Da tutto ciò emerge un disegno di legge di bilancio debole, una decisione frammentata e molto opaca. Nemmeno il Parlamento si cimenta nella ricerca degli stimoli alla crescita e delle soluzioni ai problemi strutturali del Paese. Osserva poi che con il disegno di legge di bilancio sono effettuate rimodulazioni tra programmi appartenenti alla stessa missione o tra programmi appartenenti a missioni diverse, quale strumento per far fronte all'insostenibilità di alcuni tagli lineari introdotti con il decreto-legge n. 78 del 2010, in tal modo assicurando al Governo una discrezionalità eccessiva che rende poco significativa la decisione di bilancio adottata dal Parlamento. Inoltre, l'Esecutivo non ha fornito l'indicazione della quota modulabile e non rimodulabile per ogni missione, in tal modo riducendo il corredo informativo del bilancio stesso. I tagli indicati nella legge di bilancio risultano indiscriminati e non favoriscono la crescita e il sostegno ai settori chiave dell'economia.
Passando all'esame puntuale dell'andamento delle entrate e delle spese, fa presente che sussiste un rischio concreto di sovrastima delle entrate, aspetto questo criticato anche dalla Corte dei conti. Sul lato delle spese si riduce la spesa primaria ma aumenta l'onere del debito. Su tale profilo occorrerebbe avere chiarimenti dal Governo per fugare ogni sospetto sulla stima dell'andamento del tasso di interesse che potrebbe essere falsato per costituire una riserva di risorse da utilizzare nel corso dell'anno. Sottolinea poi l'impatto significativo di riduzione dei trasferimenti - soprattutto quelli agli enti locali - che determinano effetti negativi sul sistema economico e sui servizi, colpendo le classi più deboli e danneggiando la spesa per investimenti.
Conclude sottolineando come la riforma introdotta con la legge n. 196 del 2009 sia suscettibile di migliorare i contenuti del disegno di legge di bilancio sebbene problemi ancora irrisolti rendano il bilancio meno trasparente. Aree di opacità sono rappresentate dalla missione Fondi da ripartire nell'ambito dei quali un ruolo di particolare rilievo è rappresentato dal Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS). Particolare attenzione va posta, poi, ai tagli orizzontali al fine di verificare che la qualità della spesa non raggiunga livelli troppo bassi dovendo il controllo della spesa generare un'interazione positiva tra potere legislativo e potere esecutivo. L'analisi della spesa è un obiettivo necessario da raggiungere per garantire un cambiamento e al fine di dare al Paese la possibilità di affrontare le grandi sfide.