Legislatura 16ª - Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani - Resoconto sommario n. 55 del 15/07/2010
Il presidente
MARCENARO ringrazia la personalità presente, ricordando che l'audizione odierna si inserisce tra quelle destinate a fornire elementi conoscitivi ai senatori sulla condizione di rom e sinti in Italia.
Il professor Alessandro SIMONI, docente in sistemi giuridici comparati presso l'Università di Firenze, illustra il lavoro che ha svolto sul tema dei rom e sinti soffermandosi in particolare sulla documentazione allegata alla seduta, che egli stesso ha prodotto, che verte su una bozza di proposta di legge, denominata "Norme per la tutela e le pari opportunità della minoranza dei Rom e dei Sinti", che egli stesso ha curato insieme ai professori Paolo Bonetti, del Dipartimento giuridico delle istituzioni nazionali ed europee dell'Università degli studi di Milano-Bicocca, e Tommaso Vitale, del Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell'Università degli studi di Milano-Bicocca. Questa bozza costituisce il punto di approdo di un lavoro di ricerca condotto da diversi enti, ed è destinato a dare ad essa un senso di concretezza rispetto ai temi affrontati. Il lavoro svolto ha avuto un momento importante di confronto in occasione del Convegno internazionale - La condizione giuridica di Rom e Sinti in Italia/International conference on The legal status of Roma and Sinti in Italy, che si è svolto a Milano il 18 giugno scorso. Il convegno partiva dalla considerazione che la situazione delle persone che in Italia si riconoscono come rom o sinti, appare precaria sotto molti punti di vista. Allo stesso modo la loro condizione giuridica è assai eterogenea in quanto essi sono cittadini italiani, cittadini di altri Stati membri dell’Unione europea, cittadini di Paesi extracomunitari, rifugiati, apolidi, così come varie e assai diversificate sono le loro pratiche ed esperienze di vita. Ai gruppi rom e sinti di antico radicamento in Italia si sono affiancati gruppi giunti in differenti momenti dall’Europa centroorientale, spesso a seguito discriminazioni, persecuzioni, apolidia sopravvenuta, espulsioni di fatto, creando un insieme altamente variegato quanto a retroterra sociale, pratiche di mobilità territoriale, inserimento economico e sociale. Il confronto con i gruppi rom e sinti e con la loro storia di ricorrente discriminazione, di fatto o di diritto, costituisce una sfida per l’ordinamento giuridico italiano che, secondo le norme costituzionali, comunitarie ed internazionali in vigore, deve prevedere apposite misure di tutela e deve promuovere in modo attivo politiche e azioni di inserimento sociale e di non discriminazione di tali gruppi. Il testo della bozza del disegno di legge non ha tenuto conto della fattibilità politica delle singole misure proposte ma ha cercato di trasfondere nelle norme da un lato la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, che su questi argomenti è decisamente attenta ed accurata, dall'altro l'estrema varietà delle esperienze rom e sinte, avendo presente che la loro condizione è spesso di forte discriminazione.