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Legislatura 16ª - 9ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 194 del 24/11/2010


ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE 

N. 2465

G/2465/1/9/Tab.12

BERTUZZI, ANDRIA, PIGNEDOLI, ANTEZZA, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER

La 9a Commissione permanente del Senato,

 

in sede di esame della  disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013

 

premesso che:

 

il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro  (1.386,5  per il 2010);

 

rispetto al passato esercizio, la tabella 12 del Mipaaf, prevede spese di parte corrente pari a  971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio);

 

nello stato di previsione del MIPAAF, rispetto all'assestato,  la missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, che assorbisce gran parte delle risorse del Dicastero,  subisce un taglio di 181,4 milioni di euro;

 

i tagli si riflettono all'interno dei singoli programmi della missione 9:

-106 milioni di euro, rispetto alle previsioni assestate per il 2010, nel programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6);

-27,3 milioni di euro, rispetto alle previsioni assestate per il 2010, nel programma  sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche (9.7);

del tutto criticabile è il taglio previsto al programma di vigilanza, prevenzione e repressione delle frodi nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale (9.5), posto per intero a carico dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari;

 

considerato che:

 

la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è molto preoccupante e le iniziative finora assunte dal Governo hanno rappresentato una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell'intero tessuto sociale e produttivo del Paese;

 

gli effetti della crisi economica si sono mostrati sul mercato agricolo con una flessione del valore della produzione, ai prezzi di base, di 8,3 punti percentuali; con un calo dei redditi per lavoratore agricolo pari al 25 per cento (media UE del 12,5 per cento) e con una flessione della forza lavoro cominciata nella seconda metà del 2008 e aggravatasi nel corso del 2009: (meno 823 mila occupati tra il secondo trimestre 2008 e l'ultimo del 2009);

 

considerato altresì che:

 

per l'Italia, l'applicazione dell'ultima riforma dell'OCM zucchero (2005) si è tradotta in un taglio alla produzione saccarifera superiore al 50 per cento e nella conseguente impossibilità a proseguire la produzione nella maggior parte (prima 13, in seguito 15) dei 19 stabilimenti operanti in Italia fino al 2005;

 

sulla base degli impegni assunti in sede UE, l'Italia è stata autorizzata ad erogare per il periodo 2006-2010 aiuti nazionali accoppiati da destinarsi all'incremento del prezzo delle barbabietole e per compensare i costi di trasporto delle stesse a carico dell'industria; contemporaneamente, l'Unione europea è stata autorizzata ad erogare ai bieticoltori un aiuto accoppiato pari a 5,67 €/T bietole fino all'anno 2010;

 

mentre gli aiuti comunitari sono stati erogati regolarmente, ad oggi, non risultano essere stati mantenuti gli impegni nazionali concordati in sede di negoziato UE per una cifra complessiva di 22 milioni di euro a valere sulla campagna 2010;

 

il 3 marzo 2010, il Comitato Interministeriale (legge n. 81 del 2006) ha individuato nel bilancio dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura la copertura del restante fabbisogno per l'annualità 2010 pari a 21 milioni di euro;

 

il 9 novembre 2010, nella Seduta n.454 del Senato della Repubblica, è stata pubblicata la Mozione n.1-00342 con la quale si chiede al Governo il mantenimento degli impegni assunti in sede di negoziato UE con la riforma del 2005;

 

impegna il Governo:

 

ad adottare con urgenza gli opportuni provvedimenti per rendere immediatamente disponibili i 21 milioni di euro autorizzati presso AGEA per la copertura del fabbisogno 2010 relativo agli aiuti nazionali per il settore bieticolo-saccarifero di cui agli impegni assunti dall'Italia con la riforma UE del 2005;

 

ad individuare tempestivamente, in attesa che vengano definite a livello nazionale le azioni necessarie a traguardare il settore dopo il 2014, (definizione che potrà avere effetto solo dalla campagna 2012 in avanti), i possibili interventi necessari a sostenere la sopravvivenza del settore per la campagna produttiva 2011 nella quale gli aiuti nazionali e comunitari verranno meno.

G/2465/2/9/Tab.12

MONGIELLO, PIGNEDOLI, ANDRIA, ANTEZZA, BERTUZZI, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER

La 9a Commissione permanente del Senato,

 

in sede di esame della  disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013

 

premesso che:

 

il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro  (1.386,5  per il 2010);

 

la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a  971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio;

 

nello stato di previsione del MIPAAF, rispetto all'assestato,  la missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, che assorbisce gran parte delle risorse del Dicastero,  subisce un taglio di 181,4 milioni di euro;

 

il programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6) subisce una decurtazione di 106 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate relative all'anno 2010;

 

il programma sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche (9.7) subisce un taglio di 27,3 milioni di euro;

 

considerato che:

 

la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è molto preoccupante e le iniziative finora assunte dal Governo hanno rappresentato una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell'intero tessuto sociale e produttivo del Paese;

 

nell'ultimo anno l'annata agraria dell'Italia è risultata marcatamente segnata dagli effetti della crisi economica e finanziaria che hanno colpito lo scenario mondiale. Infatti, il settore agricolo italiano ha mostrato una flessione del valore della produzione, ai prezzi di base, di 8,3 punti percentuali, assestandosi a 47,5 miliardi di euro correnti;

 

la meno marcata riduzione dei prezzi rispetto ai costi dei fattori di produzione, si è tradotta in una contrazione della ragione di scambio della fase primaria e, soprattutto, in un calo dei redditi degli agricoltori italiani che è stato del 25 per cento, rispetto ad una media UE del 12,5 per cento;

 

gli effetti della crisi economica si sono mostrati sul mercato del lavoro con la flessione dell'occupazione cominciata nella seconda metà del 2008 e aggravatasi nel corso del 2009: tra il secondo trimestre 2008 e l'ultimo del 2009 si sono persi 823 mila occupati;

 

considerato altresì che:

 

nell'ultimo anno sono venuti a mancare strumenti importanti per il settore che rappresentavano in passato una solida base su cui programmare le attività imprenditoriali e di sviluppo come l'esenzione dell'accisa per il gasolio agricolo utilizzato nelle serre;

 

impegna il Governo:

 

ad adottare con urgenza gli opportuni provvedimenti necessari alla proroga triennale delle agevolazioni (accisa zero) previste per il gasolio utilizzato nelle coltivazioni sotto serra, ad estendere tale incentivo a tutta l'attività agricola, ovvero a prevedere un regime di incentivo alternativo all'accisa zero che sia compatibile con gli orientamenti comunitari in materia di Aiuti di stato.

G/2465/3/9/Tab.12

ANTEZZA, PIGNEDOLI, ANDRIA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER

La 9a Commissione permanente del Senato,

 

in sede di esame della  disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013

 

premesso che:

 

il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro  (1.386,5  per il 2010);

 

la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a  971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio;

 

nello stato di previsione del MIPAAF, rispetto all'assestato,  la missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, che assorbisce gran parte delle risorse del Dicastero,  subisce un taglio di 181,4 milioni di euro;

 

il programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6) subisce una decurtazione di 106 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate relative all'anno 2010;

 

il programma sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche (9.7) subisce un taglio di 27,3 milioni di euro;

 

considerato che:

 

il settore agricolo stenta ad uscire dalla fase di crisi mondiale che ha caratterizzato l'ultimo anno (2009) quando si è registrata una flessione del valore della produzione agricola, ai prezzi di base, di 8,3 punti percentuali, assestandosi a 47,5 miliardi di euro correnti , ossia su risultati simili a quelli fatti registrare nel 2005 e 2006, prima degli anni di "esplosione" dei prezzi;

 

nello stesso anno, la meno marcata riduzione dei prezzi rispetto ai costi dei fattori di produzione, si è tradotta in una contrazione della ragione di scambio della fase primaria e, soprattutto, in un calo dei redditi degli agricoltori italiani che è stato del 25 per cento, rispetto ad una media UE del 12,5 per cento;

 

gli effetti della crisi economica si sono mostrati anche sul mercato del lavoro con la flessione dell'occupazione cominciata nella seconda metà del 2008 e aggravatasi nel corso del 2009 (meno 823 mila occupati tra il secondo trimestre 2008 e l'ultimo del 2009);

 

considerato altresì che:

 

a partire dal prossimo anno, non vi è certezza finanziaria sull'importante strumento di agevolazione contributiva agricola nelle zone svantaggiate e di montagna  (articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni);

 

tale vitale misura di agevolazione per le imprese agricole, ha storicamente trovato copertura finanziaria all'interno delle leggi finanziarie dello Stato, come avvenuto nelle leggi finanziarie del 2007 e del 2008;

 

impegna il Governo:

 

a rendere stabile e certo, per il prossimo triennio, il regime di agevolazione contributiva in agricoltura nelle zone svantaggiate e di montagna previsto dall'articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni.

G/2465/3/9/Tab.12 (testo 2)

ANTEZZA, PIGNEDOLI, ANDRIA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER

La 9a Commissione permanente del Senato,

 

in sede di esame della  disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013

 

premesso che:

 

il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro  (1.386,5  per il 2010);

 

la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a  971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio);

 

nello stato di previsione del MIPAAF, rispetto all'assestato,  la missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, che assorbisce gran parte delle risorse del Dicastero,  subisce un taglio di 181,4 milioni di euro;

 

il programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6) subisce una decurtazione di 106 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate relative all'anno 2010;

 

il programma sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche (9.7) subisce un taglio di 27,3 milioni di euro;

 

considerato che:

 

il settore agricolo stenta ad uscire dalla fase di crisi mondiale che ha caratterizzato l'ultimo anno (2009) quando si è registrata una flessione del valore della produzione agricola, ai prezzi di base, di 8,3 punti percentuali, assestandosi a 47,5 miliardi di euro correnti , ossia su risultati simili a quelli fatti registrare nel 2005 e 2006, prima degli anni di "esplosione" dei prezzi;

 

nello stesso anno, la meno marcata riduzione dei prezzi rispetto ai costi dei fattori di produzione, si è tradotta in una contrazione della ragione di scambio della fase primaria e, soprattutto, in un calo dei redditi degli agricoltori italiani che è stato del 25 per cento, rispetto ad una media UE del 12,5 per cento;

 

gli effetti della crisi economica si sono mostrati anche sul mercato del lavoro con la flessione dell'occupazione cominciata nella seconda metà del 2008 e aggravatasi nel corso del 2009 (meno 823 mila occupati tra il secondo trimestre 2008 e l'ultimo del 2009);

 

considerato altresì che:

 

a partire dal prossimo anno, non vi è certezza finanziaria sull'importante strumento di agevolazione contributiva agricola nelle zone svantaggiate e di montagna  (articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni);

 

tale vitale misura di agevolazione per le imprese agricole, ha storicamente trovato copertura finanziaria all'interno delle leggi finanziarie dello Stato, come avvenuto nelle leggi finanziarie del 2007 e del 2008;

 

impegna il Governo:

 

a rendere certa la copertura finanziaria, per il prossimo triennio, del regime di agevolazione contributiva in agricoltura nelle zone svantaggiate e di montagna previsto dall'articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni.

G/2465/4/9/Tab.12

ANDRIA, PIGNEDOLI, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER

La 9a Commissione permanente del Senato,

 

in sede di esame della  disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013

 

premesso che:

 

il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro  (1.386,5  per il 2010);

 

la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a  971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio);

 

nello stato di previsione del MIPAAF, rispetto all'assestato, la missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, che assorbisce gran parte delle risorse del Dicastero,  subisce un taglio di 181,4 milioni di euro;

 

nell'Allegato 1 allo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sono riportate le variazioni degli stanziamenti di spesa previsti a legislazione vigente per la Missione Agricoltura, alcune delle quali del tutto inaccettabili, quali:

- 1,24 milioni di euro nel programma politiche europee ed internazionali nel settore agricolo e della pesca;

- 2,5 milioni nel programma Sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione;

 -145 mila euro nel programma Sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche;

- 506 mila euro nella missione Soccorso civile, programma Interventi per soccorsi;

 

considerato che:

 

la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è molto preoccupante e le iniziative finora assunte dal Governo hanno rappresentato una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell'intero tessuto sociale e produttivo del Paese;

 

gli effetti della crisi economica si sono mostrati sul mercato agricolo con una flessione del valore della produzione, ai prezzi di base, di 8,3 punti percentuali, con un calo dei redditi per lavoratore agricolo pari al 25 per cento rispetto ad una media UE del 12,5 per cento e con una flessione della forza lavoro di 823 mila occupati tra la seconda metà del 2008 e il 2009;

 

nell'industria alimentare, che pure è riuscita a contenere gli effetti della crisi, il dato più preoccupante, (includendo il tabacco), è quello relativo all'occupazione: nel 2009 si rileva una contrazione del 4,1 per cento rispetto al precedente anno, scendendo a 484 mila addetti. Ciò significa che nell'ultimo anno si sono persi circa 20 mila posti di lavoro nel settore;

 

a tale situazione di crisi, si devono aggiungere le nuove emergenze globali su cui l'agricoltura per la sua natura settoriale ha, ed avrà in futuro, un ruolo determinante come la scarsità di risorse (acqua e cibo), l'emergenza ambientale e, soprattutto, quella di mercato determinata dall'inedita (per intensità e durata) volatilità dei prezzi agricoli;

 

considerato altresì che:

 

in tale contesto assumono un'importanza strategica tutte le misure connesse al rilancio degli investimenti, dell'innovazione, della ricerca nonché gli strumenti per agevolare il necessario processo d'internazionalizzazione delle imprese agricole che si trovano a competere in un rinnovato scenario globale;

 

negli ultimi due anni e mezzo sono venuti meno o sono stati scarsamente remunerati in termini di risorse finanziarie una serie d'interventi per il settore che rappresentavano in passato una solida base su cui programmare le attività imprenditoriali e di sviluppo tra cui:

il credito d'imposta sugli investimenti in agricoltura, (comma 1075 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296),

il credito d'imposta per l'internazionalizzazione in agricoltura (articolo 1, commi 1088-1089-1090 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ),

il fondo per gli investimenti in agricoltura (all'articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2006, n. 296);

 

impegna il Governo:

 

a valutare concretamente, per il prossimo triennio, l'opportunità di destinare ulteriori risorse ai Fondi esistenti e già destinati:

al credito d'imposta per investimenti delle singole imprese agricole e cooperative di cui al comma 1075 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007);

 al credito d'imposta e per l'internazionalizzazione delle imprese agroalimentari di cui ai commi 1088-1089-1090 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007);

agli investimenti in agricoltura di cui al Fondo del comma 1072 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007).

G/2465/5/9/Tab.12

PERTOLDI, ANDRIA, PIGNEDOLI, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER

La 9a Commissione permanente del Senato,

 

in sede di esame della  disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013

 

premesso che:

 

il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro  (1.386,5  per il 2010);

 

rispetto al passato esercizio, la tabella 12 del Mipaaf, prevede spese di parte corrente pari a  971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio);

 

nello stato di previsione del MIPAAF, rispetto all'assestato,  la missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, che assorbisce gran parte delle risorse del Dicastero,  subisce un taglio di 181,4 milioni di euro;

 

i tagli si riflettono all'interno dei singoli programmi della missione 9:

-106 milioni di euro, rispetto alle previsioni assestate per il 2010, nel programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6);

-27,3 milioni di euro, rispetto alle previsioni assestate per il 2010, nel programma  sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche (9.7);

del tutto criticabile è il taglio previsto al programma di vigilanza, prevenzione e repressione delle frodi nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale (9.5), posto per intero a carico dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari;

 

considerato che:

 

alle drammatiche conseguenze della sfavorevole congiuntura economica si sono aggiunti, soprattutto nell'ultimo periodo, gli eventi calamitosi che hanno determinato ingenti danni per le agricolture di molti territori italiani;

 

il Fondo di Solidarietà Nazionale (articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e successive modificazioni) rappresenta l'unico strumento di politica agricola nazionale per arginare i rischi derivanti da calamità naturali che contraddistinguono qualsiasi attività agricola, attraverso il quale i produttori possono stipulare polizze in forma collettiva aderendo ad uno dei consorzi di difesa oppure ad una cooperativa che esercita l'attività di difesa a favore degli associati;

 

nell'ultimo anno, per la prima volta, sono venute a mancare risorse del bilancio nazionale per tale importantissimo strumento di gestione del rischio in agricoltura; la copertura finanziaria del Fondo di Solidarietà Nazionale è stata infatti attuata facendo capo a risorse comunitarie (articolo 69 dell'Health Check della Pac) privando in tal modo gli agricoltori di risorse già loro destinate dalla politica agricola comune;

 

considerato altresì che:

 

si registrano, in sede di Conferenza Stato-regioni, difficoltà dovute alla rimodulazione dell'accordo del luglio 2009 sull'articolo 69 dell'Health Check della Pac, necessaria per far fronte agli impegni assunti dal Governo per il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà nazionale;

 

impegna il Governo:

 

ad adottare, per il prossimo triennio e mediante risorse a valere sul bilancio nazionale, i necessari provvedimenti per rendere stabile e certo il funzionamento dello strumento del Fondo di solidarietà nazionale in agricoltura di cui all'articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e successive modificazioni.

G/2465/6/9/Tab.12

ANDRIA, PIGNEDOLI, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER

La 9a Commissione permanente del Senato,

 

in sede di esame della  disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013

 

premesso che:

 

il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro  (1.386,5  per il 2010);

 

la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a  971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio);

 

nell'allegato 1 allo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sono riportate le variazioni degli stanziamenti di spesa previsti a legislazione vigente, alcune delle quali del tutto inaccettabili. In particolare si segnalano nel settore della pesca:

 

la riduzione delle spese per l'attuazione del terzo piano nazionale della pesca marittima, credito peschereccio e riconversione delle unità adibite alla pesca con reti (legge n. 267 del 1991, articolo 1, comma 1) pari a 380.000 euro per gli anni 2011 e 2012 e 180.000 per l'anno 2013;

la riduzione delle spese per l'orientamento e modernizzazione del settore della pesca e dell'acquacoltura (decreto legislativo n. 226 del 2001, articolo 10) pari a 553.024 euro per gli anni 2011 e 2012 e 351.158 per l'anno 2013;

 

considerato che:

 

le imprese del settore ittico sono al centro di una grave e prolungata crisi di redditività imputabile ai problemi di eccessivo sfruttamento, ad un insostenibile aumento dei costi di produzione (più 240 per cento dal 2006 al 2009) e all'impossibilità di incidere sui meccanismi di formazione del prezzo con un'adeguata presenza nella rete distributiva;

 

la crisi che investe il settore ha portato tra il 2004 ed il 2008 ad un calo del numero degli addetti nella pesca marittima da 35.069 unità a 29.349 (pari a meno 16 per cento), mentre il numero delle imbarcazioni nel medesimo periodo è sceso da 14.873 a 13.374 (pari ad oltre meno 11 per cento);

 

ai fattori di debolezza strutturale che contraddistinguono il comparto da diversi anni, quali i bassi livelli di investimenti in nuove tecnologie e know-how, ridotte dimensioni aziendali, carenze commerciali, dovute principalmente all'assenza di forme di organizzazione/aggregazione commerciale e di vendita, e logistiche, si sono aggiunti altri elementi di difficoltà, tra cui ad esempio l'aumento del costo del carburante che ha avuto effetti diretti sull'attività di pesca e sui livelli produttivi che si sono notevolmente ridotti al pari dei profitti di impresa, una più stringente legislazione a livello comunitario, effetti diretti sullo stato delle acque dovuto ai cambiamenti climatici in atto; 

 

impegna il Governo:

 

a prorogare anche per l'anno 2011 l'applicazione del programma triennale della pesca e dell'acquacoltura per poi predisporre il nuovo programma triennale, che dovrà tenere conto degli attuali mutamenti di scenario in atto sia a livello nazionale sia a livello comunitario;

 

ad orientare la politica della pesca ad una azione di rilancio del settore prevedendo forme di supporto agli investimenti delle imprese ittiche ed allo sviluppo di azioni innovative, anche attraverso nuove modalità di intervento, in linea con la più recente normativa europea sugli aiuti di Stato per le piccole e medie imprese di settore, favorendo gli investimenti orientati alla crescita delle dimensioni aziendali, alle ristrutturazioni e ai salvataggi, alle concentrazioni e alle fusioni e ai prestiti partecipativi.

G/2465/7/9/Tab.12

MONGIELLO, ANTEZZA, PIGNEDOLI, ANDRIA, BERTUZZI, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER

La 9a Commissione permanente del Senato,

 

in sede di esame della  disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013

 

premesso che:

 

il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro  (1.386,5  per il 2010);

 

la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a  971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio);

 

del tutto criticabile è il taglio previsto al programma di vigilanza, prevenzione e repressione delle frodi nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale (9.5), posto per intero a carico dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari;

 

considerato che:

 

ad ottobre del 2005 é stato ultimato il trasferimento della sede dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) da Bruxelles a Parma, città individuata dal Consiglio europeo quale sede permanente dell'organismo scientifico destinato a fornire pareri scientifici indipendenti relativamente alle questioni inerenti la sicurezza alimentare;

 

il regolamento istitutivo, approvato il 28 gennaio 2002 dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo, stabilisce i principi e i requisiti di base del diritto alimentare e assegna all'EFSA il compito di costruire e coordinare una rete in grado di realizzare una stretta collaborazione con le autorità nazionali che operano nello stesso campo;

 

da ciò é discesa la necessità di attivare le procedure per la costituzione di una Autorità per la sicurezza alimentare in Italia, organismo scientifico indipendente sebbene funzionalmente collegato al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;

 

con il decreto ministeriale 26 luglio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 231 del 4 ottobre 2007, il Ministro della salute pro tempore, senatrice Livia Turco, d'intesa con il Ministro pro tempore delle politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, ha istituito, presso il Ministero della salute, il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare: organo tecnico consultivo, destinato ad agire in stretta collaborazione con l'EFSA, cui é affidato il compito di offrire la propria consulenza tecnico-scientifica alle amministrazioni che si occupano di gestione del rischio in materia di sicurezza alimentare ed a formulare pareri scientifici, su richiesta del Comitato strategico di indirizzo, delle amministrazioni centrali e delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano;

 

l'articolo 2, comma 356, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008) prevede che il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare assuma la denominazione di "Autorità nazionale per la sicurezza alimentare" e si avvalga di una sede referente operante nella città di Foggia;

 

per lo svolgimento delle attività e il funzionamento della sede di Foggia, la stessa legge finanziaria autorizza lo stanziamento di 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009  e di 1,5 milioni di euro per l'anno 2010;

 

l'articolo 11 del decreto legge 31 dicembre 2007 n. 248 (cosiddetto "milleproroghe") prevede che la predetta Autorità nazionale per la sicurezza alimentare, a decorrere dal 15 gennaio 2008, si trasformi in "Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare", con sede in Foggia, fermo restando lo stanziamento di 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e di 1,5 milioni di euro per l'anno 2010;

 

lo stesso articolo 11 rinvia ad un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del ministro della salute, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, la definizione delle norme per l'organizzazione, il funzionamento e l'amministrazione dell'Agenzia;

 

impegna il Governo:

 

a predisporre tutti gli atti necessari all'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 11 del decreto-legge 31 dicembre 2007 n. 248, al fine di completare l'iter procedimentale per l'istituzione dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare nella sede di Foggia.

G/2465/8/9/Tab.12

BERTUZZI, PIGNEDOLI, ANDRIA, ANTEZZA, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER

La 9a Commissione permanente del Senato,

 

in sede di esame della  disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013

 

premesso che:

 

il disegno di legge di stabilità non contiene misure volte a garantire alle imprese e ai lavoratori del comparto agroalimentare e della pesca quell'insieme di interventi necessari per il consolidamento e lo sviluppo del settore;

 

all'interno del disegno di legge disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013, nella tabella n. 12 «Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali», il saldo tra le misure introdotte e i tagli risulta negativo e rivela forti riduzioni di spesa;

 

il programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6) subisce una decurtazione di 106 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate relative all'anno 2010. In tale ambito, 8,7 milioni di euro sono posti a carico del funzionamento del Dipartimento delle politiche competitive del mondo rurale e della qualità e 57,1 milioni di euro a carico del capitolo  7438 relativo alle somme per garantire l'avvio della realizzazione delle opere previste dal Piano irriguo nazionale. Altri 13 milioni di euro sono recuperati da tagli al capitolo 7611 relativo alla concessione di contributi alle imprese;

 

nel sistema economico italiano l'agroalimentare rappresenta uno dei maggiori comparti produttivi, offrendo un bacino occupazionale insostituibile, specie nel Mezzogiorno e nelle aree più marginali, e al tempo stesso assicura la gestione di oltre 14 milioni di ettari di terreni ed il presidio di un territorio ben più ampio;

 

l'attuale situazione dell'economia e il dibattito sulla riforma della Politica agricola comune (PAC) evidenziano nuove sfide ed opportunità per il settore che può continuare ad offrire un contributo rilevante al rilancio economico ed allo sviluppo dei territori italiani;

 

in tale contesto assumono un'importanza strategica le misure connesse al rilancio degli investimenti, dell'innovazione e della ricerca e le misure per agevolare il ricambio generazionale quale componente avanzata e qualificata nel quadro di una politica agricola nazionale tesa a sviluppare un sistema agroalimentare di qualità capace di competere a livello mondiale;

 

muovendo da tali considerazioni nel 2007 è stato istituito un apposito Fondo per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile in agricoltura con una dotazione di 50 milioni di euro per il quinquennio 2007-2011;

 

impegna il Governo:

 

ad adottare ulteriori iniziative volte a integrare nuove risorse del Fondo per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura, a prevedere ulteriori stanziamenti aggiuntivi e ad emanare i bandi per l'assegnazione delle risorse.