di cultura, oltre alla parziale reintegrazione della dotazione finanziaria del FUS. Sottolinea come la copertura degli oneri previsti sia ottenuta attraverso un articolato piano di riorganizzazione delle strutture periferiche del Governo, con l'accorpamento degli uffici ritenuti superflui. Si tratta di un tema cruciale in ordine al quale la sua parte politica è disponibile a un ampio confronto al fine di trovare soluzioni maggiormente condivise. Infatti l'avvio di un percorso di razionalizzazione degli uffici territoriali del Governo potrebbe comportare rilevanti risparmi di spesa, dando al contempo ai cittadini prova dell'attenzione della classe politica ai reali problemi del Paese, anche nell'ottica di una corretta attuazione del federalismo fiscale.