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Legislatura 16ª - 9ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 194 del 24/11/2010


RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI PER L'ANNO FINANZIARIO 2011 E PER IL TRIENNIO 2011-2013 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNI DI LEGGE NN. 2465 e 2465-bis  - TABELLE 12 e 12-bis) E SULLE PARTI CORRISPONDENTI

DEL DISEGNO DI LEGGE N. 2464

 

            La Commissione, esaminati lo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l'anno finanziario 2011, nonché le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità,

           

premesso che:

 

la nuova disciplina della legge di contabilità (legge n. 196 del 2009), nel riformare gli strumenti e le procedure di finanza pubblica, ha delineato una nuova configurazione del ciclo di programmazione degli strumenti di bilancio, volta a sottolineare la correlazione della legge di stabilità con il carattere triennale della manovra;

il complesso delle previsioni contenute nella legge di stabilità concretano una manovra a carattere triennale e coerente con gli obiettivi programmatici di finanza pubblica indicati nella Decisione di finanza pubblica approvata nello scorso mese di settembre, facendo altresì riferimento diretto alla manovra di aggiustamento dei conti pubblici posta in essere con il decreto-legge n. 78 del 2010;

il bilancio diviene strumento non solo di recepimento delle risorse autorizzate annualmente dalla legislazione, ma anche di possibile rimodulazione di spese determinate per legge dalle diverse amministrazioni;

 

preso atto che:

 

nel disegno di legge di stabilità sono previsti interventi per determinati profili del settore primario, in particolare: il comma 41 dell'articolo 1 rende permanenti le agevolazioni fiscali in favore della piccola proprietà contadina, che erano sottoposte al termine del 31 dicembre 2010; il comma 45 conferma a regime la rideterminazione delle agevolazioni contributive per i datori di lavoro agricoli in zone svantaggiate, previste inizialmente dall'articolo 9 della legge n. 67 del 1988; il comma 100 riguarda altresì in parte aspetti di competenza del settore primario, con riferimento al sesto censimento dell'agricoltura e al Piano generale previsto per lo stesso;

la Tabella C prevede per il settore Agricoltura assegnazioni di risorse per il triennio, pari a 48.894.000 euro, per il 2012 a 49.836.000 euro, stesso importo finale per il 2013, concernenti rispettivamente il piano nazionale della pesca marittima e credito peschereccio, i contributi a enti e associazioni, la riorganizzazione per la ricerca in agricoltura, mentre è altresì presente lo stanziamento riguardante l'AGEA, iscritto questo nello Stato di previsione del Ministero dell'economia e finanze;

la Tabella E prevede uno stanziamento per la missione "Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca" per un importo di 116.700.000 euro sia per il 2011 che per il 2012, disposto a favore del Fondo di solidarietà nazionale, destinato in particolare agli incentivi per la stipula di contratti assicurativi contro le calamità naturali nel mondo agricolo;

 

rilevato che:

 

lo Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, oggetto della Tabella 12, prevede una spesa complessiva in termini di competenza pari 1.320.800.000 euro circa per il 2011, mentre il 2012 e 2013 le previsioni rispettive sono di 1.268.500.000 e di 1.128.132.000 circa;

nello Stato di previsione del Dicastero agricolo per il 2011 le risorse sono assorbite per la gran parte dalla missione "Agricoltura politiche agroalimentari e pesca", alla quale vengono assegnati 690,310 milioni di euro, al cui interno lo stanziamento maggiore  è destinato  al programma "sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione"  che comprende fra i principali obiettivi le politiche in favore dello sviluppo rurale, la promozione della ricerca, il contributo all'UNIRE per i compiti istituzionali;

quanto agli stanziamenti per il 2011 relativi ad altre missioni di competenza del Ministero, per la missione "ordine pubblico e sicurezza" è stabilita una previsione di 176.640.000 euro, mentre per la missione "soccorso civile" lo stanziamento è di 151.600.000 euro; la missione "sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente" vede una previsione di 231.643.000 euro; per la missione "servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche" l'importo previsto è di 18.260.000 euro, ed infine per la missione "fondi da ripartire" la somma è di 52.319.000 euro;

 

formula un rapporto favorevole.

 

 

 

 

 

SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DAI SENATORI PIGNEDOLI, ANDRIA, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO E SOLIANI  SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI  PER L'ANNO FINANZIARIO 2011 E PER IL TRIENNIO 2011-2013 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNI DI LEGGE NN. 2465 e 2465-bis  - TABELLE 12 e 12-bis) E SULLE PARTI CORRISPONDENTI DEL DISEGNO DI LEGGE N. 2464

 

            La Commissione, esaminati lo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l'anno finanziario 2011, nonché le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità,

 

premesso che:

 

la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è molto preoccupante e le iniziative finora assunte dal Governo hanno rappresentato una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell'intero tessuto sociale e produttivo del Paese;

gli indicatori macro e microeconomici evidenziano, per il nostro Paese, un andamento negativo in rapporto al resto dei Paesi maggiormente sviluppati. Dal punto di vista della crescita economica, i nostri principali competitors internazionali durante la crisi hanno registrato una minore  riduzione percentuale del PIL e ora nella fase di ripresa economica registrano tassi di crescita molto superiori al nostro. La crescita mondiale è prevista al 4,4 per cento ed è prevista attestarsi al 4 per cento nel 2011.  La Germania nel 2010 cresce del 3,4 per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2 per cento. Gli Stati Uniti crescono del 2,9 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento. Il Giappone cresce del 2,7  per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2,5 per cento. La Francia cresce del 1,6 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento.  Per l'area euro la crescita del 2010 è pari in media al 1,6 per cento, mentre per il 2011 si prevede una crescita del 1,8 per cento. L'Italia è ferma, purtroppo ad un 1,2 per cento nel 2010 e ad un 1,3 per cento per il 2011 e tali dati, tra l'altro, come più volte affermato dalla stessa Banca d'Italia appaiono estremamente ottimistici;

 

considerato che:

 

le nuove procedure di governance europea, che hanno preso avvio nel giugno del 2010 e successivamente definite dalla Commissione lo scorso 29 settembre con l'approvazione di cinque proposte di regolamento e di una direttiva, prevedono un più approfondito coordinamento programmatico delle politiche economiche e di bilancio dei Paesi membri, la cui attuazione pratica si avrà, a partire dall'anno 2011, nell'ambito del cosiddetto "Semestre europeo";

la nuova governance europea prenderà avvio, pertanto, a metà aprile 2011, con la presentazione contestuale da parte di tutti gli stati membri, della versione definitiva dei National Reform Program (Piani nazionali di riforma, PNR) e degli Stability Program (Programmi di stabilità, PS), tenendo conto delle linee guida dettate dal Consiglio europeo nei mesi precedenti;

gli obiettivi e i parametri del nuovo Patto di stabilità e crescita rappresentano, da subito, un vincolo di notevole importanza per il nostro Paese con ricadute sulle scelte di finanza pubblica che potranno essere adottate nel prossimo futuro;

in particolare, per rafforzare la disciplina del PSC, la Commissione ha proposto l’obbligo per gli Stati di convergere verso l'obiettivo del pareggio di bilancio con un miglioramento annuale dei saldi pari ad almeno lo 0,5 per cento, l’obbligo per gli Stati con un debito superiore al 60 per cento del PIL di ridurlo di almeno 1/20 della differenza rispetto alla soglia del 60 per cento, nuove sanzioni finanziarie a carico degli Stati che non rispettino la parte preventiva o correttiva del PSC;

tali criteri, seppure destinati ad essere parzialmente attenuati ed affiancati da altri parametri, prefigurano per il nostro Paese, aggiustamenti economici e di finanza pubblica più ampi di quanto finora previsto. La dimensione dei sacrifici che saranno richiesti a cittadini ed imprese saranno molto elevati e tali da richiedere da subito un'ampia discussione politica ed una condivisione degli obiettivi, svincolata dalla logica del brevissimo periodo;

 

considerato che, per quanto di competenza:

 

il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro  (1.386,5  per il 2010);

le risorse che la legge di bilancio per il 2010 prevedeva di attribuire allo stato di previsione del MIPAAF per l’esercizio 2011 erano pari a 1.438,4 milioni di euro; con la legge di assestamento gli stanziamenti di competenza sono stati fissati in 1.538,1 milioni di euro. Rispetto all’assestamento 2010 il progetto di bilancio a legislazione vigente per il 2011, sottoposto all’esame parlamentare, registra pertanto una diminuzione degli stanziamenti di 217,3 milioni di Euro (-15,1 per cento);

la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a  971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio), in tal modo ulteriormente procedendo verso una composizione della spesa che vede la prevalenza delle prime sugli stanziamenti per investimenti; tale composizione si è profilata a decorrere dall’’esercizio 2009 dopo un biennio nel quale le risorse attribuite alla spese per investimento erano risultate preponderanti;

nello stato di previsione del MIPAAF le risorse sono assorbite per la gran parte dalla missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, alla quale vengono assegnati 690,310 milioni di euro (720,190 milioni di euro nel bilancio 2010), che rappresentano il 52,3 per cento (51,9 per cento nell’esercizio 2010) dell’intera dotazione della tabella 12. Rispetto all'assestato la missione subisce un taglio di 181,4 milioni di euro. In tale ambito, si registra un taglio di 42 milioni di euro al programma politiche europee ed internazionali nel settore agricolo e della pesca (9.2), di cui 27 milioni di euro a carico del capitolo 7095 relativo alla concessione di contributi in favore delle imprese di pesca marittima finalizzati agli investimenti per la sicurezza e l'acquisto di strumentazione di bordo;

del tutto criticabile è il taglio previsto al programma di vigilanza, prevenzione e repressione delle frodi nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale (9.5), posto per intero a carico dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari;

il programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6) subisce una decurtazione di 106 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate relative all'anno 2010. In tale ambito, 8,7 milioni di euro sono posti a carico del funzionamento del Dipartimento delle politiche competitive del mondo rurale e della qualità e 57,1 milioni di euro a carico del capitolo  7438 relativo alle somme per garantire l'avvio della realizzazione delle opere previste dal Piano irriguo nazionale. Altri 13 milioni di euro sono recuperati da tagli al capitolo 7611 relativo alla concessione di contributi alle imprese;

il programma sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche (9.7) subisce un taglio di 27,3 milioni di euro, di cui 10,8 al capitolo 2087 relativo a trasferimenti alle imprese, 10 milioni di euro al capitolo 6 relativo ai contributi alla produzione di prodotti a stagionatura prolungata e 7 milioni ai contributi per il miglioramento e lo sviluppo fondiario;

nell’allegato 1 allo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sono riportate le variazioni degli stanziamenti di spesa previsti a legislazione vigente, alcune delle quali del tutto inaccettabili. In particolare si segnalano nell’ambito della missione Agricoltura, nel programma politiche europee ed internazionali nel settore agricolo e della pesca: la soppressione degli stanziamenti per le spese per il contributo al Comitato nazionale italiano della FAO, pari a 40.400 euro per gli anni 2011 2012 e 2013 (articolo 1 della legge n. 481 del 1973); la soppressione degli stanziamenti, per l’integrazione del contributo ordinario a favore del comitato nazionale per il collegamento fra il Governo Italiano e la FAO pari a 107.734 euro per gli anni 2011 2012 e 2013 (articolo 1 della legge n. 461 del 1984); la riduzione delle spese per l’attuazione del terzo piano nazionale della pesca marittima, credito peschereccio e riconversione delle unità adibite alla pesca con reti (legge n. 267 del 1991, articolo 1, comma 1) pari a 380.000 euro per gli anni 2011 e 2012 e 180.000 per l’anno 2013; la riduzione delle spese per l’orientamento e modernizzazione del settore della pesca e dell’acquacoltura (decreto legislativo n. 226 del  2001, articolo 10) pari a 553.024 euro per gli anni 2011 e 2012 e 351.158 per l’anno 2013. Analogamente, nel programma Sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustruiale e mezzi tecnici di produzione sono previste: la soppressione degli stanziamenti per l’orientamento e modernizzazione del settore forestale (decreto legislativo n. 227 del 2001) pari a 274.618 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013; la soppressione degli stanziamenti per l’orientamento e modernizzazione del settore agricolo(decreto legislativo n. 228 del 2001) pari a 1739.556 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013; la soppressione degli stanziamenti per il consorzio anagrafe animale (decreto-legge n. 2 del 2006) pari a 521.507 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013. Nel programma Sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche è prevista una riduzione di uno stanziamento per i trasferimenti alle imprese (legge n. 244 del 2007, articolo 3, comma 34) pari a 145.000 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013. Infine, nell’ambito della missione Soccorso civile, programma Interventi per soccorsi, è prevista una riduzione degli stanziamenti per il contrasto agli incendi boschivi (decreto-legge n. 223 del 2006) di 506.270 euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013;

nella legge di stabilità non risulta nessun accantonamento per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali all'interno delle Tabelle A (fondo speciale di parte corrente) e B (fondo speciale di conto capitale);

il  totale degli stanziamenti per il suddetto Ministero presenti in Tabella C (stanziamenti relativi a disposizioni di legge la cui quantificazione annua è demandata alla legge finanziaria) risulta essere pari a soli 49 milioni di euro per il triennio 2011-2013;

 

constatato che:

 

            con riguardo al settore agroalimentare, i provvedimenti al nostro esame non contengono previsioni programmatiche significative ed interventi tali da garantire un adeguato sostegno al settore;

nell’ultimo anno l’annata agraria dell’Italia è risultata marcatamente segnata dagli effetti della crisi economica e finanziaria che hanno colpito lo scenario mondiale. Infatti, il settore agricolo italiano ha mostrato una flessione del valore della produzione, ai prezzi di base, di 8,3 punti percentuali, assestandosi a 47,5 miliardi di euro correnti , ossia su risultati simili a quelli fatti registrare nel 2005 e 2006, prima degli anni di "esplosione" dei prezzi. Sul risultato negativo ha inciso la flessione sia delle quantità prodotta (-2,5 per cento) sia dei prezzi dei prodotti agricoli (-6,0 per cento);

cadute consistenti dei prezzi di vendita dei prodotti agricoli si sono registrate per gran parte dell’anno e per quasi tutte le produzioni. Parallelamente, la spesa per consumi intermedi, nel 2009, è diminuita, a valori correnti, di quasi 5 punti percentuali grazie ad un effetto congiunto di riduzione dei prezzi (-3 per cento) e di quantità impiegate (-1,8 per cento);

in ogni caso la riduzione generale dei prezzi degli input produttivi è risultata meno pronunciata rispetto all’aumento dei prezzi dei prodotti venduti, questo si è tradotto in una contrazione della ragione di scambio della fase primaria e, soprattutto, in un calo dei redditi degli agricoltori italiani che è stato del 25 per cento, rispetto ad una media UE del 12,5 per cento;

gli effetti della crisi economica si sono mostrati sul mercato del lavoro con la flessione dell'occupazione cominciata nella seconda metà del 2008 e aggravatasi nel corso del 2009. Secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, già a partire dal secondo trimestre del 2008, infatti, l'occupazione ha smesso di crescere per poi diminuire per tutto il 2009, tra il secondo trimestre 2008 e l'ultimo del 2009 si sono persi 823 mila occupati. Come spiega la relazione della Banca d'Italia, e come si evince dai dati di contabilità  nazionale, tra il 2008 e il 2009 la riduzione dell'input di lavoro è  ancor più rilevante se calcolata in termini di ore lavorate (-3,6 per cento);

nell’industria alimentare, che pure è riuscita a contenere gli effetti della crisi, il dato più preoccupante, (includendo il tabacco), è quello relativo all’occupazione: nel 2009 si rileva una contrazione del 4,1 per cento rispetto al precedente anno, scendendo a 484 mila addetti. Ciò significa che nell’ultimo anno si sono persi circa 20 mila posti di lavoro nel settore;

a tale situazione di crisi, si devono aggiungere le nuove emergenze globali su cui l’agricoltura per la sua natura settoriale ha, ed avrà in futuro, un ruolo determinante come la scarsità di risorse (acqua e cibo), l’emergenza ambientale e, soprattutto, quella di mercato determinata dall’inedita (per intensità e durata) volatilità dei prezzi agricoli;

in questo preoccupante e drammatico scenario, il Governo è stato pressoché assente. Nessun intervento straordinario come accaduto nei principali Paesi dell’Unione Europea, così come sono venuti meno o sono stati scarsamente remunerati in termini di risorse finanziarie una serie d’interventi per il settore che rappresentavano in passato una solida base su cui programmare le attività imprenditoriali e di sviluppo come l’esenzione dell’accisa per il gasolio agricolo utilizzato nelle serre, il credito d’imposta sugli investimenti in agricoltura, (comma 1075 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296), il credito d’imposta per l’internazionalizzazione in agricoltura (commi 1088-1089-1090 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ), il fondo per gli investimenti in agricoltura (all'articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2006, n. 296), il fondo per l’imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura (articolo 1, comma 1068, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni);    

in tale contesto assumono un'importanza strategica tutte le misure connesse al rilancio degli investimenti, dell'innovazione e della ricerca e le misure per agevolare il ricambio generazionale quale componente avanzata e qualificata nel quadro di una politica agricola nazionale tesa a sviluppare un sistema agroalimentare di qualità capace di competere a livello mondiale;

 

tutto ciò premesso,rilevata, al contrario, la necessità:

 

di valutare concretamente, per il prossimo triennio, l'opportunità di destinare ulteriori risorse ai Fondi esistenti e già destinati:

·         al sostegno di iniziative che favoriscano il ricambio generazionale e che sostengano l’imprenditoria giovanile e femminile;

·         al credito d’imposta per investimenti delle singole imprese agricole e cooperative e per l’internazionalizzazione delle imprese agroalimentari;

·         agli investimenti in agricoltura di cui al Fondo del comma 1072 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296;

 

di adottare con urgenza gli opportuni provvedimenti necessari:

·         alla proroga triennale delle agevolazioni (accisa zero) previste per il gasolio utilizzato nelle coltivazioni sotto serra, ovvero a prevedere un regime di incentivo alternativo all’accisa zero che sia compatibile con gli orientamenti comunitari in materia di Aiuti di stato;

·         a rendere stabile e certo, per il prossimo triennio, il regime di agevolazione contributiva in agricoltura nelle zone svantaggiate e di montagna previsto dall’articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni;

·         a rendere stabile e certo, per il prossimo triennio, il funzionamento dello strumento del Fondo di solidarietà nazionale in agricoltura di cui all’articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e successive modificazioni;

·         a rendere immediatamente disponibili i 21 milioni di euro autorizzati presso AGEA per la copertura del fabbisogno 2010 relativo agli aiuti nazionali per il settore bieticolo-saccarifero di cui agli impegni assunti dall’Italia con la riforma UE del 2005;

 

di adottare un piano di sviluppo che consenta al sistema agricolo e della pesca di uscire senza ulteriori conseguenze negative dalla fase di crisi e che ponga al centro della strategia risorse finanziarie, misure e interventi connesse al rilancio degli investimenti, dell'innovazione e della ricerca;

di adottare con urgenza strumenti e azioni di politica agricola che agevolino i processi di accesso al credito degli investimenti e che consentano agli agricoltori di gestire le crisi di settore e le diffuse emergenze di mercato;

di orientare la politica della pesca ad una azione di rilancio del settore prevedendo forme di supporto agli investimenti delle imprese ittiche ed allo sviluppo di azioni innovative;

di garantire al sistema agricolo nazionale il necessario supporto in sede comunitaria durante le prossime importantissime tappe del negoziato che condurrà alla ridefinzione del quadro degli interventi di politica agricola dopo il 2013,

 

formula rapporto contrario.

 


 

 

SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DAL SENATORE DI NARDO  SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI PER L'ANNO FINANZIARIO 2011 E PER IL TRIENNIO 2011-2013 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNI DI LEGGE NN. 2465 e 2465-bis  - TABELLE 12 e 12-bis) E SULLE PARTI CORRISPONDENTI

DEL DISEGNO DI LEGGE N. 2464

 

            La Commissione, esaminati lo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l'anno finanziario 2011, nonché le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità,

 

premesso che:

 

il disegno di legge di stabilità tiene conto dello scenario delineato dalla Decisione di finanza pubblica approvata a settembre, in base al quale si prevedono per il 2010 un tasso di crescita del PIL reale dell'1,2 per cento e un deflatore pari all'1,6 per cento;

la legge di stabilità, introdotta con la legge di riforma della contabilità pubblica (articolo 11 della legge n. 196 del 2009), sostituisce da quest'anno la legge finanziaria; il suddetto provvedimento, insieme al disegno di legge di bilancio, compone la manovra triennale di finanza pubblica e, in particolare, il testo approvato dal consiglio dei ministri del disegno di legge di stabilità disponeva il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale 2011-2013, esprimendolo sotto un aspetto essenzialmente tabellare: gli interventi ammontavano a circa 1000 milioni per l'anno 2011, 3.000 milioni per il 2012 e 9.500 milioni per il 2013, da attribuire, essenzialmente, a rimodulazioni di risorse finanziarie già inserite in bilancio;

contravvenendo alla scelta fatta di presentare una legge di stabilità puramente tabellare e, parzialmente in contrasto con quanto stabilito dalla legge n. 196 del 2009, il Governo, con un maxiemendamento ha inserito nel disegno di legge di stabilità alcune misure che avrebbero dovuto essere adottate con un apposito decreto-legge cosiddetto per lo "sviluppo";

l’esame dei documenti di bilancio da parte della Commissione bilancio della Camera si è intrecciato con i tempi della crisi della maggioranza e del Governo Berlusconi, il quale è dovuto passare da una legge di stabilità "tabellare" ad una puramente elettorale, con l’anticipazione delle disposizioni "per lo sviluppo" tramite un maxiemendamento del Governo al disegno di legge di stabilità 2011. Ciò tuttavia,  non ha placato le critiche che, prima ancora che dall’opposizione, sono arrivate dalle forze sociali e dagli enti territoriali: di fatto le misure introdotte non fanno che incrementare le spese, a volte anche in maniera strutturale, a fronte di finanziamenti rappresentati per lo più da entrate una tantum o aleatorie. Vengono inoltre introdotte norme che trasferiscono oneri sugli esercizi futuri. In sostanza, siamo in presenza di una serie di disposizioni che, senza contribuire decisamente allo sviluppo, finiscono per togliere ulteriormente incisività al rigore;

la manovra, recata dal disegno di legge di stabilità e dal disegno di legge di bilancio per il 2011, deve essere  giudicata, soprattutto per quanto riguarda le misure riferite alle Regioni e agli enti locali profondamente insoddisfacenti. I tagli rischiano di fare saltare servizi fondamentali per le persone, per le famiglie e per le imprese. Per fare solo alcuni esempi: l'abolizione del ticket sulla diagnostica per il 2011, il cui onere è valutato in 834 milioni,  sarà compensata con l’attribuzione di  347 milioni che basteranno solo a coprire l'onere per 5 mesi, presumendo quindi una reintroduzione dei ticket a giugno 2011, ed ancora, i tagli al trasporto locale restano intatti;

la manovra economico-finanziaria per il prossimo triennio, per un valore di circa 25 miliardi di euro, di fatto, è stata anticipata con il decreto-legge n. 78 del 2010: una manovra pesantissima, di soli e ingentissimi tagli, soprattutto nei confronti degli enti locali e incredibilmente priva di qualsiasi misura a sostegno dello sviluppo economico. Una manovra, quella contenuta nel citato decreto-legge n. 78 del 2010, che ha solo prodotto effetti depressivi sull'economia e l'occupazione;

l'Istat ha confermato che il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2010 è salito al 9,1 per cento, senza calcolare i lavoratori in cassa integrazione guadagni. Dopo i 528 mila posti di lavoro distrutti negli ultimi due anni, sono a rischio altri 246 mila posti di lavoro;

Confindustria ha calcolato in 124 miliardi di euro l'ammontare dell'evasione fiscale, una cifra che risulta 5 volte superiore alla manovra correttiva impostata dall'attuale Governo  con il decreto-legge n. 78 del 2010 il cui cuore è tutto nel blocco delle retribuzioni del pubblico impiego, nel taglio, come si è detto, dei fondi ai comuni e alle regioni (complessivamente quasi 13 miliardi di euro) e nel rinvio del pensionamento dei cittadini e secondo le recentissime stime elaborate dal suo centro studi nel mese di settembre 2010, il reddito pro capite in Italia continuerà ad essere «in retromarcia» e con la crisi attuale ha fatto passi indietro tornando ai livelli del 1998;

è infatti una «Italia più povera, in assoluto e ancor più in rapporto agli altri paesi avanzati» quella descritta dal rapporto di autunno del Centro studi di Confindustria, che, rinnovando l'allarme per il ritardo nelle riforme, sottolinea alcune questioni cruciali sul fronte dei «ritardi per la modernizzazione»: semplicità e chiarezza delle regole per le imprese (a partire dalla riforma della pubblica amministrazione); il carico fiscale sulle imprese e sui lavoratori; l'istruzione; la ricerca e l'innovazione, terreno su cui siamo «in forte svantaggio»; infrastrutture, settore in cui «il Paese ha dissipato la leadership che aveva quaranta anni fa tagliando le risorse e rafforzando il potere di veto dei sempre più numerosi soggetti interessati»; la concorrenza: «le liberalizzazioni da sole aumenterebbero la produttività del 14,1 per cento»;

l'attuale Governo non è in grado di proporre una politica economica anticiclica convincente tale da aggredire la crisi che attanaglia il nostro Paese;

i provvedimenti al nostro esame contengono una manovra finanziaria inesistente, uno strumento di intervento del tutto inadeguato e insufficiente, che fa semplicemente da ponte tra ciò che non si è voluto fare prima e ciò che non si sa o non si vuole fare dopo. Il nostro Paese necessita  di interventi che correggano la politica economica e la politica fiscale dell'attuale governo stimolando di più la domanda interna, prevedendo nell'immediato un reale sostegno dei redditi, della domanda, e delle piccole imprese;

 

considerato inoltre, per quanto concerne in particolare gli aspetti all'attenzione della Commissione agricoltura, che:

 

i provvedimenti in esame ricalcano quanto già deciso a luglio, con il decreto legge 31 maggio 2010, n. 78;

 risulta evidente la situazione drammatica in cui si trova il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, al quale vengono tagliate ingenti risorse finanziarie;

nel disegno di legge di stabilità si conferma la disattenzione verso i problemi degli agricoltori;

le risorse che la legge di bilancio per il 2010 prevedeva di attribuire allo stato di previsione del Ministero per l'esercizio 2011 erano pari a 1.438,4 milioni di euro. Con la legge di assestamento gli stanziamenti di competenza sono stati fissati in 1.538,1 milioni di euro. Rispetto all'assestamento 2010 il documento di bilancio in esame per il 2011 registra una diminuzione degli stanziamenti di ben 217,3 milioni di euro;

nello stato di previsione del Dicastero agricolo le risorse sono assorbite per la gran parte dalla Missione 9 - Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, alla quale vengono assegnati 690,310 milioni di euro (720,190 milioni di euro nel disegno di legge di bilancio 2010), che rappresentano il 52,3 per cento (51,9 per cento nell'esercizio 2010) dell'intera dotazione della tabella 12;

la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a 971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 euro nel passato esercizio), in tal modo ulteriormente procedendo verso una composizione della spesa che vede la prevalenza delle prime sugli stanziamenti per investimenti; tale composizione si è profilata a decorrere dall'esercizio 2009 dopo un biennio nel quale le risorse attribuite alle spese per investimento erano risultate preponderanti;

in particolare, le previsioni delle spese per il 2011 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ammontano:

-        per la missione 7 - Ordine pubblico e sicurezza, a 176,6 milioni di euro, con una riduzione pari a 1,6 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per l'anno 2010;

-        per la missione 9 - Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, a 690,3 milioni di euro, con una riduzione pari a 181,4 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per l'anno 2010;

-        per la missione 33 - Fondi da ripartire, a 52,3 milioni di euro, con una diminuzione pari a 24,5 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per l'anno 2010;

nel disegno di legge di bilancio per il 2011 (A.C. 3779) è presente, in allegato a ciascuno stato di previsione, un apposito Allegato 1, recante il «Prospetto delle autorizzazioni di spesa per programmi», che espone le autorizzazioni di spesa previste a legislazione vigente che sono state rimodulate dal disegno di legge di bilancio. Nell'allegato 1 allo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, risultano le seguenti variazioni degli stanziamenti di spesa previsti a legislazione vigente:

a)      nell'ambito della Missione Agricoltura, nel Programma Politiche europee ed internazionali nel settore agricolo e della pesca:

-         la soppressione degli stanziamenti per le spese per il contributo al Comitato nazionale italiano della FAO, pari a 40.400 euro per gli anni 2011 2012 e 2013 (articolo 1 della legge n. 481 del 1973);

-         la soppressione degli stanziamenti per l'integrazione del contributo ordinario a favore del Comitato nazionale per il collegamento fra il Governo italiano e la FAO, pari a 107.734 euro per gli anni 2011 2012 e 2013;

-         la riduzione delle spese per l'attuazione del terzo piano nazionale della pesca marittima, credito peschereccio e riconversione delle unità adibite alla pesca con reti pari a 380.000 euro per gli anni 2011 e 2012 e 180.000 euro per l'anno 2013;

-         la riduzione delle spese per l'orientamento e modernizzazione del settore della pesca e dell'acquacoltura, pari a 553.024 euro per gli anni 2011 e 2012 e 351.158 per l'anno 2013;

b)      nel Programma Sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione, della medesima missione:

-         la soppressione degli stanziamenti per l'orientamento e modernizzazione del settore forestale pari a 274.618 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013;

-         la soppressione degli stanziamenti per l'orientamento e modernizzazione del settore agricolo pari a 1739.556 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013;

-         la soppressione degli stanziamenti per il consorzio anagrafe animale pari a 521.507 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013;

-         la previsione di uno stanziamento per i trasferimenti alle imprese pari a 65.040 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013;

-         la riduzione degli stanziamenti per i contributi all'UNIRE pari a 222.263 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013;

c)      nel Programma Sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche è prevista una riduzione di uno stanziamento per i trasferimenti alle imprese pari a 145.000 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013;

d)      nell'ambito della Missione Soccorso civile, Programma Interventi per soccorsi, è prevista una riduzione degli stanziamenti per il contrasto agli incendi boschivi di 506.270 euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013;

 

in relazione al disegno di legge di stabilità 2011, nel prendere atto che le modifiche intervenute alla Camera riferite alla fiscalizzazione degli oneri contributivi e alle norme agevolative per favorire la proprietà coltivatrice, rappresentano misure parziali e insufficienti nei confronti degli imprenditori agricoli;

ritenuto altresì urgente ed indifferibile provvedere:

-         alla reintroduzione del "bonus gasolio" che oggi, a fronte del continuo aumento dei prezzi petroliferi, diventa quanto mai essenziale per la prosecuzione delle attività di migliaia di aziende agricole;

-         a dare carattere permanente, oltre la data del 31 dicembre 2010, alla rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici minimi già previsti dalla legge n. 127 del 2007;

-         a dare adeguata copertura finanziaria sia agli interventi previsti dal disegno di legge sull'"etichettatura", in discussione proprio alla Commissione competente del Senato in questi giorni, nonchè al Fondo per i giovani imprenditori agricoli;

 

per tutto quanto sopra premesso,

 

formula rapporto contrario.