ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE
N. 2464
VIMERCATI, VITA, MARCO FILIPPI, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, RANUCCI, SIRCANA, CARLONI, LUSI, MERCATALI
L'8a Commissione permanente del Senato,
premesso che:
la Commissione Europea ha lanciato nel marzo 2010 la strategia Europa 2020 con l'intento di uscire dalla crisi e di preparare l'economia della UE per le sfide del prossimo decennio;
l'agenda digitale europea è una delle sette iniziative faro della strategia Europa 2020 e mira a stabilire il ruolo chiave delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;
scopo dell'agenda è tracciare la strada per sfruttare al meglio il potenziale sociale ed economico delle TIC e in particolare di internet, che costituisce il supporto essenziale per le attività socioeconomiche;
il settore delle TIC genera direttamente il 5 per cento del Pil europeo e rappresenta un valore di mercato di 660 miliardi l'anno, contribuendo alla crescita complessiva della produttività in misura del 20 per cento del Pil per ciò che concerne la produttività diretta e del 30 per cento per quanto riguarda gli investimenti generati;
la strategia Europa 2020 ha sottolineato l'importanza della diffusione della banda larga per promuovere l'inclusione sociale e la competitività nella UE, ribadendo l'obiettivo di portare a tutti gli europei una connessione superiore ai 30 Mb/s entro il 2020, e al 50 per cento della famiglie una connessione con capacità pari ad almeno 100 Mb/s;
una maggiore diffusione e un uso più efficace delle nuove tecnologie permettono di offrire alle Amministrazione servizi sanitari migliori, trasporti più efficienti, ambiente più pulito, nuove possibilità di comunicazione e un accesso più agevole ai servizi pubblici e ai contenuti culturali;
considerato inoltre che,
l'Italia presenta tassi di diffusione della banda larga tra i più bassi in Europa, e circa l'8 per cento della popolazione versa ancora in condizioni di digital divide, ovvero risiede in aree non raggiunte dai servizi di connessione a banda larga;
le zone ancora non coperte da servizi a banda larga sono aree a fallimento di mercato, in cui gli operatori non sono incentivati ad investire per via della scarsa remuneratività dovuta agli alti costi di copertura e agli scarsi ritorni economici;
gli investimenti nella banda larga in Italia sono in una fase di stallo, il Rapporto Caio commissionato dal Governo è rimasto sino ad ora inascoltato e il piano del Ministro dello Sviluppo Economico Romani di portare in tutte le case italiane la banda larga a 2magbit/s è stato pesantemente depotenziato dal blocco dei fondi già approvati dal Cipe;
il maxiemendamento alla legge di stabilità 2011 all'articolo 1 comma 8 incarica l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di avviare le procedure per l'assegnazione di diritti d'uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica a banda larga, e stabilisce che tale assegnazione debba avere luogo entro il 31 dicembre 2012;
impegna il Governo:
a destinare un terzo delle risorse ricavate dall'asta di assegnazione dei diritti d'uso delle radiofrequenze al finanziamento del piano nazionale banda larga in coerenza con l'Agenda Digitale Europea 2020.
VIMERCATI, RANUCCI, DONAGGIO, MARCO FILIPPI, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, SIRCANA, PAPANIA, CARLONI, LUSI, MERCATALI, FONTANA
L'8a Commissione permanente del Senato,
Premesso che,
il maxiemendamento alla legge di stabilità 2010 all'articolo 1, comma 8 incarica l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di avviare le procedure per l'assegnazione di diritti d'uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica a banda larga, e stabilisce che tale assegnazione debba avere luogo entro il 31 dicembre 2012;
la liberazione dello spettro necessaria alla assegnazione delle frequenze agli operatori che forniscono servizi a banda larga mobile incide direttamente ed esclusivamente sulle frequenze utilizzate dall'emittenza televisiva locale;
il settore dell'emittenza televisiva locale è stato oggetto di tagli ingenti negli anni passati, e ha dovuto affrontare i costi del passaggio dall'analogico al digitale riconvertendo i propri impianti di trasmissione;
le misure a sostegno del settore previste dall'articolo 10 della legge 422 del 1993 sono state tagliate dalla finanziaria 2009 di circa 10 milioni per il 2010 e di 96 milioni per il 2011 e 66,3 milioni a decorrere dal 2012;
il passaggio al digitale ha penalizzato le TV locali le quali, a causa della dispersione dell'audience generata dall'esponenziale aumento dei canali, hanno visto ridursi le risorse da investire in produzione e acquisto di programmi, producendo ulteriori perdite d'ascolto e di conseguenza anche minori ricavi pubblicitari;
la crisi economica ha fortemente ridimensionato gli introiti pubblicitari dell'emittenza locale, sia degli inserzionisti locali che di quelli nazionali, e nel biennio 2009-2010 il settore ha visto un calo di fatturati pari a circa il 20 per cento.
Premesso inoltre che,
le emittenti locali hanno svolto e continuano a svolgere le proprie importanti funzioni di assicurare il pluralismo dell'informazione e garantire la tutela delle specialità culturali ed identitarie delle regioni e dei territori;
impegna il Governo:
a destinare il 15 per cento del ricavato dall'asta per misure compensative a vantaggio delle emittenti radiotelevisive locali.
ORDINI DEL GIORNO ED EMENDAMENTO AL DISEGNO DI LEGGE
N. 2465
MARCO FILIPPI, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, RANUCCI, SIRCANA, VIMERCATI, CARLONI, LUSI, MERCATALI
L'8a Commissione permanente del Senato,
premesso che:
la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è molto preoccupante e le iniziative finora assunte dal Governo hanno rappresentato una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell'intero tessuto sociale e produttivo del Paese;
gli indicatori macro e microeconomici evidenziano, per il nostro Paese, un andamento negativo in rapporto al resto dei Paesi maggiormente sviluppati. Dal punto di vista della crescita economica, i nostri principali competitors internazionali durante la crisi hanno registrato una minore riduzione percentuale del PIL e ora nella fase di ripresa economica registrano tassi di crescita molto superiori al nostro. La crescita mondiale è prevista al 4,4 per cento ed è prevista attestarsi al 4 per cento nel 2011. La Germania nel 2010 cresce del 3,4 per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2 per cento. Gli Stati Uniti crescono del 2,9 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento. Il Giappone cresce del 2,7 per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2,5 per cento. La Francia cresce del 1,6 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento. Per l'area euro la crescita del 2010 è pari in media al 1,6 per cento, mentre per il 2011 si prevede una crescita del 1,8 per cento. L'Italia è ferma, purtroppo ad un 1,2 per cento nel 2010 e ad un 1,3 per cento per il 2011 e tali dati, tra l'altro, come più volte affermato dalla stessa Banca d'Italia appaiono estremamente ottimistici;
l'analisi del quadro macroeconomico attuale segnala una perdita strutturale di capacità competitiva del Paese, non interpretabile soltanto come un fatto ciclico ma al contrario come un deterioramento progressivo del capitale fisico imprese, del capitale sociale, dell'adeguatezza delle infrastrutture, del fattore lavoro e della mobilità sociale;
in parallelo all'andamento certamente non positivo dei fondamentali macroeconomici, la situazione della finanza pubblica è forse ancora più preoccupante di quella economica;
rilevato che,
i tagli di spesa colpiscono vari settori e sono chiaramente riportati nelle varie tabelle di Bilancio. In particolare, gli stanziamenti relativi al diritto alla mobilità, alle infrastrutture pubbliche e logistica e alla casa e assetto urbanistico che insistono anche sullo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e trasporti e dell'economia e delle finanze per il 2011 (Tabelle n. 2 e n. 10), sono stati drasticamente ridotti;
nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e trasporti, la missione 13 Diritto alla mobilità subisce un nuovo ulteriore taglio, per un ammontare pari a 178,4 milioni di euro in termini di competenza, di cui 72 milioni al programma sviluppo e sicurezza della mobilità stradale, 48,7 milioni di euro al programma di sviluppo e sicurezza della mobilità stradale, 23 milioni di euro al programma sviluppo e sicurezza del trasporto aereo, e 5,3 milioni di euro al programma sviluppo e sicurezza del trasporto ferroviario. Solo il programma sviluppo e sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo e per vie d'acqua interne registra un incremento di circa 185 milioni di euro;
impegna il Governo:
a reperire le risorse necessarie per realizzare il rilancio del trasporto pubblico locale e corrispondere alle esigenze ripetutamente manifestate in particolare dalle associazioni dei pendolari;
a garantire le risorse necessarie per il triennio 2011-2013 al rinnovo dei contratti per il personale dipendente del comparto del trasporto pubblico locale, al fine di evitare disagi ai lavoratori medesimi e ai pendolari;
a garantire, altresì, la piena funzionalità e lo sviluppo del settore dei trasporti per via aerea, marittima e terrestre e corrispondere alle esigenze ripetutamente manifestate in particolare dalle imprese e dai cittadini.
MARCO FILIPPI, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, RANUCCI, SIRCANA, VIMERCATI, CARLONI, LUSI, MERCATALI
L'8a Commissione permanente del Senato,
premesso che:
la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è molto preoccupante e le iniziative finora assunte dal Governo hanno rappresentato una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell'intero tessuto sociale e produttivo del Paese;
gli indicatori macro e microeconomici evidenziano, per il nostro Paese, un andamento negativo in rapporto al resto dei Paesi maggiormente sviluppati. Dal punto di vista della crescita economica, i nostri principali competitors internazionali durante la crisi hanno registrato una minore riduzione percentuale del PIL e ora nella fase di ripresa economica registrano tassi di crescita molto superiori al nostro. La crescita mondiale è prevista al 4,4 per cento ed è prevista attestarsi al 4 per cento nel 2011. La Germania nel 2010 cresce del 3,4 per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2 per cento. Gli Stati Uniti crescono del 2,9 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento. Il Giappone cresce del 2,7 per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2,5 per cento. La Francia cresce del 1,6 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento. Per l'area euro la crescita del 2010 è pari in media al 1,6 per cento, mentre per il 2011 si prevede una crescita del 1,8 per cento. L'Italia è ferma, purtroppo ad un 1,2 per cento nel 2010 e ad un 1,3 per cento per il 2011 e tali dati, tra l'altro, come più volte affermato dalla stessa Banca d'Italia appaiono estremamente ottimistici;
l'analisi del quadro macroeconomico attuale segnala una perdita strutturale di capacità competitiva del Paese, non interpretabile soltanto come un fatto ciclico ma al contrario come un deterioramento progressivo del capitale fisico imprese, del capitale sociale, dell'adeguatezza delle infrastrutture, del fattore lavoro e della mobilità sociale;
in parallelo all'andamento certamente non positivo dei fondamentali macroeconomici , la situazione della finanza pubblica è forse ancora più preoccupante di quella economica;
rilevato che,
i tagli di spesa colpiscono vari settori e sono chiaramente riportati nelle varie tabelle di Bilancio. In particolare, gli stanziamenti relativi al diritto alla mobilità, alle infrastrutture pubbliche e logistica e alla casa e assetto urbanistico che insistono anche sullo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e trasporti e dell'economia e delle finanze per il 2011 (Tabelle n. 2 e n. 10), sono stati drasticamente ridotti;
l'Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e la linea dell'Alta Velocità/Alta Capacità Ferroviaria Napoli-Bari sono grandi priorità nella politica infrastrutturale dell'intero Paese;
per il finanziamento integrale del progetto di ammodernamento della A3 occorrono almeno 1,5 miliardi di euro;
tale finanziamento è necessario ed urgente per completare tutti i lavori lungo la A3 in questa legislatura, obiettivo assolutamente irrinunciabile e prioritario;
tali risorse vanno acquisite con certezza e rapidità per garantire celerità nella definizione dei progetti e delle procedure di appalto in itinere, nonché nella rapida apertura di altri cantieri;
anche alla luce delle intese Stato-Regione Campania è indispensabile garantire lo stanziamento da parte del Governo delle risorse necessarie per assicurare la realizzazione della linea dell'AV/AC destinata a congiungere le due grandi aree metropolitane di Napoli e di Bari,
impegna il Governo:
a reperire le risorse necessarie, anche attraverso il definanziamento del Ponte sullo Stretto di Messina e l'utilizzo di quelle di provenienza comunitaria, per garantire il completamento dell'Autostrada Salerno-Reggio Calabria e della linea dell'Alta Velocità – Alta Capacità ferroviaria Napoli-Bari.
MARCO FILIPPI, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, RANUCCI, SIRCANA, VIMERCATI, CARLONI, LUSI, MERCATALI
L'8a Commissione permanente del Senato,
premesso che:
la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è molto preoccupante e le iniziative finora assunte dal Governo hanno rappresentato una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell'intero tessuto sociale e produttivo del Paese;
gli indicatori macro e microeconomici evidenziano, per il nostro Paese, un andamento negativo in rapporto al resto dei Paesi maggiormente sviluppati. Dal punto di vista della crescita economica, i nostri principali competitors internazionali durante la crisi hanno registrato una minore riduzione percentuale del PIL e ora nella fase di ripresa economica registrano tassi di crescita molto superiori al nostro. La crescita mondiale è prevista al 4,4 per cento ed è prevista attestarsi al 4 per cento nel 2011. La Germania nel 2010 cresce del 3,4 per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2 per cento. Gli Stati Uniti crescono del 2,9 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento. Il Giappone cresce del 2,7 per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2,5 per cento. La Francia cresce del 1,6 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento. Per l'area euro la crescita del 2010 è pari in media al 1,6 per cento, mentre per il 2011 si prevede una crescita del 1,8 per cento. L'Italia è ferma, purtroppo ad un 1,2 per cento nel 2010 e ad un 1,3 per cento per il 2011 e tali dati, tra l'altro, come più volte affermato dalla stessa Banca d'Italia appaiono estremamente ottimistici;
l'analisi del quadro macroeconomico attuale segnala una perdita strutturale di capacità competitiva del Paese, non interpretabile soltanto come un fatto ciclico ma al contrario come un deterioramento progressivo del capitale fisico imprese, del capitale sociale, dell'adeguatezza delle infrastrutture, del fattore lavoro e della mobilità sociale;
in parallelo all'andamento certamente non positivo dei fondamentali macroeconomici, la situazione della finanza pubblica è forse ancora più preoccupante di quella economica;
rilevato che,
i tagli di spesa colpiscono vari settori e sono chiaramente riportati nelle varie tabelle di Bilancio. In particolare, gli stanziamenti relativi al diritto alla mobilità, alle infrastrutture pubbliche e logistica e alla casa e assetto urbanistico che insistono anche sullo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e trasporti e dell'economia e delle finanze per il 2011 (Tabelle n. 2 e n. 10), sono stati drasticamente ridotti;
nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e trasporti, la missione 14 (Infrastrutture pubbliche e logistica) e la missione 19 (Casa e assetto urbanistico) – recano previsioni di spesa per complessivi 2.809,3 milioni di euro, con un decremento, rispetto alle previsioni assestate 2010, di 229,9 milioni di euro, pari al 7,6 per cento; in particolare la missione casa e assetto urbanistico subisce una decurtazione, che raggiunge, in termini percentuali, quasi il 34 per cento. il taglio effettuato dal Governo è particolarmente grave, con pesanti ricadute sugli investimenti pubblici e sul sistema economico; la maggior parte dello stanziamento di competenza per il 2011 è infatti rappresentato da spese in conto capitale, le quali costituiscono il 95,8 per cento (pari a 2.690,7 milioni di euro) del totale dello stanziamento complessivo delle missioni 14 (Infrastrutture pubbliche e logistica) e 19 (Casa e assetto urbanistico). Se si confronta la serie storica dal 2008 al 2011 degli stanziamenti previsti per le missioni 14 e 19 che costituiscono la parte principale della politica infrastrutturale di competenza dell'8a Commissione, emerge che dopo il 2009, le risorse disponibili si sono ridotte drasticamente; la variazione più consistente è proprio quella prevista per il 2011: lo stanziamento complessivo previsto dalla manovra in esame per il 2011 sconta una riduzione di oltre 2 miliardi di euro rispetto al dato assestato 2010 (-38,7 per cento); la missione «Casa e assetto urbanistico» passa da uno stanziamento di 2.176 milioni di euro nel 2009 a 238 milioni di euro nel bilancio di previsione 2011 al nostro esame;
l'effettiva capacità di spesa del Ministero, rispetto alle previsioni assestate 2010, non è migliorata: non è aumentato in misura apprezzabile il livello delle spese effettuato rispetto ai precedenti esercizi finanziari, né è cresciuto il volume dei pagamenti: il tasso di realizzazione della spesa delle due missioni congiuntamente considerate, è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2010 (48,8 per cento);
la missione 14 (Infrastrutture pubbliche e logistica) con circa 2.570,7 milioni di euro, nella tabella 10, registra una diminuzione di 107,5 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate 2010 (pari al 4 per cento), una variazione contenuta; nell'ambito di tale missione l'88,3 per cento delle risorse è concentrato nel programma 14.10 (opere strategiche, edilizia statale ed interventi speciali e per pubbliche calamità) con 2.270,4 milioni di euro;
se si considera però la previsione triennale, e, in particolare, anche gli stanziamenti del programma 14.8 (opere pubbliche e infrastrutture) inseriti nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) appare evidente un vero e proprio crollo della previsione 2011 rispetto al dato assestato (88,4 per cento), che si ripercuote sullo stanziamento totale dell'intera missione, che registra una diminuzione di quasi 2 miliardi di euro (pari al 41,4 per cento), quasi interamente dovuta alla riduzione del capitolo 7464 «Somma da erogare per interventi in materia di edilizia sanitaria pubblica», per 1.884,3 milioni di euro;
impegna il Governo:
a reperire le risorse necessarie, anche di provenienza comunitaria, da destinare al miglioramento e al potenziamento della dotazione infrastrutturale del paese in termini di reti e nodi, di plurimodalità e di logistica, e soprattutto di grandi assi di collegamento;
ad assicurare un incremento degli stanziamenti previsti relativi alle politiche abitative, alla casa e all'assetto urbanistico al fine di poter far fronte in modo adeguato alle problematiche dell'edilizia residenziale, con particolare riguardo alle aree a più alta tensione abitativa, e facilitare l'accesso alla casa ai cittadini privi di adeguati mezzi economici.
RANUCCI, MARCO FILIPPI, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, SIRCANA, VIMERCATI, CARLONI, LUSI, MERCATALI
L'8a Commissione permanente del Senato,
premesso che:
la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è molto preoccupante e le iniziative finora assunte dal Governo hanno rappresentato una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell'intero tessuto sociale e produttivo del Paese;
gli indicatori macro e microeconomici evidenziano, per il nostro Paese, un andamento negativo in rapporto al resto dei Paesi maggiormente sviluppati. Dal punto di vista della crescita economica, i nostri principali competitors internazionali durante la crisi hanno registrato una minore riduzione percentuale del PIL e ora nella fase di ripresa economica registrano tassi di crescita molto superiori al nostro. La crescita mondiale è prevista al 4,4 per cento ed è prevista attestarsi al 4 per cento nel 2011. La Germania nel 2010 cresce del 3,4 per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2 per cento. Gli Stati Uniti crescono del 2,9 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento. Il Giappone cresce del 2,7 per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2,5 per cento. La Francia cresce del 1,6 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento. Per l'area euro la crescita del 2010 è pari in media al 1,6 per cento, mentre per il 2011 si prevede una crescita dei 1,8 per cento. L'Italia è ferma, purtroppo ad un 1,2 per cento nel 2010 e ad un 1,3 per cento per il 2011 e tali dati, tra l'altro, come più volte affermato dalla stessa Banca d'Italia appaiono estremamente ottimistici;
l'analisi del quadro macroeconomico attuale segnala una perdita strutturale di capacità competitiva del Paese, non interpretabile soltanto come un fatto ciclico ma al contrario come un deterioramento progressivo del capitale fisico imprese, del capitale sociale, dell'adeguatezza delle infrastrutture, del fattore lavoro e della mobilità sociale;
in parallelo all'andamento certamente non positivo dei fondamentali macroeconomici, la situazione della finanza pubblica è forse ancora più preoccupante di quella economica;
rilevato che,
i tagli di spesa colpiscono vari settori e sono chiaramente riportati nelle varie tabelle di Bilancio. In particolare, gli stanziamenti relativi alle politiche abitative che insistono anche sullo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e trasporti e dell'economia e delle finanze per il 2011 (Tabelle n. 2 e n. 10), sono stati drasticamente ridotti;
la missione 19 «Casa e assetto Urbanistico» (corrispondente al n. 3 della Tabella 10) ha uno stanziamento di 237,9 milioni di euro ed ha subito una riduzione consistente negli stanziamenti di competenza rispetto al dato assestato 2010 (-122,4 milioni di euro rispetto al 2010, pari al 34 per cento); inoltre nell'ambito di tale missione, lo stanziamento complessivo è attribuito all'unico programma 19.2 (politiche abitative, urbane e territoriali);
quanto alla previsione triennale si evidenzia che, mentre lo stanziamento complessivo della missione rimane pressoché invariato nel triennio rispetto al dato assestato 2010, la quota collocata nello stato di previsione del MIT mostra un trend decrescente, per cui si determina una diminuzione dello stanziamento totale dell'intera missione pari a 65 milioni di euro (pari al 13 per cento);
impegna il Governo:
ad assicurare le risorse indispensabili, da destinare alla casa ed in modo specifico alle politiche abitative con particolare riguardo al «Fondo contributo affitto», al fine di poter far fronte in modo adeguato alle problematiche legate all'edilizia residenziale, facilitare l'accesso alla casa per i cittadini bisognosi e privi di adeguati mezzi economici nonché garantire decine di migliaia di famiglie evitando loro di andare incontro allo sfratto per morosità.
RANUCCI, MARCO FILIPPI, DONAGGIO, FISTAROL, MAGISTRELLI, MORRI, PAPANIA, SIRCANA, VIMERCATI, CARLONI, LUSI, MERCATALI
L'8a Commissione permanente del Senato,
premesso che:
la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è molto preoccupante e le iniziative finora assunte dal Governo hanno rappresentato una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell'intero tessuto sociale e produttivo del Paese;
gli indicatori macro e microeconomici evidenziano, per il nostro Paese, un andamento negativo in rapporto al resto dei Paesi maggiormente sviluppati. Dal punto di vista della crescita economica, i nostri principali competitors internazionali durante la crisi hanno registrato una minore riduzione percentuale del PIL e ora nella fase di ripresa economica registrano tassi di crescita molto superiori al nostro. La crescita mondiale è prevista al 4,4 per cento ed è prevista attestarsi al 4 per cento nel 2011. La Germania nel 2010 cresce del 3,4 per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2 per cento. Gli Stati Uniti crescono del 2,9 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento. Il Giappone cresce del 2,7 per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2,5 per cento. La Francia cresce del 1,6 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento. Per l'area euro la crescita del 2010 è pari in media al 1,6 per cento, mentre per il 2011 si prevede una crescita del 1,8 per cento. L'Italia è ferma, purtroppo ad un 1,2 per cento nel 2010 e ad un 1,3 per cento per il 2011 e tali dati, tra l'altro, come più volte affermato dalla stessa Banca d'Italia appaiono estremamente ottimistici;
l'analisi del quadro macroeconomico attuale segnala una perdita strutturale di capacità competitiva del Paese, non interpretabile soltanto come un fatto ciclico ma al contrario come un deterioramento progressivo del capitale fisico imprese, del capitale sociale, dell'adeguatezza delle infrastrutture, del fattore lavoro e della mobilità sociale;
in parallelo all'andamento certamente non positivo dei fondamentali macroeconomici, la situazione della finanza pubblica è forse ancora più preoccupante di quella economica;
rilevato che,
i tagli di spesa colpiscono vari settori e sono chiaramente riportati nelle varie tabelle di Bilancio. In particolare, gli stanziamenti relativi all'edilizia sanitaria pubblica che insistono anche sullo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e trasporti e dell'economia e delle finanze per il 2011 (Tabelle n. 2 e n. 10), sono stati drasticamente ridotti;
la missione 14 (Infrastrutture pubbliche e logistica) con circa 2.570,7 milioni di euro (Tabella 10), registra una diminuzione di 107,5 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate 2010 (pari al 4 per cento), nell'ambito di tale missione l'88,3 per cento delle risorse è concentrato nel programma 14.10 (opere strategiche, edilizia statale ed interventi speciali e per pubbliche calamità) con 2.207,4 milioni di euro;
la previsione triennale, considerando anche gli stanziamenti del programma 14.8 (opere pubbliche e infrastrutture) collocati nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (MEF), evidenzia che, mentre lo stanziamento complessivo per il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti mostra variazioni annuali contenute, lo stanziamento del programma 14.8 (MEF) registra una drastica riduzione della previsione 2011 rispetto al dato assestato (-88,4 per cento), che si ripercuote sullo stanziamento totale dell'intera missione, che registra una diminuzione di quasi 2 miliardi di euro (pari al 41,4 per cento), quasi interamente dovuta alla riduzione del capitolo 7464 «Somma da erogare per interventi in materia di edilizia sanitaria pubblica», pari a 1.884,3 milioni di euro;
impegna il Governo
a reperire le risorse necessarie, da destinare all'edilizia sanitaria pubblica, per garantire una impostazione funzionale e dimensionale delle attività che riguardano il tema della salute al fine di consentire, in termini di efficienza e funzionalità, l'erogazione di prestazioni secondo gli standard in uso negli altri Paesi europei.
Art. 10
Allo stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture, missione Diritto alla Mobilità, programma 2.6 Sviluppo e sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo e per vie d'acqua interne, apportare le seguenti variazioni:
2011:
CP: +5 milioni;
CS: +5 milioni;
2012:
CP: +5 milioni;
CS: +5 milioni;
2013:
CP: +5 milioni;
CS: +5 milioni.
Conseguentemente, alla missione Diritto alla mobilità, programma 2.1 Sviluppo e sicurezza della mobilità, apportare le seguenti variazioni:
2011:
CP: – 5 milioni;
CS: – 5 milioni;
2012:
CP: – 5 milioni;
CS: – 5 milioni;
2013:
CP: – 5 milioni;
CS: – 5 milioni.