AFFARI COSTITUZIONALI (1ª)
MERCOLEDÌ 17 NOVEMBRE 2010
244ª Seduta
Presidenza del Presidente
indi del Vice Presidente
Intervengono i sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Belsito e per l'interno Davico e Mantovano.
Intervengono, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, il presidente dell'UPI Giuseppe Castiglione e il vice presidente vicario dell'UPI Antonio Saitta, accompagnati dal direttore generale Piero Antonelli e dalla responsabile dell'Ufficio stampa Barbara Perluigi.
La seduta inizia alle ore 14,35.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
Il PRESIDENTE, con riferimento ad alcune notizie di stampa che riportano dichiarazioni del presidente del Gruppo Italia dei Valori, senatore Belisario, relative alla presunta inerzia della Commissione affari costituzionali nel proseguire l'esame dei disegni di legge in materia elettorale, ricorda che allo stato nessuna delle numerose iniziative legislative è sostenuta da un Gruppo parlamentare e che i senatori del Gruppo Italia dei Valori non hanno presentato alcuna proposta.
Il senatore PARDI (IdV) fa presente che il suo Gruppo si riserva di presentare successivamente un'autonoma proposta. In ogni caso, ritiene che il mancato proseguimento dell'esame non sia determinato dalla circostanza che il Gruppo Italia dei Valori non ha avanzato una sua iniziativa.
Il PRESIDENTE informa che il senatore Ceccanti ha trasmesso una lettera nella quale chiede che si dia corso tempestivamente alla discussione dei disegni di legge recanti intese con confessioni religiose, assegnati in sede deliberante. Auspica che quanto prima sia possibile risolvere le residue controversie politiche intorno a quei provvedimenti e che si possa concludere l'iter legislativo, in modo da assicurare una più ampia attuazione del principio di libertà religiosa.
La Commissione prende atto.
SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI
Il PRESIDENTE comunica che è stata chiesta la trasmissione audiovisiva per la procedura che sta per iniziare e che la Presidenza del Senato ha preventivamente fatto conoscere il proprio assenso. Inoltre, della stessa procedura sarà redatto il resoconto stenografico, disponibile a breve termine.
La Commissione prende atto.
PROCEDURE INFORMATIVE
Seguito dell'indagine conoscitiva in relazione ai disegni di legge in materia di ordinamento degli enti locali: audizione di rappresentanti dell'Unione Province d'Italia (UPI)
Prosegue la procedura informativa, sospesa nella seduta del 21 ottobre.
Il PRESIDENTE introduce gli argomenti oggetto dell'indagine conoscitiva e invita i rappresentanti dell'UPI a svolgere le loro considerazioni.
Giuseppe CASTIGLIONE sottolinea il rilievo della Carta delle autonomie per il riordino delle istituzioni locali e per la semplificazione dell'organizzazione amministrativa, con conseguente riduzione di costi.
Rileva che il testo approvato dalla Camera dei deputati (A.S. 2259) rispecchia il sistema delle funzioni attuali delle Province, ma alcuni ambiti restano non perfettamente chiari e vi è un implicito rinvio a una definizione delle funzioni da parte delle Regioni; in particolare, in materia di assistenza tecnica e amministrativa ai Comuni. Inoltre, ritiene che in virtù di un riordino delle funzioni degli enti locali i princìpi fondamentali della riforma dovrebbero essere recepiti anche dalle Regioni a statuto speciale.
Sottolinea l'esigenza di sopprimere o accorpare i numerosi enti intermedi e strumentali che attualmente svolgono funzioni di area vasta: quelle funzioni possono essere assorbite dalle Province attraverso una coerente attuazione del decentramento amministrativo previsto dall'articolo 118 della Costituzione. In tale prospettiva, è indispensabile anche il riordino dell'amministrazione periferica dello Stato.
Per quanto riguarda le Città metropolitane, è apprezzabile l'individuazione delle funzioni fondamentali: essa però dovrebbe essere accompagnata da una organica disciplina elettorale per la composizione degli organi di governo. L'UPI sostiene anche la necessità di una razionalizzazione e semplificazione delle circoscrizioni provinciali, tenendo conto che di recente le Province sono aumentate per decisione del legislatore. Il riordino dovrebbe basarsi non solo su criteri demografici, ma anche sul contesto territoriale e sulle tradizioni storiche.
In sede di revisione dell'ordinamento degli enti locali, sarebbe opportuno procedere a un coordinamento del testo unico degli enti locali, tenuto conto che di recente sono stati adottati interventi normativi frammentari; fra l'altro, è necessario assicurare un maggiore equilibrio tra il ruolo delle assemblee elettive e quello dell'amministrazione attiva.
Infine, l'UPI ritiene che si debba affrontare la questione del ruolo dei direttori generali e dei segretari comunali e provinciali e si esprime in senso contrario all'ipotesi di una elezione indiretta degli organi della Provincia che penalizzerebbe il rapporto democratico con i cittadini, nonché la trasparenza e la responsabilità delle decisioni.
Conclude, consegnando alla Presidenza un documento analitico delle considerazioni svolte.
Antonio SAITTA sottolinea lo stretto collegamento tra la Carta delle autonomie e l'attuazione del federalismo fiscale, con particolare riguardo alla disciplina dei tributi dei Comuni e delle Province. Il sistema delle funzioni provinciali è complesso e articolato, anche perché alcune sono individuate a livello regionale. Il disegno di legge n. 2259, a suo avviso, ha il merito di ricondurre a unità quel sistema di funzioni.
A proposito dell'ipotesi di prevedere che gli organi della Provincia siano eletti indirettamente, osserva che sarebbe in contrasto con la proposta diretta a sopprimere i numerosi enti e agenzie intermedi nel presupposto che la loro attività non è sostenuta da una legittimazione democratica. Inoltre, l'elezione diretta consente di ricondurre le decisioni nell'alveo della politica, evitando un approccio solo tecnico.
Precisa che l'assistenza tecnica ai Comuni è già esercitata dalle Province, talvolta su esplicita richiesta delle amministrazioni comunali: a suo giudizio si tratta di uno strumento rilevante di rafforzamento del sistema. Infine, ribadisce l'opportunità di una razionalizzazione delle circoscrizioni territoriali, che tenga conto dell'effettiva sussistenza di un territorio di area vasta.
Seguono gli interventi dei senatori per domande e richieste di chiarimento.
Il senatore BIANCO (PD) ricorda le aspettative, testimoniate anche in recenti riunioni degli organi rappresentativi degli enti locali, per un significativo miglioramento del testo approvato dalla Camera dei deputati.
Rivolgendosi ai rappresentanti dell'UPI, chiede quale sia la loro opinione sull'opportunità di una revisione complessiva del testo unico degli enti locali, diretta a recepire i numerosi interventi legislativi occasionali che si sono verificati negli ultimi anni, nonché sulla gestione dell'attività dei segretari comunali e provinciali, chiarendo quale dovrebbe essere la natura, limitata al controllo della legittimità degli atti ovvero di alta dirigenza amministrativa. Domanda, inoltre, se si ritenga necessaria una disciplina organica in materia di candidabilità, ineleggibilità e incompatibilità degli amministratori locali.
Con riferimento all'ipotesi di soppressione degli enti intermedi, la cui abbondanza determina alti costi e interventi disorganici, chiede l'opinione dell'UPI sull'individuazione degli ambiti territoriali ottimali e sulla riorganizzazione delle amministrazioni periferiche dello Stato e degli uffici territoriali del Governo.
Infine, richiama il tema dell'intervento legislativo delle Regioni in materia di ordinamento delle funzioni dei Comuni, che a suo avviso dovrebbe essere riservato alla competenza legislativa dello Stato, e sottolinea l'esigenza di formulare in modo più incisivo la clausola di rinvio per l'applicazione dei princìpi generali dell'ordinamento degli enti locali nelle Regioni a statuto speciale.
Il presidente BENEDETTI VALENTINI (PdL) ritiene che la mancata applicazione del riordino delle funzioni degli enti locali nelle Regioni a statuto speciale indebolirebbe l'unitarietà del Paese e potrebbe inficiare le finalità dello stesso provvedimento.
Tenuto conto della centralità che si intende attribuire al Comune, vista la vicinanza con i cittadini, ritiene che la previsione di una aggregazione obbligatoria e il rinvio alle Regioni della definizione degli ambiti territoriali ottimali penalizzerebbe sia il ruolo delle Province sia l'autogoverno democratico dei Comuni.
A proposito dell'articolo 15 del disegno di legge n. 2259, nota che alcune proposizioni relative al riordino delle amministrazioni periferiche dello Stato sono formulate in modo tautologico e non come princìpi e criteri direttivi della delega.
Infine, con riguardo alla prospettata razionalizzazione delle Province, precisa che il legislatore è intervenuto su impulso delle esigenze e degli interessi provenienti dai territori delle nuove Province istituite. La revisione delle circoscrizioni, che non deve rispondere a criteri solo demografici, dovrà tenere conto di parametri specifici e non generici: in proposito chiede all'UPI di fornire adeguate indicazioni.
Il senatore PETERLINI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE) sottolinea che il riordino delle funzioni degli enti locali procede attraverso la legislazione ordinaria e dunque, a suo avviso, non può derogare ai limiti posti dalla Costituzione e dagli statuti speciali, che hanno rango costituzionale.
Il senatore BIANCO (PD) precisa che l'applicazione dei princìpi fondamentali relativi alle funzioni degli enti locali può essere immediata anche nelle Regioni a statuto speciale, in quanto al provvedimento in esame non può non essere riconosciuta la natura di una riforma di sistema.
Il senatore PARDI (IdV) rivolge ai rappresentanti dell'UPI quesiti riguardanti il rapporto fra Province e Città metropolitane nonché fra le diverse istanze del governo del territorio, cioè i Comuni, le Province e le Regioni. Inoltre, osserva che gli interventi di coordinamento predisposti dalle Province spesso risultano compressi dai poteri delle Regioni e dei Comuni.
Giuseppe CASTIGLIONE conferma l'esigenza di coordinare le disposizioni relative all'ordinamento degli enti locali con altre leggi di sistema (ad esempio la legge di contabilità generale dello Stato): è il caso, per esempio, delle disposizioni relative al controllo sull'attività degli enti locali, contenute nel disegno di legge n. 2156 (anticorruzione). Per quanto riguarda i segretari comunali e provinciali, l'UPI ritiene che la gestione debba rimanere affidata alle autonomie locali. Inoltre, ai segretari comunali e provinciali dovrebbe essere affidata una funzione di tipo manageriale.
Condivide l'opportunità di dare luogo a una disciplina organica delle cause di incompatibilità e di ineleggibilità degli amministratori locali, tenuto conto che le Regioni sono intervenute anche con norme disomogenee.
Quanto all'ente di area vasta, conferma l'opportunità di riassumere le funzioni finora svolte da vari enti intermedi (bacini imbriferi, enti-parco, consorzi di bonifica) e quelle corrispondenti agli ambiti territoriali ottimali, e ricorda la costante contrarietà dell'UPI all'istituzione di nuove province.
Infine, sottolinea che anche in occasione dell'esame dello schema di decreto legislativo sulla definizione dei costi standard negli enti locali, l'UPI ha osservato che non è opportuno limitarne l'applicazione alle Regioni a statuto ordinario. A tale riguardo, rammenta che la Corte costituzionale ha sancito la necessaria conformità ai princìpi generali delle riforme di sistema anche per le Regioni a statuto speciale.
Antonio SAITTA osserva che la chiara attribuzione ai Comuni di tutte le funzioni che riguardano il rapporto con i cittadini consentirà alle Province di concentrarsi sulle funzioni di area vasta, corrispondendo così anche a criteri e a logiche di tipo economico. A suo avviso, l'inefficacia dei piani territoriali di coordinamento è emblematica della confusione di ruoli, causata anche dallo svolgimento di funzioni non solo legislative da parte delle Regioni.
Ritiene che la definizione della Carta delle autonomie consentirà un generale riordino della pubblica amministrazione.
Conclude, riservandosi di produrre un approfondimento scritto sulle questioni emerse nel dibattito.
Il PRESIDENTE ringrazia i rappresentanti dell'UPI per il contributo fornito e avvisa che la documentazione presentata e quella che sarà inviata successivamente saranno rese disponibili per la pubblica consultazione.
Il seguito della procedura informativa è quindi rinviato.
Resoconto stenografico:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/232283.pdf
IN SEDE REFERENTE
(272) Maria Fortuna INCOSTANTE ed altri. - Disposizioni per il coordinamento in materia di sicurezza pubblica e polizia amministrativa locale e per la realizzazione di politiche integrate per la sicurezza
(278) Anna Maria CARLONI e Franca CHIAROMONTE. - Modifiche alla legge 7 marzo 1986, n. 65, in materia di istituzione delle "unità di prossimità" per il contrasto alla criminalità diffusa nei grandi centri urbani
(308) CENTARO. - Istituzione delle Unità di prossimità per il contrasto alla criminalità diffusa nei grandi centri urbani
(344) BARBOLINI ed altri. - Disposizioni per l'attuazione dell'articolo 118, terzo comma, della Costituzione, in materia di ordine pubblico, sicurezza e funzioni di polizia locale
(760) SAIA ed altri. - Norme di indirizzo generale in materia di polizia locale
(1039) D'ALIA. - Modifiche alla normativa vigente in materia di polizia locale
- e petizione n. 313 ad essi attinente
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio)
Prosegue l'esame congiunto, sospeso nella seduta del 16 novembre.
Il senatore BIANCO (PD), intervenendo sull'ordine dei lavori, ricorda l'attesa degli operatori di polizia locale per il provvedimento in esame. Dal momento che sul testo proposto dai relatori e su alcune proposte di modifica vi è un consenso ampio, prospetta la possibilità di proseguire l'esame anche durante l'imminente sessione di bilancio, con la necessaria deroga al normale divieto.
Il PRESIDENTE precisa che una decisione in tal senso pottrà essere assunta dalla Conferenza dei Capigruppo del Senato, in caso di unanimità. Tuttavia, nella seduta odierna non si potrà procedere alla votazione degli emendamenti, in quanto non è ancora pervenuto il parere della Commissione bilancio, che a sua volta è in attesa della relazione tecnica da parte del Governo.
Il sottosegretario MANTOVANO fa presente che il ritardo nella presentazione della relazione tecnica è stato causato da una incomprensione: infatti, si era erroneamente ritenuto che l'analisi dovesse riguardare i testi originari e non quello proposto dai relatori. Assicura che il Ministero dell'interno presenterà tempestivamente la relazione tecnica.
Riprende la trattazione degli emendamenti al testo unificato proposto dai relatori per i disegni di legge in titolo, pubblicati nelle sedute precedenti.
Il relatore SAIA (FLI) si dichiara sorpreso per il ritardo con cui il Ministero dell'interno provvede alla presentazione della relazione tecnica, richiesta già dal 30 settembre.
Pronunciandosi sugli emendamenti in esame, esprime parere contrario sull'emendamento 1.1, che contiene un ribaltamento dei princìpi fondamentali del provvedimento e richiama il concetto di "polizia urbana", oggetto di una specifica proposta che sarà illustrata successivamente dai relatori.
Esprime parere contrario sull'emendamento 1.2, che appare ridondante in quanto il testo già tiene conto delle prerogative delle autonomie speciali. Sull'emendamento 2.1 esprime ugualmente parere contrario, poiché interviene impropriamente su disposizioni di portata generale, allo scopo di ridefinire alcuni ambiti giuridici. Sugli emendamenti 2.2 e 2.3, identici, esprime parere favorevole.
Il relatore BARBOLINI (PD) osserva che la parola "ordinata", che gli emendamenti 2.2 e 2.3 propongono di sopprimere, compare in numerose leggi regionali. Potrebbe essere considerato un termine invalso.
Il relatore SAIA (FLI) si pronuncia in senso favorevole sugli emendamenti 2.4, 3.1 e 3.2 (identici), 3.3, 3.5 e 3.9, mentre sull'emendamento 3.4 esprime parere contrario, come pure sull'emendamento 3.8. In merito all'emendamento 3.7, si rimette al Governo, rilevando una possibile violazione di disposizioni costituzionali.
Il relatore BARBOLINI (PD) si riserva di presentare una proposta diretta a premettere un'ulteriore lettera all'articolo 2, allo scopo di definire la "sicurezza urbana" e di evitare così possibili ambiguità interpretative.
Il sottosegretario MANTOVANO si esprime favorevolmente sugli emendamenti identici 2.2 e 2.3 e si rimette alla Commissione sugli emendamenti 3.3, 3.6 e 3.8. Sui rimanenti emendamenti riferiti agli articoli 1, 2 e 3, esprime parere contrario.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Proposta di nomina del professor Francesco Beltrame a Presidente di DigitPA (n. 74)
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento. Esame. Parere favorevole)
Il PRESIDENTE riferisce che il Consiglio dei Ministri nella seduta del 29 ottobre 2010 ha avviato la procedura per la nomina del Presidente dell'ente DigitPA. Il Governo ha indicato il nome del professor Francesco Beltrame, trasmettendo il curriculum dell'interessato al fine dell'espressione del parere parlamentare.
Si procede quindi a scrutinio segreto alla votazione sulla proposta di parere favorevole, cui partecipano i senatori BARBOLINI (PD) (in sostituzione della senatrice Incostante), BASTICO (PD), BATTAGLIA (PdL), BENEDETTI VALENTINI (PdL), BIANCO (PD), BODEGA (LNP), BOSCETTO (PdL), FAZZONE (PdL), MALAN (PdL), Mauro Maria MARINO (PD), PARDI (IdV), PASTORE (PdL), PETERLINI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE), SAIA (FLI), SALTAMARTINI (PdL), SARO (PdL), SARRO (PdL), SPADONI URBANI (PdL) (in sostituzione del senatore Lauro), VALLI (LNP) (in sostituzione della senatrice Mauro) e VIZZINI (PdL).
Il PRESIDENTE, quindi, proclama il risultato della votazione: la proposta di parere favorevole è approvata con 12 voti favorevoli, 2 voti contrari e 6 schede bianche.
La seduta termina alle ore 16,25.