- (Tabb. 10 e 10-bis)Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013
- (Tabb. 3 e 3-bis) Stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 (limitatamente alle parti di competenza)
(2464) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2011), approvato dalla Camera dei deputati
(Rapporti alla 5a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame congiunto con esiti distinti. Rapporti favorevoli sulle tabelle 10 e 10-bis e sulle tabelle 3 e 3-bis, limitatamente alle parti di competenza, e sulle parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità)
Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.
Il presidente GRILLO avverte che sono stati presentati alcuni ordini del giorno ed un emendamento, pubblicati in allegato al resoconto di seduta.
Peraltro, dichiara l'inammissibilità dell'emendamento 10.Tab.10.1-8, in quanto contrastante con il disposto dell'articolo 129, comma 3, secondo periodo, in base al quale non sono emendabili in seconda lettura, i programmi di spesa la cui dotazione sia stata modificata dall'altro ramo del Parlamento in sede di esame del disegno di legge di stabilità.
Viene quindi aperta la discussione generale congiunta sui provvedimenti in esame.
Il senatore RANUCCI (PD) chiede innanzi tutto delucidazioni sulla composizione dell'aggregato delle spese correnti allocate nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Passa poi all'esame analitico di alcuni capitoli di spesa rientranti nell'ambito della competenza di questa Commissione, rilevando che il capitolo 1543, relativo all'erogazione destinata alle Ferrovie dello Stato in merito agli obblighi tariffari e di servizio per il trasporto merci, reca uno stanziamento di 128,4 milioni di euro che appare inadeguato alle esigenze di tale settore.
Per quanto riguarda poi il capitolo 7028, recante la somma da erogare per la ricapitalizzazione della Società Fincantieri, registra come lo stanziamento di 18,1 milioni di euro appaia del tutto al di sotto delle esigenze di tale società, anche alla luce delle gravi criticità occupazionali che la caratterizzano.
Per quanto riguarda poi il capitolo 1870, recante le somme da erogare all'Anas a titolo di corrispettivi dovuti per le attività e i servizi resi e disciplinati dal contratto di programma, si registra l'azzeramento della dotazione di competenza, in seguito ad una riduzione di 308,8 milioni di euro rispetto al dato assestato 2010: dal momento che tale riduzione opera in virtù dell'applicazione del meccanismo di pedaggiamento sulle autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta di Anas, emerge il forte rischio che i pedaggi pagati dai cittadini, anziché essere impiegati per la realizzazione di investimenti, vadano a finanziare l'Anas a titolo compensativo dei minori trasferimenti statali.
Da ultimo, rileva criticamente la riduzione per 8,1 milioni di euro dello stanziamento per il programma di ricerca nel settore dei trasporti, con il conseguente rischio di penalizzazione degli investimenti infrastrutturali.
Il senatore VIMERCATI (PD) esprime innanzi tutto soddisfazione per il fatto che con il maxi emendamento al disegno di legge di stabilità approvato dalla Camera dei deputati, il Governo abbia accettato una proposta da tempo avanzata dal Gruppo del Partito Democratico e consistente nel mettere in gara le frequenze liberate dal passaggio dalla tecnica di transizione analogica a quella del digitale terrestre.
Tuttavia, gli introiti preventivati dalla gara rappresentano la copertura finanziaria del 50 per cento dell'intera manovra, contravvenendo le reiterate indicazioni della Commissione europea secondo le quali si dovrebbero destinare le risorse derivanti dall'asta delle frequenze al settore delle telecomunicazioni, con particolare riferimento all'Agenda digitale nazionale inserita nell'Agenda digitale Europa 2020. Invece, con il maxi emendamento del Governo, sono state completamente ribaltate le indicazioni europee, destinando al settore delle telecomunicazioni soltanto la parte eccedente rispetto ai preventivati introiti derivanti dalla gara.
Peraltro, le risorse pubbliche sarebbero indispensabili per apportare innovazioni tecnologiche in quelle zone cosiddette "a fallimento di mercato", in cui gli operatori privati non hanno interesse ad intervenire. A tale riguardo il Gruppo del Partito democratico ha presentato l'ordine del giorno G/2464/1/8, che impegna il Governo a destinare un terzo delle risorse ricavate dall'assegnazione dei diritti d'uso delle radio frequenze al finanziamento del piano nazionale di banda larga, in coerenza con l'Agenda digitale Europa 2020.
Altresì, ricorda che l'asta delle frequenze va ad incidere sugli spazi dello spettro occupati dalle sole televisioni locali: ferma restando la considerazione che la decisione di non penalizzare minimamente le frequenze occupate dalle televisioni nazionali è probabilmente imputabile al conflitto di interessi gravante sul Presidente del Consiglio, è comunque necessario individuare misure di compensazione per le tv locali, dal momento che ad essere oggetto della procedura di gara sono proprio le frequenze occupate dalle emittenti televisive locali. Pertanto, l'ordine del giorno G/2464/2/8 impegna il Governo a destinare - anziché il 10 per cento previsto dalla manovra in esame, che appare insufficiente - il 15 per cento del ricavato dell'asta per misure compensative a vantaggio delle emittenti radio televisive locali.
Il senatore DE TONI (IdV) rileva preliminarmente che la riduzione del 3,5 per cento del gettito tributario del primo semestre di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2010, ha finito per annullare circa un quarto dell'effetto correttivo della manovra finanziaria estiva. Peraltro, il disegno di legge di stabilità attualmente in esame, riproduce le stesse grandezze contabili del decreto-legge n. 78 del 2010, che ha finito per comportare soltanto effetti depressivi sul sistema economico.
Altresì, i tagli al trasporto pubblico locale disposti dalla manovra estiva, unitamente ad altre indiscriminate riduzioni di spesa, rischiano di penalizzare i servizi fondamentali in favore delle persone, delle famiglie e delle imprese.
In tale contesto, non si possono non rilevare le pesanti storture di un provvedimento, quale il disegno di legge di stabilità 2011, che non definisce alcun obiettivo programmatico per i prossimi anni.
Altresì, la riduzione per il 15 per cento degli stanziamenti in favore del trasporto pubblico locale, si traduce nel peggioramento dei servizi ai cittadini, unitamente all'aumento dei pedaggi e delle tariffe, con penalizzazioni particolarmente pesanti per i pendolari.
Fornisce quindi dei dati analitici sulla missione di spesa n. 14 (infrastrutture pubbliche e logistica), rilevando, per quanto riguarda il programma 14.10 (opere strategiche edilizia statale e interventi per calamità) un netto decremento della previsione di spesa per il triennio 2011-2013 rispetto al dato assestato del 2010.
Per quanto concerne poi la missione 19 (casa e assetto urbanistico), risulta inaccettabile la riduzione del 34 per cento delle previsioni 2011 rispetto al dato assestato del 2010; inoltre, appare estremamente negativa la penalizzazione del fondo nazionale di sostegno per l'accesso alle abitazioni in locazione.
In termini generali, nei programmi delle singole missioni si registra una tendenza ad un aumento indiscriminato degli oneri correnti, a scapito degli investimenti. Inoltre, è assente ogni indicazione strategica tesa a spostare il trasporto di merci e persone dalla gomma al ferro.
Dopo aver rilevato la mancanza di una seria politica per le telecomunicazioni - il cui rilancio potrebbe rappresentare un potente fattore di crescita - esprime un giudizio nettamente negativo sul disegno di legge di bilancio e sul disegno di legge di stabilità per il 2011.
Il senatore CICOLANI (PdL), pur reputando ragionevoli le considerazioni sulla esigenza di destinare maggiori risorse al trasporto pubblico locale e agli investimenti infrastrutturali, rammenta tuttavia come la stabilità dei conti pubblici rappresenti un presupposto imprescindibile per la crescita del Paese.
Pertanto, nell'esaminare i disegni di legge di bilancio e di stabilità per il 2011, non si può non encomiare l'Esecutivo per aver gestito con saggezza e lungimiranza la più grave crisi economica dal secondo dopoguerra ad oggi, conciliando il rigore finanziario con il mantenimento della coesione sociale.
Il senatore Marco FILIPPI (PD) evidenzia come, dall'esame delle tabelle allegate al disegno di legge di stabilità, emerga l'esiguità sia quantitativa che qualitativa degli stanziamenti destinati alle politiche infrastrutturali e dei trasporti.
Premesso che non è intenzione di nessuno mettere in discussione l'ineluttabilità e la gravità della crisi economica, denuncia tuttavia l'atteggiamento miope del Governo e della maggioranza, che si sono limitati ad affrontare la recessione con interventi di mero tamponamento, senza accompagnarli a misure propedeutiche allo sviluppo.
Più nel dettaglio, la riduzione per 1,2 miliardi di euro delle risorse destinate al settore del trasporto pubblico locale, già disposta nella manovra estiva, risulta fortemente iniqua, in quanto va a colpire i soggetti più deboli e i passeggeri pendolari.
Pur non rientrando nella competenza diretta di questa Commissione, denuncia poi la dissennata politica di definanziamento del "fondo contributo affitto", le cui risorse, negli ultimi dieci anni, sono scese da 335 a 33,5 milioni di euro.
Dopo aver ricordato che con la legge finanziaria 2010 le risorse per il settore infrastrutturale avevano subito una pesante decurtazione pari a 3,3 miliardi di euro, stigmatizza la riduzione , per quasi 2 miliardi, disposta dal disegno di legge di stabilità 2011 a scapito dell'edilizia sanitaria pubblica.
Dopo aver criticato il meccanismo del finanziamento delle grandi opere per lotti costruttivi, introdotto sempre dalla legge finanziaria 2010, rileva che, forse per la prima volta, il Senato si trova ad affrontare, nello spazio ristretto di un paio di settimane, un provvedimento estremamente complesso, ribadendo comunque l'impegno del proprio Gruppo a migliorare i profili già richiamati del "fondo per gli affitti" e dell'edilizia sanitaria pubblica, unitamente al reperimento di risorse per il rilancio della portualità.
Il presidente GRILLO, dopo aver ringraziato i senatori intervenuti, dichiara conclusa la discussione generale congiunta.
Il relatore per la tabella 10 e le correlate disposizioni del disegno di legge di stabilità, senatore GALLO (PdL), rammenta che il dibattito in questa Commissione ha più volte posto l'accento, stante la penuria di risorse pubbliche, sulla necessità di attrarre capitali privati per realizzare i progetti infrastrutturali necessari allo sviluppo del Paese.
Al riguardo, nel ribadire l'esigenza di attrarre capitali privati, si sofferma sul cosiddetto "piano casa" rilevando come l'edilizia privata debba essere incentivata consentendo agli imprenditori di investire e di proporre, mediante convenzioni con le regioni, canoni di locazione concordati per le fasce di utenti meno abbienti.
Sempre partendo dal presupposto imprescindibile del rigore della gestione dei conti pubblici, analizza le tematiche sottese al trasporto pubblico locale, rilevando la necessità di migliorarne i relativi servizi, anche attraverso l'apertura alla concorrenza e alla libera competizione tra operativi alternativi.
Per quanto concerne, invece, l'edilizia pubblica sanitaria, rileva la necessità di valorizzare il ruolo delle regioni, ai fini della eliminazione degli sprechi e della predisposizione di poli sanitari di eccellenza.
Dopo aver espresso apprezzamento per la prudente e lungimirante politica adottata dal Governo nella gestione della difficile congiuntura economica, conclude rammentando il carattere strategico dei fondi infrastrutturali e del cosiddetto "Piano per il Sud" di imminente approvazione, quali leve fondamentali per la ripresa economica del Paese.
Il relatore per la tabella 3 e le correlate disposizioni del disegno di legge 2011, senatore MURA (LNP) si sofferma sugli ordini del giorno a prima firma del senatore Vimercati, riguardanti, rispettivamente, la banda larga e le misure compensative per le televisioni locali.
Per quanto riguarda la banda larga, afferma la necessità di puntare sulla finanza di progetto e sul coinvolgimento di capitali privati, partendo dalla mappatura della rete esistente.
In merito, invece, alle misure compensative per le emittenti radiotelevisive locali, pur condividendo la proposta di innalzare la quota del ricavo d'asta da destinare alle predette compensazioni, giudica limitativo l'ordine del giorno G/2464/2/8, annunciando che sulla medesima questione il Gruppo della Lega Nord presenterà in Commissione bilancio un apposito emendamento volto ad affrontare la problematica in maniera più compiuta.
Il sottosegretario GIACHINO evidenzia la bontà dell'impianto complessivo dei provvedimenti in esame, rimarcando altresì la lungimiranza del Governo che, prevedendo prima di altri la drammatica congiuntura economica esplosa nell'autunno del 2008, aveva provveduto, già con la manovra estiva di quell'anno, a mettere in sicurezza i conti pubblici, permettendo al Paese di affrontare la crisi meglio degli altri principali partners europei.
Si passa quindi all'esame degli ordini del giorno presentati riguardanti le disposizioni del disegno di stabilità in materia di telecomunicazioni, che sono dati per illustrati.
Il relatore MURA (LNP) dichiara la disponibilità ad accogliere come raccomandazione l'ordine del giorno G/2464/1/8 mentre formula parere contrario, per le ragioni già esposte in sede di replica, sull'ordine del giorno G/2464/2/8.
Il sottosegretario GIACHINO esprime pareri conformi a quelli del Relatore.
Il senatore VIMERCATI (PD) insiste per la votazione dell'ordine del giorno G/2464/1/8, ritenendo estremamente grave che il Governo, nel disciplinare l'utilizzo delle risorse ricavate dall'assegnazione dei diritti d'uso delle radiofrequenze, infranga platealmente le reiterate indicazioni della Commissione europea.
Il presidente GRILLO, previa verifica del prescritto numero legale, pone in votazione l'ordine del giorno G/2464/1/8, che risulta respinto.
Con successiva votazione, la Commissione respinge l'ordine del giorno G/2464/2/8.
Pertanto, il presidente GRILLO avverte che, ai sensi dell'articolo 127, comma 2, secondo periodo, del Regolamento, i predetti ordini del giorno - come pure gli altri ordini del giorno eventualmente respinti o non accolti dal Governo - potranno essere ripresentati in Assemblea, purché sottoscritti da almeno otto senatori.
Successivamente, la Commissione approva il rapporto favorevole proposto dal relatore Mura sulle parti di competenza delle tabelle 3 e 3-bis del disegno di legge di bilancio e sulle correlate disposizioni del disegno di legge di stabilità, pubblicato in allegato al resoconto di seduta.
Conseguentemente, ai sensi dell'articolo 126, comma 6, primo periodo, del Regolamento, unitamente al rapporto favorevole testé approvato, verrà trasmesso alla Commissione bilancio anche il rapporto di minoranza, a firma del senatore De Toni, pubblicato in allegato al resoconto di seduta.
Si passa quindi all'esame degli ordini del giorno relativi alle tabelle 10 e 10-bis del disegno di legge di bilancio, recanti rispettivamente lo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la relativa nota di variazioni, che vengono dati per illustrati.
Il relatore GALLO (PdL) accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno G/2465/1/8/Tab.10, mentre esprime parere contrario su tutti i restanti ordini del giorno.
Il sottosegretario GIACHINO formula pareri conformi a quelli del Relatore.
Il senatore Marco FILIPPI (PD) insiste per la votazione dell'ordine del giorno G/2465/1/8/Tab.10.
Il presidente GRILLO, verificata la presenza del prescritto numero legale, pone in votazione l'ordine del giorno G/2465/1/8/Tab.10, che risulta respinto.
Con distinte votazioni, la Commissione respinge gli ordini del giorno G/2465/2/8/Tab.10, G/2465/3/8/Tab.10, G/2465/4/8/Tab.10 e G/2465/158/Tab.10.
La Commissione approva infine il rapporto favorevole proposto dal relatore Gallo sulle tabelle 10 e 10-bis del disegno di legge di bilancio e sulle correlate disposizioni del disegno di legge di stabilità, pubblicato in allegato al resoconto di seduta.
Conseguentemente, ai sensi dell'articolo 126, comma 6, primo periodo, del Regolamento, unitamente al rapporto favorevole testé approvato, verranno trasmessi alla Commissione bilancio anche i rapporti di minoranza, a firma del senatore De Toni e a prima firma del senatore Marco Filippi, pubblicati in allegato al resoconto di seduta.