(2465 e 2465-bis) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 e relative Note di variazioni, approvato dalla Camera dei deputati
- (Tabb. 1 e 1-bis)Stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 (limitatamente alle parti di competenza)
- (Tabb. 2 e 2-bis)Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 (limitatamente alle parti di competenza)
(2464) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2011), approvato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta di ieri.
Prosegue l'illustrazione degli emendamenti riferiti ai commi da 1 a 34 dell'articolo 1 del disegno di legge n. 2464, già pubblicati in allegato al resoconto della seduta di ieri.
Il senatore LEGNINI (PD), nell'illustrare l'emendamento 1.10 finalizzato nel complesso ad introdurre misure a favore delle zone interessate dal terremoto dell'Aquila, richiama in premessa la stridente contraddittorietà tra quanto sostenuto pubblicamente da esponenti dell'Esecutivo sull'andamento dell'attività di ricostruzione rispetto a quanto denunciato dalle categorie produttive sulla lentezza e l'insufficienza di quanto finora posto in essere. Ricorda la richiesta avanzata presso la Commissione di promuovere un'indagine conoscitiva in materia e paventa che l'effettivo stato dei fatti veda un sostanziale mancato inizio dei lavori di ristrutturazione degli edifici maggiormente danneggiati, un preoccupante tasso di disoccupazione, il mancato inizio in concreto della zona franca e un'assenza di efficaci sostegni alla ripresa economica.
Nel merito, la proposta emendativa prevede un ulteriore differimento per un congruo periodo delle misure di favore fiscale per i residenti nell'area, la sospensione dei mutui, la proroga della deroga al Patto di stabilità per il comune dell'Aquila nonché interventi di sostegno economico alla provincia dell'Aquila e alla regione Abruzzo; a tale ultimo proposito, richiama la forte sollecitazione proveniente dalle categorie produttive dell'area, ove si riscontra la produttività economica più bassa d'Italia. Nel ricordare, inoltre, che la stessa Giunta regionale della regione Abruzzo ha più volte chiesto un master plan di sostegno straordinario all'economia, evidenzia infine che la copertura finanziaria di dette misure è prevista a valere sul fondo per le aree sottoutilizzate.
Il senatore LUSI (PD) interviene a sua volta per sollecitare l'approvazione dell'emendamento 1.10, richiamando le affermazioni pubblicamente espresse dal Capo del Governo sulla prevista applicazione per le zone terremotate dell'Aquila del medesimo regime fiscale a suo tempo applicato ad Umbria e Marche.
Sottolinea come già nel luglio di quest'anno lo sfasamento temporale tra la scadenza delle misure di favore fiscale e la proroga delle medesime abbia condotto alla riscossione di somme non dovute che dovranno pertanto essere rimborsate: tale situazione rischia di ripetersi anche ora, poiché a legislazione vigente la sospensione dei contributi scadrà all'inizio dell'anno 2011. Ove il Governo decidesse di intervenire con un autonomo provvedimento legislativo, questo dovrebbe intervenire entro il 31 dicembre del corrente anno.
Le medesime considerazioni ritiene valgano anche sull'urgente necessità di prorogare la deroga al Patto di stabilità per la provincia dell'Aquila.
Il senatore MORANDO (PD) illustra l'emendamento 1.11, evidenziandone l'ampia portata in termini di politica economica di medio-lungo periodo. La prima parte della proposta emendativa attiene al reperimento delle risorse per l'attuazione degli interventi di cui alla seconda parte della proposta medesima.
In particolare, si prospetta una riduzione delle spese di funzionamento per le missioni di ciascun Dicastero, un'analoga decurtazione delle spese per interventi, sia pur in misura più limitata, nonché un'analoga riduzione per la spesa per oneri comuni. Fa presente che una tale operazione opererebbe in modo maggiormente selettivo rispetto alla politica di tagli lineari sinora applicata dall'Esecutivo, che risulta incidere principalmente sulle spese non rimodulabili. L'emendamento prevede poi un limite alla crescita per ciascuna missione parametrato sull'andamento del PIL nominale.
Si sofferma quindi sulla fissazione di obiettivi di politica economica realistici e con un orizzonte temporale di lungo periodo, da attuare proprio con la legge di stabilità che consente modifiche anno per anno della legislazione vigente. I risparmi di spesa, peraltro, dovrebbero associarsi ad un rilancio della struttura e dell'attività della Commissione per la valutazione della Pubblica Amministrazione, che finora ritiene abbia dato prova di gravi difficoltà operative e di cui occorrerebbe, invece, garantire con forza l'indipendenza. Tale politica dovrebbe risultare maggiormente incisiva rispetto all'applicazione di precisi tagli, che rischiano di risultare inefficaci in un sistema, quale quello italiano, in cui la legge di bilancio, a differenza dell'esempio inglese, non esplica effetti immediatamente sostanziali.
Rispetto alle misure in concreto proposte, fa presente che esse si incentrano sulla considerazione della famiglia quale soggetto fiscale vero e proprio, colmando un ritardo della legislazione fiscale italiana che si è sinora basata esclusivamente sulla persona fisica. Secondo quanto suggerito di recente dal Forum delle famiglie, si prospetta l'individuazione di una no tax area familiare, quale primo passo verso l'obiettivo finale dell'introduzione del diverso sistema del quoziente familiare. Si tratta della fissazione di una soglia minima di reddito, parametrata sul numero dei componenti del nucleo familiare, all'interno della quale vige un'esenzione fiscale; al di sotto di tale soglia, infatti, si ritiene che una famiglia non possa vivere in condizioni dignitose e debba essere pertanto destinataria di un assegno integrativo.
Auspica l'approvazione dell'emendamento in quanto attinente una tematica sulla quale dovrebbe registrarsi un'ampia intesa tra maggioranza e opposizione.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) illustra l'emendamento 1.15 finalizzato all'innalzamento della soglia di esenzione fiscale da 5.000 a 10.000 euro per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata. Fa presente che i primi beneficiari di una tale misura sarebbero i giovani percettori di borse di studio, la cui attuale ingente decurtazione pone a rischio l'effettività del diritto alla formazione.
Il senatore MASCITELLI (IdV), nell'illustrare l'emendamento 1.19, rileva in premessa come la posizione del Gruppo dell'Italia dei Valori in materia di esame della manovra di finanza pubblica sia improntata alla proposizione di emendamenti che intervengono su specifiche tematiche tra cui, principalmente, quella del sostegno alle famiglie. L'attività emendativa, peraltro, non può che tener conto dei margini estremamente limitati di modificabilità della legge di bilancio e della legge di stabilità. Inoltre, lo stato dei conti pubblici italiani ha da ultimo destato la preoccupazione anche da parte delle Istituzioni dell'Unione europea e appare quindi estremamente probabile la prossima attuazione di un forte intervento di correzione del debito.
Con specifico riferimento all'emendamento in discorso, fa presente che esso interviene per proporre l'attuazione di interventi di emergenza a fronte del dissesto idrogeologico che interessa larga parte dell'Italia, stanti anche le drastiche misure di riduzione delle risorse destinate al Ministero dell'ambiente. La pianificazione della messa in sicurezza del territorio potrebbe avvenire destinandovi le risorse attualmente stanziate per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina; del resto, come evidenziato nelle audizioni preliminari all'esame della manovra di finanza pubblica dello scorso anno di esponenti delle categorie produttive, il rilancio economico passa non tanto dall'attuazione di grandi opere quanto dalla realizzazione di una rete di piccoli e mirati interventi di sostegno.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) richiama l'attenzione sull'emendamento 1.20 soppressivo del comma 6 dell'articolo 1, facendo presente che tale proposta va letta unitariamente all'emendamento 1.17, soppressivo del comma 5; essa tende ad eliminare dal testo della legge di stabilità 2011 le disposizioni che prevedono modifiche alle politiche per il Mezzogiorno attualmente previste. Ritiene infatti che la deroga all'utilizzo dei fondi per le aree sottoutilizzate ne stravolgerebbe il senso e le finalità.
Il senatore MORANDO (PD) si associa alle considerazioni svolte testé dalla senatrice Poli Bortone, facendo presente che i commi 5 e 6 dell'articolo 1 sono sintomatici di una scarsa chiarezza delle politiche del Governo per il Sud del Paese.
Sottolinea peraltro che l'autorizzazione di una deroga della ripartizione percentuale delle risorse per le regioni del Mezzogiorno e per le regioni del Centro-Nord disattende l'intento originario della legge e che il comma 6 potrebbe incidere sulla invarianza del saldo netto da finanziare.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) illustra poi l'emendamento 1.23, finalizzato all'estensione della programmata realizzazione della linea dell'alta velocità Napoli-Bari fino a Lecce, nonché l'emendamento 1.24 che prevede ulteriori interventi infrastrutturali per il Mezzogiorno in materia di collegamenti ferroviari e aeroportuali.
Interviene quindi il senatore MASCITELLI (IdV) per l'illustrazione congiunta degli emendamenti 1.28, 1.34 e 1.40.
Si tratta di proposte emendative che intervengono sulla materia del sostegno alle politiche familiari che hanno visto una progressiva riduzione degli stanziamenti. A fronte di tale decurtazione, l'emendamento 1.28 propone l'elevazione dei limiti di reddito per la fruizione delle detrazioni per carichi familiari; mentre l'emendamento 1.34 propone l'innalzamento del tetto per la detrazione delle spese per le famiglie a basso reddito e per l'assistenza alle persone non autosufficienti; infine, l'emendamento 1.40 interviene sui bonus familiari.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) illustra congiuntamente gli emendamenti 1.27, 1.29, 1.30 e 1.39, recanti un complesso di misure di carattere fiscale a sostegno del reddito delle famiglie, di cui la propria parte politica intende salvaguardare l'importanza in termini economici e sociali nella situazione di difficoltà in cui si è venuta a trovare l'Italia.
In particolare, con l'emendamento 1.27, le detrazioni di imposta per carichi di famiglia, attualmente previste nell'ordinamento tributario, vengono trasformate in deduzioni fiscali, con l'effetto di accrescere il reddito disponibile. L'emendamento 1.29 introduce una nuove fattispecie di detrazione fiscale concernente le spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e ristrutturazione degli immobili, la proposta 1.30 reca un complesso di interventi nel settore delle politiche sociali, mentre l'emendamento 1.39 dispone un incremento della detrazione dell'importo delle spese mediche nel caso in cui il contribuente interessato abbia almeno un figlio a carico.
Procede quindi a illustrare congiuntamente gli emendamenti 1.43, 1.44, 1.45, 1.47 e 1.48, il primo dei quali dispone una rimodulazione delle agevolazioni in campo previdenziale in favore delle imprese agricole operanti all'interno di zone montane, rimarcando come tale categoria economica sia stata progressivamente esclusa dal dibattito politico in materia di incentivi all'economia. Le proposte 1.44 e 1.45 si collocano nell'ambito delle politiche a favore delle famiglie: con il primo di tali emendamenti si introduce infatti la detraibilità delle spese inerenti i consumi dell'acqua, della corrente elettrica e del gas per i contribuenti con tre o più figli a carico mentre la proposta 1.45 incrementa l'importo massimo degli interessi passivi sui mutui immobiliari in caso di successiva nascita di figli legittimi o naturali. L'emendamento 1.47 dispone il reintegro della dotazione di bilancio del fondo per le non autosufficienze, mentre la proposta 1.48 contiene una misura di incremento del fondo per le politiche della famiglia.
Il senatore MORANDO (PD) interviene in relazione all'emendamento 1.57 concernente l'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze radio elettriche per servizi di telecomunicazione, oggetto delle disposizioni contenute nei commi da 8 a 13 dell'articolo 1. Dopo aver ribadito la destinazione impropria delle entrate derivanti da tali disposizioni (aventi carattere straordinario) a copertura di oneri di parte corrente con conseguente peggioramento del saldo relativo all'indebitamento netto strutturale, sottopone al rappresentante del Governo alcune richieste di chiarimento con riguardo al contenuto delle norme citate. In primo luogo il comma 13 stima in non meno di 2,4 miliardi di euro l'importo dei proventi derivanti dall'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze radio televisive, stabilendo altresì che le relative procedure si devono concludere in termini tali da versare gli introiti previsti all'entrata dello Stato entro il 30 settembre 2011. Sono necessari in particolari conferme circa la correttezza della stima di previsione delle entrate, che non appare suffragata da adeguati elementi giustificativi. Tale questione riveste particolare rilevanza considerato che le risorse aggiuntive che lo Stato prevede di incamerare dovranno essere destinate al finanziamento del fondo ordinario per l'università, a copertura degli oneri per l'assunzione di nuovi docenti.
Un ulteriore profilo critico risiede nella previsione che le frequenze oggetto di assegnazione devono essere liberate entro il 31 dicembre del 2012. Pone quindi l'accento sulla sfasatura temporale esistente tra il momento in cui le procedure di assegnazione dovranno essere concluse (con l'acquisizione delle relative entrate) e quello di effettiva disponibilità delle frequenze. Considerato infatti che esse risultano attualmente occupate e utilizzate dalle emittenti locali, si prospetta, da un lato, il rischio di maggiori oneri, peraltro da quantificare con esattezza, per la corresponsione delle misure compensative ai soggetti interessati; dall'altro lato, la non immediata disponibilità delle frequenze assegnate potrebbe far diminuire il valore economico dello stesso oggetto della procedura di attribuzione oltre a costituire un disincentivo a partecipare alla gara. Alcuni elementi di chiarimento dei dubbi prospettati potrebbero giungere dal confronto con i risultati di un'analoga procedura effettuata in Germania. Si deve tenere infatti conto della circostanza che si può procedere a una comparazione tra il mercato tedesco e quello italiano delle frequenze radiotelevisive e delle telecomunicazioni in banda larga, considerato che quello tedesco, per numero di potenziali utenti interessati, rappresenta quasi il doppio di quello italiano e che alla maggiore diffusione della telefonia mobile in Italia corrisponde in Germania un grado superiore di utilizzazione della rete internet. Ebbene, all'esito di tale procedura, sono state incamerate entrate per un importo inferiore (pari a 4 miliardi di euro) a quello stimato inizialmente e alla procedura di assegnazione hanno partecipato soltanto quattro soggetti. Tali circostanze rendono estremamente improbabile il fatto che in Italia si possa avere un numero superiore di soggetti partecipanti, pari addirittura al numero delle tipologie di frequenza oggetto di assegnazione.
Rimarca quindi in termini negativi come sia stata irresponsabile la scelta compiuta in precedenza dal Governo nell'assegnare a titolo gratuito alle emittenti locali i diritti d'uso delle frequenze per le trasmissioni televisive: la loro liberazione e la corresponsione delle misure compensative comportano infatti il rischio di azzerare completamente le maggiori entrate previste nel disegno di legge di stabilità, all'interno del quale si prevede peraltro che, in caso di scostamenti rispetto alla stima di previsione, si procede alla riduzione lineare delle dotazioni iscritte in bilancio nell'ambito delle emissioni di spesa di ciascun Ministero, ad eccezione del fondo ordinario per l'università e delle risorse destinate alla ricerca e al finanziamento del cinque per mille. Si tratta di una previsione assolutamente non condivisibile in quanto si incide anche su capitoli di bilancio relativi a oneri di parte corrente.
Il senatore LUSI (PD) illustra l'emendamento 1.58 diretto a reintegrare la dotazione di bilancio per l'erogazione dei contributi del cinque per mille per il 2011, nella prospettiva di porre rimedio alla scelta assunta dal Governo di procedere a una marcata riduzione delle risorse disponibili, in aperto e stridente contrasto con l'orientamento affermatosi fino al 2007 di costante incremento delle somme necessarie al funzionamento dell'istituto. Rimarca quindi la contraddittorietà dell'atteggiamento assunto dall'Esecutivo e dalla maggioranza: al sostanziale azzeramento del fondo per il cinque per mille nella versione iniziale della manovra ha poi fatto seguito la decisione di ripristinare le dotazioni sostanzialmente soppresse, anche se in una misura sensibilmente ridotta rispetto alle precedenti disposizioni legislative in materia.
A suo avviso, va assicurato il maggior funzionamento possibile al cinque per mille, poiché l'erogazione dei contributi al volontariato, lungi dal costituire una sorta di retribuzione a carico della collettività, rappresenta invece una dotazione minima, considerati i crescenti di operatività del terzo settore a fronte del minore impegno finanziario dello Stato in materia di politiche sociali.
Conclude dando conto delle misure di copertura degli oneri per il reintegro della dotazione del cinque per mille.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) illustra il proprio emendamento 1.68, che modifica il comma 9 dell'articolo 1, elevando la misura della compensazione economica in favore degli attuali assegnatari delle frequenze radiotelevisive, a valere sugli introiti della relativa procedura. Sottolinea infatti l'impatto devastante delle misure contenute nei commi dall'8 al 13 sul sistema delle emittenti locali, le quali saranno costrette a cessare la propria attività in seguito al sostanziale esproprio delle frequenze da esse utilizzate. Appare insufficiente l'entità delle misure compensative previste sia rispetto agli investimenti effettuati per il passaggio al digitale sia con riferimento alla perdita dei contributi derivanti dalle sponsorizzazioni. Esprime quindi un giudizio fortemente critico sulle disposizioni contenute nel comma 11, che attribuiscono al Ministero dello sviluppo economico un potere di regolamentazione dei diritti d'uso delle radiofrequenze senza indicare nessuna norma di principio e indirizzo, e prevedono altresì l'automatica acquisizione del diritto di disporre anche di frequenze già assegnate, senza peraltro specificare quale potrebbe essere una nuova ulteriore attribuzione.
Il senatore MERCATALI (PD) illustra quindi l'emendamento 1.76, che intende porre rimedio alla politica dei tagli indiscriminati che il Governo ha adottato con riferimento al settore dei beni culturali e dello spettacolo, adducendo la necessità del contenimento della spesa e della messa in sicurezza dei conti pubblici. Si tratta certamente di una risposta all'emergere della crisi economica internazionale e alla persistente fragilità dei conti pubblici, ma, anche preso atto di tali motivazioni, non appare assolutamente giustificata la marcata sottrazione di risorse disposta a carico di settori nevralgici dell'economia e della cultura italiana.
Al contrario sarebbe stata necessaria l'adozione di una politica di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale nazionale, tra i più importanti al mondo, e di incentivazione economica del turismo, che rappresenta un settore in costante espansione. E' quindi di segno radicalmente opposto l'orientamento adottato dal Governo che, con il depauperamento del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), ostacola e danneggia la programmazione ordinaria delle attività culturali dei teatri e degli enti lirici, dando inevitabilmente luogo alle vibranti forme di protesta dei rappresentanti del settore.
Con l'emendamento 1.76 si prevede, invece, in primo luogo la proroga fino al 2013 degli incentivi fiscali per il cinema e si introducono misure di sostegno in favore degli istituti di cultura, oltre alla parziale reintegrazione della dotazione finanziaria del FUS. Sottolinea come la copertura degli oneri previsti sia ottenuta attraverso un articolato piano di riorganizzazione delle strutture periferiche del Governo, con l'accorpamento degli uffici ritenuti superflui. Si tratta di un tema cruciale in ordine al quale la sua parte politica è disponibile a un ampio confronto al fine di trovare soluzioni maggiormente condivise. Infatti l'avvio di un percorso di razionalizzazione degli uffici territoriali del Governo potrebbe comportare rilevanti risparmi di spesa, dando al contempo ai cittadini prova dell'attenzione della classe politica ai reali problemi del Paese, anche nell'ottica di una corretta attuazione del federalismo fiscale.
Il senatore MORANDO (PD) fa proprio e illustra l'emendamento 1.99 che interviene in materia di contrasto all'evasione fiscale. In particolare, i commi dal 17 al 22 dell'articolo 1 contengono disposizioni volte al potenziamento della capacità di accertamento dell'amministrazione finanziaria e all'inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie per alcuni illeciti tributari. In tale contesto, di particolare complessità tecnica e normativa, l'emendamento in questione propone una modifica di grande ragionevolezza, proponendo di includere nell'analisi del rischio di evasione fiscale anche i dati concernenti l'adesione allo scudo fiscale da parte dei contribuenti.
La senatrice DELLA MONICA (PD) illustra il proprio emendamento 1.102, soffermandosi sulla situazione di grave crisi che sta attraversando il settore della giustizia nel suo complesso. Da un lato l'eccessiva lunghezza dei tempi del processo civile dissuade un numero crescente di imprese straniere dal compiere investimenti in Italia, mentre il cattivo funzionamento della giustizia penale, con la difficoltà di procedere all'esecuzione delle sentenze già definitive, prospetta il pericolo di una prescrizione generalizzata per numerosi reati. Emerge quindi in via primaria il problema del fabbisogno di personale del settore della giustizia, con riferimento al crescente numero di magistrati che vanno in pensione e alla mancata assunzione di unità di personale amministrativo. La situazione descritta comporta in particolare la necessità di una maggiore copertura degli uffici giudiziari di primo grado, dal momento che attualmente si assiste al trasferimento dei carichi di lavoro alla magistratura non togata, nonché degli uffici di sorveglianza. Manca inoltre nella politica governativa un piano di interventi volti a migliorare le condizioni di vivibilità all'interno degli istituti di pena: al riguardo si registrano notevoli carenze per quanto riguarda il numero degli agenti di custodia e l'impossibilità di procedere all'utilizzo delle strutture carcerarie già realizzate. Nello scenario delineato appare quindi quasi utopistico immaginare di poter procedere all'elaborazione di un vero e proprio piano per l'edilizia carceraria.
Successivamente lamenta la costante sottrazione delle risorse prodotte dallo stesso settore della giustizia, ripartite tra altri comparti di spesa, senza che l'avvenuta istituzione del fondo unico della giustizia sia stata in grado di invertire la tendenza. Pertanto, anche nell'ottica dell'autosufficienza finanziaria del settore, l'emendamento 1.102 stabilisce che, nella ripartizione delle risorse derivanti dal settore della giustizia, almeno il 60 per cento delle somme sia devoluto al Ministero competente, comprese anche le eventuali risorse residue e non ancora ripartite, relative all'anno 2009.
Conclude ribadendo la necessità di varare riforme di più ampio respiro per restituire efficienza al sistema della giustizia nel suo complesso.
Il presidente AZZOLLINI comunica che l'emendamento 1.103 è stato ritirato dai presentatori.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) illustra congiuntamente gli emendamenti 1.104 e 1.108, il primo dei quali destina maggiori risorse per far fronte agli oneri relativi all'assunzione dei professori di seconda fascia e dei ricercatori universitari. L'emendamento 1.108 dispone invece fino al 2013 la sospensione dell'applicazione delle norme concernenti il blocco del turn over nei confronti del personale delle università, per consentire lo svolgimento di nuove procedure di reclutamento di professori di seconda fascia, a fronte del prevedibile aumento del numero dei pensionamenti.
Il senatore MORANDO (PD) interviene quindi per sollecitare il rappresentante del Governo a fornire alcuni chiarimenti in merito al contenuto del comma 24, recante un'integrazione del fondo di finanziamento ordinario dell'università, nella misura di 800 milioni di euro per il 2011. In particolare occorre a suo parere indicare in base a quali criteri sarà determinata la quota parte delle predette risorse a valere sulla quale sarà approvato il piano straordinario per la chiamata di professori di seconda fascia per il periodo 2011-2016. A suo parere infatti, considerato che l'integrazione del fondo incide solo per il valore di 400 milioni di euro (pari cioè alla metà) sul saldo del fabbisogno e dell'indebitamento netto, è ragionevole presumere che essa sarà destinata, per l'intero ammontare, alla copertura degli oneri derivanti dall'assunzione dei professori di seconda fascia. Se tale interpretazione venisse confermata dal rappresentante del Governo, ne risulterebbe la sostanziale inutilità del decreto ministeriale al quale il comma 24 dell'articolo 1 affida il compito di individuare le risorse necessarie a tal fine, atteso che nei fatti l'intero importo dell'integrazione disposta risulta già vincolato.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) illustra quindi l'emendamento 1.109 che introduce un sistema di agevolazioni fiscali automatiche, nella forma del credito d'imposta, in favore delle imprese che effettuano investimenti in ricerca e innovazione. Aggiunge che proprio in ordine al sostegno del settore della ricerca e dell'innovazione l'Assemblea del Senato aveva raggiunto un consenso pressoché unanime. Auspica pertanto che anche l'emendamento in questione possa raccogliere un ampio consenso.
Il senatore MORANDO (PD) interviene quindi per svolgere alcune considerazioni in merito al contenuto del comma 25 dell'articolo 1, che attribuisce un credito d'imposta alle imprese che affidano attività di ricerca e sviluppo a università o enti pubblici di ricerca. Nel sottolineare che l'erogazione del contributo non presenta il carattere dell'automatismo, essendo previsto il limite di spesa di 100 milioni di euro per l'anno 2011, evidenzia la necessità che sia previsto un criterio di valutazione e selezione delle domande il più possibile oggettivo e che sia adottata una procedura di attribuzione e liquidazione del credito maggiormente razionale di quella introdotta con riferimento ai crediti d'imposta per gli investimenti realizzati negli anni precedenti. Esprime infatti un giudizio fortemente critico sul meccanismo del click day introdotto in quell'occasione, che comportò un rapido esaurimento del volume delle risorse disponibili. Inoltre, rammenta che le imprese interessate furono costrette a sostenere maggiori spese per l'affidamento di consulenze informatiche al fine di ottenere l'effettiva fruizione del beneficio, anziché destinare risorse all'elaborazione di progetti di ricerca e sviluppo.
Osserva quindi che la procedura descritta, caratterizzata da estrema complessità e scarsa trasparenza, ha comportato un'autentica distorsione dello strumento del credito d'imposta e deve quindi costituire un precedente da non ripetere in riferimento all'articolo 1, comma 25. Giudica infine di estrema gravità la circostanza che la norma in questione demandi a un successivo decreto ministeriale il compito di individuare le tipologie di progetti suscettibili di agevolazioni e soprattutto i soggetti beneficiari. Si tratta infatti di un atto assolutamente discrezionale che non offre garanzie di imparzialità e certezza circa i criteri di valutazione adottati.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) dà quindi conto degli emendamenti 1.110, concernente l'esonero dal pagamento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e della bolletta per la fornitura del servizio idrico in favore dei pensionati con reddito basso, e 1.111 che prevede alcuni sgravi ai fini dell'ICI in favore dei commercianti di minori dimensioni sugli immobili strumentali. Esprime quindi il convincimento che siano maturi i tempi per procedere a una revisione della disciplina dell'ICI, nell'ambito dei principi e degli obiettivi del federalismo fiscale, considerata la necessità di rafforzare l'autonomia impositiva dei comuni con l'attribuzione del potere di disciplinare le fattispecie di esonero dal pagamento del tributo.
Il senatore LATRONICO (PdL), illustrando l'emendamento 1.113, sottolinea che esso dispone una proroga del termine entro il quale possono essere completate le iniziative agevolate, in favore delle imprese turistiche aventi sede nel Mezzogiorno, di cui sia stato già autorizzato il finanziamento da parte dello Stato a valere sugli strumenti della programmazione finanziata. Ciò consentirebbe di prevenire il contenzioso con la pubblica amministrazione.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) si sofferma sull'emendamento 1.114, che si ricollega al regime di attrazione fiscale delle imprese straniere in Italia, introdotto dal decreto-legge n. 78 del 2010. In particolare, nel rispetto del principio di territorialità dell'imposta, si prevede che le Regioni in cui le imprese straniere abbiano stabilito una loro filiale, godano di una compartecipazione straordinaria, nella misura del 20 per cento, al gettito derivante dalle imposte sui redditi realizzati da tali aziende. Ritiene infatti fondamentale che i profitti percepiti all'interno di un determinato territorio, fruendo peraltro di un regime fiscale di favore, possano essere reinvestiti al suo interno anche a beneficio delle popolazioni residenti.
Illustra quindi congiuntamente gli emendamenti 1.116 e 1.117, con il primo dei quali è prevista la concessione di un credito d'imposta ai fini dell'IRES in favore delle imprese che effettuano assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato di età inferiore ai 30 anni. Un analogo incentivo, in favore dei livelli occupazionali, è previsto dall'emendamento 1.117 in favore delle aziende che effettuano assunzioni di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato.
Richiama l'attenzione infine sull'emendamento 1.118 nel quale è prevista la concessione di un credito d'imposta alle imprese che realizzano attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo, anche attraverso la collaborazione con le università e gli enti pubblici di ricerca.
Il senatore LATRONICO (PdL) illustra congiuntamente gli emendamenti 1.122 e 1.123, con i quali si prevede una differente ripartizione della dotazione del fondo di intervento per la concessione dei prestiti d'onore e l'erogazione di borse di studio, già disposta all'interno del disegno di legge di stabilità. Le proposte in questione mirano in particolare a favorire l'attività dei collegi universitari legalmente riconosciuti a livello nazionale, anche nella prospettiva di contribuire al reperimento degli alloggi da parte degli studenti universitari fuori sede.
Il senatore MORANDO (PD) fa proprio e illustra l'emendamento 1.125, con il quale si introduce un limite massimo alla retribuzione complessiva in caso di cumulo di incarichi da parte di magistrati e funzionari pubblici.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) dà quindi conto degli emendamenti 1.127 e 1.132: la prima di tali proposte esenta dalla ritenuta fiscale, limitatamente alla quota di contributi a carico dello Stato, le somme corrisposte a titolo di borsa di studio o per motivi di aggiornamento professionale, nella prospettiva di rendere maggiormente effettivo l'esercizio del diritto allo studio. Con l'emendamento 1.132, si destinano maggiori risorse al fondo sociale per l'occupazione e la formazione, una parte delle quali può essere assegnata alle singoli regioni per il potenziamento del trasporto pubblico locale.
Interviene quindi il senatore MORANDO (PD) per esprimere una serie di considerazioni in merito alle disposizioni contenute nei commi dal 29 al 39 dell'articolo 1 in materia di ammortizzatori sociali, il cui sistema necessita a suo parere di una razionale messa a punto. In primo luogo, segnala il rischio che esso possa essere socialmente iniquo, limitando le categorie di lavoratori che possono beneficiare degli ammortizzatori sociali; in secondo luogo circoscrive l'ambito di tutela economica del lavoratore alla sola conservazione del posto di lavoro con l'azienda dalla quale egli è stato assunto. In particolare giudica insufficiente tale approccio considerata la necessità di assecondare e favorire anche la mobilità del lavoratore e la sua ricollocazione professionale all'interno di aziende maggiormente competitive.
La senatrice POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) illustra l'emendamento 1.135, richiamando la questione nell'utilizzo improprio delle risorse del FAS. Dà quindi conto congiuntamente degli emendamenti dall'1.140 all'1.146 che dispongono la proroga della validità delle graduatorie degli idonei nei concorsi effettuati da alcune amministrazioni pubbliche, con l'obiettivo di favorire l'assunzione di coloro che risultano tuttora privi di un posto di lavoro.
Il presidente AZZOLLINI propone alla Commissione di dedicare l'odierna seduta pomeridiana all'espressione dei pareri da parte dei relatori e del rappresentante del Governo sugli emendamenti finora illustrati, in modo da poter procedere alla loro successiva votazione.
La Commissione concorda.
Il seguito dell'esame congiunto è quindi rinviato.