(2465 e 2465-bis) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 e relative Note di variazioni, approvato dalla Camera dei deputati
- (Tabb. 1 e 1-bis)Stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 (limitatamente alle parti di competenza)
- (Tabb. 2 e 2-bis)Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 (limitatamente alle parti di competenza)
(2464) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2011), approvato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Riprende l'esame congiunto sospeso nell'odierna seduta antimeridiana.
La senatrice CARLONI (PD), relatrice di minoranza per il disegno di legge di bilancio, fa presente che il bilancio di quest'anno avrebbe dovuto rappresentare un cambiamento radicale rispetto al passato. Sarebbe stato necessario conferire maggiore centralità a questo documento e corredarlo con una legge di stabilità priva di interventi eterogenei e contenente soltanto misure di risanamento dei conti pubblici. In realtà, entrambi i documenti di bilancio, hanno mancato quest'obiettivo. In parte ciò è dovuto al momento di crisi politica che ha ristretto i tempi di esame dei documenti della sessione di bilancio, dall'altro ad una "crisi delle regole" più generale. Infatti, l'approvazione del disegno di legge di stabilità da parte del Consiglio dei ministri è avvenuto prima dell'approvazione parlamentare delle risoluzioni alla decisione di finanza pubblica, in aperta violazione della legge di contabilità e finanza pubblica e del ruolo di indirizzo e controllo del Parlamento. Non sono state emanate le linee guida e non è stato garantito il raccordo tra decisione di bilancio e le fasi attuative del federalismo fiscale.
Da tutto ciò emerge un disegno di legge di bilancio debole, una decisione frammentata e molto opaca. Nemmeno il Parlamento si cimenta nella ricerca degli stimoli alla crescita e delle soluzioni ai problemi strutturali del Paese. Osserva poi che con il disegno di legge di bilancio sono effettuate rimodulazioni tra programmi appartenenti alla stessa missione o tra programmi appartenenti a missioni diverse, quale strumento per far fronte all'insostenibilità di alcuni tagli lineari introdotti con il decreto-legge n. 78 del 2010, in tal modo assicurando al Governo una discrezionalità eccessiva che rende poco significativa la decisione di bilancio adottata dal Parlamento. Inoltre, l'Esecutivo non ha fornito l'indicazione della quota modulabile e non rimodulabile per ogni missione, in tal modo riducendo il corredo informativo del bilancio stesso. I tagli indicati nella legge di bilancio risultano indiscriminati e non favoriscono la crescita e il sostegno ai settori chiave dell'economia.
Passando all'esame puntuale dell'andamento delle entrate e delle spese, fa presente che sussiste un rischio concreto di sovrastima delle entrate, aspetto questo criticato anche dalla Corte dei conti. Sul lato delle spese si riduce la spesa primaria ma aumenta l'onere del debito. Su tale profilo occorrerebbe avere chiarimenti dal Governo per fugare ogni sospetto sulla stima dell'andamento del tasso di interesse che potrebbe essere falsato per costituire una riserva di risorse da utilizzare nel corso dell'anno. Sottolinea poi l'impatto significativo di riduzione dei trasferimenti - soprattutto quelli agli enti locali - che determinano effetti negativi sul sistema economico e sui servizi, colpendo le classi più deboli e danneggiando la spesa per investimenti.
Conclude sottolineando come la riforma introdotta con la legge n. 196 del 2009 sia suscettibile di migliorare i contenuti del disegno di legge di bilancio sebbene problemi ancora irrisolti rendano il bilancio meno trasparente. Aree di opacità sono rappresentate dalla missione Fondi da ripartire nell'ambito dei quali un ruolo di particolare rilievo è rappresentato dal Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS). Particolare attenzione va posta, poi, ai tagli orizzontali al fine di verificare che la qualità della spesa non raggiunga livelli troppo bassi dovendo il controllo della spesa generare un'interazione positiva tra potere legislativo e potere esecutivo. L'analisi della spesa è un obiettivo necessario da raggiungere per garantire un cambiamento e al fine di dare al Paese la possibilità di affrontare le grandi sfide.
Il senatore GIARETTA (PD) rileva che l'attuale sessione di bilancio si dimostra inadeguata nell'ambito di un dibattito politico ancor più sconfortante. Di fronte alle sfide attuali conseguenti ad una crisi finanziaria di rara portata, la classe dirigente non è in grado di fornire risposte efficaci. Ricorda come l'Italia si sia distinta per una caduta del PIL, superiore agli altri Paesi europei, e per una ripresa più lenta, entrambi sintomi di una inadeguatezza complessiva del sistema Paese. Di fronte a questo quadro, si registra un'incapacità di trovare un 'unità di intenti tra le forze politiche per mettere in pratica le riforme strutturali: mentre su questioni marginali - quali il rientro dei cervelli in Italia - si raggiungono ampie convergenze tra le forze politiche, sulle sfide più ambiziose non si riesce a concordare su nulla. Fa presente che invece ampie convergenze si realizzano anche nel caso in cui occorra disattendere regole condivise. Cita ad esempio l'approvazione del maxi emendamento al disegno di legge di stabilità presso l'altro ramo del Parlamento, occasione nella quale tutte le forze politiche hanno convenuto di disattendere il contenuto proprio del disegno di legge di stabilità introducendo norme per lo sviluppo, in aperta violazione delle regole decise con la nuova legge di contabilità e finanza pubblica. Anche l'opposizione avrebbe dovuto richiedere in quella sede il rispetto di quelle regole al pari di quando sono in gioco le vicende personali del premier. Ne deriva un quadro nel quale la politica stessa viola le regole che si è data rappresentando così un pessimo esempio anche per la burocrazia più positiva che opera nel Paese. Peraltro, il risultato dell'approvazione del maxi emendamento non è altro che un clamoroso spot elettorale per il Governo che, pur di approfittare dell'occasione, ha coperto spese permanenti con entrate straordinarie. In materia di cassa integrazione guadagni si è quindi deciso di impiegare ulteriori risorse che, con quelle già stanziate in occasione di altri provvedimenti anticrisi, avrebbero costituito la dotazione necessaria per la riforma degli ammortizzatori sociali. Infine, per la ricerca applicata sono stati stanziati soltanto 100 milioni di euro.
Conclude rilevando che vi sono due aspetti che vanno sicuramente riconsiderati: le risorse sottratte agli enti destinatari del 5 per mille e l'asta per le frequenze del digitale terrestre. In merito al primo aspetto occorre tornare ad un maggior rispetto per la volontà dei cittadini dando certezza alla normativa vigente. Altrimenti il settore del volontariato - già oggetto di un incremento delle tariffe postali e di un taglio alla cooperazione internazionale - non potrà più operare quale pilastro di raccordo tra settore pubblico e privato per la fornitura dei servizi. Le modifiche vanno apportate in questa sede e non possono essere rinviate ad altro provvedimento. In relazione all'asta per le frequenze del digitale terrestre è irrealistica la previsione di gettito formulata dal Governo e sussiste il rischio concreto che i cittadini debbano poi pagare gli errori dell'Esecutivo subendo ulteriori tagli lineari alle politiche pubbliche. Invita i partiti della destra ad attuare finalmente le tanto proclamate politiche liberali e a portare avanti un riformismo democratico che abbia come cifra principale il cambiamento.
Il senatore FLERES (PdL), riferendosi ai rilievi svolti dal senatore Giaretta, richiama l'attenzione sul contesto del dibattito politico attualmente in atto rilevando la necessità di un confronto improntato al buon senso, che affronti le reali emergenze del Paese. Rileva al riguardo come la grave situazione economica internazionale ed europea ponga il Governo di fronte a problemi rilevanti che impongono soluzioni di non facile individuazione. Esprimendo apprezzamento per la relazione sul disegno di legge di stabilità svolta dal senatore Tancredi evidenzia come essa, pur non nascondendo la situazione di difficoltà nella quale si inserisce l'attuale manovra, tenga presente i proficui contenuti della stessa. Con riferimento alle norme introdotte nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento riconosce come possa essersi verificata una non piena applicazione dei nuovi vincoli posti dalla riforma contabile, tuttavia i criteri proposti dal Presidente della Commissione bilancio in ordine all'ammissibilità degli emendamenti della legge di stabilità e di bilancio in conformità ai vincoli posti dalla legge n. 196 del 2009 sono rigorosi. Preannuncia che la propria parte politica opterà per l'individuazione di temi da sottoporre al Governo in appositi ordini del giorno relativi alla manovra e richiama i dati contenuti dal disegno di legge di bilancio rispetto alle entrate finali e al quadro delle spese, sottolineando come il saldo netto da finanziare risulti inferiore rispetto al dato assestato relativo all'anno 2010. Risulta altresì rilevante la riduzione delle spese che contribuisce a delineare un quadro improntato al buon senso nell'adozione di misure restrittive. Pur riconoscendo come una più ampia seconda lettura in Senato della manovra economica avrebbe potuto consentire modifiche dei contenuti in tempi più congrui, è tuttavia necessario riconoscere come le attuali condizioni dell'assetto politico del Paese comportino un effetto di restrizione di tali tempi. Al riguardo sottolinea la necessità di superare l'attuale fase politica anche al fine di poter adottare ulteriori interventi che potranno rispondere alle istanze dei diversi settori del Paese. Evidenzia, comunque, il carattere significativo di quelli già previsti nell'ambito della manovra in materia di ricerca e di credito di imposta e auspica che ulteriori criticità possano essere affrontate in una fase successiva per dar seguito ad un nuovo assetto burocratico del Paese, alla riforma della giustizia, al sostegno allo sviluppo e ad interventi in materia urbanistica e ambientale. Nuove misure appaiono altresì auspicabili in materia di ricerca e valorizzazione dei talenti rispetto a quanto già operato con la manovra; è necessario altresì agire in materia di perequazione infrastrutturale e adottare interventi per la creazione di opportunità di lavoro affrontando il tema della esternalizzazione dei compiti della pubblica amministrazione attraverso una riorganizzazione più funzionale, che tenga conto anche degli sviluppo tecnologici più moderni. Richiama poi gli interventi già adottati in materia di individuazione dei fabbisogni standard nell'ambito dell'attuazione del federalismo fiscale che dovrà assumere le caratteristiche di un federalismo ragionato, idoneo a tutelare le diversità territoriali. I contenuti degli interventi sul piano della politica economica devono confrontarsi con i vincoli posti dall'Europa che avrà un ruolo crescente rispetto alle politiche economiche nazionali. Esprime, al riguardo, apprezzamento per l'attività svolta dall'Esecutivo rispetto al quadro comunitario di riforma della governance europea, riconoscendo come pur in un quadro di grandi difficoltà sul piano nazionale anche nei rapporti con i livelli di spesa locali appaia necessario proseguire nella gestione della complessità del quadro economico, improntata a misure equilibrate e di buon senso.
Il senatore Massimo GARAVAGLIA (LNP) si sofferma sull' iter di esame dei documenti di bilancio che ha subìto una evidente accelerazione presso il Senato, rilevando la complessità del quadro politico in cui la manovra si inserisce e sottolineando come l'approccio iniziale ad una legge di tipo meramente tabellare risultasse più conforme al quadro contabile. Rileva, tuttavia, come la contingenza del quadro politico abbia inciso anche sull'esame dei contenuti della manovra. Richiamando il tema del 5 per mille riconosce la necessità di adottare le opportune modifiche che potranno trovare sede nell'ambito del decreto correttivo di fine anno. In ordine ai contenuti del disegno di legge di stabilità sottolinea come la stessa appaia coerente con la manovra estiva, delineando un quadro di saldi sostanzialmente invariati. Il quadro europeo, ed in particolare il confronto in corso sulla nuova governance economica, risulta incidere significativamente sul contesto delle scelte nazionali, sottolineando l'importanza del lavoro svolto in Senato nell'ambito della discussione di tale tema che ha fatto emergere importanti profili che dovranno essere sostenuti dal Governo in sede europea. L'attuale situazione di crisi impone l'adozione di scelte di grande responsabilità che dovranno auspicabilmente essere condivise tra le diverse parti politiche. Risultano, infatti, sempre più stringenti i vincoli imposti dal quadro europeo per cui è necessario affrontare seriamente il problema delle scelte allocative operabili nel quadro di tali vincoli con un approccio di tipo bipartisan. Soffermandosi sulla nuova struttura del bilancio, evidenzia la necessità di dare conto delle scelte allocative in relazione alle diverse missioni e programmi anche in sede di copertura della legislazione di spesa dando così un quadro più leggibile delle opzioni allocative e delle decisioni adottate. Richiamando i vincoli posti dal coordinamento delle politiche di bilancio a livello europeo, ricorda come si profili ormai la previsione di elementi stringenti in ordine alle diverse tipologie di spesa, così delineando spazi di manovra più ridotti sul piano nazionale. In tale quadro è necessaria un'azione condivisa e responsabile delle diverse parti politiche che tenga conto del nuovo quadro europeo. Ricorda inoltre l'importante ruolo svolto dallo Stato in ordine alla gestione e intermediazione di una ingente quota del PIL pari a più del 50 per cento dello stesso; a tale riguardo è necessario agire sulla qualità della spesa e analizzare l'effettiva produttività dei diversi settori anche attraverso concreti ed efficaci sistemi di valutazione che consentano di individuare aree di spreco. Tale profilo può consentire all'Italia ampi margini per la realizzazione di risparmi, così come dimostrato dalle esperienze, a livello locale, di gestione dei servizi, ove una riduzione della spesa pubblica non necessariamente va interpretata in termini di riduzione del PIL bensì può comportare effetti di migliore qualità della spesa medesima. E' altresì necessario superare meccanismi improntati ai cosiddetti "tagli lineari" realizzando un sistema di verifica della qualità della spesa che consenta, pur negli attuali vincoli di bilancio, un miglioramento dei servizi. Auspica, al riguardo, che, stanti i limiti anche di tipo temporale dell'attuale sede di esame della manovra, si possa procedere in successivi provvedimenti ad avviare il necessario lavoro di programmazione, nonché di controllo improntato a tagli della spesa che possano avere effetti positivi anche in termini di sostegno alla crescita.
Il seguito dell'esame congiunto è rinviato.
La seduta termina alle ore 16,40.