AGRICOLTURA E PRODUZIONE AGROALIMENTARE (9ª)
MERCOLEDÌ 24 NOVEMBRE 2010
194ª Seduta (pomeridiana)
Presidenza del Presidente
Interviene il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Galan.
La seduta inizia alle ore 15,30.
IN SEDE CONSULTIVA
(2465 e 2465-bis) Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 e relativa Nota di variazioni, approvato dalla Camera dei deputati
- (Tabb. 12 e 12-bis) Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013
(2464) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2011)i, approvato dalla Camera dei deputati
(Rapporto alla 5a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame congiunto. Rapporto favorevole)
Riprende l'esame congiunto sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.
Il presidente SCARPA BONAZZA BUORA ricorda che il termine per la presentazione degli emendamenti riferiti alla Tabella 12 del disegno di legge di bilancio, nonché degli ordini del giorno è scaduto alle ore 14, facendo presente che sono pervenuti otto ordini del giorno.
Il senatore PINZGER (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) dichiara di aggiungere la propria firma a tutti gli ordini del giorno presentati.
Si passa all'illustrazione degli ordini del giorno.
La senatrice BERTUZZI (PD) illustra l'ordine del giorno n. G/2465/1/9/Tab.12, a propria firma, evidenziando che lo stesso prospetta la necessità che vengano adottati con urgenza gli opportuni provvedimenti volti a rendere immediatamente disponibili le risorse finanziarie, pari a 21 milioni di euro, destinate agli aiuti nazionali concordati in sede comunitaria a favore del settore bieticolo-saccarifero.
L'ordine del giorno n. G/2465/8/9/Tab.12 è orientato nella prospettiva di favorire il ricambio generazionale nel settore agricolo, nel quale si registra un invecchiamento degli operatori.
L'incentivazione dell'imprenditoria giovanile costituisce una misura quanto mai opportuna, anche nell'ottica del rilancio della competitività del comparto. Rispetto a tale esigenza occorre favorire la mobilità fondiaria, promuovere le condizioni per l'accesso al credito dei giovani imprenditori, prefigurare appositi premi di "primo insediamento" e favorire la formazione degli operatori interessati.
Come è emerso anche dalle audizioni di associazioni rappresentative dei giovani imprenditori, effettuate in Ufficio di presidenza, si registra un nuovo e positivo approccio degli stessi rispetto ai profili attinenti alla rappresentanza associativa e al modo di quest'ultima di rapportarsi e di confrontarsi con la parte politica.
La senatrice MONGIELLO (PD) illustra l'ordine del giorno G/2465/2/9/Tab.12, evidenziando che lo stesso affronta l'importante tematica delle agevolazioni fiscali per il gasolio utilizzato per le coltivazioni "sotto serra". Relativamente al comparto in questione l'oratrice fa presente che gli ultimi eventi calamitosi di tipo alluvionale, registratisi in molte aree del Paese, hanno cagionato ingenti danni anche al settore delle coltivazioni "sotto serra", ai quali occorre porre rimedio, prevedendo un regime incentivante compatibile con gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato.
Illustra poi l'ordine del giorno G/2465/7/9/Tab.12 evidenziando che lo stesso impegna il Governo a predisporre tutti gli atti finalizzati a completare l'iter procedimentale per l'istituzione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, con sede a Foggia. Appare quanto mai singolare che in Italia non sia stata ancora istituita un'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, nonostante che proprio in tale Stato abbia sede l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).
Non può il ministro Galan addurre come motivazione della mancata istituzione dell'Agenzia nazionale sopracitata la circostanza che le competenze in ordine alla stessa ricadano nell'ambito operativo del Ministero della salute. Appare paradossale che rispetto all'Agenzia in questione il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali non voglia intervenire per motivi attinenti al riparto di competenza con il Ministero della salute, mentre quest'ultimo si sia ingerito nell'ambito della procedura interna al Governo finalizzata alla concessione dell'assenso al trasferimento in sede deliberante del disegno di legge n. 2363, in materia di etichettatura dei prodotti agroalimentari. Appare infatti incomprensibile quali siano i profili di competenza dello stesso Ministero della salute in merito al disegno di legge n. 2363, rientrante nella sfera di attribuzione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Attualmente il Ministero della salute si occupa della gestione del rischio, mentre per quel che concerne la valutazione del rischio stesso nessun organismo in Italia svolge tale funzione.
In merito alla istituzione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare prevalgono logiche territoriali del tutto inaccettabili.
La senatrice ANTEZZA (PD) illustra l'ordine del giorno G/2465/3/9/Tab.12, sottolineando preliminarmente lo stato di crisi in cui versa il settore agricolo, rispetto al quale si registra una consistente flessione del valore della produzione e una preoccupante diminuzione dell'occupazione.
In tale contesto le agevolazioni contributive in agricoltura per le aree svantaggiate e di montagna rivestono un rilievo di primo piano. Occorre, quindi, rendere certa la copertura finanziaria di tale importante misura.
Il senatore ANDRIA (PD) illustra l'ordine del giorno G/2465/4/9/Tab.12, soffermandosi sui consistenti tagli apportati con riferimento al settore agricolo, che rischiano di precludere la possibilità di rilancio del comparto, attualmente in situazione di crisi. L'ordine del giorno sopracitato impegna il Governo a valutare l'opportunità di destinare ulteriori risorse ai Fondi esistenti a favore del credito di imposta per investimenti e per l'internazionalizzazione delle imprese agroalimentari.
L'ordine del giorno G/2465/6/9/Tab.12, dopo aver sottolineato nelle premesse l'inaccettabile riduzione degli stanziamenti previsti per l'attuazione del piano nazionale della pesca marittima come pure per l'orientamento e modernizzazione del comparto, impegna il Governo a prorogare anche per l'anno 2011 l'applicazione del programma triennale della pesca e dell'acquacoltura nonché ad orientare la politica della pesca nella prospettiva di un rilancio del settore.
Il senatore PERTOLDI (PD) illustra l'ordine del giorno G/2465/5/9/Tab.12, sottolineando che gli eventi calamitosi verificatisi nell'ultimo periodo, che hanno cagionato ingenti danni al comparto agroalimentare di numerosi territori italiani, rendono quantomai necessario l'adozione di provvedimenti volti a rendere stabile e certo il funzionamento del Fondo di solidarietà nazionale in agricoltura.
Si passa all'espressione dei pareri del relatore e del rappresentante del Governo sugli ordini del giorno presentati.
Il relatore PICCIONI (PdL) esprime preliminarmente il proprio apprezzamento per il clima collaborativo riscontrabile in Commissione, che ha dato luogo ad un confronto costruttivo tra tutte le forze politiche ivi rappresentate.
Esprime poi parere favorevole su tutti gli ordini del giorno presentati, ad eccezione dell'ordine del giorno G/2465/7/9/Tab.12, per il quale si rimette al Governo.
Il ministro GALAN si dichiara disponibile all'accoglimento di tutti gli ordini del giorno ad eccezione dell'ordine del giorno G/2465/7/9/Tab.12, che viene accolto come raccomandazione, come pure dell'ordine del giorno G/2465/3/9/Tab.12, per il quale invita i presentatori ad una riformulazione.
Il senatore ANDRIA (PD) e la senatrice ANTEZZA (PD) aderiscono all'invito del Ministro, riformulando l'ordine del giorno G/2465/3/9/Tab.12 nel testo 2.
Il ministro GALAN manifesta la propria disponibilità all'accoglimento dell'ordine del giorno G/2465/3/9/Tab.12 (testo 2).
Nessuno dei presentatori insiste per la votazione degli ordini del giorno, ad eccezione della senatrice MONGIELLO (PD), che insiste per la votazione dell'ordine del giorno G/2465/7/9/Tab.12.
Il presidente SCARPA BONAZZA BUORA (PdL), previa verifica del numero legale, pone ai voti l'ordine del giorno G/2465/7/9/Tab.12, che viene approvato dalla Commissione.
Il relatore PICCIONI (PdL) illustra uno schema di rapporto favorevole (pubblicato in allegato al resoconto della seduta odierna).
Il senatore ANDRIA (PD) illustra uno schema di rapporto contrario a firma della senatrice Pignedoli ed altri (pubblicato in allegato al resoconto della seduta odierna), esprimendo preliminarmente un giudizio negativo del partito Democratico rispetto ai disegni di legge in titolo.
Dopo essersi soffermato su vari profili tematici specifici, contenuti nello schema di rapporto, l'oratore evidenzia in senso critico che la manovra finanziaria prospettata dal Governo non effettua una selezione degli interventi da promuovere, limitandosi ad introdurre una serie di tagli, volti a precludere la concreta possibilità di promuovere adeguate politiche per lo sviluppo ed il rilancio del comparto agroalimentare e di quello della pesca.
Esprime apprezzamento per l'apertura del Ministro rispetto agli ordini del giorno presentati, cogliendo l'occasione per ringraziare lo stesso per l'attenzione dedicata ai recenti eventi calamitosi che hanno colpito i territori della provincia di Salerno.
Il senatore DI NARDO (IdV), dopo aver dato per illustrato lo schema di rapporto a propria firma (pubblicato in allegato al resoconto della seduta odierna), evidenzia che la consistente riduzione degli stanziamenti destinati al settore agricolo denota una scarsa attenzione dell'Esecutivo per tale comparto.
Il presidente SCARPA BONAZZA BUORA avverte che si passerà alla votazione dello schema di rapporto illustrato dal relatore.
Il senatore SANTINI (PdL) preannuncia, anche a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il proprio voto favorevole sullo schema di rapporto illustrato dal relatore, soffermandosi altresì sulle tematiche inerenti alle agevolazioni contributive a favore dell'agricoltura nelle zone di montagna.
La Commissione, con apposita votazione, accoglie a maggioranza lo schema di rapporto favorevole del relatore. Lo schema di rapporto contrario a firma della senatrice Pignedoli ed altri e lo schema di rapporto contrario a firma del senatore Di Nardo verranno trasmessi alla Commissione bilancio quali rapporti di minoranza, ai sensi dell'articolo 126, comma 6 del Regolamento.
La seduta termina alle ore 16,35.
RAPPORTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI PER L'ANNO FINANZIARIO 2011 E PER IL TRIENNIO 2011-2013 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNI DI LEGGE NN. 2465 e 2465-bis - TABELLE 12 e 12-bis) E SULLE PARTI CORRISPONDENTI
DEL DISEGNO DI LEGGE N. 2464
La Commissione, esaminati lo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l'anno finanziario 2011, nonché le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità,
premesso che:
la nuova disciplina della legge di contabilità (legge n. 196 del 2009), nel riformare gli strumenti e le procedure di finanza pubblica, ha delineato una nuova configurazione del ciclo di programmazione degli strumenti di bilancio, volta a sottolineare la correlazione della legge di stabilità con il carattere triennale della manovra;
il complesso delle previsioni contenute nella legge di stabilità concretano una manovra a carattere triennale e coerente con gli obiettivi programmatici di finanza pubblica indicati nella Decisione di finanza pubblica approvata nello scorso mese di settembre, facendo altresì riferimento diretto alla manovra di aggiustamento dei conti pubblici posta in essere con il decreto-legge n. 78 del 2010;
il bilancio diviene strumento non solo di recepimento delle risorse autorizzate annualmente dalla legislazione, ma anche di possibile rimodulazione di spese determinate per legge dalle diverse amministrazioni;
preso atto che:
nel disegno di legge di stabilità sono previsti interventi per determinati profili del settore primario, in particolare: il comma 41 dell'articolo 1 rende permanenti le agevolazioni fiscali in favore della piccola proprietà contadina, che erano sottoposte al termine del 31 dicembre 2010; il comma 45 conferma a regime la rideterminazione delle agevolazioni contributive per i datori di lavoro agricoli in zone svantaggiate, previste inizialmente dall'articolo 9 della legge n. 67 del 1988; il comma 100 riguarda altresì in parte aspetti di competenza del settore primario, con riferimento al sesto censimento dell'agricoltura e al Piano generale previsto per lo stesso;
la Tabella C prevede per il settore Agricoltura assegnazioni di risorse per il triennio, pari a 48.894.000 euro, per il 2012 a 49.836.000 euro, stesso importo finale per il 2013, concernenti rispettivamente il piano nazionale della pesca marittima e credito peschereccio, i contributi a enti e associazioni, la riorganizzazione per la ricerca in agricoltura, mentre è altresì presente lo stanziamento riguardante l'AGEA, iscritto questo nello Stato di previsione del Ministero dell'economia e finanze;
la Tabella E prevede uno stanziamento per la missione "Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca" per un importo di 116.700.000 euro sia per il 2011 che per il 2012, disposto a favore del Fondo di solidarietà nazionale, destinato in particolare agli incentivi per la stipula di contratti assicurativi contro le calamità naturali nel mondo agricolo;
rilevato che:
lo Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, oggetto della Tabella 12, prevede una spesa complessiva in termini di competenza pari 1.320.800.000 euro circa per il 2011, mentre il 2012 e 2013 le previsioni rispettive sono di 1.268.500.000 e di 1.128.132.000 circa;
nello Stato di previsione del Dicastero agricolo per il 2011 le risorse sono assorbite per la gran parte dalla missione "Agricoltura politiche agroalimentari e pesca", alla quale vengono assegnati 690,310 milioni di euro, al cui interno lo stanziamento maggiore è destinato al programma "sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione" che comprende fra i principali obiettivi le politiche in favore dello sviluppo rurale, la promozione della ricerca, il contributo all'UNIRE per i compiti istituzionali;
quanto agli stanziamenti per il 2011 relativi ad altre missioni di competenza del Ministero, per la missione "ordine pubblico e sicurezza" è stabilita una previsione di 176.640.000 euro, mentre per la missione "soccorso civile" lo stanziamento è di 151.600.000 euro; la missione "sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente" vede una previsione di 231.643.000 euro; per la missione "servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche" l'importo previsto è di 18.260.000 euro, ed infine per la missione "fondi da ripartire" la somma è di 52.319.000 euro;
formula un rapporto favorevole.
SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DAI SENATORI PIGNEDOLI, ANDRIA, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO E SOLIANI SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI PER L'ANNO FINANZIARIO 2011 E PER IL TRIENNIO 2011-2013 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNI DI LEGGE NN. 2465 e 2465-bis - TABELLE 12 e 12-bis) E SULLE PARTI CORRISPONDENTI DEL DISEGNO DI LEGGE N. 2464
La Commissione, esaminati lo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l'anno finanziario 2011, nonché le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità,
premesso che:
la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è molto preoccupante e le iniziative finora assunte dal Governo hanno rappresentato una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell'intero tessuto sociale e produttivo del Paese;
gli indicatori macro e microeconomici evidenziano, per il nostro Paese, un andamento negativo in rapporto al resto dei Paesi maggiormente sviluppati. Dal punto di vista della crescita economica, i nostri principali competitors internazionali durante la crisi hanno registrato una minore riduzione percentuale del PIL e ora nella fase di ripresa economica registrano tassi di crescita molto superiori al nostro. La crescita mondiale è prevista al 4,4 per cento ed è prevista attestarsi al 4 per cento nel 2011. La Germania nel 2010 cresce del 3,4 per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2 per cento. Gli Stati Uniti crescono del 2,9 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento. Il Giappone cresce del 2,7 per cento e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2,5 per cento. La Francia cresce del 1,6 per cento e per il 2011 le previsioni sono del 2,5 per cento. Per l'area euro la crescita del 2010 è pari in media al 1,6 per cento, mentre per il 2011 si prevede una crescita del 1,8 per cento. L'Italia è ferma, purtroppo ad un 1,2 per cento nel 2010 e ad un 1,3 per cento per il 2011 e tali dati, tra l'altro, come più volte affermato dalla stessa Banca d'Italia appaiono estremamente ottimistici;
considerato che:
le nuove procedure di governance europea, che hanno preso avvio nel giugno del 2010 e successivamente definite dalla Commissione lo scorso 29 settembre con l'approvazione di cinque proposte di regolamento e di una direttiva, prevedono un più approfondito coordinamento programmatico delle politiche economiche e di bilancio dei Paesi membri, la cui attuazione pratica si avrà, a partire dall'anno 2011, nell'ambito del cosiddetto "Semestre europeo";
la nuova governance europea prenderà avvio, pertanto, a metà aprile 2011, con la presentazione contestuale da parte di tutti gli stati membri, della versione definitiva dei National Reform Program (Piani nazionali di riforma, PNR) e degli Stability Program (Programmi di stabilità, PS), tenendo conto delle linee guida dettate dal Consiglio europeo nei mesi precedenti;
gli obiettivi e i parametri del nuovo Patto di stabilità e crescita rappresentano, da subito, un vincolo di notevole importanza per il nostro Paese con ricadute sulle scelte di finanza pubblica che potranno essere adottate nel prossimo futuro;
in particolare, per rafforzare la disciplina del PSC, la Commissione ha proposto l’obbligo per gli Stati di convergere verso l'obiettivo del pareggio di bilancio con un miglioramento annuale dei saldi pari ad almeno lo 0,5 per cento, l’obbligo per gli Stati con un debito superiore al 60 per cento del PIL di ridurlo di almeno 1/20 della differenza rispetto alla soglia del 60 per cento, nuove sanzioni finanziarie a carico degli Stati che non rispettino la parte preventiva o correttiva del PSC;
tali criteri, seppure destinati ad essere parzialmente attenuati ed affiancati da altri parametri, prefigurano per il nostro Paese, aggiustamenti economici e di finanza pubblica più ampi di quanto finora previsto. La dimensione dei sacrifici che saranno richiesti a cittadini ed imprese saranno molto elevati e tali da richiedere da subito un'ampia discussione politica ed una condivisione degli obiettivi, svincolata dalla logica del brevissimo periodo;
considerato che, per quanto di competenza:
il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro (1.386,5 per il 2010);
le risorse che la legge di bilancio per il 2010 prevedeva di attribuire allo stato di previsione del MIPAAF per l’esercizio 2011 erano pari a 1.438,4 milioni di euro; con la legge di assestamento gli stanziamenti di competenza sono stati fissati in 1.538,1 milioni di euro. Rispetto all’assestamento 2010 il progetto di bilancio a legislazione vigente per il 2011, sottoposto all’esame parlamentare, registra pertanto una diminuzione degli stanziamenti di 217,3 milioni di Euro (-15,1 per cento);
la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a 971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio), in tal modo ulteriormente procedendo verso una composizione della spesa che vede la prevalenza delle prime sugli stanziamenti per investimenti; tale composizione si è profilata a decorrere dall’’esercizio 2009 dopo un biennio nel quale le risorse attribuite alla spese per investimento erano risultate preponderanti;
nello stato di previsione del MIPAAF le risorse sono assorbite per la gran parte dalla missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, alla quale vengono assegnati 690,310 milioni di euro (720,190 milioni di euro nel bilancio 2010), che rappresentano il 52,3 per cento (51,9 per cento nell’esercizio 2010) dell’intera dotazione della tabella 12. Rispetto all'assestato la missione subisce un taglio di 181,4 milioni di euro. In tale ambito, si registra un taglio di 42 milioni di euro al programma politiche europee ed internazionali nel settore agricolo e della pesca (9.2), di cui 27 milioni di euro a carico del capitolo 7095 relativo alla concessione di contributi in favore delle imprese di pesca marittima finalizzati agli investimenti per la sicurezza e l'acquisto di strumentazione di bordo;
del tutto criticabile è il taglio previsto al programma di vigilanza, prevenzione e repressione delle frodi nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale (9.5), posto per intero a carico dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari;
il programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6) subisce una decurtazione di 106 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate relative all'anno 2010. In tale ambito, 8,7 milioni di euro sono posti a carico del funzionamento del Dipartimento delle politiche competitive del mondo rurale e della qualità e 57,1 milioni di euro a carico del capitolo 7438 relativo alle somme per garantire l'avvio della realizzazione delle opere previste dal Piano irriguo nazionale. Altri 13 milioni di euro sono recuperati da tagli al capitolo 7611 relativo alla concessione di contributi alle imprese;
il programma sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche (9.7) subisce un taglio di 27,3 milioni di euro, di cui 10,8 al capitolo 2087 relativo a trasferimenti alle imprese, 10 milioni di euro al capitolo 6 relativo ai contributi alla produzione di prodotti a stagionatura prolungata e 7 milioni ai contributi per il miglioramento e lo sviluppo fondiario;
nell’allegato 1 allo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sono riportate le variazioni degli stanziamenti di spesa previsti a legislazione vigente, alcune delle quali del tutto inaccettabili. In particolare si segnalano nell’ambito della missione Agricoltura, nel programma politiche europee ed internazionali nel settore agricolo e della pesca: la soppressione degli stanziamenti per le spese per il contributo al Comitato nazionale italiano della FAO, pari a 40.400 euro per gli anni 2011 2012 e 2013 (articolo 1 della legge n. 481 del 1973); la soppressione degli stanziamenti, per l’integrazione del contributo ordinario a favore del comitato nazionale per il collegamento fra il Governo Italiano e la FAO pari a 107.734 euro per gli anni 2011 2012 e 2013 (articolo 1 della legge n. 461 del 1984); la riduzione delle spese per l’attuazione del terzo piano nazionale della pesca marittima, credito peschereccio e riconversione delle unità adibite alla pesca con reti (legge n. 267 del 1991, articolo 1, comma 1) pari a 380.000 euro per gli anni 2011 e 2012 e 180.000 per l’anno 2013; la riduzione delle spese per l’orientamento e modernizzazione del settore della pesca e dell’acquacoltura (decreto legislativo n. 226 del 2001, articolo 10) pari a 553.024 euro per gli anni 2011 e 2012 e 351.158 per l’anno 2013. Analogamente, nel programma Sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustruiale e mezzi tecnici di produzione sono previste: la soppressione degli stanziamenti per l’orientamento e modernizzazione del settore forestale (decreto legislativo n. 227 del 2001) pari a 274.618 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013; la soppressione degli stanziamenti per l’orientamento e modernizzazione del settore agricolo(decreto legislativo n. 228 del 2001) pari a 1739.556 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013; la soppressione degli stanziamenti per il consorzio anagrafe animale (decreto-legge n. 2 del 2006) pari a 521.507 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013. Nel programma Sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche è prevista una riduzione di uno stanziamento per i trasferimenti alle imprese (legge n. 244 del 2007, articolo 3, comma 34) pari a 145.000 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013. Infine, nell’ambito della missione Soccorso civile, programma Interventi per soccorsi, è prevista una riduzione degli stanziamenti per il contrasto agli incendi boschivi (decreto-legge n. 223 del 2006) di 506.270 euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013;
nella legge di stabilità non risulta nessun accantonamento per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali all'interno delle Tabelle A (fondo speciale di parte corrente) e B (fondo speciale di conto capitale);
il totale degli stanziamenti per il suddetto Ministero presenti in Tabella C (stanziamenti relativi a disposizioni di legge la cui quantificazione annua è demandata alla legge finanziaria) risulta essere pari a soli 49 milioni di euro per il triennio 2011-2013;
constatato che:
con riguardo al settore agroalimentare, i provvedimenti al nostro esame non contengono previsioni programmatiche significative ed interventi tali da garantire un adeguato sostegno al settore;
nell’ultimo anno l’annata agraria dell’Italia è risultata marcatamente segnata dagli effetti della crisi economica e finanziaria che hanno colpito lo scenario mondiale. Infatti, il settore agricolo italiano ha mostrato una flessione del valore della produzione, ai prezzi di base, di 8,3 punti percentuali, assestandosi a 47,5 miliardi di euro correnti , ossia su risultati simili a quelli fatti registrare nel 2005 e 2006, prima degli anni di "esplosione" dei prezzi. Sul risultato negativo ha inciso la flessione sia delle quantità prodotta (-2,5 per cento) sia dei prezzi dei prodotti agricoli (-6,0 per cento);
cadute consistenti dei prezzi di vendita dei prodotti agricoli si sono registrate per gran parte dell’anno e per quasi tutte le produzioni. Parallelamente, la spesa per consumi intermedi, nel 2009, è diminuita, a valori correnti, di quasi 5 punti percentuali grazie ad un effetto congiunto di riduzione dei prezzi (-3 per cento) e di quantità impiegate (-1,8 per cento);
in ogni caso la riduzione generale dei prezzi degli input produttivi è risultata meno pronunciata rispetto all’aumento dei prezzi dei prodotti venduti, questo si è tradotto in una contrazione della ragione di scambio della fase primaria e, soprattutto, in un calo dei redditi degli agricoltori italiani che è stato del 25 per cento, rispetto ad una media UE del 12,5 per cento;
gli effetti della crisi economica si sono mostrati sul mercato del lavoro con la flessione dell'occupazione cominciata nella seconda metà del 2008 e aggravatasi nel corso del 2009. Secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, già a partire dal secondo trimestre del 2008, infatti, l'occupazione ha smesso di crescere per poi diminuire per tutto il 2009, tra il secondo trimestre 2008 e l'ultimo del 2009 si sono persi 823 mila occupati. Come spiega la relazione della Banca d'Italia, e come si evince dai dati di contabilità nazionale, tra il 2008 e il 2009 la riduzione dell'input di lavoro è ancor più rilevante se calcolata in termini di ore lavorate (-3,6 per cento);
nell’industria alimentare, che pure è riuscita a contenere gli effetti della crisi, il dato più preoccupante, (includendo il tabacco), è quello relativo all’occupazione: nel 2009 si rileva una contrazione del 4,1 per cento rispetto al precedente anno, scendendo a 484 mila addetti. Ciò significa che nell’ultimo anno si sono persi circa 20 mila posti di lavoro nel settore;
a tale situazione di crisi, si devono aggiungere le nuove emergenze globali su cui l’agricoltura per la sua natura settoriale ha, ed avrà in futuro, un ruolo determinante come la scarsità di risorse (acqua e cibo), l’emergenza ambientale e, soprattutto, quella di mercato determinata dall’inedita (per intensità e durata) volatilità dei prezzi agricoli;
in questo preoccupante e drammatico scenario, il Governo è stato pressoché assente. Nessun intervento straordinario come accaduto nei principali Paesi dell’Unione Europea, così come sono venuti meno o sono stati scarsamente remunerati in termini di risorse finanziarie una serie d’interventi per il settore che rappresentavano in passato una solida base su cui programmare le attività imprenditoriali e di sviluppo come l’esenzione dell’accisa per il gasolio agricolo utilizzato nelle serre, il credito d’imposta sugli investimenti in agricoltura, (comma 1075 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296), il credito d’imposta per l’internazionalizzazione in agricoltura (commi 1088-1089-1090 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ), il fondo per gli investimenti in agricoltura (all'articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2006, n. 296), il fondo per l’imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura (articolo 1, comma 1068, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni);
in tale contesto assumono un'importanza strategica tutte le misure connesse al rilancio degli investimenti, dell'innovazione e della ricerca e le misure per agevolare il ricambio generazionale quale componente avanzata e qualificata nel quadro di una politica agricola nazionale tesa a sviluppare un sistema agroalimentare di qualità capace di competere a livello mondiale;
tutto ciò premesso,rilevata, al contrario, la necessità:
di valutare concretamente, per il prossimo triennio, l'opportunità di destinare ulteriori risorse ai Fondi esistenti e già destinati:
· al sostegno di iniziative che favoriscano il ricambio generazionale e che sostengano l’imprenditoria giovanile e femminile;
· al credito d’imposta per investimenti delle singole imprese agricole e cooperative e per l’internazionalizzazione delle imprese agroalimentari;
· agli investimenti in agricoltura di cui al Fondo del comma 1072 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296;
di adottare con urgenza gli opportuni provvedimenti necessari:
· alla proroga triennale delle agevolazioni (accisa zero) previste per il gasolio utilizzato nelle coltivazioni sotto serra, ovvero a prevedere un regime di incentivo alternativo all’accisa zero che sia compatibile con gli orientamenti comunitari in materia di Aiuti di stato;
· a rendere stabile e certo, per il prossimo triennio, il regime di agevolazione contributiva in agricoltura nelle zone svantaggiate e di montagna previsto dall’articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni;
· a rendere stabile e certo, per il prossimo triennio, il funzionamento dello strumento del Fondo di solidarietà nazionale in agricoltura di cui all’articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e successive modificazioni;
· a rendere immediatamente disponibili i 21 milioni di euro autorizzati presso AGEA per la copertura del fabbisogno 2010 relativo agli aiuti nazionali per il settore bieticolo-saccarifero di cui agli impegni assunti dall’Italia con la riforma UE del 2005;
di adottare un piano di sviluppo che consenta al sistema agricolo e della pesca di uscire senza ulteriori conseguenze negative dalla fase di crisi e che ponga al centro della strategia risorse finanziarie, misure e interventi connesse al rilancio degli investimenti, dell'innovazione e della ricerca;
di adottare con urgenza strumenti e azioni di politica agricola che agevolino i processi di accesso al credito degli investimenti e che consentano agli agricoltori di gestire le crisi di settore e le diffuse emergenze di mercato;
di orientare la politica della pesca ad una azione di rilancio del settore prevedendo forme di supporto agli investimenti delle imprese ittiche ed allo sviluppo di azioni innovative;
di garantire al sistema agricolo nazionale il necessario supporto in sede comunitaria durante le prossime importantissime tappe del negoziato che condurrà alla ridefinzione del quadro degli interventi di politica agricola dopo il 2013,
formula rapporto contrario.
SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DAL SENATORE DI NARDO SULLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI PER L'ANNO FINANZIARIO 2011 E PER IL TRIENNIO 2011-2013 E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI (DISEGNI DI LEGGE NN. 2465 e 2465-bis - TABELLE 12 e 12-bis) E SULLE PARTI CORRISPONDENTI
DEL DISEGNO DI LEGGE N. 2464
La Commissione, esaminati lo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l'anno finanziario 2011, nonché le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità,
premesso che:
il disegno di legge di stabilità tiene conto dello scenario delineato dalla Decisione di finanza pubblica approvata a settembre, in base al quale si prevedono per il 2010 un tasso di crescita del PIL reale dell'1,2 per cento e un deflatore pari all'1,6 per cento;
la legge di stabilità, introdotta con la legge di riforma della contabilità pubblica (articolo 11 della legge n. 196 del 2009), sostituisce da quest'anno la legge finanziaria; il suddetto provvedimento, insieme al disegno di legge di bilancio, compone la manovra triennale di finanza pubblica e, in particolare, il testo approvato dal consiglio dei ministri del disegno di legge di stabilità disponeva il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale 2011-2013, esprimendolo sotto un aspetto essenzialmente tabellare: gli interventi ammontavano a circa 1000 milioni per l'anno 2011, 3.000 milioni per il 2012 e 9.500 milioni per il 2013, da attribuire, essenzialmente, a rimodulazioni di risorse finanziarie già inserite in bilancio;
contravvenendo alla scelta fatta di presentare una legge di stabilità puramente tabellare e, parzialmente in contrasto con quanto stabilito dalla legge n. 196 del 2009, il Governo, con un maxiemendamento ha inserito nel disegno di legge di stabilità alcune misure che avrebbero dovuto essere adottate con un apposito decreto-legge cosiddetto per lo "sviluppo";
l’esame dei documenti di bilancio da parte della Commissione bilancio della Camera si è intrecciato con i tempi della crisi della maggioranza e del Governo Berlusconi, il quale è dovuto passare da una legge di stabilità "tabellare" ad una puramente elettorale, con l’anticipazione delle disposizioni "per lo sviluppo" tramite un maxiemendamento del Governo al disegno di legge di stabilità 2011. Ciò tuttavia, non ha placato le critiche che, prima ancora che dall’opposizione, sono arrivate dalle forze sociali e dagli enti territoriali: di fatto le misure introdotte non fanno che incrementare le spese, a volte anche in maniera strutturale, a fronte di finanziamenti rappresentati per lo più da entrate una tantum o aleatorie. Vengono inoltre introdotte norme che trasferiscono oneri sugli esercizi futuri. In sostanza, siamo in presenza di una serie di disposizioni che, senza contribuire decisamente allo sviluppo, finiscono per togliere ulteriormente incisività al rigore;
la manovra, recata dal disegno di legge di stabilità e dal disegno di legge di bilancio per il 2011, deve essere giudicata, soprattutto per quanto riguarda le misure riferite alle Regioni e agli enti locali profondamente insoddisfacenti. I tagli rischiano di fare saltare servizi fondamentali per le persone, per le famiglie e per le imprese. Per fare solo alcuni esempi: l'abolizione del ticket sulla diagnostica per il 2011, il cui onere è valutato in 834 milioni, sarà compensata con l’attribuzione di 347 milioni che basteranno solo a coprire l'onere per 5 mesi, presumendo quindi una reintroduzione dei ticket a giugno 2011, ed ancora, i tagli al trasporto locale restano intatti;
la manovra economico-finanziaria per il prossimo triennio, per un valore di circa 25 miliardi di euro, di fatto, è stata anticipata con il decreto-legge n. 78 del 2010: una manovra pesantissima, di soli e ingentissimi tagli, soprattutto nei confronti degli enti locali e incredibilmente priva di qualsiasi misura a sostegno dello sviluppo economico. Una manovra, quella contenuta nel citato decreto-legge n. 78 del 2010, che ha solo prodotto effetti depressivi sull'economia e l'occupazione;
l'Istat ha confermato che il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2010 è salito al 9,1 per cento, senza calcolare i lavoratori in cassa integrazione guadagni. Dopo i 528 mila posti di lavoro distrutti negli ultimi due anni, sono a rischio altri 246 mila posti di lavoro;
Confindustria ha calcolato in 124 miliardi di euro l'ammontare dell'evasione fiscale, una cifra che risulta 5 volte superiore alla manovra correttiva impostata dall'attuale Governo con il decreto-legge n. 78 del 2010 il cui cuore è tutto nel blocco delle retribuzioni del pubblico impiego, nel taglio, come si è detto, dei fondi ai comuni e alle regioni (complessivamente quasi 13 miliardi di euro) e nel rinvio del pensionamento dei cittadini e secondo le recentissime stime elaborate dal suo centro studi nel mese di settembre 2010, il reddito pro capite in Italia continuerà ad essere «in retromarcia» e con la crisi attuale ha fatto passi indietro tornando ai livelli del 1998;
è infatti una «Italia più povera, in assoluto e ancor più in rapporto agli altri paesi avanzati» quella descritta dal rapporto di autunno del Centro studi di Confindustria, che, rinnovando l'allarme per il ritardo nelle riforme, sottolinea alcune questioni cruciali sul fronte dei «ritardi per la modernizzazione»: semplicità e chiarezza delle regole per le imprese (a partire dalla riforma della pubblica amministrazione); il carico fiscale sulle imprese e sui lavoratori; l'istruzione; la ricerca e l'innovazione, terreno su cui siamo «in forte svantaggio»; infrastrutture, settore in cui «il Paese ha dissipato la leadership che aveva quaranta anni fa tagliando le risorse e rafforzando il potere di veto dei sempre più numerosi soggetti interessati»; la concorrenza: «le liberalizzazioni da sole aumenterebbero la produttività del 14,1 per cento»;
l'attuale Governo non è in grado di proporre una politica economica anticiclica convincente tale da aggredire la crisi che attanaglia il nostro Paese;
i provvedimenti al nostro esame contengono una manovra finanziaria inesistente, uno strumento di intervento del tutto inadeguato e insufficiente, che fa semplicemente da ponte tra ciò che non si è voluto fare prima e ciò che non si sa o non si vuole fare dopo. Il nostro Paese necessita di interventi che correggano la politica economica e la politica fiscale dell'attuale governo stimolando di più la domanda interna, prevedendo nell'immediato un reale sostegno dei redditi, della domanda, e delle piccole imprese;
considerato inoltre, per quanto concerne in particolare gli aspetti all'attenzione della Commissione agricoltura, che:
i provvedimenti in esame ricalcano quanto già deciso a luglio, con il decreto legge 31 maggio 2010, n. 78;
risulta evidente la situazione drammatica in cui si trova il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, al quale vengono tagliate ingenti risorse finanziarie;
nel disegno di legge di stabilità si conferma la disattenzione verso i problemi degli agricoltori;
le risorse che la legge di bilancio per il 2010 prevedeva di attribuire allo stato di previsione del Ministero per l'esercizio 2011 erano pari a 1.438,4 milioni di euro. Con la legge di assestamento gli stanziamenti di competenza sono stati fissati in 1.538,1 milioni di euro. Rispetto all'assestamento 2010 il documento di bilancio in esame per il 2011 registra una diminuzione degli stanziamenti di ben 217,3 milioni di euro;
nello stato di previsione del Dicastero agricolo le risorse sono assorbite per la gran parte dalla Missione 9 - Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, alla quale vengono assegnati 690,310 milioni di euro (720,190 milioni di euro nel disegno di legge di bilancio 2010), che rappresentano il 52,3 per cento (51,9 per cento nell'esercizio 2010) dell'intera dotazione della tabella 12;
la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a 971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 euro nel passato esercizio), in tal modo ulteriormente procedendo verso una composizione della spesa che vede la prevalenza delle prime sugli stanziamenti per investimenti; tale composizione si è profilata a decorrere dall'esercizio 2009 dopo un biennio nel quale le risorse attribuite alle spese per investimento erano risultate preponderanti;
in particolare, le previsioni delle spese per il 2011 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ammontano:
- per la missione 7 - Ordine pubblico e sicurezza, a 176,6 milioni di euro, con una riduzione pari a 1,6 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per l'anno 2010;
- per la missione 9 - Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, a 690,3 milioni di euro, con una riduzione pari a 181,4 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per l'anno 2010;
- per la missione 33 - Fondi da ripartire, a 52,3 milioni di euro, con una diminuzione pari a 24,5 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate per l'anno 2010;
nel disegno di legge di bilancio per il 2011 (A.C. 3779) è presente, in allegato a ciascuno stato di previsione, un apposito Allegato 1, recante il «Prospetto delle autorizzazioni di spesa per programmi», che espone le autorizzazioni di spesa previste a legislazione vigente che sono state rimodulate dal disegno di legge di bilancio. Nell'allegato 1 allo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, risultano le seguenti variazioni degli stanziamenti di spesa previsti a legislazione vigente:
a) nell'ambito della Missione Agricoltura, nel Programma Politiche europee ed internazionali nel settore agricolo e della pesca:
- la soppressione degli stanziamenti per le spese per il contributo al Comitato nazionale italiano della FAO, pari a 40.400 euro per gli anni 2011 2012 e 2013 (articolo 1 della legge n. 481 del 1973);
- la soppressione degli stanziamenti per l'integrazione del contributo ordinario a favore del Comitato nazionale per il collegamento fra il Governo italiano e la FAO, pari a 107.734 euro per gli anni 2011 2012 e 2013;
- la riduzione delle spese per l'attuazione del terzo piano nazionale della pesca marittima, credito peschereccio e riconversione delle unità adibite alla pesca con reti pari a 380.000 euro per gli anni 2011 e 2012 e 180.000 euro per l'anno 2013;
- la riduzione delle spese per l'orientamento e modernizzazione del settore della pesca e dell'acquacoltura, pari a 553.024 euro per gli anni 2011 e 2012 e 351.158 per l'anno 2013;
b) nel Programma Sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione, della medesima missione:
- la soppressione degli stanziamenti per l'orientamento e modernizzazione del settore forestale pari a 274.618 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013;
- la soppressione degli stanziamenti per l'orientamento e modernizzazione del settore agricolo pari a 1739.556 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013;
- la soppressione degli stanziamenti per il consorzio anagrafe animale pari a 521.507 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013;
- la previsione di uno stanziamento per i trasferimenti alle imprese pari a 65.040 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013;
- la riduzione degli stanziamenti per i contributi all'UNIRE pari a 222.263 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013;
c) nel Programma Sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche è prevista una riduzione di uno stanziamento per i trasferimenti alle imprese pari a 145.000 euro per gli anni 2011, 2012 e 2013;
d) nell'ambito della Missione Soccorso civile, Programma Interventi per soccorsi, è prevista una riduzione degli stanziamenti per il contrasto agli incendi boschivi di 506.270 euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013;
in relazione al disegno di legge di stabilità 2011, nel prendere atto che le modifiche intervenute alla Camera riferite alla fiscalizzazione degli oneri contributivi e alle norme agevolative per favorire la proprietà coltivatrice, rappresentano misure parziali e insufficienti nei confronti degli imprenditori agricoli;
ritenuto altresì urgente ed indifferibile provvedere:
- alla reintroduzione del "bonus gasolio" che oggi, a fronte del continuo aumento dei prezzi petroliferi, diventa quanto mai essenziale per la prosecuzione delle attività di migliaia di aziende agricole;
- a dare carattere permanente, oltre la data del 31 dicembre 2010, alla rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici minimi già previsti dalla legge n. 127 del 2007;
- a dare adeguata copertura finanziaria sia agli interventi previsti dal disegno di legge sull'"etichettatura", in discussione proprio alla Commissione competente del Senato in questi giorni, nonchè al Fondo per i giovani imprenditori agricoli;
per tutto quanto sopra premesso,
formula rapporto contrario.
ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE
N. 2465
BERTUZZI, ANDRIA, PIGNEDOLI, ANTEZZA, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER
La 9a Commissione permanente del Senato,
in sede di esame della disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013
premesso che:
il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro (1.386,5 per il 2010);
rispetto al passato esercizio, la tabella 12 del Mipaaf, prevede spese di parte corrente pari a 971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio);
nello stato di previsione del MIPAAF, rispetto all'assestato, la missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, che assorbisce gran parte delle risorse del Dicastero, subisce un taglio di 181,4 milioni di euro;
i tagli si riflettono all'interno dei singoli programmi della missione 9:
-106 milioni di euro, rispetto alle previsioni assestate per il 2010, nel programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6);
-27,3 milioni di euro, rispetto alle previsioni assestate per il 2010, nel programma sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche (9.7);
del tutto criticabile è il taglio previsto al programma di vigilanza, prevenzione e repressione delle frodi nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale (9.5), posto per intero a carico dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari;
considerato che:
la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è molto preoccupante e le iniziative finora assunte dal Governo hanno rappresentato una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell'intero tessuto sociale e produttivo del Paese;
gli effetti della crisi economica si sono mostrati sul mercato agricolo con una flessione del valore della produzione, ai prezzi di base, di 8,3 punti percentuali; con un calo dei redditi per lavoratore agricolo pari al 25 per cento (media UE del 12,5 per cento) e con una flessione della forza lavoro cominciata nella seconda metà del 2008 e aggravatasi nel corso del 2009: (meno 823 mila occupati tra il secondo trimestre 2008 e l'ultimo del 2009);
considerato altresì che:
per l'Italia, l'applicazione dell'ultima riforma dell'OCM zucchero (2005) si è tradotta in un taglio alla produzione saccarifera superiore al 50 per cento e nella conseguente impossibilità a proseguire la produzione nella maggior parte (prima 13, in seguito 15) dei 19 stabilimenti operanti in Italia fino al 2005;
sulla base degli impegni assunti in sede UE, l'Italia è stata autorizzata ad erogare per il periodo 2006-2010 aiuti nazionali accoppiati da destinarsi all'incremento del prezzo delle barbabietole e per compensare i costi di trasporto delle stesse a carico dell'industria; contemporaneamente, l'Unione europea è stata autorizzata ad erogare ai bieticoltori un aiuto accoppiato pari a 5,67 €/T bietole fino all'anno 2010;
mentre gli aiuti comunitari sono stati erogati regolarmente, ad oggi, non risultano essere stati mantenuti gli impegni nazionali concordati in sede di negoziato UE per una cifra complessiva di 22 milioni di euro a valere sulla campagna 2010;
il 3 marzo 2010, il Comitato Interministeriale (legge n. 81 del 2006) ha individuato nel bilancio dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura la copertura del restante fabbisogno per l'annualità 2010 pari a 21 milioni di euro;
il 9 novembre 2010, nella Seduta n.454 del Senato della Repubblica, è stata pubblicata la Mozione n.1-00342 con la quale si chiede al Governo il mantenimento degli impegni assunti in sede di negoziato UE con la riforma del 2005;
impegna il Governo:
ad adottare con urgenza gli opportuni provvedimenti per rendere immediatamente disponibili i 21 milioni di euro autorizzati presso AGEA per la copertura del fabbisogno 2010 relativo agli aiuti nazionali per il settore bieticolo-saccarifero di cui agli impegni assunti dall'Italia con la riforma UE del 2005;
ad individuare tempestivamente, in attesa che vengano definite a livello nazionale le azioni necessarie a traguardare il settore dopo il 2014, (definizione che potrà avere effetto solo dalla campagna 2012 in avanti), i possibili interventi necessari a sostenere la sopravvivenza del settore per la campagna produttiva 2011 nella quale gli aiuti nazionali e comunitari verranno meno.
MONGIELLO, PIGNEDOLI, ANDRIA, ANTEZZA, BERTUZZI, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER
La 9a Commissione permanente del Senato,
in sede di esame della disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013
premesso che:
il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro (1.386,5 per il 2010);
la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a 971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio;
nello stato di previsione del MIPAAF, rispetto all'assestato, la missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, che assorbisce gran parte delle risorse del Dicastero, subisce un taglio di 181,4 milioni di euro;
il programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6) subisce una decurtazione di 106 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate relative all'anno 2010;
il programma sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche (9.7) subisce un taglio di 27,3 milioni di euro;
considerato che:
la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è molto preoccupante e le iniziative finora assunte dal Governo hanno rappresentato una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell'intero tessuto sociale e produttivo del Paese;
nell'ultimo anno l'annata agraria dell'Italia è risultata marcatamente segnata dagli effetti della crisi economica e finanziaria che hanno colpito lo scenario mondiale. Infatti, il settore agricolo italiano ha mostrato una flessione del valore della produzione, ai prezzi di base, di 8,3 punti percentuali, assestandosi a 47,5 miliardi di euro correnti;
la meno marcata riduzione dei prezzi rispetto ai costi dei fattori di produzione, si è tradotta in una contrazione della ragione di scambio della fase primaria e, soprattutto, in un calo dei redditi degli agricoltori italiani che è stato del 25 per cento, rispetto ad una media UE del 12,5 per cento;
gli effetti della crisi economica si sono mostrati sul mercato del lavoro con la flessione dell'occupazione cominciata nella seconda metà del 2008 e aggravatasi nel corso del 2009: tra il secondo trimestre 2008 e l'ultimo del 2009 si sono persi 823 mila occupati;
considerato altresì che:
nell'ultimo anno sono venuti a mancare strumenti importanti per il settore che rappresentavano in passato una solida base su cui programmare le attività imprenditoriali e di sviluppo come l'esenzione dell'accisa per il gasolio agricolo utilizzato nelle serre;
impegna il Governo:
ad adottare con urgenza gli opportuni provvedimenti necessari alla proroga triennale delle agevolazioni (accisa zero) previste per il gasolio utilizzato nelle coltivazioni sotto serra, ad estendere tale incentivo a tutta l'attività agricola, ovvero a prevedere un regime di incentivo alternativo all'accisa zero che sia compatibile con gli orientamenti comunitari in materia di Aiuti di stato.
ANTEZZA, PIGNEDOLI, ANDRIA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER
La 9a Commissione permanente del Senato,
in sede di esame della disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013
premesso che:
il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro (1.386,5 per il 2010);
la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a 971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio;
nello stato di previsione del MIPAAF, rispetto all'assestato, la missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, che assorbisce gran parte delle risorse del Dicastero, subisce un taglio di 181,4 milioni di euro;
il programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6) subisce una decurtazione di 106 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate relative all'anno 2010;
il programma sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche (9.7) subisce un taglio di 27,3 milioni di euro;
considerato che:
il settore agricolo stenta ad uscire dalla fase di crisi mondiale che ha caratterizzato l'ultimo anno (2009) quando si è registrata una flessione del valore della produzione agricola, ai prezzi di base, di 8,3 punti percentuali, assestandosi a 47,5 miliardi di euro correnti , ossia su risultati simili a quelli fatti registrare nel 2005 e 2006, prima degli anni di "esplosione" dei prezzi;
nello stesso anno, la meno marcata riduzione dei prezzi rispetto ai costi dei fattori di produzione, si è tradotta in una contrazione della ragione di scambio della fase primaria e, soprattutto, in un calo dei redditi degli agricoltori italiani che è stato del 25 per cento, rispetto ad una media UE del 12,5 per cento;
gli effetti della crisi economica si sono mostrati anche sul mercato del lavoro con la flessione dell'occupazione cominciata nella seconda metà del 2008 e aggravatasi nel corso del 2009 (meno 823 mila occupati tra il secondo trimestre 2008 e l'ultimo del 2009);
considerato altresì che:
a partire dal prossimo anno, non vi è certezza finanziaria sull'importante strumento di agevolazione contributiva agricola nelle zone svantaggiate e di montagna (articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni);
tale vitale misura di agevolazione per le imprese agricole, ha storicamente trovato copertura finanziaria all'interno delle leggi finanziarie dello Stato, come avvenuto nelle leggi finanziarie del 2007 e del 2008;
impegna il Governo:
a rendere stabile e certo, per il prossimo triennio, il regime di agevolazione contributiva in agricoltura nelle zone svantaggiate e di montagna previsto dall'articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni.
ANTEZZA, PIGNEDOLI, ANDRIA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER
La 9a Commissione permanente del Senato,
in sede di esame della disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013
premesso che:
il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro (1.386,5 per il 2010);
la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a 971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio);
nello stato di previsione del MIPAAF, rispetto all'assestato, la missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, che assorbisce gran parte delle risorse del Dicastero, subisce un taglio di 181,4 milioni di euro;
il programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6) subisce una decurtazione di 106 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate relative all'anno 2010;
il programma sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche (9.7) subisce un taglio di 27,3 milioni di euro;
considerato che:
il settore agricolo stenta ad uscire dalla fase di crisi mondiale che ha caratterizzato l'ultimo anno (2009) quando si è registrata una flessione del valore della produzione agricola, ai prezzi di base, di 8,3 punti percentuali, assestandosi a 47,5 miliardi di euro correnti , ossia su risultati simili a quelli fatti registrare nel 2005 e 2006, prima degli anni di "esplosione" dei prezzi;
nello stesso anno, la meno marcata riduzione dei prezzi rispetto ai costi dei fattori di produzione, si è tradotta in una contrazione della ragione di scambio della fase primaria e, soprattutto, in un calo dei redditi degli agricoltori italiani che è stato del 25 per cento, rispetto ad una media UE del 12,5 per cento;
gli effetti della crisi economica si sono mostrati anche sul mercato del lavoro con la flessione dell'occupazione cominciata nella seconda metà del 2008 e aggravatasi nel corso del 2009 (meno 823 mila occupati tra il secondo trimestre 2008 e l'ultimo del 2009);
considerato altresì che:
a partire dal prossimo anno, non vi è certezza finanziaria sull'importante strumento di agevolazione contributiva agricola nelle zone svantaggiate e di montagna (articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni);
tale vitale misura di agevolazione per le imprese agricole, ha storicamente trovato copertura finanziaria all'interno delle leggi finanziarie dello Stato, come avvenuto nelle leggi finanziarie del 2007 e del 2008;
impegna il Governo:
a rendere certa la copertura finanziaria, per il prossimo triennio, del regime di agevolazione contributiva in agricoltura nelle zone svantaggiate e di montagna previsto dall'articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni.
ANDRIA, PIGNEDOLI, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER
La 9a Commissione permanente del Senato,
in sede di esame della disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013
premesso che:
il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro (1.386,5 per il 2010);
la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a 971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio);
nello stato di previsione del MIPAAF, rispetto all'assestato, la missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, che assorbisce gran parte delle risorse del Dicastero, subisce un taglio di 181,4 milioni di euro;
nell'Allegato 1 allo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sono riportate le variazioni degli stanziamenti di spesa previsti a legislazione vigente per la Missione Agricoltura, alcune delle quali del tutto inaccettabili, quali:
- 1,24 milioni di euro nel programma politiche europee ed internazionali nel settore agricolo e della pesca;
- 2,5 milioni nel programma Sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione;
-145 mila euro nel programma Sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche;
- 506 mila euro nella missione Soccorso civile, programma Interventi per soccorsi;
considerato che:
la situazione economica e finanziaria del nostro Paese è molto preoccupante e le iniziative finora assunte dal Governo hanno rappresentato una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell'intero tessuto sociale e produttivo del Paese;
gli effetti della crisi economica si sono mostrati sul mercato agricolo con una flessione del valore della produzione, ai prezzi di base, di 8,3 punti percentuali, con un calo dei redditi per lavoratore agricolo pari al 25 per cento rispetto ad una media UE del 12,5 per cento e con una flessione della forza lavoro di 823 mila occupati tra la seconda metà del 2008 e il 2009;
nell'industria alimentare, che pure è riuscita a contenere gli effetti della crisi, il dato più preoccupante, (includendo il tabacco), è quello relativo all'occupazione: nel 2009 si rileva una contrazione del 4,1 per cento rispetto al precedente anno, scendendo a 484 mila addetti. Ciò significa che nell'ultimo anno si sono persi circa 20 mila posti di lavoro nel settore;
a tale situazione di crisi, si devono aggiungere le nuove emergenze globali su cui l'agricoltura per la sua natura settoriale ha, ed avrà in futuro, un ruolo determinante come la scarsità di risorse (acqua e cibo), l'emergenza ambientale e, soprattutto, quella di mercato determinata dall'inedita (per intensità e durata) volatilità dei prezzi agricoli;
considerato altresì che:
in tale contesto assumono un'importanza strategica tutte le misure connesse al rilancio degli investimenti, dell'innovazione, della ricerca nonché gli strumenti per agevolare il necessario processo d'internazionalizzazione delle imprese agricole che si trovano a competere in un rinnovato scenario globale;
negli ultimi due anni e mezzo sono venuti meno o sono stati scarsamente remunerati in termini di risorse finanziarie una serie d'interventi per il settore che rappresentavano in passato una solida base su cui programmare le attività imprenditoriali e di sviluppo tra cui:
il credito d'imposta sugli investimenti in agricoltura, (comma 1075 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296),
il credito d'imposta per l'internazionalizzazione in agricoltura (articolo 1, commi 1088-1089-1090 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ),
il fondo per gli investimenti in agricoltura (all'articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2006, n. 296);
impegna il Governo:
a valutare concretamente, per il prossimo triennio, l'opportunità di destinare ulteriori risorse ai Fondi esistenti e già destinati:
al credito d'imposta per investimenti delle singole imprese agricole e cooperative di cui al comma 1075 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007);
al credito d'imposta e per l'internazionalizzazione delle imprese agroalimentari di cui ai commi 1088-1089-1090 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007);
agli investimenti in agricoltura di cui al Fondo del comma 1072 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296 (Legge Finanziaria 2007).
PERTOLDI, ANDRIA, PIGNEDOLI, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER
La 9a Commissione permanente del Senato,
in sede di esame della disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013
premesso che:
il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro (1.386,5 per il 2010);
rispetto al passato esercizio, la tabella 12 del Mipaaf, prevede spese di parte corrente pari a 971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio);
nello stato di previsione del MIPAAF, rispetto all'assestato, la missione 9, Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca, che assorbisce gran parte delle risorse del Dicastero, subisce un taglio di 181,4 milioni di euro;
i tagli si riflettono all'interno dei singoli programmi della missione 9:
-106 milioni di euro, rispetto alle previsioni assestate per il 2010, nel programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6);
-27,3 milioni di euro, rispetto alle previsioni assestate per il 2010, nel programma sviluppo delle filiere agroalimentari, tutela e valorizzazione delle produzioni di qualità e tipiche (9.7);
del tutto criticabile è il taglio previsto al programma di vigilanza, prevenzione e repressione delle frodi nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale (9.5), posto per intero a carico dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari;
considerato che:
alle drammatiche conseguenze della sfavorevole congiuntura economica si sono aggiunti, soprattutto nell'ultimo periodo, gli eventi calamitosi che hanno determinato ingenti danni per le agricolture di molti territori italiani;
il Fondo di Solidarietà Nazionale (articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e successive modificazioni) rappresenta l'unico strumento di politica agricola nazionale per arginare i rischi derivanti da calamità naturali che contraddistinguono qualsiasi attività agricola, attraverso il quale i produttori possono stipulare polizze in forma collettiva aderendo ad uno dei consorzi di difesa oppure ad una cooperativa che esercita l'attività di difesa a favore degli associati;
nell'ultimo anno, per la prima volta, sono venute a mancare risorse del bilancio nazionale per tale importantissimo strumento di gestione del rischio in agricoltura; la copertura finanziaria del Fondo di Solidarietà Nazionale è stata infatti attuata facendo capo a risorse comunitarie (articolo 69 dell'Health Check della Pac) privando in tal modo gli agricoltori di risorse già loro destinate dalla politica agricola comune;
considerato altresì che:
si registrano, in sede di Conferenza Stato-regioni, difficoltà dovute alla rimodulazione dell'accordo del luglio 2009 sull'articolo 69 dell'Health Check della Pac, necessaria per far fronte agli impegni assunti dal Governo per il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà nazionale;
impegna il Governo:
ad adottare, per il prossimo triennio e mediante risorse a valere sul bilancio nazionale, i necessari provvedimenti per rendere stabile e certo il funzionamento dello strumento del Fondo di solidarietà nazionale in agricoltura di cui all'articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e successive modificazioni.
ANDRIA, PIGNEDOLI, ANTEZZA, BERTUZZI, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER
La 9a Commissione permanente del Senato,
in sede di esame della disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013
premesso che:
il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro (1.386,5 per il 2010);
la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a 971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio);
nell'allegato 1 allo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, sono riportate le variazioni degli stanziamenti di spesa previsti a legislazione vigente, alcune delle quali del tutto inaccettabili. In particolare si segnalano nel settore della pesca:
la riduzione delle spese per l'attuazione del terzo piano nazionale della pesca marittima, credito peschereccio e riconversione delle unità adibite alla pesca con reti (legge n. 267 del 1991, articolo 1, comma 1) pari a 380.000 euro per gli anni 2011 e 2012 e 180.000 per l'anno 2013;
la riduzione delle spese per l'orientamento e modernizzazione del settore della pesca e dell'acquacoltura (decreto legislativo n. 226 del 2001, articolo 10) pari a 553.024 euro per gli anni 2011 e 2012 e 351.158 per l'anno 2013;
considerato che:
le imprese del settore ittico sono al centro di una grave e prolungata crisi di redditività imputabile ai problemi di eccessivo sfruttamento, ad un insostenibile aumento dei costi di produzione (più 240 per cento dal 2006 al 2009) e all'impossibilità di incidere sui meccanismi di formazione del prezzo con un'adeguata presenza nella rete distributiva;
la crisi che investe il settore ha portato tra il 2004 ed il 2008 ad un calo del numero degli addetti nella pesca marittima da 35.069 unità a 29.349 (pari a meno 16 per cento), mentre il numero delle imbarcazioni nel medesimo periodo è sceso da 14.873 a 13.374 (pari ad oltre meno 11 per cento);
ai fattori di debolezza strutturale che contraddistinguono il comparto da diversi anni, quali i bassi livelli di investimenti in nuove tecnologie e know-how, ridotte dimensioni aziendali, carenze commerciali, dovute principalmente all'assenza di forme di organizzazione/aggregazione commerciale e di vendita, e logistiche, si sono aggiunti altri elementi di difficoltà, tra cui ad esempio l'aumento del costo del carburante che ha avuto effetti diretti sull'attività di pesca e sui livelli produttivi che si sono notevolmente ridotti al pari dei profitti di impresa, una più stringente legislazione a livello comunitario, effetti diretti sullo stato delle acque dovuto ai cambiamenti climatici in atto;
impegna il Governo:
a prorogare anche per l'anno 2011 l'applicazione del programma triennale della pesca e dell'acquacoltura per poi predisporre il nuovo programma triennale, che dovrà tenere conto degli attuali mutamenti di scenario in atto sia a livello nazionale sia a livello comunitario;
ad orientare la politica della pesca ad una azione di rilancio del settore prevedendo forme di supporto agli investimenti delle imprese ittiche ed allo sviluppo di azioni innovative, anche attraverso nuove modalità di intervento, in linea con la più recente normativa europea sugli aiuti di Stato per le piccole e medie imprese di settore, favorendo gli investimenti orientati alla crescita delle dimensioni aziendali, alle ristrutturazioni e ai salvataggi, alle concentrazioni e alle fusioni e ai prestiti partecipativi.
MONGIELLO, ANTEZZA, PIGNEDOLI, ANDRIA, BERTUZZI, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER
La 9a Commissione permanente del Senato,
in sede di esame della disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013
premesso che:
il disegno di legge recante il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 prevede per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (tabella n. 12) una spesa complessiva in termini di competenza pari a 1.320,8 milioni di euro (1.386,5 per il 2010);
la tabella 12 prevede spese di parte corrente pari a 971,6 milioni di euro (1.021,6 per il 2010) e spese in conto capitale pari a 349,2 milioni di euro (364,9 milioni di euro nel passato esercizio);
del tutto criticabile è il taglio previsto al programma di vigilanza, prevenzione e repressione delle frodi nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale (9.5), posto per intero a carico dell'ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari;
considerato che:
ad ottobre del 2005 é stato ultimato il trasferimento della sede dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) da Bruxelles a Parma, città individuata dal Consiglio europeo quale sede permanente dell'organismo scientifico destinato a fornire pareri scientifici indipendenti relativamente alle questioni inerenti la sicurezza alimentare;
il regolamento istitutivo, approvato il 28 gennaio 2002 dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo, stabilisce i principi e i requisiti di base del diritto alimentare e assegna all'EFSA il compito di costruire e coordinare una rete in grado di realizzare una stretta collaborazione con le autorità nazionali che operano nello stesso campo;
da ciò é discesa la necessità di attivare le procedure per la costituzione di una Autorità per la sicurezza alimentare in Italia, organismo scientifico indipendente sebbene funzionalmente collegato al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali;
con il decreto ministeriale 26 luglio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 231 del 4 ottobre 2007, il Ministro della salute pro tempore, senatrice Livia Turco, d'intesa con il Ministro pro tempore delle politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, ha istituito, presso il Ministero della salute, il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare: organo tecnico consultivo, destinato ad agire in stretta collaborazione con l'EFSA, cui é affidato il compito di offrire la propria consulenza tecnico-scientifica alle amministrazioni che si occupano di gestione del rischio in materia di sicurezza alimentare ed a formulare pareri scientifici, su richiesta del Comitato strategico di indirizzo, delle amministrazioni centrali e delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano;
l'articolo 2, comma 356, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008) prevede che il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare assuma la denominazione di "Autorità nazionale per la sicurezza alimentare" e si avvalga di una sede referente operante nella città di Foggia;
per lo svolgimento delle attività e il funzionamento della sede di Foggia, la stessa legge finanziaria autorizza lo stanziamento di 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e di 1,5 milioni di euro per l'anno 2010;
l'articolo 11 del decreto legge 31 dicembre 2007 n. 248 (cosiddetto "milleproroghe") prevede che la predetta Autorità nazionale per la sicurezza alimentare, a decorrere dal 15 gennaio 2008, si trasformi in "Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare", con sede in Foggia, fermo restando lo stanziamento di 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e di 1,5 milioni di euro per l'anno 2010;
lo stesso articolo 11 rinvia ad un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del ministro della salute, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, la definizione delle norme per l'organizzazione, il funzionamento e l'amministrazione dell'Agenzia;
impegna il Governo:
a predisporre tutti gli atti necessari all'adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 11 del decreto-legge 31 dicembre 2007 n. 248, al fine di completare l'iter procedimentale per l'istituzione dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare nella sede di Foggia.
BERTUZZI, PIGNEDOLI, ANDRIA, ANTEZZA, MONGIELLO, PERTOLDI, RANDAZZO, SOLIANI, PINZGER
La 9a Commissione permanente del Senato,
in sede di esame della disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013
premesso che:
il disegno di legge di stabilità non contiene misure volte a garantire alle imprese e ai lavoratori del comparto agroalimentare e della pesca quell'insieme di interventi necessari per il consolidamento e lo sviluppo del settore;
all'interno del disegno di legge disegno di legge recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013, nella tabella n. 12 «Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali», il saldo tra le misure introdotte e i tagli risulta negativo e rivela forti riduzioni di spesa;
il programma sviluppo e sostenibilità del settore agricolo, agroindustriale e mezzi tecnici di produzione (9.6) subisce una decurtazione di 106 milioni di euro rispetto alle previsioni assestate relative all'anno 2010. In tale ambito, 8,7 milioni di euro sono posti a carico del funzionamento del Dipartimento delle politiche competitive del mondo rurale e della qualità e 57,1 milioni di euro a carico del capitolo 7438 relativo alle somme per garantire l'avvio della realizzazione delle opere previste dal Piano irriguo nazionale. Altri 13 milioni di euro sono recuperati da tagli al capitolo 7611 relativo alla concessione di contributi alle imprese;
nel sistema economico italiano l'agroalimentare rappresenta uno dei maggiori comparti produttivi, offrendo un bacino occupazionale insostituibile, specie nel Mezzogiorno e nelle aree più marginali, e al tempo stesso assicura la gestione di oltre 14 milioni di ettari di terreni ed il presidio di un territorio ben più ampio;
l'attuale situazione dell'economia e il dibattito sulla riforma della Politica agricola comune (PAC) evidenziano nuove sfide ed opportunità per il settore che può continuare ad offrire un contributo rilevante al rilancio economico ed allo sviluppo dei territori italiani;
in tale contesto assumono un'importanza strategica le misure connesse al rilancio degli investimenti, dell'innovazione e della ricerca e le misure per agevolare il ricambio generazionale quale componente avanzata e qualificata nel quadro di una politica agricola nazionale tesa a sviluppare un sistema agroalimentare di qualità capace di competere a livello mondiale;
muovendo da tali considerazioni nel 2007 è stato istituito un apposito Fondo per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile in agricoltura con una dotazione di 50 milioni di euro per il quinquennio 2007-2011;
impegna il Governo:
ad adottare ulteriori iniziative volte a integrare nuove risorse del Fondo per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura, a prevedere ulteriori stanziamenti aggiuntivi e ad emanare i bandi per l'assegnazione delle risorse.