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Legislatura 16ª - 5ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 446 del 30/11/2010


         Il senatore  MERCATALI (PD) illustra quindi l'emendamento 1.76, che intende porre rimedio alla politica dei tagli indiscriminati che il Governo ha adottato con riferimento al settore dei beni culturali e dello spettacolo, adducendo la necessità del contenimento della spesa e della messa in sicurezza dei conti pubblici. Si tratta certamente di una risposta all'emergere della crisi economica internazionale e alla persistente fragilità dei conti pubblici, ma, anche preso atto di tali motivazioni, non appare assolutamente giustificata la marcata sottrazione di risorse disposta a carico di settori nevralgici dell'economia e della cultura italiana.

            Al contrario sarebbe stata necessaria l'adozione di una politica di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale nazionale, tra i più importanti al mondo, e di incentivazione economica del turismo, che rappresenta un settore in costante espansione. E' quindi di segno radicalmente opposto l'orientamento adottato dal Governo che, con il depauperamento del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), ostacola e danneggia la programmazione ordinaria delle attività culturali dei teatri e degli enti lirici, dando inevitabilmente luogo alle vibranti forme di protesta dei rappresentanti del settore.

            Con l'emendamento 1.76 si prevede, invece, in primo luogo la proroga fino al 2013 degli incentivi fiscali per il cinema e si introducono misure di sostegno in favore degli istituti di cultura, oltre alla parziale reintegrazione della dotazione finanziaria del FUS. Sottolinea come la copertura degli oneri previsti sia ottenuta attraverso un articolato piano di riorganizzazione delle strutture periferiche del Governo, con l'accorpamento degli uffici ritenuti superflui. Si tratta di un tema cruciale in ordine al quale la sua parte politica è disponibile a un ampio confronto al fine di trovare soluzioni maggiormente condivise. Infatti l'avvio di un percorso di razionalizzazione degli uffici territoriali del Governo potrebbe comportare rilevanti risparmi di spesa, dando al contempo ai cittadini prova dell'attenzione della classe politica ai reali problemi del Paese, anche nell'ottica di una corretta attuazione del federalismo fiscale.