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Legislatura 16ª - 8ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 241 del 24/11/2010


ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE

N. 2464

G/2464/1/8

VIMERCATI, VITA, MARCO FILIPPI, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, RANUCCI, SIRCANA, CARLONI, LUSI, MERCATALI

L'8a Commissione permanente del Senato,

        premesso che:

            la Commissione Europea ha lanciato nel marzo 2010 la strategia Europa 2020 con l'intento di uscire dalla crisi e di preparare l'economia della UE per le sfide del prossimo decennio;

            l'agenda digitale europea è una delle sette iniziative faro della strategia Europa 2020 e mira a stabilire il ruolo chiave delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;

            scopo dell'agenda è tracciare la strada per sfruttare al meglio il potenziale sociale ed economico delle TIC e in particolare di internet, che costituisce il supporto essenziale per le attività socioeconomiche;

            il settore delle TIC genera direttamente il 5 per cento del Pil europeo e rappresenta un valore di mercato di 660 miliardi l'anno, contribuendo alla crescita complessiva della produttività in misura del 20 per cento del Pil per ciò che concerne la produttività diretta e del 30 per cento per quanto riguarda gli investimenti generati;

            la strategia Europa 2020 ha sottolineato l'importanza della diffusione della banda larga per promuovere l'inclusione sociale e la competitività nella UE, ribadendo l'obiettivo di portare a tutti gli europei una connessione superiore ai 30 Mb/s entro il 2020, e al 50 per cento della famiglie una connessione con capacità pari ad almeno 100 Mb/s;

            una maggiore diffusione e un uso più efficace delle nuove tecnologie permettono di offrire alle Amministrazione servizi sanitari migliori, trasporti più efficienti, ambiente più pulito, nuove possibilità di comunicazione e un accesso più agevole ai servizi pubblici e ai contenuti culturali;

        considerato inoltre che,

            l'Italia presenta tassi di diffusione della banda larga tra i più bassi in Europa, e circa l'8 per cento della popolazione versa ancora in condizioni di digital divide, ovvero risiede in aree non raggiunte dai servizi di connessione a banda larga;

            le zone ancora non coperte da servizi a banda larga sono aree a fallimento di mercato, in cui gli operatori non sono incentivati ad investire per via della scarsa remuneratività dovuta agli alti costi di copertura e agli scarsi ritorni economici;

            gli investimenti nella banda larga in Italia sono in una fase di stallo, il Rapporto Caio commissionato dal Governo è rimasto sino ad ora inascoltato e il piano del Ministro dello Sviluppo Economico Romani di portare in tutte le case italiane la banda larga a 2magbit/s è stato pesantemente depotenziato dal blocco dei fondi già approvati dal Cipe;

            il maxiemendamento alla legge di stabilità 2011 all'articolo 1 comma 8 incarica l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di avviare le procedure per l'assegnazione di diritti d'uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica a banda larga, e stabilisce che tale assegnazione debba avere luogo entro il 31 dicembre 2012;

        impegna il Governo:

            a destinare un terzo delle risorse ricavate dall'asta di assegnazione dei diritti d'uso delle radiofrequenze al finanziamento del piano nazionale banda larga in coerenza con l'Agenda Digitale Europea 2020.

G/2464/2/8

VIMERCATI, RANUCCI, DONAGGIO, MARCO FILIPPI, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, SIRCANA, PAPANIA, CARLONI, LUSI, MERCATALI, FONTANA

L'8a Commissione permanente del Senato,

        Premesso che,

            il maxiemendamento alla legge di stabilità 2010 all'articolo 1, comma 8 incarica l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di avviare le procedure per l'assegnazione di diritti d'uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica a banda larga, e stabilisce che tale assegnazione debba avere luogo entro il 31 dicembre 2012;

            la liberazione dello spettro necessaria alla assegnazione delle frequenze agli operatori che forniscono servizi a banda larga mobile incide direttamente ed esclusivamente sulle frequenze utilizzate dall'emittenza televisiva locale;

            il settore dell'emittenza televisiva locale è stato oggetto di tagli ingenti negli anni passati, e ha dovuto affrontare i costi del passaggio dall'analogico al digitale riconvertendo i propri impianti di trasmissione;

            le misure a sostegno del settore previste dall'articolo 10 della legge 422 del 1993 sono state tagliate dalla finanziaria 2009 di circa 10 milioni per il 2010 e di 96 milioni per il 2011 e 66,3 milioni a decorrere dal 2012;

            il passaggio al digitale ha penalizzato le TV locali le quali, a causa della dispersione dell'audience generata dall'esponenziale aumento dei canali, hanno visto ridursi le risorse da investire in produzione e acquisto di programmi, producendo ulteriori perdite d'ascolto e di conseguenza anche minori ricavi pubblicitari;

            la crisi economica ha fortemente ridimensionato gli introiti pubblicitari dell'emittenza locale, sia degli inserzionisti locali che di quelli nazionali, e nel biennio 2009-2010 il settore ha visto un calo di fatturati pari a circa il 20 per cento.

        Premesso inoltre che,

            le emittenti locali hanno svolto e continuano a svolgere le proprie importanti funzioni di assicurare il pluralismo dell'informazione e garantire la tutela delle specialità culturali ed identitarie delle regioni e dei territori;

        impegna il Governo:

            a destinare il 15 per cento del ricavato dall'asta per misure compensative a vantaggio delle emittenti radiotelevisive locali.