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Legislatura 16ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 122 del 09/11/2010


Seguito dell'indagine conoscitiva sul sistema Paese nella trattazione delle questioni relative all'UE con particolare riferimento al ruolo del Parlamento italiano nella formazione della legislazione comunitaria: audizione del direttore della rappresentanza di Confindustria presso l'Unione europea   

 

Riprende il seguito dell'indagine conoscitiva in titolo, sospesa nella seduta del 4 novembre 2010.

 

La PRESIDENTE ringrazia il direttore della rappresentanza di Confindustria presso l'Unione europea, Gianfranco Dell'Alba, per la sua disponibilità a partecipare all'odierna audizione.

 

            Il direttore DELL'ALBA informa, preliminarmente, che Confindustria, intesa come rappresentanza della variegata realtà imprenditoriale del Paese, nonchè delle diverse associazioni di categoria, è presente a Bruxelles dal lontano 1958 e sviluppa una notevole azione di impulso e di raccordo degli interessi delle aziende private italiane, coordinandosi, in maniera stretta, non solo con i patronati degli altri Paesi europei, ma anche con la Rappresentanza permanente d'Italia e con gli stessi europarlamentari italiani.

            Avuto riguardo alla capacità del "Sistema Italia" di incidere nei processi decisionali delle Istituzioni europee, ritiene di poter esprimere un giudizio generalmente positivo, anche se, al contempo, occorre prendere atto di come gli altri partners di maggior peso dell'Unione europea risultino, purtroppo, maggiormente attrezzati nel dispiegamento della suddetta capacità di lobbying. Al riguardo, cita l'esempio dei Paesi nordici, che sono riusciti a costituire un gruppo di pressione molto efficace, e del binomio Germania-Austria, che, molto spesso, è in grado di promuovere iniziative comuni ed univoche.

            Fa presente, quindi, come, più di recente, la rappresentanza degli industriali italiani a Bruxelles stia riponendo un'attenzione particolare ai rapporti con il Parlamento europeo, che è ormai, in seguito all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, un co-legislatore a tutti gli effetti dell'Unione, e con il Parlamento italiano, che, sempre a causa dei nuovi Trattati, è inserito a pieno titolo nel procedimento di formazione delle norme comunitarie.

 

            Seguono alcuni quesiti posti dai senatori.

 

            Il senatore SANTINI (PdL) chiede come venga percepito, in questa fase storica, il ruolo dei lobbisti presso gli organi dell'Unione e se la circostanza per cui l'Italia annovera un Commissario europeo incaricato di seguire il settore industriale possa essere considerata come un fattore di vantaggio nel quotidiano lavoro di sostegno degli interessi imprenditoriali italiani.

 

            La senatrice MARINARO (PD) sollecita un chiarimento in merito alla spinosa questione relativa alla traduzione dei brevetti ed alle relazioni che la Confindustria cerca di instaurare con le altre forze economiche e sociali del continente europeo.

 

            Il direttore DELL'ALBA, in sede di replica, evidenzia come l'attività di lobbying "istituzionale" - che, per molti aspetti, va distinta da quella mirante a tutelare interessi più particolaristici - non ha affatto una connotazione negativa in ambito europeo. Quanto all'esistenza di un Commissario europeo con portafoglio per l'industria, di origine italiana,  essa costituisce indubbiamente un atout positivo per l'Italia.

            In tema di Business Europe, l'oratore richiama l'attenzione dei commissari sulla grave linea di frattura che si è ormai delineata, all'interno dell'Unione europea, tra Paesi manufatturieri e non manufatturieri. Si tratta di una vera e propria spaccatura che sta generando conseguenze negative per l'Italia e che dovrebbe seriamente indurre tutti i protagonisti del "Sistema Paese" a considerare l'opportunità di promuovere più stretti legami di alleanza con gli Stati a vocazione, appunto, manufatturiera. In proposito cita l'esempio dell'aiuto umanitario predisposto per il Pakistan sotto forma di abbattimento dei dazi doganali, che si è tradotto, purtroppo, in una penalizzazione non secondaria per i prodotti tessili italiani.

            Relativamente alla questione concernente il brevetto europeo, Confindustria sostiene in pieno la posizione del Governo italiano ed auspica che la relativa traduzione possa avvenire nella sola lingua inglese.

 

            La PRESIDENTE , per ultimo, chiede se, di fronte a casi così evidenti di ricaduta dannosa per l'Italia in termini economici - come quello testè menzionato dell'aiuto al Pakistan - abbia riscontrato una qualche forma di reazione concertata e tempestiva da parte del "Sistema Italia" in quanto tale.

 

            A quest'ultimo riguardo, l'ORATORE risponde in modo affermativo, sottolineando come, in alcuni negoziati di rilievo per il Paese, si sia riusciti a raggiungere esiti comunque favorevoli per le imprese italiane.

 

La PRESIDENTE dichiara, quindi, conclusa l'odierna audizione.

 

Resoconto stenografico