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Legislatura 16ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 244 del 17/11/2010


Seguito dell'indagine conoscitiva in relazione ai disegni di legge in materia di ordinamento degli enti locali: audizione di rappresentanti dell'Unione Province d'Italia (UPI)   

 

            Prosegue la procedura informativa, sospesa nella seduta del 21 ottobre.

 

     Il PRESIDENTE introduce gli argomenti oggetto dell'indagine conoscitiva e invita i rappresentanti dell'UPI a svolgere le loro considerazioni.

           

            Giuseppe CASTIGLIONE sottolinea il rilievo della Carta delle autonomie per il riordino delle istituzioni locali e per la semplificazione dell'organizzazione amministrativa, con conseguente riduzione di costi.

Rileva che il testo approvato dalla Camera dei deputati (A.S. 2259) rispecchia il sistema delle funzioni attuali delle Province, ma alcuni ambiti restano non perfettamente chiari e vi è un implicito rinvio a una definizione delle funzioni da parte delle Regioni; in particolare, in materia di assistenza tecnica e amministrativa ai Comuni. Inoltre, ritiene che in virtù di un riordino delle funzioni degli enti locali i princìpi fondamentali della riforma dovrebbero essere recepiti anche dalle Regioni a statuto speciale.

Sottolinea l'esigenza di sopprimere o accorpare i numerosi enti intermedi e strumentali che attualmente svolgono funzioni di area vasta: quelle funzioni possono essere assorbite dalle Province attraverso una coerente attuazione del decentramento amministrativo previsto dall'articolo 118 della Costituzione. In tale prospettiva, è indispensabile anche il riordino dell'amministrazione periferica dello Stato.

Per quanto riguarda le Città metropolitane, è apprezzabile l'individuazione delle funzioni fondamentali: essa però dovrebbe essere accompagnata da una organica disciplina elettorale per la composizione degli organi di governo. L'UPI sostiene anche la necessità di una razionalizzazione e semplificazione delle circoscrizioni provinciali, tenendo conto che di recente le Province sono aumentate per decisione del legislatore. Il riordino dovrebbe basarsi non solo su criteri demografici, ma anche sul contesto territoriale e sulle tradizioni storiche.

In sede di revisione dell'ordinamento degli enti locali, sarebbe opportuno procedere a un coordinamento del testo unico degli enti locali, tenuto conto che di recente sono stati adottati interventi normativi frammentari; fra l'altro, è necessario assicurare un maggiore equilibrio tra il ruolo delle assemblee elettive e quello dell'amministrazione attiva.

Infine, l'UPI ritiene che si debba affrontare la questione del ruolo dei direttori generali e dei segretari comunali e provinciali e si esprime in senso contrario all'ipotesi di una elezione indiretta degli organi della Provincia che penalizzerebbe il rapporto democratico con i cittadini, nonché la trasparenza e la responsabilità delle decisioni.

Conclude, consegnando alla Presidenza un documento analitico delle considerazioni svolte.

 

Antonio SAITTA sottolinea lo stretto collegamento tra la Carta delle autonomie e l'attuazione del federalismo fiscale, con particolare riguardo alla disciplina dei tributi dei Comuni e delle Province. Il sistema delle funzioni provinciali è complesso e articolato, anche perché alcune sono individuate a livello regionale. Il disegno di legge n. 2259, a suo avviso, ha il merito di ricondurre a unità quel sistema di funzioni.

A proposito dell'ipotesi di prevedere che gli organi della Provincia siano eletti indirettamente, osserva che sarebbe in contrasto con la proposta diretta a sopprimere i numerosi enti e agenzie intermedi nel presupposto che la loro attività non è sostenuta da una legittimazione democratica. Inoltre, l'elezione diretta consente di ricondurre le decisioni nell'alveo della politica, evitando un approccio solo tecnico.

Precisa che l'assistenza tecnica ai Comuni è già esercitata dalle Province, talvolta su esplicita richiesta delle amministrazioni comunali: a suo giudizio si tratta di uno strumento rilevante di rafforzamento del sistema. Infine, ribadisce l'opportunità di una razionalizzazione delle circoscrizioni territoriali, che tenga conto dell'effettiva sussistenza di un territorio di area vasta.

 

Seguono gli interventi dei senatori per domande e richieste di chiarimento.

 

Il senatore BIANCO (PD) ricorda le aspettative, testimoniate anche in recenti riunioni degli organi rappresentativi degli enti locali, per un significativo miglioramento del testo approvato dalla Camera dei deputati.

Rivolgendosi ai rappresentanti dell'UPI, chiede quale sia la loro opinione sull'opportunità di una revisione complessiva del testo unico degli enti locali, diretta a recepire i numerosi interventi legislativi occasionali che si sono verificati negli ultimi anni, nonché sulla gestione dell'attività dei segretari comunali e provinciali, chiarendo quale dovrebbe essere la natura, limitata al controllo della legittimità degli atti ovvero di alta dirigenza amministrativa. Domanda, inoltre, se si ritenga necessaria una disciplina organica in materia di candidabilità, ineleggibilità e incompatibilità degli amministratori locali.

Con riferimento all'ipotesi di soppressione degli enti intermedi, la cui abbondanza determina alti costi e interventi disorganici, chiede l'opinione dell'UPI sull'individuazione degli ambiti territoriali ottimali e sulla riorganizzazione delle amministrazioni periferiche dello Stato e degli uffici territoriali del Governo.

Infine, richiama il tema dell'intervento legislativo delle Regioni in materia di ordinamento delle funzioni dei Comuni, che a suo avviso dovrebbe essere riservato alla competenza legislativa dello Stato, e sottolinea l'esigenza di formulare in modo più incisivo la clausola di rinvio per l'applicazione dei princìpi generali dell'ordinamento degli enti locali nelle Regioni a statuto speciale.

 

Il presidente BENEDETTI VALENTINI (PdL) ritiene che la mancata applicazione del riordino delle funzioni degli enti locali nelle Regioni a statuto speciale indebolirebbe l'unitarietà del Paese e potrebbe inficiare le finalità dello stesso provvedimento.

Tenuto conto della centralità che si intende attribuire al Comune, vista la vicinanza con i cittadini, ritiene che la previsione di una aggregazione obbligatoria e il rinvio alle Regioni della definizione degli ambiti territoriali ottimali penalizzerebbe sia il ruolo delle Province sia l'autogoverno democratico dei Comuni.

A proposito dell'articolo 15 del disegno di legge n. 2259, nota che alcune proposizioni relative al riordino delle amministrazioni periferiche dello Stato sono formulate in modo tautologico e non come princìpi e criteri direttivi della delega.

Infine, con riguardo alla prospettata razionalizzazione delle Province, precisa che il legislatore è intervenuto su impulso delle esigenze e degli interessi provenienti dai territori delle nuove Province istituite. La revisione delle circoscrizioni, che non deve rispondere a criteri solo demografici, dovrà tenere conto di parametri specifici e non generici: in proposito chiede all'UPI di fornire adeguate indicazioni.

 

Il senatore PETERLINI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) sottolinea che il riordino delle funzioni degli enti locali procede attraverso la legislazione ordinaria e dunque, a suo avviso, non può derogare ai limiti posti dalla Costituzione e dagli statuti speciali, che hanno rango costituzionale.

 

Il senatore BIANCO (PD) precisa che l'applicazione dei princìpi fondamentali relativi alle funzioni degli enti locali può essere immediata anche nelle Regioni a statuto speciale, in quanto al provvedimento in esame non può non essere riconosciuta la natura di una riforma di sistema.

 

Il senatore PARDI (IdV) rivolge ai rappresentanti dell'UPI quesiti riguardanti il rapporto fra Province e Città metropolitane nonché fra le diverse istanze del governo del territorio, cioè i Comuni, le Province e le Regioni. Inoltre, osserva che gli interventi di coordinamento predisposti dalle Province spesso risultano compressi dai poteri delle Regioni e dei Comuni.

 

Giuseppe CASTIGLIONE conferma l'esigenza di coordinare le disposizioni relative all'ordinamento degli enti locali con altre leggi di sistema (ad esempio la legge di contabilità generale dello Stato): è il caso, per esempio, delle disposizioni relative al controllo sull'attività degli enti locali, contenute nel disegno di legge n. 2156 (anticorruzione). Per quanto riguarda i segretari comunali e provinciali, l'UPI ritiene che la gestione debba rimanere affidata alle autonomie locali. Inoltre, ai segretari comunali e provinciali dovrebbe essere affidata una funzione di tipo manageriale.

Condivide l'opportunità di dare luogo a una disciplina organica delle cause di incompatibilità e di ineleggibilità degli amministratori locali, tenuto conto che le Regioni sono intervenute anche con norme disomogenee.

Quanto all'ente di area vasta, conferma l'opportunità di riassumere le funzioni finora svolte da vari enti intermedi (bacini imbriferi, enti-parco, consorzi di bonifica) e quelle corrispondenti agli ambiti territoriali ottimali, e ricorda la costante contrarietà dell'UPI all'istituzione di nuove province.

Infine, sottolinea che anche in occasione dell'esame dello schema di decreto legislativo sulla definizione dei costi standard negli enti locali, l'UPI ha osservato che non è opportuno limitarne l'applicazione alle Regioni a statuto ordinario. A tale riguardo, rammenta che la Corte costituzionale ha sancito la necessaria conformità ai princìpi generali delle riforme di sistema anche per le Regioni a statuto speciale.

 

Antonio SAITTA osserva che la chiara attribuzione ai Comuni di tutte le funzioni che riguardano il rapporto con i cittadini consentirà alle Province di concentrarsi sulle funzioni di area vasta, corrispondendo così anche a criteri e a logiche di tipo economico. A suo avviso, l'inefficacia dei piani territoriali di coordinamento è emblematica della confusione di ruoli, causata anche dallo svolgimento di funzioni non solo legislative da parte delle Regioni.

Ritiene che la definizione della Carta delle autonomie consentirà un generale riordino della pubblica amministrazione.

Conclude, riservandosi di produrre un approfondimento scritto sulle questioni emerse nel dibattito.

 

Il PRESIDENTE ringrazia i rappresentanti dell'UPI  per il contributo fornito e avvisa che la documentazione presentata e quella che sarà inviata successivamente saranno rese disponibili per la pubblica consultazione.

 

Il seguito della procedura informativa è quindi rinviato.

 

Resoconto stenografico:

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/232283.pdf