Il direttore DELL'ALBA, in sede di replica, evidenzia come l'attività di lobbying "istituzionale" - che, per molti aspetti, va distinta da quella mirante a tutelare interessi più particolaristici - non ha affatto una connotazione negativa in ambito europeo. Quanto all'esistenza di un Commissario europeo con portafoglio per l'industria, di origine italiana, essa costituisce indubbiamente un atout positivo per l'Italia.
In tema di Business Europe, l'oratore richiama l'attenzione dei commissari sulla grave linea di frattura che si è ormai delineata, all'interno dell'Unione europea, tra Paesi manufatturieri e non manufatturieri. Si tratta di una vera e propria spaccatura che sta generando conseguenze negative per l'Italia e che dovrebbe seriamente indurre tutti i protagonisti del "Sistema Paese" a considerare l'opportunità di promuovere più stretti legami di alleanza con gli Stati a vocazione, appunto, manufatturiera. In proposito cita l'esempio dell'aiuto umanitario predisposto per il Pakistan sotto forma di abbattimento dei dazi doganali, che si è tradotto, purtroppo, in una penalizzazione non secondaria per i prodotti tessili italiani.
Relativamente alla questione concernente il brevetto europeo, Confindustria sostiene in pieno la posizione del Governo italiano ed auspica che la relativa traduzione possa avvenire nella sola lingua inglese.